Claude è sempre più popolare e punta a entrare nella Top 3 dei chatbot IA più utilizzati
Secondo i dati Comscore di marzo 2026 sul mercato desktop USA, Claude di Anthropic si consolida al quarto posto tra i chatbot IA con 2,66 milioni di utenti. Trainato da una crescita mensile del 130,1%, Claude stacca i rivali minori e insidia la top 3 guidata da ChatGPT, Gemini e Copilot.
di Davide Raia pubblicata il 23 Maggio 2026, alle 09:01 nel canale WebAnthropicClaude
I chatbot IA sono sempre più utilizzati tra gli utenti e tra i protagonisti principali, in questo momento, c'è sicuramente Claude, il chatbot di Anthropic che si sta ritagliando uno spazio sempre più rilevante.
La conferma arriva da un'analisi di Comscore dedicata al mercato degli Stati Uniti e all'utilizzo dei chatbot IA da desktop. Non si tratta, quindi, di una statistica completa ma di un'interessante "fotografia" del mercato attuale (i dati sono aggiornati al mese di marzo 2026).
L'aumento degli utenti è accompagnato anche da una sostanziale crescita dei profitti di Anthropic che, trimestre dopo trimestre, si sta rafforzando anche dal punto di vista finanziario.

Claude si avvicina alla Top 3
La Top 3 dei chatbot più utilizzati non presenta sorprese, con ChatGPT che può contare su un vantaggio enorme ma su una crescita pari a "solo" il 18,9% su base mensile.
Seconda posizione per Gemini, che cresce del 29,1%, e terza per Copilot, con un ottimo 44,4% di crescita. Il dato più interessante riguarda la quarta posizione che vede Claude grande protagonista.
Con 2,66 milioni di utenti, infatti, il chatbot di Anthropic ha staccato nettamente i concorrenti minori (Grok, DeepSeek e Perplexity). Claude sta registrando, inoltre, una crescita significativa con un eccellente +130,1% su base mensile.
Nel corso dei prossimi mesi, Claude può puntare alla terza posizione, anche considerando un fattore di crescita sensibilmente superiore a quello di Copilot.
Un ulteriore passo in avanti potrà arrivare in futuro, anche grazie alle tante funzioni appena rilasciate da Anthropic e alla possibilità di tenere testa, sotto vari aspetti, ai servizi concorrenti.









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19 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoGemini e Copilot mi paiono diversi gradini sotto.
Va da se che i modelli free son giochini.
Chiedete a qualsiasi studente universitario e vedrete che usa Gemini
Chiedete a qualsiasi studente universitario e vedrete che usa Gemini
Gemini è top nella vita quotidiana e per cose non eccessivamente specifiche o tecniche.
Quindi una persona comune, uno studente anche universitario, un lavoratore molto probabilmente preferirà Gemini a tutto il resto.
Inoltre Gemini ha l'ecosistema migliore essendo integrato in decine di dispositivi.
Claude invece ha degli ambiti dove è top come il coding e aspetti estremamente tecnici e dove serve qualcosa di veramente specializzato.
ChatGPT ormai è nella massa... non fa schifo e c'è di peggio ma non è niente di particolarmente interessante.
Copilot è veramente pessimo. Non ci fosse microsoft a spingerlo sarebbe insignificante così come Meta AI e tanti altri.
Chiedete a qualsiasi studente universitario e vedrete che usa Gemini
Il che mi fa preoccupare non poco per il futuro del pianeta, dato che l'ultima cosa per cui andrebbero usati dei modelli di linguaggio probabilistici è per fare ricerche e ottenere informazioni, ma va bpè che stiamo messi male dal '68 sotto questo aspetto.
È come dire a uno che compra l'auto che non dovrebbe mai e in nessun caso nemmeno accidentalmente dovrebbe superare i limiti di velocità.
È semplicemente impossibile anche per chi come me è particolarmente attento e posso dirti che in oltre 20 anni di patente non ho mai preso una sanzione per eccesso di velocità.
Se usi una IA prima o poi in maniera diretta o indiretta finisci per usarla anche per informati è inevitabile.
È semplicemente impossibile anche per chi come me è particolarmente attento e posso dirti che in oltre 20 anni di patente non ho mai preso una sanzione per eccesso di velocità.
Se usi una IA prima o poi in maniera diretta o indiretta finisci per usarla anche per informati è inevitabile.
Un conto è chiedere qualcosa da misero privato che ha una curiosità, che altrimenti avrebbe soddisfatto con una ricerca Google prendendo il primo risultato, che è la stessa cosa di fidarsi di un modello probabilistico.
Un altro è istruirsi con quello, non impari una fava, e diventi il geometra che chiede a Gemini se quella casa si può fare, il programmatore che si fa scrivere il codice da Claude e l'avvocato che chiede precedenti a ChatGPT, o peggio il dottore che chiede a copilot la diagnosi.
Altro che sei politico e ponti che crollano.
ChatGPT però è solo uno dei prodotti di OpenAI, il chatbot appunto. Ho l'abbonamento 20X eppure per le cose generaliste preferisco quasi sempre usare prodotti free della concorrenza, nemmeno a me piace. Non che produca risposte sbagliate, anzi, qualche volta poi se devo produrre documenti corposi lo metto in modalità Extended o Pro e fa davvero un ottimo lavoro, ma per domande di carattere generale è troppo prolisso, mi fa perdere tempo.
Codex, però, è un altro paio di maniche, diventa sempre meglio, fa lavori di grande qualità, e non parlo solo di codice (che è il 90% del mio utilizzo), ma anche nell'uso agentico, recuperare informazioni da centinaia di pagine web e produrre dati strutturati, inizia a fare di tutto per arrivare al risultato, si scrive python al volo, si crea dei json locali per segnarsi dove è arrivato, cosa gli manca, ecc... supera in scioltezza siti con protezione anti-scraping usando il suo browser integrato.
In generale la mia preferenza va a:
Codex per programmazione e agenti
Grok quando devo fare domande di attualità, sa tutto di quello che è successo anche un'ora fa, grazie ovviamente all'integrazione con X
Gemini per domande di scienza e tecnologia, farmi spiegare cose che non ho capito.
Perplexity per aggiornarmi sulle news
Claude lo uso poco non perché non sia buono (in coding è buono, ma codex è meglio), ma perché è forte su cose che non mi servono, è più da manager e commerciali, che devono fare analisi di mercato, presentazioni, organizzare idee e cose del genere. E' anche molto valido nel vibe coding, nel senso che se gli chiedi di costruire un'applicazione da zero con un singolo prompt si impegna molto per farla bella, per impressionare, e questo gli è valso anche buona parte dell'hype su youtube, dove chi parla di AI non da professionista, ma da content creator, spesso le giudica in questo modo.
Al contrario, sono utilissimi, poi se il dato è importante e ci devi fare una relazione clicchi sulle fonti e te la vai a leggere, le allucinazioni capitano ancora, ma la scrematura di fonti e la chiarezza con cui te le propone è imparagonabile ad una ricerca su Google.
Ma non sono più solo modelli probabilistici nel momento che accedono al web e possono leggere notizie, articoli scientifici, documentazione...
L'AI è uno strumento, funziona in modo molto diverso se usata da una persona o da un'altra. Io sono così abituato a fare prompt strutturati da 100+ righe per il coding che lo faccio anche per cose più generaliste quando sono importanti. Cerco di anticipare ogni comportamento dicendo prima cosa voglio che faccia e come, sono ridondante nelle spiegazioni, separo obbiettivo, contesto, esempi e richieste (usando il markdown che alle AI piace molto)
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