Vodafone vince il ricorso sui costi di attivazione: AGCOM riduce la sanzione
L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha rivisto al ribasso la sanzione pecuniaria inflitta a Vodafone Italia nel 2019, accogliendo parzialmente le motivazioni del ricorso presentato dall'operatore telefonico al TAR del Lazio per le modifiche contrattuali unilaterali del 2018.
di Nino Grasso pubblicata il 05 Agosto 2025, alle 12:01 nel canale TelefoniaVodafone
L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha deciso di rideterminare l'importo della sanzione precedentemente richiesta a Vodafone Italia. La decisione (riportata in origine da MondoMobileWeb) arriva in esecuzione della sentenza del TAR del Lazio n. 7327/2024, che ha accolto parzialmente il ricorso dell'operatore telefonico. La sanzione originale di 580.000 euro, equivalente a dieci volte il minimo previsto dal Codice delle comunicazioni elettroniche, è stata ridotta a 464.000 euro.

La riduzione di 116.000 euro deriva dal riconoscimento della legittimità di una specifica condotta contestata dall'Autorità nel procedimento sanzionatorio del 2019. Il procedimento sanzionatorio deriva dalle manovre di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali attuate da Vodafone nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2018, riguardanti sia le offerte di telefonia fissa che mobile. L'Autorità aveva contestato diverse violazioni degli obblighi normativi in materia di trasparenza e completezza delle informazioni, nonché del diritto di recesso.
L'AGCOM rivede le sanzioni per Vodafone: dovrà pagare 116 mila euro in meno
Tra le condotte sanzionate figuravano informative carenti e fuorvianti che non indicavano chiaramente la data di decorrenza delle variazioni economiche, la continuazione dell'addebito delle rate residue dei costi di attivazione agli utenti che recedevano dal contratto per modifica unilaterale, e rimodulazioni di offerte mobile garantite "per sempre" effettuate in tempi particolarmente ravvicinati rispetto all'attivazione.
La sentenza del TAR del Lazio ha però stabilito che il recupero dei costi di attivazione a seguito dell'esercizio del diritto di recesso per jus variandi non può essere considerato ex se illecito. Insomma, le precedenti valutazioni sono state troppo rigide nel considerare sempre illegittimo il recupero dei costi di attivazione in caso di recesso per modifiche contrattuali. Il nuovo criterio di valutazione è più sfumato, richiedendo un'analisi specifica delle circostanze piuttosto che un divieto assoluto. I giudici amministrativi hanno chiarito che tali costi, quando causalmente ricollegabili al contratto e relativi a prestazioni effettivamente rese in sede di attivazione del servizio, possono essere legittimamente recuperati anche dopo il recesso dell'utente.
Per determinare il nuovo importo della sanzione, AGCOM ha operato una distinzione tra le diverse condotte contestate: alle violazioni relative alle offerte di telefonia mobile, che hanno coinvolto un numero maggiore di utenti, è stata attribuita una sanzione di sei volte il minimo edittale (348.000 euro), mentre per la componente fissa è stato calcolato un valore di quattro volte il minimo edittale, da cui è stata sottratta la quota di 116.000 euro relativa all'addebito dei costi di attivazione ora ritenuto legittimo.
La delibera evidenzia che la rimodulazione delle offerte di rete fissa ha interessato un numero inferiore di utenti rispetto a quelle mobile, ma ha comunque comportato violazioni degli obblighi informativi circa la decorrenza delle variazioni e i termini per esercitare il diritto di recesso. Resta ferma la responsabilità di Vodafone per le carenze informative e per gli addebiti di costi non dovuti a titolo di disattivazione o trasferimento verso altri operatori.










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7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoInfastidì tutti quell'azione, che poco dopo fu copiata da tutti.... tranne che per i Datori di Lavoro pagare ogni 4 settimane non se la sentono proprio.... :3
Infastidì tutti quell'azione, che poco dopo fu copiata da tutti....
A me diede fastidio anche quando ritornarono alla fatturazione mensile e si preoccuparono immediatamente di ricalcolare il costo mensile, cosa che, guarda un po', non fecero per i 28 giorni. Ladri! (tutti)
IL VERO LADRO CHE INTRODUSSE TUTTO QUESTO
E NON SOLO FU UNO UNICO IN ASSOLUTO
[B][SIZE="7"][COLOR="Red"]VODAFONE[/COLOR][/SIZE][/B]
Che non mi vedrà mai più tra i suoi clienti nemmeno se mi regalasse la tariffa (tanto un modo per metterti a 90 lo trova sempre),
proprio per principio, fù il primo che introdusse le rimodulazioni, salto tra operatori, i 28 giorni, la vendita dei pacchetti tipo 100 sms,
per poi attivare di nascosto la ricevuta del messaggio con il doppio del costo.
(prossima mossa.... la multa sulle parolacce in tempo reale nelle comunicazioni? [B][SIZE="1"]per proteggere i minori[/SIZE][/B])
Per me sono "MORTI".... come Epson per intenderci....
Tutti gli altri sono solo un imitazione mal fatta....
Ai tempi, con il discorso dei 28 giorni (per casa), avevo chiesto un rimborso, che ottenni, non ricordo quanto era, ma invece di scalarmeli dalla bolletta tutti assieme (non mi pare fosse tantissimo), ne davano tot. al mese per alcuni mesi.
Io non mi son mai informato all'estero come fanno ,ma mi chiedo se fanno come da noi, ovvero fanno come gli pare e tutto a carico dell'utenza.
Per me vodafone, tim e wind devono fallire male con anche tutte le fittizie sotto società che hanno fatto.
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