Uffizi contro influencer: opere d'arte sui social solo a pagamento? [Agg. con smentita]

Uffizi contro influencer: opere d'arte sui social solo a pagamento? [Agg. con smentita]

Nella giornata di ieri, la notizia diffusa del divieto di postare foto gratuitamente sui social per influencer e divulgatori ha fatto il giro del Paese. Dopo lo scoppio della polemica sul web, gli Uffizi fanno chiarezza.

di pubblicata il , alle 15:21 nel canale Web
 

"Foto e video solo per uso privato", è questo il cartello che si sono ritrovati i visitatori all'ingresso del museo degli Uffizi nel giorno della sua riapertura, scatenando una forte polemica sul Web. Come ben saprete, la Galleria degli Uffizi di Firenze è un museo statale, tra i più importanti in Italia (e al mondo) situato nella città di Firenze.

La notizia è apparsa sul Corriere Fiorentino, per poi essere ripresa dalle più note testate nazionali. L'amministrazione degli Uffizi, capitanata dal direttore Eike Schmidt, avrebbe deciso di dare un giro di vite alle foto scattate nel museo, sostenendo che è possibile immortalare le opere, ma "solo per uso privato". Influencer, blogger e chi dell'arte fa una professione, come le guide turistiche, risulterebbero tra i più colpiti da questo veto, in quanto dalle foto traggono un guadagno. La soluzione? Il pagamento di un canone forfettario mensile.

Zune

Il museo, conosciuto come tra i più social d'Italia e il primo con un account TikTok, sembra aver preso una decisione poco coerente con il suo recente passato se ricordiamo lo shooting fotografico (pagato da Vogue Hong Kong) tenuto dall'influencer per eccellenza, Chiara Ferragni.

Quale sia stato il vero obiettivo dell'evento (che ha portato una sterile polemica) non è il vero problema, visto che la promozione delle opere sui social della famosa imprenditrice e influencer cremonese ha portato nei giorni a seguire un incremento di giovani visitatori del 27%. Un'ottima notizia, dato che i social -con i loro influencer e utenti- sono oramai diventati un canale fondamentale per la promozione e divulgazione in qualsiasi settore, compreso quello della cultura e dell'arte. Perché quindi introdurre questa norma proprio ora?

Il problema sta nella chiarezza: qual è la linea di demarcazione che divide un influencer da un normale utente social? Chi può postare e chi no? Chi veramente guadagna dai social e come stabilirlo? I dubbi sono tantissimi, e la polemica si è inevitabilmente innescata. La protesta è stata guidata dall'influencer e guida turistica Sara Innocenti (Saraflorence), che utilizza i social come YouTube e Instagram per divulgare e promuovere l'arte, soprattutto quella del territorio toscano.

"Ci hanno spiegato che chi come noi utilizza le immagini in via continuativa, proprio in quanto blogger d'arte, dovrà pagare. Palazzo Vecchio e il Museo Novecento chiedono il mio contributo professionale per la divulgazione del loro patrimonio, e gli Uffizi vogliono soldi? Sono spaesata da questa nuova 'regola'. Alcune colleghe che mi hanno raccontato come questa richiesta sia partita dalla direzione del museo durante un incontro a gennaio con le guide turistiche", afferma Innocenti.

Uffizi: "notizia infondata"

Il dibattito è impazzato per diverse ore, e mentre l'amministrazione del museo non è intervenuta tempestivamente, l'ha fatto in serata pubblicando un comunicato stampa in sua difesa: "Una recente circolare del Ministero della Cultura chiarisce oltre ogni ombra di dubbio che la proprietà intellettuale delle opere custodite nei musei debba essere tutelata, e l'utilizzo di immagini per tour virtuali da parte di guide abilitate alla professione sottoposto a canone".

Insomma, chi pubblicizza la propria professione con le immagini delle opere dovrà pagare un canone forfettario mensile. La Innocenti non ci sta, e ribadisce che le mail scambiate con l'Ufficio Permessi degli Uffizi non sono coerenti con la nota stampa pubblicata sul sito. Secondo l'influencer fiorentina, la questione è inconcepibile e afferma: "Perché dovremmo pagare gli Uffizi per fare pubblicità agli Uffizi? Non è assurdo?".

Zune

Il museo fa riferimento alla legge giudicando la notizia come "destituita di qualsiasi fondamento e che non esiste alcun balzello".

"Secondo il decreto legge 83/2014 articolo 12 comma 3, è permesso scattare fotografie alle opere (ad esclusione di quelle esposte nelle mostre temporanee) ai fini di uso personale e di studio, purché senza l'ausilio di cavalletti o luci aggiuntive. Per ulteriori diversi utilizzi (pubblicazioni o usi derivati anche per scopo commerciale) va richiesta apposita autorizzazione e corrisposto, ove previsto, il pagamento di un canone".

In sostanza, esiste una normativa che regola il libero utilizzo delle immagini di opere d'arte sui social solo se "effettuato a titolo privato, scientifico, di cronaca, mentre debba invece essere sottoposto ad un canone qualora invece sia effettuato a scopo commerciale. È, ovviamente, questo il caso qualora si parli di immagini adoperate da guide in corsi offerti online nell’esercizio della loro professione; lo è altresì nel caso di soggetti che promuovano, sui social, la vendita di oggetti che raffigurano, utilizzandole dunque, tali immagini; non lo è affatto per chi, tenendo una pagina social, un blog, o effettuando altre analoghe attività sul web, ne faccia un uso personale, o saltuario, o scientifico, o di cronaca e comunque non di lucro”. La domanda è: se esiste una legge che stabilisce il tutto, perché il museo non è intervenuto prima? Detto ciò, ricordiamolo: "le Gallerie degli Uffizi si limitano dunque a rispettare , come devono, le leggi dello Stato e le disposizioni ministeriali".

Morale della favola, influencer e blogger potranno continuare a condividere immagini delle opere sui loro blog/social senza dover pagare nessun tipo di canone. La Galleria degli Uffizi è riuscita a salvarsi in corner nonostante le incomprensioni generate dalla questione. L'arte è di tutti, promuovere il patrimonio attraverso i social e il web in generale, soprattutto in questo momento, rappresenta una soluzione importante per il Paese, preferibilmente non a pagamento.

[AGGIORNAMENTO]

La notizia è stata smentita con una comunicazione degli Uffizi:

"In merito alla vicenda della presunta "nuova tassa per i blogger" che - senza fondamento - è stato affermato sia stata istituita dalle Gallerie degli Uffizi, il museo chiarisce che si tratta di una notizia completamente infondata, e che non esiste alcun balzello. Esiste, invece, una legge dello Stato, risalente al 1993, quindi aggiornata nel codice dei beni culturali del 2004 ed aggiornata infine nel 2014, che stabilisce come l'uso delle immagini delle opere custodite nei musei possa essere libero se effettuato a titolo privato, scientifico, di cronaca, mentre debba invece essere sottoposto ad un canone qualora invece sia effettuato a scopo commerciale. E', ovviamente, questo il caso qualora si parli di immagini adoperate da guide in corsi offerti online nell'esercizio della loro professione; lo è altresì nel caso di soggetti che promuovano, sui social, la vendita di oggetti che raffigurano, utilizzandole dunque, tali immagini; non lo è affatto per chi, tenendo una pagina social, un blog, o effettuando altre analoghe attività sul web, ne faccia un uso personale, o saltuario, o scientifico, o di cronaca e comunque non di lucro. Anche una recente circolare del Ministero della Cultura chiarisce oltre ogni ombra di dubbio che la proprietà intellettuale delle opere custodite nei musei debba essere tutelata, e l'utilizzo di immagini per tour virtuali da parte di guide abilitate alla professione sottoposto a canone.

Le Gallerie degli Uffizi si limitano dunque a rispettare , come devono, le leggi dello Stato e le disposizioni ministeriali."

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11 Commenti
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demon7707 Maggio 2021, 15:32 #1
Ora, al di là dell'opinione che siu possa avere della figura dell'influencer.. (figura che io taduco con "signor nessuno che fa pubblicità con frotte di imbecilli che lo seguono".. ma PER UNA VOLTA che sti disadattati promuovono l'arte classica facendola conoscere ai ragazzini di oggi che sono delle capre di merda che a conforonto io (che sono una capra) sembro Hawking, salta fuori il demente di turno con la trovata del millennio.

Niente, prima ci si estingue meglio è.
calabar07 Maggio 2021, 15:53 #2
Le opere d'arte classica dovrebbero essere di dominio pubblico, per lo meno la loro raffigurazione, come per esempio accade con i libri una volta scaduti i diritti d'autore.
Certo, il museo possiede l'opera originale e giustamente (anche perchè ci sono dei costi) fa pagare i visitatori, ma ci si dovrebbe fermare qui.
E la legge dovrebbe tutelare questo principio.
Thormir8407 Maggio 2021, 16:12 #3
Dall'alto della mia becera ignoranza e del mio ragionare esclusivamente in modo utopistico..... ma porcalaputt......è un museo STATALE!!!!

STATALE

Cioè, da cittadino che paga le tasse (e io le pago tutte, dato che sono dipendente, giuro) sto museo è anche mio!!!!

Già trovo assurdo che si debba pagare per entrarci, perché già pago con le mie tasse tutto il carrozzone, in più rinunci a pubblicità GRATIS; gratis perché l'influencer di turno fa soldi grazie ai followers che lo guardano commentare le opere d'arte senza chiedere nulla al museo, che al contempo ha più visibilità senza fare alcuno sforzo.

Cioè, è un WIN-WIN

E tu ci rinunci

Perché vuoi i soldi

Ma crepa va...
Therinai07 Maggio 2021, 17:24 #4
A me quella foto della farracosa agli uffizi continua a urtarmi anche a distanza di tempo.
Ma poi da quando gli uffizi hanno bisogno di pubblicità?
Pubblicità degli influencer poi, chissà che bella utenza potranno attirare.
Fosse per me non chiederei soldi a sti sfaticati, gli farei semplicemente rimuovere i contenuti pubblicati.
Cappej07 Maggio 2021, 17:41 #5
Originariamente inviato da: demon77
Ora, al di là dell'opinione che siu possa avere della figura dell'influencer.. (figura che io taduco con "signor nessuno che fa pubblicità con frotte di imbecilli che lo seguono".. ma PER UNA VOLTA che sti disadattati promuovono l'arte classica facendola conoscere ai ragazzini di oggi che sono delle capre di merda che a conforonto io (che sono una capra) sembro Hawking, salta fuori il demente di turno con la trovata del millennio.

Niente, prima ci si estingue meglio è.


Originariamente inviato da: Therinai
A me quella foto della farracosa agli uffizi continua a urtarmi anche a distanza di tempo.
Ma poi da quando gli uffizi hanno bisogno di pubblicità?
Pubblicità degli influencer poi, chissà che bella utenza potranno attirare.
Fosse per me non chiederei soldi a sti sfaticati, gli farei semplicemente rimuovere i contenuti pubblicati.


concordo con entrambi, ma il fatto è che questi bimbi-minchia rincoglioniscono davanti ai loro smartphone (come noi ai tempi con la TV) pendendo dalla parole di questi nuovi "santoni" del web.
Ovviamente gli UFFIZI non hanno bisogno di pubblicità, ma al tempo stesso se per portarli sui loro telefoni, il mezzo è l'INFLUENCER, ok è pur sempre marketing...
Per i discorso del pagamento... bhe... , il servizio con sua Maestà Ferragni aveva portato un bel seguito, ma, come sempre, si cerca di aprire la gallina dalle uova d'oro...e a Firenze siamo parecchio bravi in questo...
Ce li abbiamo ai vertici personaggi così... e ce li abbiamo0 messi noi, senza neppure il ballottaggio.
"Ognuno ha ciò che si merita"
IMHO
Therinai07 Maggio 2021, 17:49 #6
Originariamente inviato da: Cappej
concordo con entrambi, ma il fatto è che questi bimbi-minchia rincoglioniscono davanti ai loro smartphone (come noi ai tempi con la TV) pendendo dalla parole di questi nuovi "santoni" del web.
Ovviamente gli UFFIZI non hanno bisogno di pubblicità, ma al tempo stesso se per portarli sui loro telefoni, il mezzo è l'INFLUENCER, ok è pur sempre marketing...


Ammesso e non concesso che sia un buon modo per attirare l'attenzione dei giovani sugli uffizi, ovvero sull'arte, allora che gli influencer comincino a posare nei laboratori di chimica o nelle aule in cui si discute di matematica, che di artisti ne abbiamo già abbastanza e io mi sono rotto le palle di dare ripetizioni gratis ai nuovi assunti
MikTaeTrioR07 Maggio 2021, 18:04 #7
Originariamente inviato da: Thormir84
Dall'alto della mia becera ignoranza e del mio ragionare esclusivamente in modo utopistico..... ma porcalaputt......è un museo STATALE!!!!

STATALE

Cioè, da cittadino che paga le tasse (e io le pago tutte, dato che sono dipendente, giuro) sto museo è anche mio!!!!

Già trovo assurdo che si debba pagare per entrarci, perché già pago con le mie tasse tutto il carrozzone, in più rinunci a pubblicità GRATIS; gratis perché l'influencer di turno fa soldi grazie ai followers che lo guardano commentare le opere d'arte senza chiedere nulla al museo, che al contempo ha più visibilità senza fare alcuno sforzo.

Cioè, è un WIN-WIN

E tu ci rinunci

Perché vuoi i soldi

Ma crepa va...



eh ma sono deficienti, non era gia abbastanza chiaro?

e dobbiamo pure mantenerli.
Techie08 Maggio 2021, 00:41 #8
È una polemica sul niente... come spiega l'articolo, esiste una disciplina da anni, cosa che permette a me di fare foto per riguardarmele poi.

Lasciando da parte il discorso social (non capisco perché dovrei pubblicare sui social una foto di un dipinto), io avrei piuttosto qualcosa da ridire su tutti i luoghi d'arte privati che impediscono di fotografare. D'accordo, sono "privati" (anche se spesso vuol dire Chiesa Cattolica, non Guido Rossi collezionista), quindi casa loro regole loro, ma pagare un biglietto e non avere la possibilità di riguardarsi dei dettagli a distanza di tempo è veramente limitante.

Posti con quadri in posizioni scomode, oppure pieni di gente, o ancora senza immagini a risoluzione decente su internet... che male fa uno a farsi delle foto per cavoli suoi? siamondqvvero arrivati al punto che foto = pubblicazione sui social?
Tozzo7212 Maggio 2021, 14:38 #9
A me viene solamente in mente che sia la solita "finta scoperta" rigirata ad arte che giornalisti da strapazzo utilizzano per ottenere visibilità.
TRF8315 Maggio 2021, 18:50 #10
Trovo strano, sinceramente, che ci si scandalizzi per questa cosa. In molti stati nei musei (anche statali) si possono fare foto solo dietro pagamento di un biglietto aggiuntivo, che risulta più caro se lo scopo è commerciale.
Sinceramente non ci vedo nulla di male.
Quando dite che la foto della Ferragni fa pubblicità all'arte....ni. I ragazzini credono che tutto sia limitato allo smartphone, quindi guardarsi un'opera al telefono, basta e avanza. Difficilmente chiederanno ai genitori 10€ per andare in un museo, quando c'è la foto in altissima risoluzione sul web.

Per finire, concordo con Therinai: di artisti ne abbiamo forse fin troppi, che facciano pubblicità anche (e forse soprattutto) a laboratori tecnici!

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