La Gen Z dice no all'IA: fischiati Eric Schmidt e i big del tech alle lauree 2026
Il calo dell'entusiasmo e la paura dei licenziamenti spingono i giovani verso la resistenza attiva e la tecnologia analogica. I fischi ai relatori durante le cerimonie di laurea del 2026 confermano una spaccatura che sembra insanabile tra la Silicon Valley e i neolaureati
di Nino Grasso pubblicata il 25 Maggio 2026, alle 10:31 nel canale WebLa Silicon Valley e i vertici aziendali statunitensi si scontrano con una realtà inaspettata nei campus universitari: elogiare l'intelligenza artificiale davanti a una platea di neolaureati è diventato il modo più rapido per farsi fischiare. La stagione delle cerimonie di laurea del 2026 ha trasformato i palchi accademici in un terreno di scontro generazionale, dove figure di primo piano come l'ex CEO di Google, Eric Schmidt, e il fondatore di Big Machine Records, Scott Borchetta, sono state apertamente contestate dagli studenti non appena hanno toccato il tema dell'automazione.
A inquadrare il fenomeno è stato una nuova analisi, i cui dati certificano un cambiamento radicale nel sentimento della Gen Z. Un sondaggio, citato da Business Insider, condotto all'inizio dell'anno da Walton Family Foundation, GSV Ventures e Gallup su un campione di 1.572 giovani tra i 14 e i 29 anni rivela che l'entusiasmo nei confronti degli strumenti di IA è sceso del 14% nell'arco di dodici mesi, mentre i sentimenti di rabbia sono in netto aumento. Oltre la metà degli intervistati dichiara comunque di utilizzare queste tecnologie su base quotidiana o settimanale, quanto di una profonda ansia legata alle prospettive occupazionali in un mercato del lavoro per i neolaureati che ha registrato un costante deterioramento a partire dal 2023.
La Gen Z sta chiedendo il boicottaggio dell'IA e un ritorno all'analogico?
Il risentimento è particolarmente radicato tra chi ha scelto il proprio percorso di studi prima del boom dell'IA generativa e ora vede molte aziende indicare l'automazione come causa diretta dei licenziamenti. Questa frustrazione si sta traducendo in una vera e propria resistenza all'interno dei luoghi di lavoro. Una ricerca pubblicata ad aprile da Writer e Workplace Intelligence, che ha coinvolto 1.200 dirigenti e 1.200 dipendenti tra Stati Uniti ed Europa, evidenzia che il 29% della forza lavoro complessiva ammette di aver ostacolato o boicottato la strategia aziendale legata all'IA. Il dato sale verticalmente al 44% se si isolano i lavoratori della Gen Z, spinti dal timore di vedere il proprio ruolo interamente sostituito dagli algoritmi.
L'impatto di questa ondata di scetticismo sta uscendo dai confini professionali per ridefinire i consumi culturali. L'ansia da IA sta infatti alimentando una marcata nostalgia per le vecchie tecnologie, spingendo una fetta consistente di giovani verso soluzioni analogiche e dispositivi disconnessi.
Sebbene sul palco della Middle Tennessee State University Borchetta abbia liquidato i fischi esortando i laureati a "farsene una ragione" poiché l'IA sta riscrivendo le regole della produzione, i segnali di rigetto impongono una riflessione ai produttori. Nei precedenti cicli tecnologici, l'opposizione della base giovanile ha spesso rallentato l'adozione di massa, costringendo le aziende a rivedere i flussi di consenso e ad aumentare la trasparenza sull'impatto occupazionale dei modelli software. Vedremo se riuscirà a farlo anche con l'IA generativa.










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17 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoI lavoratori della Gen Z sono quelli che ora sono neolaureati o junior... esattamente la fascia che viene colpita per prima dalla IA.
A seguire le altre.
Invece con Steve Wozniak la reazione é stata decisamente migliore, semplicemente perché non ha parlato da CEO.
Provate ad immaginare un mondo in cui il 99% delle persone si sveglia alla mattina e non ha nulla da fare,non ha uno scopo,non può inventare niente perché,l'accesso alle tecnologie e al resto è fortemente in mano a pochi,già in parte accade ma un margine di manovra è rimasto ma tolto quel margine?
Quando ci saranno robot cuochi,camerieri,pizzaioli, agricoltori,elettricisti,idraulici,cosa faremo?
La IA sta già creando musica,in un certo senso,sta già entrando anche nel mondo artistico,cosa resterà all' uomo?
Dovremmo diventare tutti filosofi,pensatori,opinionisti?
Perché la IA prima o poi occuperà quasi tutta la superficie della scienza, è quel che ci stanno promettendo in questo periodo,non so sé è solo una manovra di marketing per convincere le persone a investire i loro risparmi nel sistema IA.
Sta di fatto che se domani mattina,veniamo licenziati perché sostituiti da un robot saldatore,un robot pizzaiolo,una IA programmatrice o altro e nel andare a cercare lavoro ti dicono che sono apposto perché hanno un sistema IA che manda avanti la produzione di beni o servizi, certamente non saremo molto felici,anzi preoccupati dove trovare i soldi per mutuo,rate,cibo,vestiario,medicine e ho messo cose essenziali,non 5090 per giocare e PC masterace
La preoccupazione di questi neo laureati è capibile
Il problema semmai è proprio l'opposto e cioè questa ricerca ossessiva di certezze che non possono esistere.
Io, che ho un'età e teoricamente potrei rientrare in quelli che hanno uno stipendio ultra fisso, ogni anno mi faccio la domanda:
Se domani per motivi imponderabili mi licenziano/sostituiscono/varie per cui lo stipendio mi sparisce come posso sopravvivere?
E ho da sempre portato avanti più strategie per garantirmi la sopravvivenza anche se domani mi sparisse il lavoro. Non esiste e non deve esistere certezza perché quando ti senti sicuro e non prepari una alternativa basta un caso eccezionale, l'imponderabile che diventa realtà e la tua vita va in pezzi.
Soprattutto un ragazzo giovane 20/30 anni dovrebbe come minimo pensare a come mettere a frutto le sue capacità su 2 o 3 mercati diversi.
Io, che ho un'età e teoricamente potrei rientrare in quelli che hanno uno stipendio ultra fisso, ogni anno mi faccio la domanda:
Se domani per motivi imponderabili mi licenziano/sostituiscono/varie per cui lo stipendio mi sparisce come posso sopravvivere?
E ho da sempre portato avanti più strategie per garantirmi la sopravvivenza anche se domani mi sparisse il lavoro. Non esiste e non deve esistere certezza perché quando ti senti sicuro e non prepari una alternativa basta un caso eccezionale, l'imponderabile che diventa realtà e la tua vita va in pezzi.
Soprattutto un ragazzo giovane 20/30 anni dovrebbe come minimo pensare a come mettere a frutto le sue capacità su 2 o 3 mercati diversi.
Non puoi pretendere che tutta la popolazione mondiale sia cosi capace da crearsi 2 o 3 alternative o che ci sia spazio per 2 o 3 alternative per tutti, parlo sia di lavoro, sia di investimenti, questa tecnologia é troppo impattante in troppo poco tempo. Te ti senti sicuro, ma é un attimo che bande di disperati ti aggrediscano per strada da dietro e ti aprano con un coltello come un calzino per rubarti quello che hai, che sia un telefono o una manciata di spiccioli. E cosa hai pensato per questo? di barricarti come will smith in io sono leggenda? E' una questione di proporzioni e di scala dell'evento.
Non è la tecnologia è che alla gente pesa il culo perché e ti parlo della mia generazione che è nata in un mondo analogico di gente che si è preoccupata realmente del futuro ci sarà si e no il 10% così a naso. Il resto una volta assunti da qualche parte han tirato i remi in barca pensando che tanto se sei assunto che vuoi che succeda.
Quindi sicuramente la tecnologia cambia le cose ma è anche la testa della gente che fa la differenza e tanti si sentono sicuri con poco anzi pochissimo ma sbagliando brutalmente.
Motivo per cui non porto alcun gioiello, non ho contanti e intendo letteralmente nemmeno un singolo Euro ed evito accuratamente per quanto possibile qualsiasi contesto pericoloso. Il rischio zero sia chiaro non esiste e domani potrebbe dirmi male per mille motivi ma almeno faccio il possibile per abbattere il rischio.
Si fa per ridere eh... ovviamente non sono arrivato a certi estremi ma casa mia è effettivamente una piccola fortezza. L'ho fatto più per divertimento mio che altro intendiamoci dubito vedrò mai scenari alla Mad Max o in stile Kenshiro e anche fosse per quanto fortifichi casa saresti un topo in trappola e prima o poi entrerebbero ugualmente però mi piaceva l'idea e mi ci sono sbizzarito.
Comunque scusami ma non è questo il punto. Non dico che puoi prevenire qualsiasi cosa anche in scenari da crollo dello stato e bande armate che ti assaltano questo è ovvio ma c'è una bella differenza tra l'affidarsi semplicemente a una fonte di reddito e non fare niente per crearti un piano B e anche solo provarci.
Per assurdo ti dico che se anche sei proprio messo male e non hai nessuna alternativa cacchio butta 100€ nel fondo pensione e 100€ per studiare qualcosa che ti apra un qualche orizzonte.
Stai investendo 200€ per tutelarti eh... non per andare a ballare e può essere quello che ti fa la differenza se l'azienda per cui lavori va in crisi. Io che ho un'età ho colleghi che mi dicono ma che fai a fare formazione tanto ormai che vuoi che succeda. Vai in pensione e via.
Invece io mi formo eccome perché se anche è vero che tutto sommato sono relativamente vicino alla pensione (e comunque sono ancora minimo circa 15 anni non proprio 2 giorni) ma voglio esser certo che se per X motivi imponderabili dovessi trovarmi altro mi sono dato quante più chances possibili.
Poi non serviva? Hai comunque imparato qualcosa che male non fa.
Ma infatti non stiamo parlando di tutti, stiamo parlando di quelle persone che avrebbero svolto una professione in cui l'AI incide.
In Italia poi siamo il regno delle PMI e una PMI o assume una persona o non l'assume, non può assumere il 30% in meno di Project Manager, perché ne ha uno, per cui anche se il PM lavora più in fretta l'unico a trarne vantaggio sarà lui.
Probabilmente sarà sempre più importante laurearsi, dimostrare di avere flessibilità e buone idee, chi non le ha smisterà pacchi o allaccerà cavi nei datacenter, mi spiace per lui, ma qualcuno lo deve pur fare. Il tempo in cui un diploma qualsiasi basta a fare un lavoro qualsiasi si avvia lentamente al termine, ma ci sta, la società evolve e anche la professionalità deve evolvere. Sono convinto che un sacco di persone brillanti hanno semplicemente scelto di prendere una via più tranquilla, avrebbero avuto tutte le potenzialità per continuare a studiare.
Chi lo farà, però, continuerà a trovare posto nelle aziende, anche più di prima. Perché? Perché l'AI solo uno stupido la userebbe per coprire parzialmente il lavoro di un collaboratore mediocre, la vera forza dell'AI sta nell'aprire la strada a problemi più complessi, che però hanno bisogno di gente sveglia per essere amministrati. Cose che prima non erano alla portata lo diventeranno, ma serve gente in grado di capirle, di avere una visione d'insieme, di cercare soluzioni al volo, di prendersi responsabilità importanti.
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