Introduzione

Ci sono domande a cui non è affatto facile rispondere e non tanto per la
complessità della domanda, quanto per la paura che può nascere dalla risposta.
Il mondo della tecnologia, per come lo conosciamo oggi, è il frutto di piccoli e
grandi passi che l'uomo ha saputo compiere nell'arco del ventesimo secolo,
soprattutto. Certo, molti concetti e idee rivoluzionarie hanno radici ben
vincolate al passato (si pensi al concetto di atomo e di vuoto di
Democrito, o alle radici di Empedocle), ma l'espansione che ha avuto la
tecnologia nella seconda metà del secolo scorso e che tutt'ora è in atto non ha
pari nella Storia dell'Umanità.
Quarant'anni fa, precisamente nel 1968 (non eravamo ancora andati sulla
Luna), sarebbe stato impossibile pensare a micro-robot in grado di operare al
posto di un chirurgo, o di possedere un piccolo apparecchio con tutte le mappe
stradali in grado di guidarci sia con la voce che con le immagini verso una
qualsiasi destinazione. Già il concetto di telefono portatile alla portata di
tutti sembrava qualcosa di fantascientifico, così come la possibilità di
scattare foto dai satelliti con precisione di circa un metro e anche meno.
Tutte realtà, quelle elencate, così scontate al giorno d'oggi da passare del
tutto inosservate: possiamo tranquillamente telefonare con il cellulare al
nostro medico, prendere un appuntamento per una risonanza magnetica e farci
operare in in day-ospital in artroscopia. Se non conosciamo l'ubicazione
dell'ospedale non è un problema: il navigatore satellitare o Google Maps
sapranno guidarci con una certa precisione sul posto. Cose scontate, che non
stupiscono per nulla gli adolescenti di oggi.
Intel, come consuetudine, dedica l'ultimo keynote dell'IDF alle previsioni
per il futuro, spingendosi in questa edizione ben oltre le supposizioni delle
scorse edizioni ma presentando esempi di come vi siano le basi per ipotizzare
l'impossibile. Molti studi sul progresso tecnologico hanno dimostrato come la
curva che ne può indicare l'evoluzione ha un andamento esponenziale e non
lineare. Un esempio concreto viene dalla legge di Moore relativa ai chip in
silicio. Da quando tale teoria è stata enunciata i processori hanno aumentato le
proprie capacità elaborative di circa un milione di volte in poche decine di
anni, anni che possiamo immaginare come le unità in ascissa del nostro ipotetico
grafico. Il cervello umano, per quanto si sa dalle prime scoperte sull'Homo
sapiens, ha aumentato le proprie capacità intellettive di circa 3-6 volte.
La domanda che affascina ma al tempo stesso terrorizza è: quanto tempo
servirà per l'avvento di una macchina più intelligente di chi l'ha creata?
Risponde Intel: circa 40 anni. |