AMD ha corretto un bug da 10.000 dollari nel suo software, e non ha pagato il ricercatore che l'ha scoperto

AMD ha corretto un bug da 10.000 dollari nel suo software, e non ha pagato il ricercatore che l'ha scoperto

Un ricercatore indipendente ha individuato una vulnerabilità di esecuzione remota di codice nell'AutoUpdater AMD, sfruttabile tramite attacco Man-in-the-Middle su connessioni HTTP non cifrate. Dopo 124 giorni di embargo, AMD ha rilasciato una correzione ma ha negato la ricompensa.

di pubblicata il , alle 15:01 nel canale Sicurezza
AMD
 

Una finestra di console che appariva a intervalli irregolari su un nuovo PC ha innescato un'indagine da parte di un ricercatore di sicurezza indipendente che ha portato alla luce una vulnerabilità nell'ecosistema software di AMD. Paul - così si è identificato pubblicamente - ha condotto un'analisi di reverse engineering sull'AutoUpdater AMD, arrivando a documentare una falla di classe RCE (Remote Code Execution) sfruttabile tramite attacco Man-in-the-Middle.

Esaminando i file di configurazione dell'AutoUpdater, il ricercatore ha scoperto (via Tom's Hardware) che l'applicazione recuperava via HTTPS un file XML contenente i metadati sugli aggiornamenti disponibili, ma i riferimenti agli eseguibili effettivi puntavano a URL con schema HTTP non cifrato.

Di conseguenza, un aggressore posizionato sulla rete e in grado di intercettare il traffico avrebbe potuto sostituire il pacchetto scaricato con uno arbitrario, che il software avrebbe poi eseguito senza verificare l'autenticità tramite firma digitale. Ogni ciclo di aggiornamento diventava quindi un potenziale vettore di compromissione.

La segnalazione formale del problema è stata inoltrata ad AMD il 6 febbraio 2026 tramite il programma di bug bounty ufficiale.

In una prima fase, AMD ha classificato la falla come non eleggibile al bounty, asserendo che l'exploit richiedeva uno scenario di intercettazione attiva del traffico e strumenti considerati opzionali, dunque fuori dall'ambito formale del programma. Una RCE di questa natura, tuttavia, avrebbe qualificato Paul per un compenso di 10.000 dollari.

In seguito il team di sicurezza interno ha rivalutato il caso, riconoscendone la validità tecnica. AMD ha allora comunicato al ricercatore l'intenzione di assegnare un identificativo CVE, sviluppare una patch e attribuire pubblicamente la scoperta - escludendo tuttavia qualsiasi pagamento. In cambio, ha richiesto la rimozione temporanea del post tecnico che Paul aveva pubblicato. Il ricercatore ha accettato, pur esprimendo successivamente il rammarico per quella decisione.

Paul ha proposto la finestra standard di 90 giorni per la disclosure coordinata, prassi consolidata nel settore. AMD ha risposto chiedendo una proroga, motivandola con il fatto che la problematica riguardava non solo Ryzen Master ma altri strumenti del proprio portafoglio software, rendendo necessario un coordinamento più ampio prima del rilascio delle correzioni. Una richiesta di aggiornamento sullo stato dei lavori, avanzata dal ricercatore prima della scadenza, ha portato a un'ulteriore estensione: AMD ha evocato la necessità di concedere ai clienti il tempo di adottare le versioni corrette una volta rese disponibili.

L'embargo ha superato i 120 giorni. AMD ha infine comunicato che la correzione sarebbe stata disponibile il 9 giugno, a 124 giorni dal momento della segnalazione iniziale.

AMD ha comunicato di aver ridisegnato la funzionalità di aggiornamento automatico, spostandola dall'installer all'applicazione principale e proteggendo interamente le connessioni tramite HTTPS. Il ricercatore ha verificato che la nuova versione scarica i driver in modo cifrato, ma ha sollevato una riserva tecnica: il controllo applicato all'integrità dei file scaricati si baserebbe su CRC-32, un algoritmo in grado di rilevare errori accidentali di trasmissione ma privo di proprietà crittografiche. CRC-32 non è in grado di garantire protezione contro manipolazioni intenzionali da parte di un attaccante motivato, a differenza di una firma digitale verificabile.

Ironia della sorte, secondo un utente di Reddit, il bug individuato da Paul non sarebbe mai stato concretamente attivato, in quanto la sezione di codice in questione non veniva nemmeno richiamata, il che significa che il programma di aggiornamento era difettoso alla base. Quindi AMD non poteva aggiornare il programma perché il codice di aggiornamento non funzionava, rendendo necessario un nuovo download da parte degli utenti.

Resta infine il tema del riconoscimento economico. AMD ha finito per confermare la validità della segnalazione, correggere il problema e attribuire il merito della scoperta al ricercatore, ma senza corrispondere alcuna ricompensa. Una scelta che rischia di trasmettere un messaggio ambiguo alla comunità della sicurezza: una vulnerabilità può essere sufficientemente seria da meritare una patch e un CVE, ma non abbastanza da essere premiata attraverso il programma creato proprio per incoraggiare questo tipo di segnalazioni.

31 Commenti
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schwalbe12 Giugno 2026, 15:14 #1
Come dicevano i nostri nonni "Per pagare e morire c'è sempre tempo"...
Cfranco12 Giugno 2026, 15:42 #2
Che pidocchi
Saturn12 Giugno 2026, 16:03 #3
Pulciari.

Così la prossima volta chiunque scoprirò qualcosa invece di comunicarlo a loro, lo venderà nel darkweb.

Almeno sarà sicuro del pagamento.

E oggi con Samsung siamo a due !
Saturn12 Giugno 2026, 16:06 #4
@ALLA REDAZIONE

feicebuk e tutta "la sacra famiglia" di zuccobergo down, ci scappa la notizia dai !
Fantapollo12 Giugno 2026, 16:19 #5
Che azienda VER-GO-GNO-SA
supertigrotto12 Giugno 2026, 19:38 #6
Male, AMD, male,molto male,in questo periodo devi evitare di fare brutte figure, specialmente con una Nvidia sulla cresta dell' onda....
mmorselli12 Giugno 2026, 20:14 #7
Non penso che ad AMD facciano differenza 10.000 dollari, il problema con buona probabilità è che il bounty promosso dall'azienda aveva delle regole, e l'exploit trovato seppure funzionale non le rispettava. Parliamo di multinazionali strutturate, ci sarà un team dedicato a gestire questi bounty che altro non può fare che rispettare i regolamenti decisi molto più in alto. Da che budget sarebbero dovuti uscire questi 10.000 dollari? Ce li mette Lisa Su? Dubito che l'argomento sia arrivato fino alla sua attenzione. Bisogna sempre contestualizzare i fatti e non pensare che "AMD" sia una persona che si infila una mano in tasca e tira fuori 10.000 dollari sopravvissuti alla lavatrice.
belta12 Giugno 2026, 20:32 #8
Originariamente inviato da: mmorselli
Non penso che ad AMD facciano differenza 10.000 dollari, il problema con buona probabilità è che il bounty promosso dall'azienda aveva delle regole, e l'exploit trovato seppure funzionale non le rispettava. Parliamo di multinazionali strutturate, ci sarà un team dedicato a gestire questi bounty che altro non può fare che rispettare i regolamenti decisi molto più in alto. Da che budget sarebbero dovuti uscire questi 10.000 dollari? Ce li mette Lisa Su? Dubito che l'argomento sia arrivato fino alla sua attenzione. Bisogna sempre contestualizzare i fatti e non pensare che "AMD" sia una persona che si infila una mano in tasca e tira fuori 10.000 dollari sopravvissuti alla lavatrice.


Mediamente in Italia siamo abituati a ragionare da micro impresa dove "il padrone" sa vita, morte e miracoli e decide tutto, quando nelle multinazionali non si conoscono neanche tra uffici confinanti e per decidere il colore della porta dei bagni fanno una call dall'altra parte del mondo con il "door specilist manager consulent global"
berson13 Giugno 2026, 01:26 #9
Il messaggio non è per niente ambiguo, è chiarissimo; "conviene sfruttare le falle invece che segnalarle". Contenti loro.
Ripper8913 Giugno 2026, 09:37 #10
Non è obbligatoria la ricompensa a quanto pare.

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