Addio telefoni a conchiglia: il 2026 sarà l'anno dei foldable a libro grazie ad Apple
Le consegne dei dispositivi a libro toccheranno il 65% del totale dei pieghevoli entro fine anno, spinte dall'atteso debutto di Apple e dal ricollocamento dei marchi Android verso formati orientati alla produttività lavorativa e alla pura continuità operativa
di Nino Grasso pubblicata il 12 Febbraio 2026, alle 11:01 nel canale TelefoniaApplehonorMotorolaSamsung
L'espansione del settore degli smartphone pieghevoli si consoliderà nel 2026 grazie al definitivo superamento di una fase ciclica transitoria, registrata durante i dodici mesi precedenti. L'anno appena trascorso ha infatti imposto alle aziende una profonda normalizzazione delle scorte e ha obbligato i colossi tecnologici a pianificare la produzione con estrema cautela a causa di una domanda molto selettiva nella fascia premium.
Se da una parte la speranza è quella che i foldable diventino più democratici, dall'altra le proiezioni di Counterpoint vanno da un'altra parte. I prezzi di listino rimarranno infatti su soglie elevate e spingono gli acquirenti ad abbandonare la semplice curiosità estetica per ricercare vere e proprie utilità funzionali legate al lavoro quotidiano.
I pieghevoli a libro cresceranno ancora, grazie all'impatto dei grandi marchi
I modelli con formato a libro assumeranno il ruolo di principale motore di crescita: le proiezioni indicano che tali device conquisteranno circa il 65% delle consegne globali entro la fine dell'anno solare, con un netto incremento rispetto al 52% misurato in precedenza. Le ragioni di questa ulteriore ascesa risiederanno nei continui miglioramenti hardware e nella crescente fiducia dei marchi verso dispositivi capaci di garantire ritorni economici superiori. I formati a conchiglia, al contrario, subiranno una progressiva marginalizzazione. Tali versioni vengono sempre più relegate a un ruolo complementare, destinate a un pubblico attento allo stile o alla ricerca di un "prodotto entry-premium", e affrontano un inevitabile calo delle quote complessive.
Apple farà il suo atteso esordio nella seconda metà dell'anno, proponendo un device con apertura a libro caratterizzato da un rapporto di forma del display pari a 1:1.414, con dimensioni appositamente calcolate per favorire il multitasking, la lettura dei documenti e la fruizione dei contenuti multimediali. L'approccio scelto evidenzierà una netta preferenza per la produttività concreta rispetto alle pure sperimentazioni visive, con l'arrivo del gigante californiano che modificherà radicalmente le dinamiche e accelererà l'adozione di massa di tali formati.
L'ecosistema Android, finora unico promotore dei nuovi formati pieghevoli, non resterà a guardare e ha già avviato un rapido adattamento. Samsung ha registrato un fondamentale traguardo durante lo scorso semestre, quando i volumi di vendita di Galaxy Z7 Fold hanno superato per la prima volta quelli di Galaxy Z7 Flip, a dimostrazione di un'ottima esecuzione tecnica in grado di risolvere i classici compromessi di natura dimensionale. L'azienda sudcoreana sta attualmente sviluppando varianti più ampie, ispirate proprio alle presunte proporzioni del futuro rivale statunitense. La tendenza appare ormai diffusa su tutta la piattaforma, con anche Motorola che ha recentemente svelato il suo primo pieghevole a libro durante il CES, mentre Google continua a investire ingenti risorse su Pixel Fold.
A pilotare le scelte di mercato saranno indubbiamente anche le tensioni sulle forniture di memorie, soprattutto per le varianti destinate agli smartphone di fascia bassa e media. I produttori preferiscono concentrare le proprie attenzioni su terminali ad alto valore aggiunto, e mettono la redditività al primo posto rispetto ai puri volumi di vendita. I formati ampi rispondono perfettamente a tale esigenza: le specifiche tecniche superiori e le configurazioni di memoria più capienti possono infatti giustificare un incremento del prezzo medio di vendita.
Counterpoint, nel suo report, ha sottolineato come la fase primordiale dei dispositivi flessibili si sia definitivamente conclusa, e la maturazione del settore impone di abbandonare le prove tecniche per definire chiaramente i vantaggi reali offerti agli utenti finali spostando il campo della competizione sulla fluidità d'uso dei nuovi formati e sulla preparazione dell'intero ecosistema software votato allo sfruttamento delle superfici d'uso più ampie.










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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoimmagino la gente non sia “contro”, semplicemente per un display aperto di razr si puó preferire un galaxy ultra o un iphone pro max
beh dalla fonta riportata si precisa ciò, ma non che ci fosse un genio a immaginare come un prodotto premium potesse ricevere una spinta dall'unico produttore con dispositivi di quel target.
anche perchè quando spendi più di 1000 euro (cosa mai fatta per smartphone) con dispositivi non proprio solidissimi avere assistenza ovunque diventa abbastanza fondamentale
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