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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Città: Milano Tokyo , purtroppo Utente con le palle fracassate
Messaggi: 2371
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Mercato immobiliare massacrato dal governo?
Un mattone sulle immobiliari Imposta retroattiva del 20% - di Nicola Porro -
Nicola Porro da Milano Non lo ammetterà mai. Statene certi. Ma quello del viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, è un vero prelievo forzoso. A differenza del 1992, quando il prelievo forzoso fu praticato sui conti correnti di tutti i cittadini da parte del governo Amato, in questo caso l'obiettivo è più circoscritto. Si tratta delle società immobiliari. La filosofia che sta dietro al provvedimento è lineare. Il mercato è molto cresciuto. Anzi, come è evidenza di ciascun proprietario di casa, è ancora in buona forma. All'interno del settore si sono verificati alcuni casi, gravissimi, di malversazioni, truffe ed evasioni fiscali: più o meno fatte sul modello di vendite infragruppo o tra amici con il risultato finale di gonfiare i prezzi degli immobili scambiati come figurine. Il «modello Ricucci» che certamente non è circoscrivibile al solo finanziere di Zagarolo. Prendendo a proxi di settore l'abusato slogan «dei furbetti del quartierino» Visco ha però deciso di dare una mazzata a tutti. Società immobiliari (dalle grandi come la quotata Pirelli Re alle minuscole a conduzione familiare) e società finanziarie che erogano leasing immobiliari. Il meccanismo è diabolico. Con un blitz i soggetti che fino a ieri potevano detrarsi l'Iva, diventano fiscalmente neutri. Un esempio può aiutare a capire. In passato una società che comprava un immobile e poi lo rivendeva, pagava l'Iva del 20 per cento e poi ne richiedeva il rimborso: insomma era neutro all'Iva. Da oggi chi compra un immobile non paga più l'Iva (che viene sostituita da un'imposta di registro del 10%) e non se la può più detrarre. Come un normale consumatore finale che se compra un computer, o una casa, o un frutto, ci paga sopra l'Iva di riferimento e non può certo scaricarla su alcuno. Ma dicevamo il meccanismo è diabolico. Visco, infatti, facendo riferimento all'articolo 19bis2 del decreto 633 del 1972, ha applicato una sorta di legale, ma odiosa, retroattività all'intera operazione. Dunque non solo le società immobiliari non potranno più scaricarsi l'Iva da oggi in poi, ma dovranno restituire allo Stato quella detratta negli ultimi 8 anni (alcuni fiscalisti già al lavoro paventano il rischio di una retroattività a dieci anni, mentre altri sostengono che si deve andare indietro di soli cinque anni). Gli immobiliaristi dovranno dunque recuperare quattrini per restituire i crediti di imposta già liquidati o le compensazioni di Iva fatte in bilancio. Chiaro? Per le società quotate in Borsa lo è. Tanto che in questi due giorni hanno lasciato sul terreno circa un miliardo di euro di capitalizzazione. Nella relazione tecnica allegata al decreto Visco, si quantifica l'introito per lo Stato in 217 milioni di euro in tre tranche. Infatti gli immobiliaristi dovranno restituire l'Iva che si erano detratti in tre «comode» rate. Il mercato scommette che Visco avrà anche più efficacia nel «recuperare gettito» per le casse del Tesoro. Come si faccia a definire questa una manovra antielusiva lo capiscono in pochi. La mossa prevede un aumento della tassazione condita con un'insopportabile retroattività di fatto.
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Kotoshi mo yoroshiku onegai-itashimasu |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2005
Messaggi: 3460
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Per favore, se potete, mettete i link alle notizie o almeno alle testate.
Per l'articolo roportato sopra, Il Giornale.
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Cavalese
Messaggi: 2093
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http://www.merateonline.it/Cgi-bin/M...&Sottosezione=
Il disastro annunciato dai crolli in Borsa. Un colpo mortale per l`edilizia strumentale I numeri che circolano in queste ore sono solo indicativi. Ma danno bene l`idea del disastro annunciato dal crollo dei titoli del settore immobiliare in borsa. Se resta la norma sulla retroattività del regime di esenzione Iva nelle locazioni immobiliari, le primarie società di leasing, che hanno finanziato l`acquisto di migliaia di immobili strumentali dovranno "restituire" allo Stato Iva legalmente dedotta per miliardi di euro su operazioni di compravendita realizzate dal 1998 ad oggi. La Borsa ha reagito malissimo, facendo perdere all`unica società di leasing quotata, Banca Italease il 13% il primo giorno, il 5% il secondo e il 3% venerdì. Giù anche tutte le società immobiliari da Pirelli Real Estate a Risanamento, da Beni Stabili ad Aedes. Un disastro di cui pochi addetti ai lavori riescono a metterne a fuoco i contorni. Perche` se il decretto del 4 luglio non sara` modificato, le società di leasing dovranno davvero restituire miliardi di Iva ma, inevitabilmentge, per non fallire una dietro l`altra, "gireranno" il danno economico agli utilizzatori, ossia a centinaia di migliaia di imprese piccole e grandi che in questi otto anni hanno perfezionato contratti di leasing immobiliare. E saranno le imprese a dover "rimborsare" indirettamente al fisco quell`Iva che hanno dedotto regolarmente e che ora a distanza di anni è diventata indeducibile. Nel frattempo l`attività è bloccata. Niente nuove stipule di contratti, addirittura alcune società non fatturano più nemmeno i canoni mensili di leasing. Il mercato immobiliare nel suo insieme e` paralizzato. Si teme che per restituire milioni di Iva ci sara` la corsa alla vendita dei fabbricati con il conseguente crollo dei prezzi e l`innesco di una spirale negativa per l`intero comparto. Un colpo di mano simile ha come precedente soltanto l`Irap, un`imposta che si paga anche sulle perdite o sugli interessi passivi. Una follia stalinista che si e` abbattuta sugli operatori senza nemmeno un cenno di confronto, classico del rapporto Stato-padrone e cittadino-suddito. L`aspettativa e` di un ravvedimento operoso da parte del vice ministro Visco, perche` la retroattivita` appare incostituzionale. E anche perche`, altrimenti, societa` finanziarie e immobiliari porteranno in massa i libri in tribunale. Ma se anche Visco dovesse ravvedersi per quanto riguarda la retroattività restano pur sempre i provvedimenti in vigore dal 4 luglio. Via l`Iva del 20% che sinora era di fatto una partita di giro, arriva l`imposta di registro del 10% che nei fatti per l`impresa diventa un costo indeducibile. Ogni investimento immobiliare d`ora in avanti costerà il 10% in più. Un mazzata per l`intero comparto delle costruzioni di immobili strumentali, che resta pur sempre uno dei motori dell`economia. Ma c`è ancora di più. Anche il terreno su cui si realizza lo stabile diventa un costo non più ammortizzabile. E non si tratta di cosa di poco conto, soprattutto al Nord dove oggi l`area edificabile e i relativi oneri di costruzione incidono ormai per la metà del costo complessivo. In tutte le zone sviluppate del milanese, del bergamasco, del bresciano, i terreni industriali hanno raggiunto i 150/200 euro il metro quadrato. Con indici di copertura di 0,5 occorrono due metri quadrati per coprirne uno. Quindi un metro quadrato di capannone già costa 300-400 euro di solo terreno. La metà circa del costo complessivo. Rendere non più ammortizzabile il terreno industriale significa ampliare la base imponibile su cui si calcola la tassazione. Ed ecco quindi che contrariamente a quanto sostengono Visco e Compagni le tasse aumenteranno per il sistema produttivo. Cambia solo il metodo. Non si aumentano le aliquote. Si diminuiscono i fattori di deducibilità. |
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Cavalese
Messaggi: 2093
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http://www.casa24.ilsole24ore.com/fc...rticolo&back=0
«Il decreto legge introduce una forma di prelievo fiscale sostanzialmente patrimoniale e retroattiva. Una forma di imposizione che insiste, demolendolo, su di un intero comparto dell'economia. Esattamente l'opposto di una manovra per rilanciare l'economia. Varata dal Governo, forse senza piena consapevolezza, la nuova normativa Iva sugli immobili può essere corretta anche con il supporto dell'opposizione sempre che il Governo non si chiuda e non rifiuti il dialogo». Giulio Tremonti non ama tornare sulle materie specifiche che sono state nella sua competenza come ministro dell'Economia. Ha ormai un profilo politico più generale, ma fa un'eccezione per «Il Sole-24 Ore», proprio per la rilevanza che sta assumendo la questione del nuovo regime fiscale per un settore così importante per l'economia come è quello immobiliare. Professor Tremonti, che interpretazione dà dell'intervento del Governo? Ho trovato molto garbato il modo con cui «Il Sole-24 Ore» lo ha trattato, parlando di «effetti collaterali e, probabilmente, indesiderati». È stato centrato il punto politico essenziale. Anche con un certo understatement. Mi permetto di formulare due rilievi. Primo rilievo: il legislatore ha introdotto una norma ad hoc sulla tempistica della correzione pro rata dell'Iva. Dunque, chi ha scritto la norma ne conosce gli effetti. Secondo rilievo: il legislatore non ha esplicitato il conseguente effetto sul gettito fiscale. La manovra netta è stata, infatti, cifrata solo intorno allo 0,1% del Pil. In realtà, le stime che stanno emergendo evidenziano un effetto di dimensione macro-economica. Quali sono questi effetti? Due ulteriori riflessioni. Prima riflessione: l'entità del prelievo patrimoniale è abnorme. L'effetto non sarà un incremento del gettito ma delle procedure concorsuali. Le imprese colpite in questo modo non porteranno più soldi al Fisco ma i libri in tribunale. Seconda riflessione: per quanto sia enorme il maggior gettito - ammesso che ci sia - a fini di contabilità europea sarebbe un gettito una tantum e dunque non valido per la riduzione dell'indebitamento netto dell'Italia. E quali gli effetti collaterali? Primo effetto collaterale: il decreto legge, prima ancora di produrre effetti di gettito, ha prodotto una caduta dei titoli quotati in Borsa. Secondo effetto collaterale: la caduta di credibilità del sistema Italia sui mercati internazionali. Terzo effetto collaterale: il blocco del mercato immobiliare interno. Anche perché questa norma si combina con la nuova normativa sulle transazioni immobiliari private. Il privato che compra un appartamento deve mettere in conto di essere schedato e accertato anche se non ha intenzione di evadere. Il contributo alla domanda interna e al Pil sarà più positivo che negativo. Ma qual è la ratio di questa scelta? Credo che sulla ragione economica generale abbia avuto la prevalenza una ragione esclusivamente fiscale. Credo che questa sfasatura abbia fatto perdere o rischi di far perdere di vista un punto essenziale. Le farò una citazione che risale a un vecchio ministro delle Finanze francese: «Le pecore si tosano e non si scannano». La correzione è stata giustificata richiamando la lotta all'evasione. L'indicazione è giustificata? Non credo che la modifica del pro rata Iva per gli operatori istituzionali possa trovare una giustificazione in termini di lotta all'evasione. È possibile trovare una soluzione alternativa? Chi ha scritto la norma sapeva che cosa faceva, tanto sul piano tecnico-normativo quanto sul piano economico generale. Non so se lo stesso grado di consapevolezza era diffuso all'interno del del Consiglio dei ministri. Adesso siamo in sede parlamentare e volendo c'è spazio per una discussione più ampia. E, se posso aggiungere, anche più responsabile. Una prima ipotesi di soluzione potrebbe essere la soppressione di questa normativa: l'analisi costi-benefici può supportare questa scelta. In alternativa si potrebbe ipotizzare l'applicazione del modello più diffuso in Europa in ordine alle casistiche di variazione di regime Iva-non Iva. Un sistema che è in vigore, per esempio, in Germania dove opera un meccanismo di opzioni che consente l'alternativa fisiologica fra Iva e altre forme di imposizione indiretta. Questo modello può costituire una valida base di lavoro. Ma qual è l'atteggiamento dell'opposizione? I limiti di questa "maggioranza" impongono al Governo il ricorso sistematico alla coppia decreto legge-fiducia. Questo riduce tanto lo spazio della discussione parlamentare quanto lo spazio dell'opposizione. L'opposizione sarà naturalmente disposta al dialogo e alla responsabilità. JEAN MARIE DEL BO 07/07/2006 |
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Montebelluna (TV)
Messaggi: 1045
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Due pensieri: provvedimento in sè a mio parere giusto.
Retroattività assurda ed ingiusta. Il mercato immobiliare ha bisogno di una sferzata verso il basso, le quotazioni sono troppo alte rispetto al valore reale. D'altra parte è assolutamente assurdo ed iniquo chidere la restituzione dell'IVA, ormai quello che è fatto è fatto. Certo ci possono, anzi ci sono state e ci sono, grosse speculazioni e un giro di nero che fa accapponare la pelle, ma chiedere adesso soldi indietro è assurdo. Ormai non è più possibile riscuolterli. |
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#6 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
Messaggi: 12112
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i provvedimenti retroattivi solitamente fanno cacare.....
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2005
Città: Napoli
Messaggi: 6817
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Io ho notato un particolare... Sanno andare solo a botte di decreto legge o fiducia...
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0 A.D. React OS La vita è troppo bella per rovinarsela per i piccoli problemi quotidiani... IL MIO PROFILO SOUNDCLOUD! |
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#8 |
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Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 297
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http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...lesView=Libero
Mazzata Iva sui fondisti del mattone di Marco Liera La gravità degli effetti della manovra-bis varata venerdì 30 sugli affari immobiliari non è stata colta subito dai soggetti interessati, tra i quali i grandi operatori. Anche perché, si maligna, molti di loro erano in barca davanti alle coste della Sardegna a godersi il weekend più o meno lungo e le partite dei Mondiali. Sono stati i loro advisor fiscali, e qualche diligente ragioniere rimasto in città a studiarsi le nuove norme tra sabato e domenica, ad avvertirli della bomba che stava per esplodere. A Piazza Affari, poi, la punizione per le azioni immobiliari è arrivata solamente mercoledì 5. La manovra-bis non incide solamente sulle tasche di chi ha accumulato enormi ricchezze personali con operazioni a leva finanziaria sul mattone, ma anche su quelle degli investitori istituzionali (italiani ed esteri) e dei risparmiatori che hanno impiegato i loro piccoli, grandi capitali in fondi immobiliari (che pure non hanno accusato pesanti ribassi in Borsa per via degli esigui scambi che li caratterizzano). Questi strumenti, infatti, accumulano un credito Iva che non può più essere compensato. Il che comporta non solamente una modifica dei ritorni futuri rispetto agli obiettivi di rendimento dichiarati, ma anche un azzeramento del credito o esborsi monetari non preventivati. Non solo: quando i fondi vendono le loro proprietà, dovranno trovare compratori disposti a pagare un prezzo maggiorato di un 10% di imposta di registro. È facile immaginare che, se prima potevano spuntare 100 dalla cessione di un’unità, ora devono ridurre le loro attese verso i 90, anche se la complessità dei meccanismi di mercato non consente di trarre conclusioni univoche. Tutto ciò ha conseguenze sulla valutazione dei portafogli dei fondi, che presto sarà aggiornata con la rendicontazione di metà anno. Che non dovrebbe ancora tenere conto degli effetti delle nuove norme (entrate in vigore nel secondo semestre) nella determinazione del valore patrimoniale (Nav); ma che dovrà dare adeguata informativa, nella relazione degli amministratori, degli effetti attesi. ------------ Comunque hanno già detto che sarà modificato il provvedimento
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#9 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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:sferzata verso il basso: |
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#10 | |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
Messaggi: 1214
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Di sicuro non accetteranno di doverli pagare loro... sta a vedere che adesso davvero il costo degli immobili avrà un'impennata, come se già i prezzi non fossero abbastanza alti... Non si poteva inventare qualcosa di meglio per evitare la speculazione? |
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Montebelluna (TV)
Messaggi: 1045
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#12 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
Messaggi: 12112
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![]() così finalmente la bolla immobiliare scoppierà e magari sarà la volta buona che riesco a comprare casa
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#13 |
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Member
Iscritto dal: Jun 2004
Città: Cogliate (Mi)
Messaggi: 168
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Non per niente Visco ai tempi del primo governo Prodi veniva chiamato "il vampiro". Non sono dispiaciuto nemmeno un po' per le società immobiliari visto che è 10 anni che speculano ma temo che modalità analoghe di prelievo fiscale verranno usate anche in altri settori.
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"Non importa quanto numerose sono le anse di un fiume, al termine del giusto scorrere ogni acqua arriva al suo mare" "Se cerchi una mano disposta ad aiutarti la trovi alla fine del tuo braccio" (Anonimo) |
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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Saranno penalizzati drasticamente gli operatori professionali. Mi sembra un concetto di tassazione golpista: Visco ha deciso di sana pianta che un settore secondo i suoi gusti guadagnava bene e ha deciso di succhiargli il 10% del fatturato con effetto immediato e retroattivo. |
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#15 | ||
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Junior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Udine
Messaggi: 10
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Certo che l'evasione fiscale e i condoni hanno lasciato un buco non indifferente... se tutti pagassero le tasse regolarmente non ci sarebbe motivo di fare movimenti del genere. La destra criticherà le nuove tasse, ma intanto ha condonato i reati. Dovrebbero piuttosto far pagare salato chi ha evaso... ma purtroppo il condono... mannaggia Quote:
Penso che parlare di "decreti" e "fiducia" criticando il Governo Prodi a inizio legislatura sia un po prematuro, ricordo che il Governo Berlusconi detiene il record di decreti legge e fiducie (ben 212 decreti legge). |
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#16 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Montebelluna (TV)
Messaggi: 1045
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Purtroppo il metodo per l'evasione si è sempre trovato, bene o male. Questo provvedimento certamente penalizzerà gli investimenti industriali, ma d'altra parte se danno da una parte, ti tolgono dall'altra. Solita politica all'italiana. |
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#17 | |
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Messaggi: n/a
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Messaggi: 32713
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Non dimentichiamoci anche chi ha contratti di compravendita in ponte (compromesso firmato): se un'impresa faceva affidamento di comprare un terreno a 100 (100+iva 20) ora si trova a pagarlo 110 e per ammortizzarlo deve pure scorporare una percentuale (20 o 30% o il maggior valore del terreno sul quale insiste il fabbricato) per il valore del terreno.
Inoltre in questo modo si scoraggia la costruzione e l'acquisto di nuovi immobili: se acquisto da un privato, l'azienda paga 110 (100+ imposta di registro) se acquista da un costruttore paga 120 (100 + 20 iva indetraibile). Infine - un po' OT ma collegata sempre all'esezione dal regime IVA - si può generare per chi affittava immobili in regime iva un fenomeno di prorata, per cui una parte dell'iva sugli acquisti diventa comunque indetraibile. P.S: in questo modo sono fortemente penalizzate le aziende che a suo tempo sfruttarono la Tremonti... fare pianificazione fiscale in Italia è un terno al lotto
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#19 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
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#20 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Messaggi: 32713
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L'Immobiliare in rivolta dice no alle stime sugli effetti della manovra
Prevale il fronte del no tra le società immobiliari quotate di fronte alla richiesta di Consob di fornire al mercato le stime dell'impatto sui conti del decreto Bersani-Visco. La posizione concordata tra la maggior parte delle società del settore è, secondo quanto rivelato dall'agenzia Radiocor, di inviare alla Commissione una lettera di opposizione alla richiesta. A seguire questa linea sarebbero tra le altre, secondo le fonti, Pirelli Re, Beni Stabili, Risanamento, Aedes, Gabetti e Igd. Finora solo tre società, Immobiliare Lombarda, Uniland e Banca Italease, hanno comunicato ufficialmente i dati richiesti. Una scelta giustificata dalla fase di incertezza che ancora c'è sul decreto-legge che elimina l'Iva, ma introduce un tassa non detraibile del 10%, pubblicato, ma non ancora convertito in legge e che potrebbe quindi essere modificato, specie per quanto riguarda gli effetti retroattivi. L'auspicio è, evidentemente, che le eventuali variazioni rendano meno duro l'impatto sui conti societari, calcolato da Assoimmobiliare in 30 miliardi di euro di perdite complessive per il comparto, una sorta di profit warning, 15-18 miliardi dei quali a carico delle società di leasing. Una batosta che ai più appare eccessiva a fronte del gettito auspicato dal governo dopo l'introduzione delle nuove norme, pari a 4 miliardi. Il governo si è detto favorevole a aprire un tavolo di trattative e le società, sempre di più, intendono ritardare la comunicazione dei dati per non aumentare le tensioni sul mercato, che ha già punito duramente il settore con un salasso a danno dei fondi immobiliari e delle quotate in Borsa. Il presidente di Assogestioni, Guido Cammarano, ha illustrato martedì sera la sua posizione nel corso dell'audizione sul decreto legge che contiene le misure della manovra bis e sulle liberalizzazioni, davanti agli Uffici di presidenza delle commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato. Cammarano ha sostenuto la tesi secondo la quale i provvedimenti sel governo sono incomprensibili perché «i fondi immobiliari - ha sottolineato il presidente di Assogestioni - non si prestano per loro natura a realizzare quelle manovre evasive, ma anche elusive che il legislatore si propone di colpire». Inoltre «gli effetti delle disposizioni per il settore dei fondi immobiliari e, di conseguenza, per le migliaia di investitori che hanno deciso di accedere all'investimento immobiliare a condizioni trasparenti e professionali, sono gravi e ingiustificati». Maurizio Beretta, direttore generale di Confindustria, ha chiesto al governo «un confronto anche tecnico in tempi strettissimi» su quella parte del decreto Bersani che riguarda il fisco e in particolare l'Iva sugli immobili. «Abbiamo una valutazione del decreto - ha dichiarato Beretta nel corso della audizione davanti alla Commissione Bilancio e Finanze del Senato - che è sicuramente di consenso per quanto riguarda le liberalizzazioni, ma c'è preoccupazione« su quella parte che riguarda l'Iva sugli immobili perché - ha spiegato Beretta - la valutazione dei nostri uffici e delle associazione di settore ci dice che l'impatto sul settore immobiliare e sulle imprese rischia di essere, molto, molto importante». http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...lesView=Libero
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