Social media e salute mentale, il capo di Instagram in aula: 'Non si tratta di dipendenza clinica'
Adam Mosseri, responsabile di Instagram, ha testimoniato in un processo a Los Angeles che vede Meta, YouTube e altri social media accusati di aver progettato funzionalità dannose per la salute mentale dei giovani. Mosseri distingue tra "uso problematico" e dipendenza clinica, mentre emergono email interne sui filtri digitali controversi.
di Manolo De Agostini pubblicata il 12 Febbraio 2026, alle 14:31 nel canale WebMetaInstagram
Adam Mosseri, responsabile di Instagram, ha testimoniato mercoledì in un processo civile a Los Angeles che vede Meta, YouTube, TikTok e Snap accusati di aver progettato consapevolmente funzionalità capaci di danneggiare la salute mentale degli adolescenti. L'udienza riguarda il caso di Kaley G.M., ventenne che sostiene di aver subito gravi conseguenze psicologiche dopo un'esposizione precoce ai social media.
Mosseri ha chiarito più volte di non essere un professionista medico e ha sottolineato la differenza tra dipendenza clinica e "uso problematico" dei social: "Si può usare Instagram più di quanto ci faccia bene, ma parlare di dipendenza clinica è improprio", ha dichiarato. Il boss Instagram ha inoltre spiegato che l'uso eccessivo è relativo e varia da persona a persona.

Il processo affronta anche le scelte di design di Meta, inclusa l'introduzione di filtri digitali che simulano interventi estetici. Documenti interni mostrano discussioni tra dirigenti su possibili rischi per il benessere degli utenti e sulla rilevanza culturale dei filtri nei mercati asiatici. Mosseri ha precisato che i filtri non generano ricavi diretti: la monetizzazione è legata esclusivamente alla pubblicità.
L'avvocato della parte civile, Mark Lanier, ha chiesto a Mosseri se le decisioni aziendali privilegiano il profitto rispetto alla tutela dei minori. Mosseri ha risposto che proteggere gli adolescenti è importante anche per la sostenibilità del business, e che la scelta finale sui filtri è stata fatta bilanciando rischi per il benessere e interesse culturale.
La causa è solo una di una serie in corso di svolgimento negli Stati Uniti e in altre parti del mondo, in cui si sollevano interrogativi sulla responsabilità delle piattaforme nel proteggere i giovani dagli effetti psicologici delle funzionalità progettate per aumentare l'engagement, come lo scrolling infinito o le raccomandazioni di contenuti non appropriati per l'età. Anche per questo un numero sempre maggiore di nazioni sta vietando l'uso dei social da parte di adolescenti sotto i 15-16 anni.










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11 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMentre eravamo in giro si rese conto che il suo telefono non si poteva collegare piu' ad internet perche' aveva superato la soglia, non aveva i soldi per la ricarica o un'altra cagata del genere...
Si e' messo a PIANGERE in piazza davanti a tutti e stava entrando in iperventilazione perche' non riusciva a collegarsi... Siamo dovuti correre in un negozio di cellulari a fare la ricarica in fretta e furia...
Sara' stato un caso isolato? E che ne so, di sicuro non mi e' sembrato normale...
poi aggiungete voi gli altri esempi che preferite
ciao ciao
Mentre eravamo in giro si rese conto che il suo telefono non si poteva collegare piu' ad internet perche' aveva superato la soglia, non aveva i soldi per la ricarica o un'altra cagata del genere...
Si e' messo a PIANGERE in piazza davanti a tutti e stava entrando in iperventilazione perche' non riusciva a collegarsi... Siamo dovuti correre in un negozio di cellulari a fare la ricarica in fretta e furia...
Sara' stato un caso isolato? E che ne so, di sicuro non mi e' sembrato normale...
No che caso isolato.
Mi ricordo diversa gente del mio gruppo di viaggio in Uzbekistan.
Io prudentemente attivo sempre un'offerta per l'extra UE (qualsivoglia evenienza, pericolo, problematica, rimani isolato dal gruppo etc.) oppure come in quel caso compro una sim locale se non ho la suddetta offerta per quel paese specifico.
Gli altri del gruppo mi hanno snobbato subito dicendo "eh ma tanto c'è il wifi, ma che te ne fai, si vede che lavori con i computer, etc. etc."
Dopo soli due giorni di vacanza io lo smartphone lo tenevo nel marsupio spento, come sempre, mentre almeno quattro o cinque persone del gruppo mi imploravano di fare da hotspot. Ogni tot ore.
E quando gli domandavo "PERCHE'" la risposta era agghiacciante "mai sai i social, i contatti, metto qualche like, posto, etc. etc."
E la mia risposta era sempre inesorabilmente no.
Giusto l'ultimo giorno in aeroporto, li ho fatti collegare tutti, tanti i GB erano da finire. Li vedevi in stato di astinenza grave.
Con tutto che la sera avevano quasi sempre il wifi negli hotel.
Dipendenti e pure tirchi.
Se non riesci a fare a meno di questi cavolo di social, spendi quei 20 euro di SIM locale.
Quindi no, il tuo collega non è affetto un caso isolato.
Mi ricordo diversa gente del mio gruppo di viaggio in Uzbekistan.
Io prudentemente attivo sempre un'offerta per l'extra UE (qualsivoglia evenienza, pericolo, problematica, rimani isolato dal gruppo etc.) oppure come in quel caso compro una sim locale se non ho la suddetta offerta per quel paese specifico.
Gli altri del gruppo mi hanno snobbato subito dicendo "eh ma tanto c'è il wifi, ma che te ne fai, si vede che lavori con i computer, etc. etc."
Dopo soli due giorni di vacanza io lo smartphone lo tenevo nel marsupio spento, come sempre, mentre almeno quattro o cinque persone del gruppo mi imploravano di fare da hotspot. Ogni tot ore.
E quando gli domandavo "PERCHE'" la risposta era agghiacciante "mai sai i social, i contatti, metto qualche like, posto, etc. etc."
E la mia risposta era sempre inesorabilmente no.
Giusto l'ultimo giorno in aeroporto, li ho fatti collegare tutti, tanti i GB erano da finire. Li vedevi in stato di astinenza grave.
Con tutto che la sera avevano quasi sempre il wifi negli hotel.
Dipendenti e pure tirchi.
Se non riesci a fare a meno di questi cavolo di social, spendi quei 20 euro di SIM locale.
Quindi no, il tuo collega non è affetto un caso isolato.
ce n'è di gente messa male
Li metto nello stesso mucchio di quelli che facevano la fila all'uscita del nuovo Iphone (mi pare che ora questa pratica non si faccia più??!?!? Boh ) e si pigliavano a botte se qualcuno passava avanti o di quelli che fanno i matti nei giochi online.
Sono menti "deboli", nel senso che hanno altri problemi nella vita, magari gravi, e scaricano su qualcosa che li fa star bene la loro frustazione.
Stress, depressione, delusioni e nei social o nell'acquisto o nel gioco trovano sollievo.
Mentre eravamo in giro si rese conto che il suo telefono non si poteva collegare piu' ad internet perche' aveva superato la soglia, non aveva i soldi per la ricarica o un'altra cagata del genere...
Si e' messo a PIANGERE in piazza davanti a tutti e stava entrando in iperventilazione perche' non riusciva a collegarsi... Siamo dovuti correre in un negozio di cellulari a fare la ricarica in fretta e furia...
Sara' stato un caso isolato? E che ne so, di sicuro non mi e' sembrato normale...
Isolato mica tanto... Oramai per strada incrocio diversa gente, giovani e meno giovani, che camminano tenendo lo sguardo fisso sul cellulare e il pollice che scorre sul display del telefono. Un turista asiatico l'altro giorno ha rischiato di essere arrotato perchè ha attraversato la strada senza nemmeno guardare perchè impegnato a fissare il display del telefono. Chissà magari 30 gg di prognosi salvo complicazioni gli avrebbero insegnato qualcosa...
Purtroppo però in questi casi mettono in croce anche l'automobilista di turno.
Di questi tempi devi saper prevedere anche la pazzia del prossimo.
Lo so d'istinto, quando i pedoni con la testa calata sullo smartphone, ti si buttano in strada senza neanche guardare (roba che neanche i gatti), ti verrebbe di dare gas...
...maledetti !
Sono menti "deboli", nel senso che hanno altri problemi nella vita, magari gravi, e scaricano su qualcosa che li fa star bene la loro frustazione.
Stress, depressione, delusioni e nei social o nell'acquisto o nel gioco trovano sollievo.
Capirai che sollievo... tutti col naso spiaccicato sul display a vedere storie e reel fotocopia delle quali poi tentano loro stessi di imitare. Sei al ristorante e c'è sempre il tizio o la tizia che deve assolutamente fare il reportage fotografico su ogni pietanza consumata con tanto di posa " artistica", rompendo 'oglioni agli altri commensali. Oppure, visto con i miei occhi, nelle sale di una mostra come quella del Beato Angelico invece di tenere lo sguardo sui capolavori, telefono piazzato a mezza altezza per fare foto improbabili e pubblicarle immediatamente. Che tristezza...
In questi due casi è facile. Sono persone che cercano l'approvazione del prossimo.
Mi ricordo diversa gente del mio gruppo di viaggio in Uzbekistan.
Io prudentemente attivo sempre un'offerta per l'extra UE (qualsivoglia evenienza, pericolo, problematica, rimani isolato dal gruppo etc.) oppure come in quel caso compro una sim locale se non ho la suddetta offerta per quel paese specifico.
Gli altri del gruppo mi hanno snobbato subito dicendo "eh ma tanto c'è il wifi, ma che te ne fai, si vede che lavori con i computer, etc. etc."
Dopo soli due giorni di vacanza io lo smartphone lo tenevo nel marsupio spento, come sempre, mentre almeno quattro o cinque persone del gruppo mi imploravano di fare da hotspot. Ogni tot ore.
E quando gli domandavo "PERCHE'" la risposta era agghiacciante "mai sai i social, i contatti, metto qualche like, posto, etc. etc."
E la mia risposta era sempre inesorabilmente no.
Giusto l'ultimo giorno in aeroporto, li ho fatti collegare tutti, tanti i GB erano da finire. Li vedevi in stato di astinenza grave.
Con tutto che la sera avevano quasi sempre il wifi negli hotel.
Dipendenti e pure tirchi.
Se non riesci a fare a meno di questi cavolo di social, spendi quei 20 euro di SIM locale.
Quindi no, il tuo collega non è affetto un caso isolato.
Si ma in qualche modo resistevano, e non si sono messi a piangere come dei disperati che a momenti mi arrestavano convinti che gli avessi fatto qualcosa io...
Non avrebbero insegnato niente... Cosa farebbero queste persone a letto durante i 30 giorni di prognosi?
Io ormai vado in ospedale ogni pochi anni per il problema dei polipi nasali (niente farmaco biologico per me, e adesso ci si sono messe pure le orecchie, ma sorvoliamo), ho visto scene assurde pure li', come ad esempio uno che e' rientrato dalla sala operatoria ancora sotto anestesia e la compagna gli faceva le foto per pubblicarle sui social, o una signora che non voleva mollare il telefono mentre andava in sala operatoria che metti caso la chiamavano... Nessuna scena in effetti batte quella in cui un'infermiera mi raccontava di quando ha invitato un ragazzo a cena a casa sua e gli aveva preparato la pasta col dado, che gia' cosi', per poi scoprire che intendeva pasta in bianco col dado grattugiato sopra.... Ma limitiamoci ai fatti informatici...
Di questi tempi devi saper prevedere anche la pazzia del prossimo.
Lo so d'istinto, quando i pedoni con la testa calata sullo smartphone, ti si buttano in strada senza neanche guardare (roba che neanche i gatti), ti verrebbe di dare gas...
...maledetti !
A me e' capitato che mentre ero fermo in coda, un deficiente col telefono in mano che attraversava la strada non mi aveva visto ed e' venuto a sbattere sulla mia auto... Ed era pure convinto di volermi denunciare perche' secondo lui ho "cercato" di metterlo sotto... Gli ho riso in faccia, ma e' per farti capire il disagio di certa gente...
Perche' ormai la gente va agli eventi non per goderseli, ma per vantarsi con gli altri di esserci stata, che e' il motivo per cui filmano tutti i concerti, i musei e via dicendo.. Ma basta chiedere loro se hanno mai rivisto un video di un concerto che hanno filmato negli ultimi anni per far andare loro in core dump il cervello...
Non cercano l'approvazione, cercano di sovrastarli, di sentirsi superiori mostrando prove di cose che gli altri non hanno fatto.
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