AGCOM, maxi multa da 2 milioni di euro a Vodafone, TIM e Wind 3: ''Non possono cambiare i contratti da soli''

AGCOM, maxi multa da 2 milioni di euro a Vodafone, TIM e Wind 3: ''Non possono cambiare i contratti da soli''

Arriva una maxi sanzione per i tre principali operatori da parte dell'AGCOM che vieta qualsiasi modifica "unilaterale" dei contratti firmati dagli utenti. Nel dettaglio la sanzione riguarda i costi di ripresa in caso di credito esaurito. Ecco i dettagli.

di pubblicata il , alle 10:41 nel canale Telefonia
VodafoneTIMWindTre
 

Maxi multa da parte di AGCOM nei cofronti di TIM, Vodafone e Wind 3 per la questione dei costi di ripresa in caso di credito esaurito. Secondo l'autorità per le comunicazioni, la modifica contrattuale realizzata senza avere alcun seguito da parte degli utenti non può mai essere eseguita e questo in contrasto con la normativa di settore.

Nello specifico quello che si legge nella Delibera per i tre operatori è più che mai chiaro: "Violazione della normativa di settore in merito all’introduzione di una modalità che consente la prosecuzione del traffico anche in caso di esaurimento del credito residuo e alla variazione delle condizioni economiche di offerte di telefonia mobile che comprendevano il servizio internet illimitato a 128 Kb gratuito una volta esaurito il bundle dati disponibile". La violazione è stata deliberata con una sanzione individuale di ben 696 mila euro ad operatore.

AGCOM: ecco il motivo della sanzione che difende i cittadini

La pratica messa in atto dai tre operatori risulta piuttosto semplice: nel momento in cui l'utente con un contratto prepagato esaurisce il proprio credito e non effettua nell'immediato una ricarica capace a rinnovare l'offerta, l'operatore, non blocca il traffico in uscita ma permette l'erogazione addebitando un costo aggiuntivo ai clienti anche in assenza di una volontà espressa da parte loro che dunque, involontariamente e inconsapevolmente, usufruiscono di questo pacchetto. Il costo viene poi addebitato successivamente nella successiva ricarica.

Tutto questo va a scontrarsi con il semplice "jus variandi" (art. 70, comma 4 del Codice delle comunicazioni elettroniche) per il quale non si necessita di una accettazione dell'utente essendo sufficiente la garanzia di un diritto di recesso dal contratto senza costi.

In questo caso, come dichiarato direttamente dall'AGCOM: "[...] gli operatori non si sono limitati, infatti, a modificare le originarie condizioni del contratto prepagato sottoscritto, ma vi hanno inserito un quid novi che, in quanto tale, doveva essere accettato dagli utenti. La condotta menzionata è risultata inoltre in contrasto con quanto previsto dalla delibera n. 326/10/Cons, che obbliga gli operatori a far cessare immediatamente la connessione dati nel caso in cui il credito disponibile sia completamente esaurito e a riattivarla soltanto dopo aver ricevuto un'espressa manifestazione di volontà da parte dei clienti".

Non solo perché l'AGCOM ha anche accertato una ulteriore violazione da parte degli operatori riguardante l'obbligo sulla trasparenza delle informative nel caso di variazioni delle condizione economiche di offerte di rete mobile. Agcom aveva stabilito che la variazione può riguardare soltanto i servizi già presenti nei contratti e non è possibile aggiungerne altri. In tal caso, con l'esistenza del diritto alla variazione, gli operatori possono cambiare un contratto a loro piacimento e attivare qualsiasi servizio senza il consenso dei clienti, lasciando loro soltanto la possibilità di disdetta gratuita. "Tale prassi portava gli utenti a spendere inconsapevolmente soldi per chiamate o traffico internet, anche in caso di esaurimento del credito, a causa di modifiche unilaterali dei contratti che, come al solito, vanno a discapito dei consumatori", ha dichiarato il presidente Carlo Rienzi.

AGCOM: un danno per tutti gli utenti

Seppure il servizio di "prosecuzione" del traffico anche senza il credito sufficiente per il rinnovo dell'offerta potrebbe risultare utile e in qualche modo comodo agli utenti, di fatto risulta quanto mai redditizio per gli operatori secondo l'AGCOM. Capita infatti facilmente che gli utenti con un rinnovo ogni 30 giorni potessero dimenticarsi la scadenza e qui gli operatori erano pronti a far scattare quella che molti hanno denominato la "tassa del ritardo".

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26 Commenti
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aqua8423 Gennaio 2020, 10:44 #1
basterebbe abolire definitivamente la bellissima "Modifica Unilaterale", e spariscono tutti i problemi.
un CONTRATTO è un CONTRATTO. Stop.
se lo si può modificare a piacimento a quel punto è quasi inutile stipulare un Contratto.
andrebbe bene anche una stretta di mano
Hopper23 Gennaio 2020, 10:50 #2
'Maxi multa' e '2 milioni di euro'. Li faranno in un giorno, con sti sistemi, se gli va male. Sai come saranno preoccupati di adeguarsi.
Mechano23 Gennaio 2020, 11:10 #3
2 milioni, i buffetti dello Stato al neoliberismo vampiro! Provano a fare paura a Dracula con uno spicchio d'aglio.
Axios200623 Gennaio 2020, 11:18 #4
Gia' Wind come fisso li ho lasciati. Da TIM mobile sono passato a Wind... Se Tiscali non fosse operatore mobile privo di rete propria, gia' ci sarei passato pure.

E' la caccia al meno peggio. Il "per sempre" delle offerte va accompagnato da una scatola di calmanti per le sorprese che arrivano dopo.
harlock1023 Gennaio 2020, 11:23 #5
Mancano 2 zeri dietro al 2 per essere una maxi multa.
Styb23 Gennaio 2020, 12:08 #6
Mai che si parli di rimborso, quello sì che farebbe cambiare atteggiamento agli operatori telefonici.
Sandro kensan23 Gennaio 2020, 12:20 #7
Io ho pagato proprio pochi giorni fa la tassa sul ritardo, se n'è andato 1 euro. Fosse finita subito la connessione Internet sarebbe stato meglio, me ne sarei accorto e avrei ricaricato con Satispay.

Ottimo se elimineranno questa tassa, la multa non ha importanza, l'importante è che eliminino la tassa.
gd350turbo23 Gennaio 2020, 12:46 #8
Autoricarica e mai avuto un centesimo di multa...
drake andy23 Gennaio 2020, 12:51 #9
Originariamente inviato da: Sandro kensan
Io ho pagato proprio pochi giorni fa la tassa sul ritardo, se n'è andato 1 euro. Fosse finita subito la connessione Internet sarebbe stato meglio, me ne sarei accorto e avrei ricaricato con Satispay.

Ottimo se elimineranno questa tassa, la multa non ha importanza, l'importante è che eliminino la tassa.


La elimineranno e subito dopo ne inventeranno un'altra, come fanno da sempre, perchè se per una cosa guadagno 30 milioni di euro al mese e dopo parecchi mesi mi dai 700mila di multa, perchè dovrei smettere?


Una barzelletta, ma alla fine se i loro clienti sono soddisfatti di prendere ogni due minuti una fregatura fanno bene a continuare
Bartsimpson23 Gennaio 2020, 13:02 #10
Il vero problema è dove finiscono questi soldi delle "multine". Dovrebbero essere rimborsati a chi ha subito il "danno". Alla fine chi ci rimette sempre e non ha mai un ritorno è proprio l'utente, senza diritto alcuno. La stessa Agcom dovrebbe prendere i soldi tramite le multe e rimborsare coloro che hanno subito un torto. E allora il cerchio si chiuderebbe.

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