I NAS QNAP del futuro tra Thunderbolt 3 e reti a 10 Gbit
L'azienda taiwanese chiude il 2016 in Italia con una quota di mercato del 50% tra i produttori di NAS, guardando ad un futuro che veda i propri prodotti sempre più diversificati e in grado di rispondere ad esigenze diverse
di Paolo Corsini pubblicata il 03 Aprile 2017, alle 09:11 nel canale MercatoQNAPThunderbolt
In occasione di un incontro con la stampa la taiwanese QNAP, principale produttore di soluzioni NAS presente nel mercato italiano nel segmento dei prodotti con prezzo entro i 5.000 dollari, hard disk esclusi, ha fornito informazioni sui propri risultati ottenuti nel corso del 2016. Un anno ricco di soddisfazioni per l'azienda, capace di totalizzare in Italia vendite per circa 45.000 unità, con un fatturato complessivo di 14 milioni di Euro in crescita rispetto ai 12 milioni del 2015. La quota di mercato ha toccato la soglia del 50%, con una crescita del 16% su base annuale e lasciando il più vicino concorrente attorno alla soglia del 25%.
I NAS non sono più solo soluzioni destinate al puro archivio dei dati, ma si sono trasformati nel corso degli ultimi anni in dispositivi in grado di svolgere funzioni molto elaborate e complesse incentrate sui dati e sulla loro disponibilità alle differenti tipologie di periferiche presenti nella rete locale. Abbiamo visto nel recente passato come queste soluzioni si siano evolute utilizzando l'architettura hardware che è quella tipica di un sistema PC o server x86, in abbinamento ad un sistema operativo su base Linux che abbina un'interfaccia di amministrazione via browser chiara ed intuitiva ad una ricca serie di funzionalità specifiche che si adattano alle esigenze differenti dell'utente domestico come dell'installazione in un datacenter.
Con il proprio sistema operativo QTS 4.3, presentato alcune settimane fa al CeBit di Hannover, QNAP punta a offrire le seguenti tipologie di servizi:
- fileserver (sharing dei file in azienda)
- backup secondario o a più livelli su altri QNAP o su cloud
- Snapshot (istantanee con possibilità di tornare al backup precedente)
- unità per la video Sorveglianza (con App Survelliance Station)
- macchine virtuali a bordo (win, Linux, Unix, Android)
- mondo IoT per integrazione domotica e Smarthome & multimedia player
- soluzione Thunderbolt per ambienti Apple di post produzione

L'enfasi verso un servizio piuttosto che un altro è funzione delle caratteristiche tecniche dello specifico NAS in uso; un esempio di questo è l'ultimo punto, che richiede uno dei NAS di ultima generazione dotato di interfaccia Thunderbolt. Le differenze tra i NAS in commercio tendono quindi ad enfatizzarsi anche a parità di sistema operativo: non è più quindi la sola frequenza di clock del SOC utilizzato onboard o il numero di hard disk che possono venir gestiti a fare la differenza tra un modello e l'altro. Parlando di Thunderbolt si segnala il debutto del primo NAS QNAP dotato dell'interfacia Thunderbolt 3, in grado di assicurare trasferimento dei dati sino a 40 Gbit al secondo.
Di particolare interesse per l'azienda taiwanese è la progressiva diffusione di connettività a 10 Gbit all'interno dei propri prodotti, non limitata alle sole proposte di fascia più alta ma accessibile anche in prodotti destinati agli utenti finali. Questa scelta è legata alla disponibilità sul mercato di switch con porte 10 Gbit a prezzi sempre più contenuti, per quanto elevati in assoluto, oltre alla necessità per un numero sempre maggiore di utenti di beneficiare della superiore velocità di trasmissione dei dati data da questo tipo di interfaccia di collegamento.

Nella realtà italiana il passaggio alla connettività a 10 Gbit sta richiedendo un lavoro di adeguamento dell'infrastruttura più impegnativo rispetto a quanto avvenuto in altre nazioni, a motivo della diffusione di collegamento Infiniband nei datacenter e nelle infrastrutture enterprise. Chi ha investito in questo standard nel passato non è al momento attuale ancora pronto per aggiornare la propria infrastruttura, modificandola radicalmente così da beneficiare di quella 10 Gbit. La direzione evolutiva è però chiaramente tracciata, in attesa che standard più veloci come quello 40 Gbit possano prendere in un futuro non troppo lontano il proprio spazio di mercato.










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