I/OMeter Intel test
In questo articolo viene introdotto un nuovo test, d'ora in avanti applicato a tutti gli hard disks in prova. Il test I/Ometer di Intel permette di simulare diverse situazioni di carico della macchina e di standardizzare cicli di lavoro, al fine di comparare le prestazioni reali degli hard disk in situazioni di lavoro usuali
di Alessandro Bordin pubblicato il 28 Febbraio 2001 nel canale StorageIntel
Introduzione
Nell'ambito delle analisi prestazionali degli hard disk ultimamente si è venuta ad affiancare, oltre ai soliti test WinBench per le analisi a basso livello, un test per stabilire le prestazioni "reali" di un hard disk in condizioni simulate di utilizzo ordinario. Senza togliere nulla ai test Winbench, che offrono risultati senza dubbio indispensabili ai fini della corretta comprensione delle caratteristiche di un hard disk, i limiti di alcuni risultati da essi forniti sono venuti alla luce. Un esempio su tutti: misurazione del transfer rate. Con WinBench è facile ottenere ottimi risultati di transfer rate massimo (con i dispositivi più recenti fino a 40.000 Kb./sec.!), ma essi corrispondono alla realtà di tutti i giorni, ovvero si può affermare che il disco legge davvero quella quantità di dati nell'unità di tempo con un utilizzo comune? La risposta è no.
I motivi sono molteplici: i test con WinBench sono effettuati simulando una lettura sequenziale di dati, quindi i risultati ottenuti sono del tutto teorici, poichè un hard disk utilizzato comunemente non avrà mai una distribuzione di dati sui piatti tali da ricreare una situazione anche solo simile a quella dei test. Contando inoltre la naturale frammentazione dei dati sul disco la lettura di un file può comportare, nella realtà quotidiana, continui "salti" da un punto all'altro del disco, con conseguente coinvolgimento del tempo di accesso ai dati (nella lettura sequenziale la testina legge in continuazione senza "saltare" tracce o zone del disco).
Facile dunque immaginare un drastico ridimensionamento delle prestazioni reali in seguito a queste considerazioni. Il problema è comunque di difficile soluzione: come fare a fornire un quadro che sia quantomeno avvicinabile al comportamento reale? A questo punto introduciamo lo I/OMeter test di Intel, che si prepone come obiettivo proprio quello di aiutarci a capire quali siano le vere prestazioni di un hard disk e non solo.







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