Sam Altman (OpenAI) e Jony Ive (ex Apple) insieme per un progetto misterioso. Di cosa si tratta?
LoveFrom, lo studio di Jony Ive, e OpenAI di Sam Altman uniscono le forze per sviluppare un misterioso dispositivo AI che promette di rivoluzionare l'interazione con la tecnologia, puntando a un'esperienza meno invasiva degli attuali smartphone.
di Bruno Mucciarelli pubblicata il 19 Ottobre 2024, alle 09:38 nel canale Scienza e tecnologiaOpenAI
In un panorama tecnologico sempre più orientato verso l'intelligenza artificiale, una collaborazione di alto profilo sta attirando l'attenzione degli esperti del settore. Jony Ive, attraverso il suo studio di design LoveFrom, e Sam Altman, CEO di OpenAI, stanno lavorando a un progetto che potrebbe ridefinire il modo in cui interagiamo con l'AI nella vita quotidiana.
Il dream team dell'innovazione
La partnership tra LoveFrom e OpenAI non è una semplice collaborazione aziendale. Si tratta di un progetto ambizioso che vede coinvolti alcuni dei più brillanti talenti del settore tecnologico, con un obiettivo dichiarato: creare un'esperienza informatica che sia meno invasiva e più integrata nella vita quotidiana rispetto agli attuali smartphone.

Il team assemblato da Ive include figure di spicco provenienti da Apple:
- Evans Hankey e Tang Tan, veterani del design Apple
- Chris Wilson, ex responsabile del design dell'interfaccia utente
- CC Wan Si Wan, con oltre 15 anni di esperienza in Apple
- Kevin Will Chen, che ha guidato il design dell'Apple Watch per nove anni
- Altri talenti provenienti da Apple e Nest, tra cui Biotz Natera Olalde, Jon Gomez e Joe Luxton
Un approccio rivoluzionario all'AI consumer
Il progetto, ancora avvolto nel mistero, si propone di essere radicalmente diverso dagli attuali dispositivi AI come l'Humane Ai Pin e il Rabbit R1. Le fonti indicano che potrebbe trattarsi di un sistema che va oltre il concetto tradizionale di dispositivo singolo, abbracciando principi di ambient computing e ubiquitous computing. Secondo quanto riportato dal Financial Times, uno degli obiettivi principali è creare un'interfaccia "meno dipendente dagli schermi". Questa visione si allinea con le precedenti dichiarazioni di Ive riguardo all'uso eccessivo della tecnologia e alla necessità di un approccio più equilibrato.
Le sfide tecniche e di design
Il team di LoveFrom si trova ad affrontare diverse sfide cruciali. Intanto l'architettura del sistema perché la scelta tra un dispositivo unitario o un sistema distribuito di componenti è ben diversa. Non solo perché anche l'elaborazione dei dati deve venire scelta in modo particolare ossia se far eseguire le funzioni AI on-device o affidarsi al cloud. E poi appunto l'interfaccia utente dove la possibile eliminazione o ridefinizione del display tradizionale potrebbe essere veramente futuristico e innovativo. Infine la privacy e la sicurezza con la necessità dell'implementazione di soluzioni che garantiscano la protezione dei dati degli utenti.
La filosofia dietro il progetto
Il progetto ha già attirato l'attenzione di importanti investitori, tra cui l'Emerson Collective di Laurene Powell Jobs. L'obiettivo è raccogliere un miliardo di dollari in finanziamenti entro la fine dell'anno, dimostrando l'ampiezza delle ambizioni del team.
LoveFrom sta portando nel progetto la sua caratteristica attenzione ai dettagli e alla qualità, elementi che hanno contraddistinto il lavoro di Ive in Apple. Questo approccio si manifesta in diversi aspetti come il focus sulla modularità e sostenibilità, l'integrazione seamless con i ritmi dell'interazione umana, l'attenzione all'impatto sociale della tecnologia e la ricerca di soluzioni che promuovano un uso più consapevole dei dispositivi.

Prospettive future
Il progetto potrebbe segnare un punto di svolta nel modo in cui interagiamo con l'intelligenza artificiale. Come sottolinea Anjan Katta di Daylight, l'obiettivo non è semplicemente aggiungere funzionalità AI ai computer esistenti, ma "realizzare computer fondamentalmente nuovi, completamente ripensati e realmente allineati con le nostre intenzioni".
Mentre i dettagli specifici del dispositivo rimangono riservati, è chiaro che LoveFrom e OpenAI stanno puntando a qualcosa di più ambizioso di un semplice gadget AI. La combinazione dell'expertise in design di Ive, delle capacità tecnologiche di OpenAI e di un team di talenti di primo livello suggerisce che potremmo essere di fronte a una svolta significativa nel campo dell'intelligenza artificiale consumer. La vera sfida sarà vedere se questo nuovo approccio riuscirà a bilanciare l'innovazione tecnologica con la necessità di un'interazione più naturale e meno invasiva con la tecnologia, un equilibrio che finora è sfuggito anche ai giganti del settore.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoA parte che la frase sopra di fatto correla il livello di successo a quanto uno è potenzialmente psicopatico ...
Il suo problema è che a chi sa osservare è evidente che non è un visionario, al massimo un opportunista molto scaltro e quello non basta oltre un certo livello se uno non si attacca come una remora a qualcun altro che ha davvero una visione sul cosa fare e realizzare.
Nonostante i suoi difetti, Steve Jobs era davvero un visionario, pure Elon Musk nonostante i suoi di gran lunga maggiori difetti è un visionario, Sam Altman ... no.
Ive è un designer in gamba, ma mi sa che Altman lo sta usando solo per pompare la sua cortina di hype (tipo quando cercava fondi per produrre chip dedicati alle elaborazioni di modelli LLM, ecc. ecc.).
A parte che la frase sopra di fatto correla il livello di successo a quanto uno è potenzialmente psicopatico ...
Il suo problema è che a chi sa osservare è evidente che non è un visionario, al massimo un opportunista molto scaltro e quello non basta oltre un certo livello se uno non si attacca come una remora a qualcun altro che ha davvero una visione sul cosa fare e realizzare.
Nonostante i suoi difetti, Steve Jobs era davvero un visionario, pure Elon Musk nonostante i suoi di gran lunga maggiori difetti è un visionario, Sam Altman ... no.
Ive è un designer in gamba, ma mi sa che Altman lo sta usando solo per pompare la sua cortina di hype (tipo quando cercava fondi per produrre chip dedicati alle elaborazioni di modelli LLM, ecc. ecc.).
Sam Altman è pericoloso. Tanto pericoloso.
È una versione malefica di Elon Musk, che già di suo non è un santo. Sam ha dimostrato molteplici volte che non possiede coscienza o umanità. Ricordo ancora la sua uscita a proposito dello Universal Income pagato in token per usare ChatGPT. È palesemente uno psicopatico fuori dal mondo, ma ahimè, se davvero passerà al "livello 3", avrà molti dalla sua che lo difenderanno senza ascoltare ragioni.
Jony Ive è uno "specchietto associativo", messo lì per tirare in ballo una percezione "Appleiana" a qualunque follia Altman vorrà realizzare. Non credo sarà un "AiPhone", nel senso, ritengo difficile che un "aggeggio" handheld basato su AI sia commercialmente piazzabile, basta vedere che fine ha fatto il Rabbit R1. Quindi, se dovessi ipotizzare, penso che sarà qualcosa di meno macchinoso (e potenzialmente persino più invisibile dell'AI Pin di Humane). Un trasduttore auricolare? Escluderei un paio di occhiali smart per ovvie ragioni di adattabilità, ma son sicuro che qualunque AI device di fascia alta d'ora in poi avrà sempre una componente visiva.
Vedremo... Letteralmente.
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