Microsoft Windows Vista, ecco come funziona ReadyBoost
Disponibile on-line una FAQ che spiega in modo abbastanza dettagliato il funzionamento della tecnologia ReadyBoost, implementata in Windows Vista per sfruttare memorie Flash esterne per l'incremento delle prestazioni
di Alessandro Bordin pubblicata il 22 Novembre 2006, alle 11:50 nel canale ProgrammiMicrosoftWindows
Fra le diverse migliorie annunciate da Microsoft riguardanti il sistema operativo Windows Vista di prossima presentazione, ReadyBoost è sicuramente una fra le più curiose ed interessanti. Il principio alla base della tecnologia risiede nell'utilizzo di memoria extra-sistema per ottenere incrementi prestazionali non meglio precisati. Il tema ovviamente merita un approfondimento, in quanto messa in questi termini poco o nulla si sa sul come effettivamente ReadyBoost operi.
Prima di passare a ReadyBoost vero e proprio è bene ricordare come la gestione della memoria in Windows Vista sia stata oggetto di importanti migliorie. Microsoft ha concepito il memory manager in modo da farne un sistema decisamente più dinamico e "intelligente" rispetto a quanto faccia quello di Windows XP, al fine di ottimizzare la memoria di sistema disponibile e le eventuali propaggini temporanee residenti sul disco rigido.
Il nuovo memory manager gestisce inoltre la suddetta tecnologia ReadyBoost, che andiamo a spiegare per come esposta sia su CDRInfo che sul sito di riferimento che ospita le FAQ, Tom Archer's Blog. Lo scopo della tecnologia è quello di aumentare le prestazioni del sistema, sfruttando una memoria esterna ("chiavetta" USB, memory card di diversi tipi, più altre soluzioni diverse da RAM e Hard Disk di sistema), che verrà usata per parcheggiare dei dati che il sistema utilizza più di frequente.
I lettori più affezionati potranno notare come tale tecnologia di fatto vada ad affiancare per scopi e funzionamento quello previsto per la memoria integrata dei dischi rigidi ibridi, come infatti è. La differenza è che readyBoost mette a disposizione di tutti coloro che dispongono di una chiavetta USB o una delle soluzioni citate tali funzionalità, a patto di disporre di uno spazio libero compreso fra i 256 MB e i 4 GB. 256 MB sono ritenuti il minimo per poter godere di apprezzabili miglioramenti prestazionali, mentre i 4 GB sono limitati dal file system FAT 32 utilizzato su queste unità.
Ready Boost non verrà sfruttato come estensione della memoria RAM (una chiavetta USB sarebbe estremamente lenta per tale utilizzo), bensì per archiviare dati temporanei e replicati già contenuti sul sul disco rigido. In parole semplici quello che sarà archiviato sulla chiavetta USB sarà presente anche sul disco rigido, per motivi ben precisi. Così facendo, non si avrà nessun tipo di problema in caso di estrazione prematura o accidentale della chiavetta, in quanto gli stessi dati saranno comunque presenti su disco. Sfruttare i dati sulla chiavetta USB però renderà estremamente più veloci molte operazioni in background svolte dal sistema operativo, che si avvantaggerà non del transfer rate (che nelle chiavette USB è inferiore rispetto a quello dei dischi rigidi), quanto del tempo di accesso ai dati proprio delle soluzioni Flash.
In caso di estrazione della chiavetta USB i dati memoria residenti non saranno leggibili in quanto criptati con algoritmo AES-128, per garantire la sicurezza dei propri dati. I benefici prestazionali saranno ovviamente molto variabili, ma con picchi che possono arrivare ad un fattore moltiplicativo x10 rispetto alle prestazioni garantite da un disco rigido, come nel caso di letture random con blocchi dati da 4KB, situazione estremamente comune.
I benefici saranno visibili soprattutto con macchine equipaggiate con un quantitativo di RAM da 1 GB (più del 90%, secondo le previsioni), che potrebbero non bastare in certe situazioni di utilizzo e richiedere dunque l'archiviazione dei dati temporanei altrove. Macchine equipaggiate con 2 o più GB molto probabilmente non avranno la necessità di sfruttare tale tecnologia, in quanto la RAM potrà contenere praticamente tutto quanto necessario al sistema operativo.
Tale tecnologia, affiancata alla capacità insita nel nuovo memory manager di "apprendere" quali siano gli applicativi più utilizzati ed applicarne nel tempo una gestione memoria ad hoc, potrà apportare significative migliorie prestazionali, sempre secondo Microsoft. L'idea sembra buona, anche contando che spesso le memorie Flash finiscono inutilizzate in una tasca o non vengono in ogni caso sfruttare con assidua regolarità. Non mancheremo ovviamente di approfondire il discorso, magari con prove pratiche, seguendo una metodologia in ogni caso tutta da definire.










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115 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoManda un email alla Microsoft forse non ci hanno pensato! Se implementano una cosa del genere è perche' forse è utile veramente.
Comunque non male come idea, però sarebbe bene che cercassero di aumentare il transfer rate delle USB così da avere dei vantaggi veramente notevoli!!
Cazzata e' dir poco .. io lo definirei "ottimo strumento per crashare sistemi"
Infatti in SantaRosa ci sarà il modulo Robson per quello, poi in teoria anche sui desktop.
Vedremo, personalmente sono curioso.
I dati sono duplicati, se la stacchi e la riattacchi non perdi in stabilità.
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