I/OMeter Intel test
In questo articolo viene introdotto un nuovo test, d'ora in avanti applicato a tutti gli hard disks in prova. Il test I/Ometer di Intel permette di simulare diverse situazioni di carico della macchina e di standardizzare cicli di lavoro, al fine di comparare le prestazioni reali degli hard disk in situazioni di lavoro usuali
di Alessandro Bordin pubblicato il 28 Febbraio 2001 nel canale StorageIntel
Metodologia di test - risultati
Al fine di valutare in modo oggettivo le prestazioni degli hard disks, quali tempo di accesso, velocità in lettura e scrittura ecc., si è scelto di utilizzare sempre, per questa e per le future prove, una postazione presente nel nostro laboratorio configurata come segue:
- Processore Pentium III 700E
- 128 MB ram PC133
- motherboard Chaintech CT 6OJV2 socket 370
- Hard disk di boot IBM Deskstar DJNA 371350 13 GB.
- Chipset Intel 815E
- Sistema Operativo Windows 2000 Professional
- Controller SCSI Adaptec 29160, Ultra Wide 160
Per quanto riguarda il test degli hard disks si è scelto di
utilizzare i benchmark Ziff Davis Winbench 99 ed I/Ometer di Intel (Beta Version 1999.10.20).
L'hard disk SCSI è stato collegato al controller Adaptec 29160 sul canale LVD.
Passiamo ad un esempio pratico. Saranno comparate le prestazioni di due hard disk tutto sommato abbastanza simili come prestazioni secondo i test WinBench, ovvero il Quantum Atlas SCSI 36 GB 10.000rpm e l'IBM DTLA 307030 30GB, per adesso il più veloce hard disk EIDE testato.

These results were obtained
using Iometer version 1999.10.20 beta, Copyright 1999 by Intel Corporation. Intel
does not endorse any Iometer results.
Risultati ottenuti utilizzando Iometer version 1999.10.20 beta,
Copyright 1999 by Intel Corporation. Intel non sottoscrive in nessun modo i
risultati ottenuti.
E' sufficiente anche una superficiale visione delle tabelle relative alle prestazioni fatte registrare dall'IBM DTLA e dal Qauntum Atlas 10K II (tabella sottostante) per capire quale "abisso" prestazionale separi i due dischi. Nel modello File Server, ad esempio, con un carico elevato, utilizzando la stessa macchina di test, l'IBM ha portato a temine 135 operazioni I/O complete; il Quantum 262. Siamo nell'ordine quasi del 100% di operazioni in più nell'unità di tempo, che si traduce di fatto in una velocità quasi doppia nel portare a termine processi coinvolti nel normale utilizzo di programmi. Per carichi di lavoro inferiori la differenza non è così elevata ma rimane comunque mediamente circa l'80% superiore a favore del dispositivo SCSI.

These results were obtained
using Iometer version 1999.10.20 beta, Copyright 1999 by Intel Corporation. Intel
does not endorse any Iometer results.
Risultati ottenuti utilizzando Iometer version 1999.10.20 beta,
Copyright 1999 by Intel Corporation. Intel non sottoscrive in nessun modo i
risultati ottenuti.
L'ordine di grandezza della differenza di prestazioni si può notare praticamente in tutti i risultati, tranne che per la percentuale di occupazione del processore, comunque a livelli bassissimi in entrambi i casi. Il valore di average response time assume quindi il ruolo di protagonista, poichè la maggiore velocità con cui il disco accede ai dati è direttamente proporzionale alle prestazioni effettive, in quanto in lettura non sequenziale la meccanica deve continuamente spostarsi da una zona all'altra del disco; la qualità e la velocità del dispositivo SCSI quindi non possono che essere fattori altamente determinanti al fine prestazionale complessivo.
E' interessante notare quanto venga ridimensionato il valore di transfer rate; a fronte di un risultato di oltre 41.000 KB/sec. fatto registrare in lettura sequenziale dall'hard disk Quantum Atlas 10K II, in situazioni ordinarie con il 20% delle operazioni effettuate in scrittura e l'80% in lettura la quantità di dati trasferiti in MB scende drasticamente al massimo a poco meno di 3, contro un 1,5 dell'IBM DTLA.







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