Il razzo spaziale SpaceX Starship è stato lanciato per la dodicesima volta, alcuni problemi ma tante novità
Quando erano le 0:30 del 23 maggio, SpaceX ha lanciato per la dodicesima volta il suo razzo spaziale riutilizzabile Starship. Non tutto è andato come previsto ma tante erano le novità da provare in vista dei prossimi lanci.
di Mattia Speroni pubblicata il 23 Maggio 2026, alle 01:49 nel canale Scienza e tecnologiaSpaceXStarlinkArtemisNASA
Negli scorsi giorni si è scritto diffusamente dei documenti legati all'offerta pubblica iniziale (IPO) di SpaceX, ma la società di Elon Musk aveva un'altra grande operazione da portare a termine: il dodicesimo lancio (Flight 12) del razzo spaziale Starship. Il lancio è stato posticipato diverse volte e l'ultima poco prima del decollo del 22 maggio a causa di un problema al sistema di ritenzione del Quick Disconnect Arm di Ship che non si è attivato correttamente portando al rinvio di un giorno.
Watch Starship's twelfth flight test https://t.co/caRB1thMlg
— SpaceX (@SpaceX) May 22, 2026
Come abbiamo avuto modo di scrivere in passato, questo lancio è stata una tappa fondamentale del programma di sviluppo di SpaceX. Super Heavy Booster 19 e Ship 39 sono le prime unità a essere lanciate della terza generazione che introduce moltissime modifiche tra quelle note e quelle non rivelate a causa delle restrizioni ITAR (International Traffic in Arms Regulations). Questa versione sarà quella che in futuro diventerà operativa consegnando i primi carichi utili in orbita e che sarà la base delle soluzioni per il programma Artemis, compreso il lander lunare Starship HLS che sarà impiegato nel corso del prossimo anno.

Nella giornata di ieri sono state anche annunciate alcune novità riguardanti il futuro del programma di sviluppo e l'inizio delle operazioni commerciali. In particolare SpaceX intende realizzare una rete di satelliti Starlink intorno alla Luna così da fornite connettività di classe Gigabit ovunque sulla superficie del satellite per le future missioni con equipaggio.
Una seconda novità riguarda invece il miliardario Chun Wang, comandante della missione commerciale privata Fram2, che prenderà parte a una missione di Starship che arriverà vicino al suolo lunare (senza allunaggio), la stessa di Dennis Tito. Wang sarà anche a bordo della missione interplanetaria diretta verso Marte che potrebbe avvenire nei prossimi anni.
Il dodicesimo lancio del razzo spaziale SpaceX Starship
Il decollo di Super Heavy Booster 19 e Ship 39 è avvenuto alle 0:30 del 23 maggio (ora italiana), all'interno della finestra di 90 minuti prevista per la giornata e con un ritardo di circa 24 ore rispetto al precedente annuncio. Il decollo di Flight 12 è avvenuto per la prima volta dal Pad 2 di Starbase (Texas) seguendo una traiettoria spostata più a sud rispetto a quanto visto in passato così da ridurre le interferenze con i voli nella zona della Florida. Alla base del primo stadio di Starship erano presenti ancora 33 propulsori alimentati a metano e ossigeno liquidi, ma questa volta sono stati impiegati i motori Raptor 3 che presentano un design rivisto, semplificato e con migliori prestazioni rispetto alla precedente generazione.

Dopo aver lasciato il Pad 2, il vettore spaziale ha iniziato l'ascesa, raggiungendo Max-Q (punto di massima pressione aerodinamica) in poco meno di un minuto e qui è stato mostrato lo spegnimento imprevisto di uno dei motori Raptor 3 atmosferici. Si tratta della prima volta che questi propulsori vengono impiegati per un volo e quindi i problemi sono previsti.

Il momento della separazione degli stadi con la tecnica dell'hot staging
Nonostante l'imprevisto, dopo circa 2,5 minuti è avvenuto lo spegnimento di alcuni motori del primo stadio permettendo di gestire la separazione degli stadi con la tecnica dell'hot staging. A questo punto Super Heavy Booster 19 ha iniziato la fase di rientro atmosferico per ammarare dolcemente. Trattandosi di hardware di nuova versione, la società non ha voluto rischiare di causare danni alle strutture di terra durante questo primo lancio della terza generazione. A causa di un problema non meglio precisato (per ora), il primo stadio non è ammarato come previsto nella zona di mare del Golfo del Messico probabilmente distruggendosi all'impatto con l'acqua. Questo potrebbe comportare un mancato recupero del primo stadio attraverso Mechazilla durante Flight 13.

Una delle ultime immagini di Super Heavy Booster 19
Il secondo stadio di Starship ha proseguito la sua missione suborbitale verso le coste dell'Australia con un motore Raptor 3 Vacuum (RVac) fuori uso. Prima dell'ammaraggio, Ship 39 ha eseguito alcuni test importanti in vista delle missioni operative future. In particolare dopo circa 18 minuti (e per circa 10 minuti) sono stati rilasciati attraverso l'apertura chiamata PEZ Dispenser dei simulatori di massa dei satelliti Starlink di terza generazione. In particolare gli ultimi due erano dotati di fotocamere in grado di catturare immagini dello scudo termico, utilizzando come riferimento visivo le piastrelle bianche che si notavano prima del lancio. Queste unità non avendo motori rientreranno a breve distanza di tempo nell'atmosfera distruggendosi completamente.

Il rilascio dei simulatori di massa dei satelliti Starlink V3

La vista di Starship Ship 39 da uno dei satelliti Starlink
Dopo la fine delle operazioni legate al carico utile, Starship avrebbe dovuto riaccendere uno dei motori Raptor 3 atmosferici nello Spazio. Questo test, non più effettuato, sarebbe servito nelle future missioni di test ma anche in quelle operative per modificare la traiettoria del vettore e più in generale a capire se l'alimentazione dei motori in microgravità funziona correttamente (una problematica tutt'altro che infrequente).

Poco meno di 50 minuti dal decollo in Texas, lo stadio superiore Ship 39 ha iniziato la fase di rientro atmosferico. Lo scudo termico è in questo momento particolarmente stressato dovendo gestire il calore e il plasma che circondano la zona rivolta verso la superficie terrestre dello stadio.

Il secondo stadio di Starship ha quindi riacceso i motori per effettuare la manovra "belly-flop" che consente di posizionare il vettore in verticale rispetto alla superficie d'atterraggio, operazione che sarà fondamentale quando ci sarà il recupero con la torre di lancio Mechazilla e le "bacchette", non prima di Flight 14. SpaceX ha anche provato a ridurre i motori necessari per la fine delle operazioni, passando da 3 motori a 2 e, poco dopo, a un solo motore Raptor 3.

La fine di Ship 39 dopo l'ammaraggio avvenuto correttamente
In generale, nonostante i problemi che si sono presentati durante questo Flight 12, la terza generazione di Starship sembra essere un passo avanti convincente considerando le moltissime novità (che rappresentano altrettanti punti critici). Rimangono alcune perplessità sulla capacità di realizzare un lander lunare funzionante e pronto per un test entro la fine del 2027 per la missione Artemis III e l'incognita di cosa accadrà dopo la quotazione in borsa con i futuri lanci che saranno "valutati" dagli azionisti.









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