Project Kuiper diventa Amazon Leo: l'alternativa di Stalink cambia nome
Il colosso di Seattle archivia il nome provvisorio utilizzato per sette anni e presenta l'identità commerciale della sua costellazione satellitare: Amazon Leo fa riferimento all'orbita terrestre bassa dove orbitano i suoi satelliti, con oltre 150 unità già operative
di Nino Grasso pubblicata il 14 Novembre 2025, alle 10:21 nel canale Scienza e tecnologiaAmazon
Amazon ha ufficializzato il cambio di denominazione della sua ambiziosa rete satellitare globale. Il nome in codice Project Kuiper, utilizzato dall'azienda dal 2018, lascia definitivamente il posto ad Amazon Leo, la nuova identità commerciale che accompagnerà il servizio verso il debutto sul mercato previsto per il 2026. L'acronimo Leo richiama la caratteristica principale della costellazione: i satelliti operano infatti in Low Earth Orbit, l'orbita terrestre bassa compresa tra 590 e 630 chilometri di altitudine.
La decisione di abbandonare il nome temporaneo segna un passaggio fondamentale per il progetto. Rajeev Badyal, Vice President di Amazon Leo, ha spiegato che Project Kuiper era nato come semplice denominazione interna quando il programma muoveva i primi passi con un gruppo ristretto di ingegneri. Il riferimento originale alla Fascia di Kuiper, la cintura di asteroidi ai confini del sistema solare, aveva accompagnato l'ottenimento delle prime licenze e la firma dei contratti di lancio più estesi della storia. Ora la società ritiene maturo il momento per presentarsi al pubblico con un'identità definitiva e facilmente riconoscibile.
Il rebranding coincide con una fase di espansione accelerata: Amazon gestisce attualmente una delle maggiori linee di produzione satellitare a livello globale e conta oltre 150 satelliti già operativi in orbita. La costellazione definitiva prevede il dispiegamento di più di 3.000 unità, collegate tra loro tramite link ottici ad alta velocità e comunicanti con una rete terrestre di stazioni gateway distribuite su scala planetaria.
Il significato del nome Leo è evidente: si tratta dell'acronimo di LEO (Low Earth Orbit), che significa Orbita Terrestre Bassa in italiano. Si tratta di un riferimento diretto alla caratteristica distintiva della costellazione satellitare di Amazon: i satelliti orbitano infatti a un'altitudine compresa tra 590 e 630 chilometri dalla superficie terrestre, proprio nella fascia dell'orbita bassa.
L'offerta tecnologica si articola su tre modelli di antenna: Leo Nano, Leo Pro e Leo Ultra. Quest'ultima rappresenta la prima antenna phased array commerciale capace di raggiungere velocità nell'ordine del gigabit. Le prestazioni dichiarate vanno dai 100 Mbps del modello base fino al gigabit del top di gamma, con latenze paragonabili alle connessioni terrestri grazie alla ridotta distanza orbitale rispetto ai satelliti geostazionari tradizionali.
Diversi partner hanno già siglato accordi per l'implementazione del servizio. Tra questi figurano JetBlue per la connettività aerea, L3Harris per applicazioni governative e della difesa, DIRECTV Latin America e Sky Brasil nel settore televisivo, oltre a NBN Co., l'operatore della rete nazionale australiana. Il lancio commerciale partirà con una fase pilota riservata a clienti enterprise selezionati entro la fine del 2025, prima dell'apertura generalizzata prevista nell'anno successivo. La competizione con Starlink, che conta già oltre 7.600 satelliti attivi e 8 milioni di utenti in 150 paesi, si giocherà sulla capacità di offrire soluzioni integrate per il mercato enterprise e governativo.










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