Legame cancro-telefono cellulare: aumenta la classificazione di rischio

Legame cancro-telefono cellulare: aumenta la classificazione di rischio

In base a un rapporto della IARC, International Agency for Research on Cancer, pur in assenza di prove certe non si esclude un legame fra patologie tumorali e utilizzo del telefono cellulare

di Alessandro Bordin pubblicata il , alle 10:27 nel canale Telefonia
 

La IARC, International Agency for Research on Cancer, ha classificato i campi elettromagnetici generati dai telefoni cellulari come un possibile rischio per la salute, basato su un ipotizzato incremento delle possibilità di ammalarsi di glioma, una tipologia maligna di cancro del sistema nervoso centrale.

Cambia la classificazione del rischio legato ai campi elettromagnetici, che passa ora dal gruppo 3 al gruppo 2B, ovvero quello che racchiude gli agenti che "forse" sono cancerogeni per l'uomo. Tale classificazione potrà sembrare approssimativa, ma non è assolutamente campata in aria. Vi sono regole abbastanza rigide per seguire il criterio di classificazione, che devono per giunta essere suffragate da anni e anni di ricerca. Questa la classificazione generale degli agenti cancerogeni:

- Group 1: Carcinogenic to humans (107 agenti)
- Group 2A: Probably carcinogenic to humans (59 agenti)
- Group 2B: Possibly carcinogenic to humans (266 agenti)
- Group 3: Not classifiable as to its carcinogenicity to humans (508 agenti)
- Group 4: Probably not carcinogenic to humans (1 agente)

Si capisce che il passaggio dal gruppo 3 al 2B costituisce comunque un segnale non certo positivo, per quanto ancora basato su un grande fattore di incertezza. Gli stessi membri dell'IARC sono i primi a dire che non si sa ancora nulla di certo riguardo alla dannosità dei campi elettromagnetici generati dai cellulari, per cui serviranno ancora moltissimi studi a lungo termine, ma quanto osservato tende a fornire una sorta di indicazione, al fine di limitarne l'utilizzo in attesa di qualche dato in più, tra l'altro di difficile reperibilità viste le numerose variabili da tenere in conto e i lassi temporali molto dilatati. Citiamo il testo dello studio, disponibile in lingua inglese e in formato PDF a questo indirizzo.

Results

The evidence was reviewed critically, and overall evaluated as being limited2 among users of wireless telephones for glioma and acoustic neuroma, and inadequate3 to draw conclusions for other types of cancers. The evidence from the occupational and environmental exposures mentioned above was similarly judged inadequate. The Working Group did not quantitate the risk; however, one study of past cell phone use (up to the year 2004), showed a 40% increased risk for gliomas in the highest category of heavy users (reported average: 30 minutes per day over a 10 year period)

Ciò che si è osservato è un rischio limitato (1., vedi nota sotto) di sviluppare gliomi o altre forme di cancro affini, in seguito all'utilizzo di telefono cellulare. Per altre forme tumorali i dati raccolti sono inadeguati (2.) a stilare una particolare classificazione di rischio. Risulta impossibile, ad oggi, quantificare il rischio; nonostante questo, alcuni studi in passato (fino al 2004), hanno evidenziato un rischio del 40% superiore alla media di ammalarsi di glioma da parte degli utilizzatori più assidui di telefono cellulare, ovvero persone che hanno utilizzato il telefono per 30 minuti, tutti i giorni, per un periodo di 10 anni.

Conclusions  

Dr Jonathan Samet (University of Southern California, USA), overall Chairman of the Working Group, indicated that "the evidence, while still accumulating, is strong enough to support a conclusion and the 2B classification. The conclusion means that there could be some risk, and therefore we need to keep a close watch for a link between cell phones and cancer risk." "Given the potential consequences for public health of this classification and findings," said IARC Director Christopher Wild, "it is important that additional research be conducted into the long term, heavy use of mobile phones. Pending the availability of such information, it is important to take pragmatic measures to reduce exposure such as hands free devices or texting. "

Nelle conclusioni si afferma che i dati raccolti sono più che sufficienti per salire di un gradino nella classificazione del rischio, oltre che continuare a tenere d'occhio la situazione con studi sempre più approfonditi e mirati. In mancanza di dati certi, sarebbe opportuno utilizzare sempre l'auricolare o preferire i messaggi sms alle comuni telefonate. Una cautela che sembra andare di pari passo con le più recenti indicazioni della Comunità Europea, volte a regolamentare l'impiego di dispositivi wireless negli spazi pubblici ed in modo particolare in quegli ambienti dove è elevata la presenza di bambini e giovani individui.

Nota: nella ricerca i termini non sono usati a sproposito. "Limitata" e inadeguata" rispondono a precisi requisiti stabiliti da una metodologia. Ecco quella usata dalla IARC:

1. Limited evidence of carcinogenicity: A positive association has been observed between exposure to the agent and cancer for which a causal interpretation is considered by the Working Group to be credible, but chance, bias or confounding could not be ruled out with reasonable confidence.

Con "limitata evidenza cancerogena" si intende che si è osservato un legame fra agente e patologia, ma che questo può ricadere nella casualità. Nonostante questo, non è possibile comunque escludere il legame.

2. Inadequate evidence of carcinogenicity: The available studies are of insufficient quality, consistency or statistical power to permit a conclusion regarding the presence or absence of a causal association between exposure and cancer, or no data on cancer in humans are available.

Con "inadeguata evidenza cancerogena" si intende che gli studi condotti non sono sufficienti o del tutto assenti, tanto da non poter nemmeno tentare una classificazione di rischio. Per completezza di informazione citiamo anche il terzo livello della metodologia, ovvero Evidence suggesting lack of carcinogenicity, evidenze che suggeriscono l'assenza di fattori cancerogeni. Nello studio condotto, nessuno ha collocato i risultati sotto questa più rassicurante classificazione.

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60 Commenti
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Aerox01 Giugno 2011, 10:37 #1
Personalmente preferisco mandare sms che telefonare (se posso e anche per risparmiare), di notte lo spengo, però è anche vero che durante la giornata ce lho sempre vicino...mah!
demon7701 Giugno 2011, 10:38 #2
Sicuramente è questione da approfondire.
Comunque la nocività delle radiazioni elletromagnetiche è legata soprattutto alla loro intensità.
Se si possono abbassare i livelli controbilanciando con un maggiore numero di fonti si potrebbe risolvere il problema.
Cappej01 Giugno 2011, 10:40 #3
se fosse vero... saremmo spacciati!... sinceramente ma quanti terminali ci sono in circolazione! se non ti danneggia il tuo lo fanno quelli dei vicini visto che TUTTI hanno ALMENO UN cellulare...

"Si stava meglio quando si stava peggio" [cit. Vecchino sulla panchina del parco]
idt_winchip01 Giugno 2011, 10:40 #4
Qui si fa riferimento alle telefonate, io ho due cellulari, uno smartphone sempre connesso in 3g e un telefono di servizio (quest'ultimo lo spengo la notte) che utilizzo poco ma sta sempre in stand-by.
La mia domanda è a questo punto: lo smartphone connesso a quanto corrisponderà in minuti di telefonate? E l'altro cellulare in stand-by?
SimoxTa01 Giugno 2011, 10:48 #5
Secondo me moriremo prima di altro. E il problema e che non ce ne accorgeremo nemmeno.
CarmackDocet01 Giugno 2011, 10:50 #6

Che io sappia...

...è solo quando sono in trasmissioni che i cellulari generano l'elevato campo elettromagnetico. Quando sono in standby l'entità è trascurabile.

Così come la distanza alla quale si tiene il cell è molto importante. Credo che i cellulari di chi ci sta vicino... quando superano i 2-3 m, non siano così pericolosi.

Cmq parlo per sentito dire... se qualcuno ha informazioni più affidabili
mnovait01 Giugno 2011, 10:51 #7
Originariamente inviato da: idt_winchip
Qui si fa riferimento alle telefonate, io ho due cellulari, uno smartphone sempre connesso in 3g e un telefono di servizio (quest'ultimo lo spengo la notte) che utilizzo poco ma sta sempre in stand-by.
La mia domanda è a questo punto: lo smartphone connesso a quanto corrisponderà in minuti di telefonate? E l'altro cellulare in stand-by?


il problema non sussite, in quanto si parla di tempo che il cellulare sta in fianco all'orecchio.
blackshard01 Giugno 2011, 11:14 #8
Originariamente inviato da: CarmackDocet
...è solo quando sono in trasmissioni che i cellulari generano l'elevato campo elettromagnetico. Quando sono in standby l'entità è trascurabile.

Così come la distanza alla quale si tiene il cell è molto importante. Credo che i cellulari di chi ci sta vicino... quando superano i 2-3 m, non siano così pericolosi.

Cmq parlo per sentito dire... se qualcuno ha informazioni più affidabili


Per lo standby, il cellulare non emette nulla, solo ogni tanto (nell'ordine delle mezz'ore) un segnale di keep alive breve, che corrisponde ad un sms.

Per la distanza, la fisica mi pare che dice che il campo elettromagnetico è inversamente proporzionale rispetto alla distanza dell'origine, ma qui bisognerebbe discuterne un attimo. Se passa un fisico ci dia una mano
Rei & Asuka01 Giugno 2011, 11:22 #9
E' come il fumo: lo sapevamo tutti, ma si continua lo stesso...
gbhu01 Giugno 2011, 11:31 #10
Secondo me basterebbe ridurre le emissioni elettromagnetiche dove non sono necessarie.
Ad esempio mentre la telefonia cellulare è indispensabile, cioè la nostra società è troppo legata ad essa per farne a meno, si potrebbe benissimo abolire o ridurre drasticamente l'uso del wifi.
Quest'ultimo infatti non è indispensabile e spesso serve solo per comodità, per non dover usare cavi.
E' preoccupante l'aumento esponenziale dell'irradiazione elettromagnetica anche in ambienti domestici dovuta all'utilizzo di modem/router wifi, spesso accesi per molte ore.
Per quanto riguarda i cellulari basta un pò di informazione e di educazione all'uso limitato o con auricolari. Inoltre basta prestare attenzione all'ubicazione delle BTS.

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