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#1 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
Messaggi: 7030
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Server in assoluta continuità
Ciao a tutti, domanda semplice. Quali sono le soluzioni che possono essere adottate a livello di piccola azienda, supponiamo 10 postazioni ed un server, per poter garanire la TOTALE continuità del lavoro anche in caso di problema al server?
Spiego meglio, attualmente la soluzione è quella di due server, uno principale ed uno di ridondanza, praticamente idenitici tranno che il prinicipale ha un disco con il SO e due dischi in mirroring che copiano il database; quello di ridondanza ha solo un disco con il SO. Alla necessità si sposta il database sul PC di ridonza. Il problema è che oltre al dover spostare dei cavi, al panico generale, i dati che dovrebbero essere registrati al momento dello spostamento dei dischi vengono persi con giacenze sbagliate e necessità di fare un inventario. Io volevo sapere quali sono le soluzioni per poter garantire TOTALE continuità del lavoro anche in caso di guasto. Grazie |
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#2 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 22
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La soluzione esiste già, ed è un cluster hardware, consistente di due server identici che condividono uno storage esterno SCSI/SAS e opportunamente configurati (sistema operativo di classe enterprise), in modo tale che in caso di failure al primario, il secondario subentri in maniera praticamente istantanea sugli gli stessi dati...
Il tutto ovviamente con un UPS che possa garantire la continuità di alimentazione almeno fino all'avvio del gruppo elettrogeno asservito al data center. Regards. G |
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
Messaggi: 7030
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Ah
Attualmente, con la soluzione che ho, devo oltre a spostare i dischi devo spostare anche le multiporte (stampanti per gli scontrini) La domanda che mi sorge è, nella soluzione che tu mi hai esposto, avrò ancora questo problema? |
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#4 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 22
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se le stampanti le colleghi a dei print server, non ci saranno movimenti di cavi nemmeno per esse.
regards G
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Toshiba Satellite A665-149 - Core i7-740QM - 16Gb RAM Corsair Vengeance - HD Seagate Momentus 7200.4 500Gb - nVidia GTS 350 w/ 3D Vision ![]() www.siciliambiente.it |
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
Messaggi: 7030
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approfitto della tua preparazione, vorrei mostrarti il preventivo che mi hanno fatto i tecnici. Magari tu ci capisci qualcosa. Eventualmente se riuscissimo a parlare tramite skype sarebbe fantastico...
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Kendermore
Messaggi: 6679
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Per configurare un cluster di HA ci sono diverse soluzioni, la più semplice e valida per un po' tutte le casistiche è quella di un cluster active/passive.
I servizi devono essere configurati allo stesso modo su entrambi i nodi, i volumi su cui risiedono i dati invece dovranno stare su storage accessibile da entrambi i nodi (filesyste di rete piuttosto che san o altro), sul nodo attivo i servizi saranno avviati, funzionanti e accessibili attraverso un alias di rete, sul nodo passivo invece tutto sarà spento. I due nodi utilizzano una interfaccia di rete che funge da heartbeat, non appena il nodo passivo rileva che il nodo attivo non risponde più sull'heartbeat attiva l'alias di rete, monta le risorse di storage e fa partire i servizi. Come puoi immaginare un minimo di disservizio ci sarà sempre durante lo switch tra i nodi (relocate), ma nella stragrande maggioranza dei casi è accettabile. Se invece non puoi permetterti anche quella breve interruzione occorre andare su soluzioni proprietarie che dipendono dai servizi che utilizzi. Ad esempio Lotus Domino permette di implementare dei cluster applicativi con una facilità disarmante, soluzione che fa si che i nodi si sincronizzino automaticamente ad ogni più piccola modifica dei dati. Oracle 10g ad esempio usa una approccio differente con i cluster RAC, tramite il servizio ASM si può accedere allo storage utilizzando un apposito driver multipath per permettere a tutti i nodi di accedere ai datafile. Insomma si passa da una soluzione generica (active/passive) a una soluzione proprietaria prettamente applicativa, capisci bene che la differenza è sensibile. La coerenza dei dati imho non la dovresti implementare a livello di cluster ma a livello applicativo, ovvero adottando servizi che gestiscano i dati con una logica transazionale. Questo lo puoi fare direttamente con molti software (es molti dbms) oppure tramite appositi software che ti garantiscano la coerenza dei dati e delle relative transazioni (es IBM MQ Series).
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https://tasslehoff.burrfoot.it | Cloud? Enough is enough! | SPID… grazie ma no grazie "Arguing that you don't care about the right to privacy because you have nothing to hide is no different than saying you don't care about free speech because you have nothing to say." Ultima modifica di Tasslehoff : 10-03-2011 alle 00:08. |
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
Messaggi: 7030
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Grazie Tasslehoff per la risposta.
Il programma che ci deve girare è un gestiorale di una farmacia che attualmente gira su un server con uno xeon di 10 anni fa e 1Gb di RAM. La mia domanda è nata quando si è deciso di sostituire i server più che altro perchè vecchi ed il pensiero anche di passare da Windows 2000 Server al 2008. Dato che si pensava di sostituire i server (la configurazione l'ho detta nel primo post) si era eventualmente mirato a qualcosa che in caso di guasto permettesse di non interrompere il lavoro. Da quello che tu mi dici però la soluzione più abbordabile è quella di un cluster ma che in caso di problema sarebbe necessario un riavvio della macchina. Eventualmente, una soluzione in cui in caso di problema al server principale non sarebbe necessario staccare nessun cavo o riavviare alcuna macchina, sarebbe più complessa (EDIT: ho corretto ma è sbagliato, avevo letto male) Mi sto interessando dato che i tecnici hanno fatto un preventivo con questo server http://www.nec-itplatform.fr/IMG/pdf...UK_2010-01.pdf cosa che a me sembra "leggermente" furori dalla portata. Anzi, mi piacerebbe poterne discurere con qualcuno. Grazie Ultima modifica di diafino : 12-03-2011 alle 16:58. |
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#8 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2006
Città: Sydney - Hmetal up your ass!
Messaggi: 987
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c'e' anche il fault-tolerance di Vmware e hai 0 downtime. Ma andiamo su soluzioni enterprise e non so per 10 pc (ma magari si) quanto saresti disposto a spendere (tipo a occhio almeno una 20.000 euro tra licenze, storage etc etc)
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...e poi i sistemi informativi sono come le donne, se hanno esperienza è meglio [cit] Il mio blog: thekangarootamer.wordpress.com "Già solo il fatto che tu sia indeciso sul da farsi è grave, sei un debole e quindi un sonaro..." [cit]
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#9 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
Messaggi: 7030
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Quote:
Parlando chiaramente, dato che si doveva mettere mano ai server l'idea era quella di mirare alla continuità assoluta (più che altro perchè in caso di guasto al server tra andare dietro al PC, staccare le multiporte, che ovviamente son sempre strette a morte Vi chiedo, per la mia necessità quindi la soluzione ideale è un cluster HA, non ci sono altre soluzioni? Cioè, quella di un cluster è la soluzione che viene adottata quando si ha necessità di continuità del lavoro con un eventuale piccolo disservizio in caso di gusto? Mi confermate poi che quindi non avrei da spostare cavi e cavetti per le stampanti degli scontrini, etc... Vi ringrazio per le risposte Ultima modifica di diafino : 12-03-2011 alle 16:58. |
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
Messaggi: 7030
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#11 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Kendermore
Messaggi: 6679
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Il nodo passivo (che rimarrebbe sempre e cmq acceso) si limiterebbe a controllare il nodo attivo, e in caso di mancata risposta automaticamente dovrebbe attivare i servizi e tutto quello che serve per continuare a garantire il servizio. Una volta implementata questa soluzione tutto risulterebbe automatico, non dovrebbe essere necessaria alcuna accensione o riavvio di server. L'unico down si avrebbe per quel breve lasso di tempo che intercorre tra l'attivazione del nodo passivo (a seguito del down del nodo attivo) e il completamento dell'avvio dei servizi sullo stesso. Per implementare tutto questo però occorre verificare bene il funzionamento del servizio stesso. Se questo gestionale utilizza un database come repository, i datafile di questo db potrebbero essere posizionati su una san collegata ai 2 nodi del cluster. In caso di guasto al nodo attivo, quello passivo monterebbe lo storage della san che in precedenza era usato dal nodo attivo, attiverebbe le interfacce di rete (generalmente un alias, ovvero una interfaccia di rete virtuale avente lo stesso indirizzo del server che in precedenza era il nodo attivo), farebbe partire il database (che utilizzando gli stessi datafile del precedente nodo attivo avrebbe di conseguenza tutti i dati aggiornati) e infine attiverebbe il servizio del gestionale, che quindi tornerebbe a rispondere esattamente come nel caso precedente, senza cambi di indirizzi. Quote:
Quote:
Però imho quello che a te servirebbe non è tanto un preventivo per l'hardware, quanto una consulenza su una soluzione architetturale che ti garantisca la continuità del servizio, in sostanza quello che ti abbiamo descritto sopra. Gli aspetti generali sul funzionamento di questo tipo di architettura sono quelli che ti abbiamo descritto sopra, però solo mettendo mano e verificando direttamente il servizio è possibile entrare nel dettaglio, capire bene le criticità e proporre una soluzione realizzabile. Una volta chiarita l'architettura si può pensare all'hardware, un cluster active/passive lo puoi implementare su qualsiasi tipo di hardware, blade, server normali, virtual machines, server assemblati etc etc etc... [EDIT] Ho letto ora l'ultima parte del tuo ultimo post; riguardo alla stampa di scontrini o interfacciamento con eventuali periferiche (stampanti e ammennicoli vari ad es) va da se che se ci sono in ballo connessioni fisiche (es stampante usb o periferica seriale di qualunque tipo) queste devono essere duplicate o rese accessibili via rete su entrambi nodi del cluster active/passive. La soluzione che ti consiglio CALDAMENTE è quella di rendere queste periferiche accessibili via rete (es print server ethernet) in modo che possano essere usate anche dal nodo passivo nel caso dovesse attivarsi, mi pare una soluzione decisamente più efficace ed elegante piuttosto che duplicare le periferiche
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https://tasslehoff.burrfoot.it | Cloud? Enough is enough! | SPID… grazie ma no grazie "Arguing that you don't care about the right to privacy because you have nothing to hide is no different than saying you don't care about free speech because you have nothing to say." Ultima modifica di Tasslehoff : 12-03-2011 alle 13:58. |
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
Messaggi: 7030
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Grazie Tasslehoff per le risposte chiarissime, ho riletto attentamente tutta la discussione e ho corretto alcune cose che avevo capito male.
Quindi, in pratica, la soluzione che idealmente dovrei proporre a livello server è quella di un cluster HA ma deve essere prima verificata la possibilità pratica soprattutto in base al tipo di database che utilizza il gestionale. ![]() Per quanto riguarda poi stampantine varie sarebbero da mettere in rete tramite un print server Rimango comunque curioso di farti vedere il preventivo che mi hanno fatto cosi che magari tu possa dedurre le loro intenzioni. Ultima modifica di diafino : 12-03-2011 alle 19:07. |
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#13 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
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up
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#14 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
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più nessuno?
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#15 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Roma - Milano - Lagos
Messaggi: 8579
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ma perche' 2 SAN?
cmq il prezzo della soluzione Blade immagino sia coerente con il target di prodotto, ma adottare una cosa simile per quella realta' imho e' come usare un bazooka per uccidere le mosche mentre mi sembra piu' che opportuno, cosa che tra l'altro si puo' fare indipendentemente da tutto il resto, di attestare le stampanti su print server.
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--- --- VENDO AppleCare per Macbook Pro 15"/17" a 200E --- --- Ho trattato con mezzo forum, per l'altra meta' mi sto attrezzando... Perditempo di professione: signirr Ultima modifica di alphacygni : 07-04-2011 alle 14:25. |
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#16 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
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Cmq ci siamo capiti |
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#17 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
Messaggi: 7030
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Ciao, ho parlato col tecnico della farmacia. La soluzione cluster HA non è possibile in seguito al fatto che il programma gestionale non è clusterizzabile.
La soluzione prevederebbe l'utilizzo di due server (ridondanti) collegati a due switch (anche qui uno di ridondanza) e si farebbe girare la macchina virtuale su un QNAP TS-859U-RP Turbo NAS http://www.qnap.com/pro_detail_feature.asp?p_id=153 di conseguenza avrei due server, due switch e anche il qnap ha due alimentatori e ogni mezza giornata fa un salvataggio (con Acronis) su un pc connesso alla rete (mi hanno detto metterci circa 5-6 minuti) cosa ne dite? |
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
Messaggi: 7030
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up, c'è nessuno...
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#19 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: Sala Consilina (SA)
Messaggi: 645
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Quote:
Attraverso la virtualizzazione, si prescinde dall'infrastruttura fisica sottostante (un server con qualsiasi configurazione immaginabile, la presenza di una SAN, un cluster a X nodi, ecc) agli occhi del sistema operativo. A meno che, come osservato in precedenza, non ci siano problemi legati a periferiche -come stampanti usb\seriali\parallele oppure schede oppure chiavi anticopia hardware- che necessitano di una installazione su server fisico. Ciao!
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formattare l'ACER 1524WLMi http://forum.hwupgrade.it/showthread.php?s=&postid=6685664#post6685664 |
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#20 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: Milano (Settimo Milanese)
Messaggi: 7030
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Ringrazio antoniox per la risposta e chiedo scusa per aver abbandonato la discussione ma per problemi di salute ho dovuto rimandate tutto di qualche mese.
I tecnici mi avevano detto che il gestionale non è clusterizzabile e di conseguenza è necessario farlo girare su macchine virtuali: ciò comporta una spesa di quasi 5.000€ di software di virtualizzazione che sono (io non so nulla a riguardo): VMware vSphere 4 Essentials Plus bundle per 3 Host; Basic support per un anno; Veeam Essentials Bundle per VMware; Riprendendo il discorso, la configurazione informatica rimarrà quella detta sopra, cioè (cito il tecnico): La configuarzione prevede un server fisico che gestisce la macchina virtuale sul NAS (con alimentatore ridondante). In caso di crash del server fisico la macchina virtuale viene riaccesa sul server fisico sencodario in automatico. La configurazione prevede anche una macchina in ufficio che coordinerà l'alta affidabilità tra i due server fisici e la replica del NAS due volte al giorno. In caso di KO del NAS si potrà avviare l'ultima copia della macchina virtuale eseguita. solo che dati i prezzi spaventosi dei server penso che assemblerò io due PC: come sicurezza del sistema dovrebbe già essere buona. |
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