Chrome diventa 'quasi del tutto open-source' su Android

Chrome diventa 'quasi del tutto open-source' su Android

Un cambiamento storico per Chrome per Android, che diventa "quasi del tutto open-source" a detta degli stessi ingegneri di Google. Questo potrebbe portare nuovi browser mobile basati sullo stesso Chromium che alimenta il browser di Big G

di Nino Grasso pubblicata il , alle 08:37 nel canale Telefonia
Google
 

Dopo meno di sette anni dalla sua nascita, Chrome è il browser più diffuso sul mercato desktop. La base del software è Chromium, anch'esso sviluppato da Google e disponibile come software open-source. La modalità di distribuzione è stata fino a pochi giorni fa differente sulla versione mobile dell'app, il cui codice non era disponibile per la consultazione e modifica da parte della community.

Un ingegnere di Chrome per Android ha annunciato su Reddit che il browser mobile è adesso "quasi del tutto open-source", con grossa parte del suo codice adesso disponibile nella repository di Chromium proprio come avviene da anni per la sua controparte desktop. Alcune funzionalità tuttavia non sono pubbliche, e probabilmente non lo saranno mai, come quelle relative alle connessioni con l'account Google.

Nonostante il codice alla base del browser sia aperto alle modifiche da parte della community, alcune parti sono decisamente importanti per l'aspetto finanziario della società. Google genera gran parte del suo fatturato attraverso la fornitura di banner appositamente ritagliati sul singolo utente grazie alla raccolta dei dati di quest'ultimo, ed è naturale che voglia mantenere un certo controllo sulle tecnologie utilizzate.

La "proprietà intellettuale" è un concetto che cozza con quello di open source, tuttavia Google è una realtà commerciale e, sebbene non guadagni direttamente con il suo Chrome, il software garantisce a Big G una solida base d'utenza sia su desktop che su mobile. Distribuendo al pubblico il codice del browser, però, Google acquisisce i benefici dell'open-source, con l'intera community che può partecipare ai lavori di miglioramento del software.

Come si traduce questo per l'utente finale? Gli sviluppatori possono ad esempio creare nuovi browser web per dispositivi mobile partendo da Chromium, ma diversi da Chrome, introducendo funzionalità esclusive non disponibili sulla versione ufficiale. Su desktop ad esempio troviamo Opera e Vivaldi, fra i tanti, ed è probabile che in seguito agli ultimi importanti cambiamenti accadrà un fenomeno simile anche su mobile.

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3 Commenti
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Zenida26 Maggio 2015, 21:09 #1
Che bello adesso cominceremo a vedere il PlayStore pieno di:

Candy Chrome Saga
Clash of Chrome
Telchrome
e tante di quelle app cloni che condividono il 99% del codice senza la ben che minima innovazione...

Sul mobile la filosofia open non come su desktop, secondo me questo non porterà nulla di buono (ed io mi ritengo un fautore dell'open a tutto campo).
Se google non regolamenta meglio la pubblicazione di app spazzatura sul proprio store lascerà presto ampi margini di concorrenza ad OS alternativi che potrebbero fare del proprio store meglio organizzato il punto di forza.
shouldes26 Maggio 2015, 22:32 #2
Quasi interamente open source...
Se non stai attento con i flag, su Android non è difficile ritrovarsi inavvertitamente con le tette della fidanzata in rete.
Prima dovevi stare attento ai malware, ora devi togliere flag, disattivare in fretta e furia funzionalità, localizzazioni e sincronizzazioni.
Se non sei sveglio e veloce non fai in tempo ad impedire che i tuoi mazzi personali finiscano sui server di Google.
Da anni sui PC sono passato a GNU/Linux, il mio primo smartphone è stato Symbian, il secondo, il terzo e il quarto Android, il quinto sarà Windows o un iPhone.
Questo modello di software "quasi libero" è peggio dei modelli chiusi, quindi a meno che non esca qualche alternativa libera come nel mondo dei PC, nel telefono ritorno al closed.

A me preoccupa molto quel quasi che manca per essere del tutto open source.
Su Debian uso anche Chromium, insieme ad Iceweasel, su smartphone mi ritrovo con 2 browser preinstallati e inutili (uno del produttore e uno google) + Firefox (che a prescindere lo reputo il miglior browser per Android).

Nelle ultime versioni di Android non trovo neppure le singole voci (in gestione applicazioni) per disattivare roba che prima disattivavo (sincronizzazione XYZ, etc), i processi google (non disattivabili) che quando li uccidi ritornano in un baleno si sono moltiplicati da 1 (prima era solo Geolocation Service) a 4...
Tutto va bene perché Android è quasi open source.

Non credevo lo avrei mai detto, ma il prossimo telefono sarà quasi sicuramente Windows, nonostante su PC non usi più Windows da 9 anni.
C'è l'hanno alcuni miei conoscenti e mi sembra proprio meno invasivo.
emiliano8402 Giugno 2015, 16:06 #3
vi quoto ... e mi fa' piacere che alcuni di voi si stanno svegliando e non restano ancorati agli steretipi di 10 anni fa, benvenuti nel club' ... poi magari domani le cose cambiano di nuovo ...........

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