L'America si ribella ai datacenter: bloccati o rinviati progetti per 130 miliardi di dollari in tre mesi

L'America si ribella ai datacenter: bloccati o rinviati progetti per 130 miliardi di dollari in tre mesi

L'opposizione ai datacenter negli Stati Uniti raggiunge livelli record. Nel primo trimestre del 2026 sono stati bloccati o rinviati 75 progetti per circa 130 miliardi di dollari. Tra proteste locali, iniziative legislative e richieste di maggiori tutele ambientali, l'industria prova a difendere i benefici economici e occupazionali.

di pubblicata il , alle 13:01 nel canale Server e Workstation
 

L'espansione delle infrastrutture necessarie a sostenere la crescita dell'intelligenza artificiale sta incontrando una resistenza sempre più organizzata negli Stati Uniti. Secondo un nuovo rapporto di Data Center Watch, iniziativa della società di intelligence AI 10a Labs che monitora i progetti sul territorio nazionale, nei primi tre mesi del 2026 sono stati bloccati o rinviati almeno 75 progetti di datacenter per un valore complessivo stimato in circa 130 miliardi di dollari.

Si tratta del dato più elevato registrato dall'organizzazione da quando ha iniziato il monitoraggio nel 2023 e, secondo gli autori dello studio, non rappresenta un fenomeno temporaneo. Al contrario, sembra configurarsi un cambiamento strutturale nel modo in cui le comunità locali affrontano l'arrivo delle nuove infrastrutture digitali. Il rapporto evidenzia infatti come i gruppi di opposizione abbiano affinato strategie e strumenti di mobilitazione, mentre il numero delle organizzazioni attive sia più che raddoppiato in pochi mesi, passando da 396 a 833 gruppi distribuiti in 49 Stati.

L'entità del fenomeno appare significativa anche in prospettiva storica. Il valore dei progetti bloccati o ritardati nel solo primo trimestre del 2026 si avvicina infatti a quello registrato durante l'intero 2025, quando Data Center Watch aveva contabilizzato circa 156 miliardi di dollari di investimenti interessati da contestazioni o rinvii.

Tra le principali motivazioni delle proteste figurano i consumi energetici, l'utilizzo delle risorse idriche, l'impatto ambientale e il timore che le autorizzazioni vengano accelerate senza adeguate valutazioni sugli effetti a lungo termine. In alcuni casi, secondo il rapporto, la mobilitazione è iniziata ancora prima della presentazione ufficiale dei progetti: la sola indiscrezione sull'arrivo di un nuovo datacenter è stata sufficiente a generare campagne di opposizione organizzate.

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Anche la politica ha voltato, in parte, le spalle ai datacenter. Nei primi mesi del 2026 sono state presentate proposte di moratoria alla costruzione di datacenter in 14 Stati americani, sostenute da esponenti di entrambi gli schieramenti politici. A livello federale, iniziative analoghe sono state promosse dal senatore Bernie Sanders e dalla deputata Alexandria Ocasio-Cortez.

Sebbene nessuna delle proposte sia stata trasformata in legge, il numero di interventi normativi è aumentato sensibilmente: oltre 300 disegni di legge relativi al settore sarebbero stati introdotti nei parlamenti statali nelle prime sei settimane dell'anno.

La sociologa Tressie McMillan Cottom, che ha studiato da vicino i movimenti di protesta in North Carolina, sostiene che l'opposizione ai datacenter stia diventando un punto di aggregazione per cittadini provenienti da orientamenti politici differenti. Le contestazioni coinvolgerebbero non soltanto attivisti ambientali, ma anche residenti senza precedenti esperienze di mobilitazione civica, interessati a questioni come diritti sull'acqua, pianificazione territoriale e trasparenza amministrativa.

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Per l'industria tecnologica e gli sviluppatori di infrastrutture, la crescente ostilità rappresenta un problema concreto in una fase in cui la domanda di capacità computazionale continua ad aumentare per sostenere l'addestramento e l'esecuzione dei modelli di intelligenza artificiale. Aziende e sostenitori del settore contestano molte delle critiche rivolte ai datacenter, ritenendo che parte delle preoccupazioni siano basate su dati incompleti o su valutazioni eccessivamente pessimistiche.

I promotori dei progetti sottolineano inoltre i benefici economici generati dagli investimenti. Tra gli esempi più citati figura la contea di Loudoun, in Virginia, uno dei principali hub mondiali per i datacenter, dove queste infrastrutture rappresentano una quota ridotta del territorio ma contribuiscono in misura rilevante alle entrate fiscali locali. Analogamente, in Louisiana, un progetto di Meta ha determinato un forte incremento delle entrate tributarie locali, contribuendo anche al finanziamento di bonus per il personale scolastico.

Per il settore dei datacenter, tradizionalmente percepito come una questione tecnica e infrastrutturale, il 2026 potrebbe rappresentare un punto di svolta. La sfida non riguarda più soltanto la disponibilità di energia, terreni o connessioni di rete, ma anche la capacità di ottenere consenso sociale e politico in un momento in cui l'espansione delle infrastrutture digitali è diventata un tema centrale del dibattito pubblico americano.

17 Commenti
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Notturnia13 Giugno 2026, 14:25 #1
75 progetti di mega data center.. ma ci si è mai domandato quanto in più scaldano questi aggeggi e quante risorse dobbiamo drenare dalla terra per costruirli e mantenerli ? Forse sarebbe ora di valutare, come si fa per le case dove ti rompono i maroni per portare la casa in classe A++++++++ anche per i data center.. data center a impatto zero.. quindi zero emissioni termiche e zero consumo di risorse.. why not ? .. a casa vogliono che tagliamo i consumi, le auto devono tagliare l’inquinamento, le industrie devono tagliare i consumi.. perchè non anche i datacenter ? Tagliare le emissioni di calore..
una casa in classe A deve consumare in un anno meno di 40 kWh/m2..

Facciamo che un datacenter deve scaldare meno di 20 kWh/m2 per anno ? (Che già è tanta roba visto le dimensioni ma perchè non iniziare a dare delle norme etiche ed ecologiche anche ai datacenter ? Forse questo ridurrebbe gli investimenti ma anche l’astio nei loro confronti visto che sono mostri che drenano risorse per fare soldi senza ricadute locali vere

P.s. in merito all’uso dell’acqua, dovrebbero vietarlo e basta.. in Europa si fanno centrali elettriche a ciclo chiuso con raffreddamento ad aria per non usare l’acqua nelle torri evaporative, anche i data center possono fare uguale.. ecologia per tutti non solo per noi
supertigrotto13 Giugno 2026, 15:45 #2
Basta applicare un po' di maccartismo a chi protesta ed il gioco è fatto!
Anzi,gli accusati verranno messi ai lavori forzati per creare i datacenter prima di essere messi come rinforzo dentro il cemento armato .
Sono sarcastico
Mparlav13 Giugno 2026, 16:10 #3
Samsung ed Hitachi, su percorsi diversi, stanno lavorando alla riconversione delle navi mercantili, in datacenter galleggianti, che possono essere alimentanti dalla terraferma, o "autonomi".
Più semplice e pratico di farli in orbita nello spazio e con meno problemi di "scartoffie".
Un assalto dei pirati del mare ad un rack di Vera Rubin, sarebbe un gran bel bottino
Hiei360013 Giugno 2026, 18:33 #4
I data center li dovrebbero fare direttamente al Polo Sud

Raffreddamento gratis e molti meno problemi logistici che farli nello spazio come qualche pazzoide ha suggerito

(Se poi si scioglie il Polo Sud ed il livello dei mari si alza di 200 metri non date la colpa a me eh)
zbear13 Giugno 2026, 19:29 #5
I im"prenditori" ammmericani hanno dimenticato un piccolo particolare dei loro connazionali USA: che guardano intensamente al loro orticello, sbattendosene dell'internazionale. Se gli si tocca i LORO interessi si mobilitano in massa, e poichè QUELLO stanno facendo (risorse REALI del territorio, aumenti indiscriminati dei costi dell'indispensabile, etc etc) la rivolta cresce ED E' BIPARTISAN. Ottimo, ottimo ......
Notturnia13 Giugno 2026, 22:12 #6
Originariamente inviato da: zbear
I im"prenditori" ammmericani hanno dimenticato un piccolo particolare dei loro connazionali USA: che guardano intensamente al loro orticello, sbattendosene dell'internazionale. Se gli si tocca i LORO interessi si mobilitano in massa, e poichè QUELLO stanno facendo (risorse REALI del territorio, aumenti indiscriminati dei costi dell'indispensabile, etc etc) la rivolta cresce ED E' BIPARTISAN. Ottimo, ottimo ......


A parte ad alcuni assurdi politici europei che hanno condannato l’Europa al resto del mondo di salvare il pianeta non frega una beata cippa..fare soldi.. questo è l’unica cosa che sta muovendo le grandi nazioni
Oggi leggevo della dimensione assurda raggiunta dall’isola di plastica nell’oceano grazie a tutta la plastica che l’Asia, India in testa, sversa regolarmente ogni giorno in mare sbattendosene la ciolla di quello che succede e noi facciamo mille mila raccolte differenziate e togliamo di tutto quando poi c’è un’isola più grande della Francia fatta di plastiche e microplastiche che fluttua nell’oceano grazie al fatto che qualche miliardo di persone non è molto interessata a quello che qualche cento milioni di persone fa finta di fare per salvare il pianeta.

Data Center e IA ? Speculazioni.. soldi.. etc.. a qualche persona ogni tanto da fastidio ma dargli dei soldi e saranno felici..li farà xIA se gli altri non ce la fanno.. a lui lasciano fare tutto
mmorselli13 Giugno 2026, 22:13 #7
Originariamente inviato da: Notturnia
P.s. in merito all’uso dell’acqua, dovrebbero vietarlo e basta.. in Europa si fanno centrali elettriche a ciclo chiuso con raffreddamento ad aria per non usare l’acqua nelle torri evaporative, anche i data center possono fare uguale.. ecologia per tutti non solo per noi


Già lo fanno, il Fairwater di Microsoft usa acqua a circuito chiuso e ne consuma una quantità irrilevante, ci sono anche progetti in corso per strutture water-positive, cioè usano le acque reflue e impiegano il calore del datacenter per purificarle, quindi restituiscono all'ambiente più di quello che prelevano. Google, Amazon, stanno tutti puntando a datacenter ad impatto zero con 100% di rinnovabili, come è ovvio che sia, lo sanno anche loro che c'è un problema di accettazione e queste sono aziende dove la reputazione è importantissima.

Negli USA il Governo Federale si mette raramente in mezzo a queste questioni, per cui normative condivise come in Europa non ci saranno, ma i singoli Stati le leggi le fanno però.
mmorselli13 Giugno 2026, 22:22 #8
Originariamente inviato da: Notturnia
e noi facciamo mille mila raccolte differenziate e togliamo di tutto quando poi c’è un’isola più grande della Francia fatta di plastiche e microplastiche che fluttua nell’oceano grazie al fatto che qualche miliardo di persone non è molto interessata a quello che qualche cento milioni di persone fa finta di fare per salvare il pianeta.


Non significa che ciò che facciamo noi sia inutile, significa solo che sarebbe ancora più utile se lo facessero tutti. Fa quel che devi, accada quel che può.
Notturnia14 Giugno 2026, 01:00 #9
Originariamente inviato da: mmorselli
Già lo fanno, il Fairwater di Microsoft usa acqua a circuito chiuso e ne consuma una quantità irrilevante, ci sono anche progetti in corso per strutture water-positive, cioè usano le acque reflue e impiegano il calore del datacenter per purificarle, quindi restituiscono all'ambiente più di quello che prelevano. Google, Amazon, stanno tutti puntando a datacenter ad impatto zero con 100% di rinnovabili, come è ovvio che sia, lo sanno anche loro che c'è un problema di accettazione e queste sono aziende dove la reputazione è importantissima.

Negli USA il Governo Federale si mette raramente in mezzo a queste questioni, per cui normative condivise come in Europa non ci saranno, ma i singoli Stati le leggi le fanno però.


Consumano poco, stanno sperimentando, ci sono progetti.. in pratica niente.. mentre noi in Italia abbiamo una centrale termoelettrica che funziona con raffreddamento ad aria.. non un datacenter.. una centrale..

Originariamente inviato da: mmorselli
Non significa che ciò che facciamo noi sia inutile, significa solo che sarebbe ancora più utile se lo facessero tutti. Fa quel che devi, accada quel che può.


No significa che è inutile visto che è ampiamente vanificato di svariati ordini di grandezza dagli altri.

Quando tu incidi per meno dell’1% se veramente pensi “non è inutile il mio 0,5%” beh.. grande autostima visto che è praticamente niente.. se poi guardi l’inquinamento e vedi che il tuo 0,5% non fa neanche rallentare la curva dell’inquinamento che continua a salire allora per continuare a dire “non è inutile” ci vuole un coraggio che io non ho..

È totalmente inutile SE non lo fanno anche gli altri.. per una bottiglia che io riciclo in India ne cestinano migliaia.. dire che la mia bottiglia ha fatto la differenza dopo quello che si vede in Asia è ipocrisia.. è far finta che si possa tenere il proprio giardino pulito mentre il mondo viene devastato e si fa finta che avendo fatto qualcosa qui si abbia la coscienza pulita .. per me è solo ipocrisia

Questo non vuol dire che farò l’indiano anche io ma che so che è tutto inutile e costoso quello che facciamo qui e non porta beneficio alcuno al pianeta perchè non è di interesse per oltre il 50% del pianeta e soprattutto è più facile inquinare che pulire
mmorselli14 Giugno 2026, 02:03 #10
Originariamente inviato da: Notturnia
Consumano poco, stanno sperimentando, ci sono progetti.. in pratica niente..


Questa è polemica qualunquista, li stanno costruendo ora e li stanno costruendo in questo modo sia perché i singoli Stati hanno preso coscienza del problema e hanno imposto normative più stringenti, sia perché c'è un problema reputazionale da gestire.

Fino a pochi anni fa non fregava nulla a nessuno dei datacenter, malgrado questo Google sono 20 anni che è carbon neutral, che studia sistemi di raffreddamento efficiente, finanzia direttamente parchi eolici, ecc... Sono aziende con il green nel DNA, perché servono miliardi di persone per cui è fondamentale che passino per i buoni. Non sono produttori di bulloni che tutti usano, ma che nessuno sa da dove arrivano.

https://sustainability.google/

Dal 2024, però, le cose sono un po' cambiate per tutti, perché la gente ha iniziato ad accorgersi dell'espansione esponenziale dell'AI, sono partiti progetti faraonici che fino a questo momento nessuno aveva mai neppure immaginato, così è partita la corsa a fare di più e meglio, perché anche così sanno che è difficile farli accettare all'opinione pubblica. Stiamo commentando su un articolo che dice esattamente questo.


No significa che è inutile visto che è ampiamente vanificato di svariati ordini di grandezza dagli altri.


Non ha nessuna importanza, tu devi fare la cosa giusta a prescindere che gli altri facciano quella sbagliata. Pensare che "tanto è inutile" è ciò che porta tutti quanti a fare la cosa sbagliata. Se vedi la gente che butta i materassi vecchi in strada tu fai la differenza scegliendo di non farlo, non perché fai sparire i materassi dalle strade, ma perché diventi l'esempio da seguire, senza il tuo gesto non ce ne sarà nessuno. Diventi parte della soluzione e non parte del problema. E' anche una questione di capire chi sei e quali sono i tuoi valori, non è sempre importante il risultato se fai qualcosa nel modo che credi giusto. Se ciò che fai è davvero giusto prima o dopo il tuo gesto sarà contagioso, altri lo faranno, chiederanno alla politica di promuovere i comportamenti virtuosi e la società avrà fatto un altro passo avanti.

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