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Nel campo dell'informatica, l'evoluzione tecnologica è un processo particolarmente
sentito sia a livello hardware che software. L'elettronica mette a disposizione componenti
sempre più avanzate e potenti ed il tutto si concretizza in personal computer dalla
crescente velocità e dal ventaglio di funzionalità man mano più ampio.
Restringendo il campo alle schede video e, in particolare, ai processori grafici,
possiamo renderci conto di come le loro capacità computazionali siano legate a doppio
filo con l'evoluzione delle tecnologie di costruzione. E' chiaro, infatti, che il successo
di una GPU non dipende solo dalla sua architettura, ma anche dal bilanciamento che viene
trovato tra complessità in termini di transistor e rese produttive. Un processore grafico
dotato dell'architettura più innovativa del mondo, ma molto difficile e costoso da
produrre in rese soddisfacenti è un pessimo affare per l'azienda che lo ha progettato.
Nel corso della storia dei processori grafici abbiamo già avuto alcuni esempi di
prodotti che a causa di problemi nelle rese produttive hanno subito ritardi e/o sono
arrivati sul mercato in quantità estremamente ridotte. Quello più eclatante fu
probabilmente il caso NV30 (GeForce FX 5800) di NVIDIA, prodotto concorrente a R300
(Radeon 9700) di ATI e molto atteso dalla comunità di appassionati, ma che a causa di una
serie di problematiche a livello produttivo ed a livello di architettura, risultò essere
fallimentare. Un ulteriore esempio, più recente, è quello legato a R520 (Radeon X1800)
di ATI, una GPU il cui debutto era previsto per l'estate del 2005 e che è arrivato solo
alla fine dello stesso anno a causa di alcune problematiche incontrate con le nuove linee
di produzione a 0.09 micron.
Se analizziamo entrambi gli eventi appena citati, scopriamo che un elemento comune sia
a NV30 che a R520 è stato il passaggio ad un nuovo processo produttivo. NV30 fu
progettato per essere costruito a 0.13 micron, mentre per il suo rivale all'epoca, R300
(ma anche R350 e R380), scelsero la strada più conservativa, ma anche meno problematica
dei 0.15 micron. Allo stesso modo R520 (Radeon X1800) è realizzato a 0.09 micron, contro
i 0.11 micron della soluzone G70 (Geforce 7800) che hanno consentito ad NVIDIA di non
incontrare problemi di rese e di raccogliere un ampio consenso nel segmento high-end in
tutta la seconda metà del 2005.
Risulta essere, pertanto, chiaro che la bontà di un processore grafico dipende da una
serie di fattori tra i quali la capacità di ottenere buone rese di produzione non ne
rappresenta di certo uno trascurabile, ma, al contrario, può fare la differenza tra il
successo e l'insuccesso.
NVIDIA presenta quest'oggi le proprie nuove architetture video GeForce 7900, basate su
chip noto con nome in codice di G71 e destinate a sostiture a breve le proposte GeForce
7800. Della nuova serie fanno parte, per il momento, le schede GeForce 7900 GTX e GeForce
7900 GT, differenziate tra di loro per il quantitativo di memoria in dotazione e per le
frequenze di funzionamento, ma non per architettura.
G71 è basato su tecnologia produttiva a 90 nanometri, ed è il primo chip video NVIDIA
di fascia alta basato su questa tecnica di produzione. NVIDIA ha già sviluppato questa
tecnologia in precedenti architetture, quelle GeForce 7300 per segmento mainstream del
mercato, pertanto non dovrebbe incontrare le tipiche difficoltà prima menzionate che si
verificano nel momento in cui per la prima volta si adotta una nuova tecnologia
produttiva.
Sempre quest'oggi, NVIDIA presenta le soluzioni GeForce 7600 GT, nuova proposta per il
segmento di mercato di fascia media destinate a prendere il posto delle schede GeForce
6600 GT, capaci di raccogliere notevole successo di mercato nell'ultimo anno e mezzo.
Anche GeForce 7600 GT è costruito con processo a 90 nanometri, che è quindi dinventato
il processo produttivo di tutte le GPU NVIDIA della serie GeForce 7x00 attualmente
disponibili in commercio, fatta solo eccezione per le soluzioni GeForce 7800.
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