Asus, il punto sulle schede madri

Asus, il punto sulle schede madri

L'arrivo sul mercato di Sandy Bridge darÓ nuova vitalitÓ ad un segmento, quello delle schede madri, altrimenti stanco e privo di vere novitÓ. Asus ci offre uno spaccato della sua futura offerta, evidenziando alcune importanti novitÓ su cui il colosso taiwanese andrÓ a puntare

di Gabriele Burgazzi pubblicato il nel canale Schede Madri e chipset
 

Introduzione

Il mercato delle schede madri ha da tempo perso quel brio che sempre contraddistinto il settore tecnologico: una situazione di stallo dovuta da una serie di motivazioni, che ne hanno rallentato in modo piuttosto evidente i tempi di innovazione. Se da un lato il mercato desktop è in calo verticale da alcuni anni a questa parte, complice soprattutto la sempre maggiore diffusione delle soluzioni notebook, è anche vero che sono a oggi rimaste solo due aziende impegnate nello sviluppo di chipset: stiamo parlando di AMD e di Intel. I due colossi, rivali di sempre, spodestata ogni tipo di concorrenza sul mercato chipset hanno così rallentato i tempi di sviluppo: non è un caso infatti che siano stati i produttori di schede madri a dover implementare il supporto alla nuova interfaccia USB 3.0, altrimenti snobbata.

In questo scenario ci sono diverse aziende che mantengono salda la loro posizione: il mercato delle schede madri, per quanto in stallo e ridotto, continuerà ad esistere anche in futuro, e sarà comunque fonte di guadagno. Tra queste società spunta Asus, nota azienda taiwanese da sempre attiva sul mercato della componentistica. In occasione di un incontro con la stampa il noto brand ha illustrato alcuni degli elementi su cui punterà nello sviluppo futuro per fornire una gamma prodotto sempre più interessante.

Una ventata di freschezza sarà portata, con l'inizio del nuovo anno, dai rinnovati chipset dedicati alle CPU Sandy Bridge di Intel. Sandy Bridge è il nome in codice della prossima microarchitettura di CPU, che andrà a sostituire Nehalem. Lo sviluppo di questa architettura è stata iniziata da Intel nel lontano 2005: le prime soluzioni saranno caratterizzate da un processo produttivo a 32 nanometri.

Le CPU sviluppate sulla nuova architettura di Intel saranno prodotte per essere compatibili con socket LGA 1155, sarà quindi necessario, qualora si desiderasse aggiornare il sistema, cambiare anche la scheda madre. Sandy Bridge, tra le diverse novità, presenterà sullo stesso die della CPU anche una GPU.

In corrispondenza del lancio della nuova famiglia di processori, quindi, i produttori di schede madri preparano le soluzioni che andranno a supportare Sandy Bridge. Ecco spiegato in modo piuttosto semplice il motivo della comparsa nel corso degli ultimi tempi, delle prime schede madri sviluppate su chipset P67 e H67. Nelle prossime pagine avremo modo di andare ad osservare le nuove proposte di Asus e quali accorgimenti il colosso taiwanese intende apportare alla propria lineup prodotti.