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Old 05-01-2004, 17:02   #1
twinpigs
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Danimarca. I residenti di Christiania demoliscono alcune costruzioni



05-01-2004, ore 12:47:35
I residenti della citta’ di Christiania, area nel cuore di Copenhagen, hanno distrutto alcuni capanni cercando di anticipare “il giro di vite” del Governo sulla vendita delle droghe illegali. Per gli hippies, fondatori della citta’, le leggi piu’ severe decise dal Governo, condurranno allo sfratto di quasi mille persone.
La zona fu occupata nel 1971, per creare una citta’ nuova dove la marijuana fosse venduta liberamente e non ci fossero macchine, governi o poliziotti. Nel 1987 Christiania fu riconosciuta “esperimento sociale, e nel 1989 il Governo riconobbe agli abitanti il diritto di stare sull’area, ma non quello di possesso. Per la polizia il giro d’affari sulla vendita delle sostanze e’ di un milione di Usd. Nel 2001 i liberal-conservatori al potere decisero di rivalutare il centro della citta’, bandendo la vendita delle droghe e soprattutto costruendo palazzi residenziali.


31-08-2003, ore 16:11:16

Danimarca. Manifestazione per la citta’ di Christiania

Migliaia di danesi hanno protestato contro la decisione del Governo di costruire palazzi residenziali nell’area della cittadina di Christiania.
Tra i manifestanti, che fumavano apertamente marijuana, c’era lo scrittore Ebbe Kloevedal Reich, il quale ha commentato “Il Governo non approva che i cittadini scelgano uno stile di vita diverso”, e l’ex ministro, tra il 1960/70 di un Governo social- democratico, Kjeld Olesen, “Cristiania e’ ancora un esperimento sociale valido e l’occupazione del terreno e’ legale”.
L’attuale Governo liberal-conservatore, insediatosi nel 2001, promise di porre fine alla vendita della marijuana nella zona.



09-05-2003, ore 17:12:58

Danimarca. Christiania: il chiosco dell'hashish diventa un pezzo da museo

Da Christiania al Museo: un chiosco adibito alla vendita di hashish sulla celebre "Pusher Street" -via dello spaccio- della cittadella nel cuore della capitale danese, e' stato acquisito dal Museo Nazionale di Copenaghen, che lo conservera' a testimonianza di un lungo capitolo della storia culturale danese in procinto di scomparire.
La cittadella di Christiania, occupata negli anni '70 e da allora simbolo di un modo alternativo di organizzazione sociale autogestita, si prepara ad essere "bonificata", secondo i piani annunciati dal Governo, e a trasformarsi in un quartiere residenziale. I primi a scomparire dovranno essere i banchetti che da anni, grazie a un tacito patto di non belligeranza con le autorita', vendono ogni sorta di "fumo" sulla strada principale del quartiere. Contro i rivenditori e i loro banchetti si sono moltiplicate nelle ultime settimane le incursioni della polizia, tra le proteste di chi vede i pericoli di un traffico costretto alla clandestinita', e di chi, come le stesse forze dell'ordine, denuncia l'impossibilita' di una lotta che richiederebbe mezzi ben piu' importanti di quelli disponibili.
In attesa del piano di risistemazione del quartiere, che il governo ha annunciato per l'anno prossimo, e convinti che comunque la sorte almeno di "Pusher street" sia segnata, l'associazione culturale di Christiania ha contattato il Museo Nazionale, e gli ha proposto di acquisire uno dei chioschi. E' il piu' spettacolare, decorato da uno degli artisti "faro" della cittadella, noto come "il truffatore": su due lati del chiosco sono dipinte scene della vita della cittadella, comprese le pipette da fumo, gli escrementi dei cani, l'autobus n.8 che collega il quartiere alla citta', i banchetti di salsicce, e poliziotti in tenuta da combattimento pronti ad una delle periodiche incursioni. Il chiosco e' stato prelevato con tutti i suoi arredi e attrezzature, compresi i bilancini, i forni e gli strumenti vari destinati a manipolare, pesare, tagliare e riscaldare hashish e marijuana. Il museo lo conservera' nei suoi depositi, con il programma di esporlo come testimonianza della storia culturale del Paese.



06-05-2003, ore 20:49:04

Danimarca. La fine di Christiania, da citta' dei figli dei fiori a citta' giardino

Il Governo danese ha dichiarato guerra totale al commercio di hashish che per anni e' fiorito indisturbato a Christiania, la cittadella "libera" ai margini di Copenaghen, su cui in futuro la polizia dovra' esercitare un controllo molto piu' stretto. Il piano di "normalizzazione", che prevede anche una bonifica architettonica e urbanistica del quartiere, e' stato illustrato oggi dai ministri della Difesa Svenhd Aage Jensby, e della Giustizia Lene Espersen. I dirigenti della polizia hanno gia' risposto che il compito di sradicare il commercio di "fumo" sara' difficilmente realizzabile con le forze attuali.
Christiania sorge su un'area di circa 34 ettari di proprieta' del ministero della Difesa: fu occupata negli anni '70, e dopo anni di contenzioso con lo Stato ottenne una larga autonomia di gestione. Su questa base, e sulla tacita intesa che una certa tolleranza nei confronti dell'hashish fosse ripagata con l'assoluta intransigenza verso le droghe pesanti, si e' sviluppato un commercio fiorente di "erba". La strada centrale del quartiere, ribattezzata "Pusher-street", vede 25-30 banchetti che vendono ogni tipo di fumo, con tutti gli accessori.
Ora pero' il Governo di centro-destra ha deciso di voltare pagina, considerando anche che Christiania e' ormai al centro di una vasta area di sviluppo e di nuova urbanizzazione, con il nuovo teatro dell'Opera in costruzione poco distante. Il Governo vuole ripulire il quartiere, abbattere alcuni edifici fatiscenti, costruire nuove attrezzature ricreative, eliminare i traffici che Lene Espersen definisce "vergognosi". Nelle settimane scorse gli 888 abitanti di Christiania e i molti "simpatizzanti", hanno invaso a piu' riprese il centro della capitale, hanno protestato, e i 'pusher' hanno perfino fatto uno sciopero di tre giorni: se il commercio delle droghe leggere uscira' da Christiania, hanno dichiarato, sara' molto piu' difficile controllarlo, e inevitabilmente si mescolera' a traffici molto piu' pericolosi.
Ma le proteste sono sevite a poco, e il piano del Governo va avanti. Il ministero della Difesa e' deciso a riprendere il controllo amministrativo dell'area, anche se promette di salvaguardare le numerose attivita' avviate, i bar, i caffe', i ristoranti, e anche le gallerie d'arte, le officine, i laboratori artigianali. Una vera e propria proposta di legge e' annunciata comunque per l'anno prossimo, poi si aprira' un eventuale negoziato con i residenti.
Fra le prime reazioni politiche, quella del portavoce dei socialisti popolari, Villy Sovndal, che definisce le proposte inutilmente di scontro in una fase in cui Christiania e' disposta a collaborare. "Vi e' una totale mancanza di riconoscimento delle questioni che Christiania deve risolvere" e cioe' i problemi sociali dei tanti emarginati che nel suo territorio si sentono a proprio agio e partecipano alle attivita' che vi si svolgono. Sovndal dice di non conoscere citta' europea in cui non vi sia vendita di hashish: la chiusura di Christiania non risolvera' i problemi della capitale in questo campo.




27-03-2003, ore 13:33:05

Danimarca. Christiania: secondo giorno di sciopero nella "pusher street"

E' iniziato ieri lo sciopero dei rivenditori di "erba" a Christiania per protestare contro le politiche del Governo danese, in particolare contro un piano urbanistico che potrebbe vedere la cittadella trasformarsi in una nuova zona residenziale, snaturandola definitivamente. Lo sciopero si innesta su una polemica che si ripete periodicamente su questi 30 ettari di terreno, una sorta di "citta' libera" dove grazie ad un tacito accordo di tolleranza fra rivenditori di hashish e polizia, che pur essendo un commercio illegale, a Christiania si svolge alla luce del sole. La polizia tiene comunque sotto controllo questo commercio e i responsabili di Christiania si impegnano a non far circolare droghe piu' pesanti.
Christiania, una colonia di 30 ettari nel pieno centro della capitale danese (tra la citta' e il porto), era un antico quartiere militare occupato nel 1971 da hippy, che decretarono la "citta' libera" e la possibilita' di una societa' alternativa. E' praticamente il simbolo della rivolta libertaria degli anni Settanta. Con circa mille abitanti, e' una grande attrazione turistica, sono infatti quasi mezzo milione all'anno che visitano la citta', e molti vengono per l'hashish.
"Abbiamo interrotto tutte le nostre transazioni da questa mattina, e non sappiamo quanto durera' questo sciopero, forse giorni, forse mesi", ha detto ieri la portavoce della colonia, Pernilla Hansen. "Vogliamo dimostrare al Governo che legalizzare le droghe leggere e' meglio che obbligare la gente a cercarla nelle strade, dove si possono acquistare anche droghe molto piu' forti", ha precisato la Hansen spiegando cosi' il senso dello sciopero di "pusher street". Se chiudono i chioschi, i consumatori si rivolgeranno ad un mercato che sfuggira' completamente a qualsiasi controllo della polizia. Una manifestazione e' stata gia' annunciata per sabato.



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Old 05-01-2004, 17:11   #2
buglis
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No!! poretti, volevo andarci un gg a farmi un viaggietto là!!
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