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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Bergamo
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Discorso di commiato: Ciampi:«L'Unità della Patria non è retorica»
Da:
![]() «Un commiato breve perchè sentito». Ricordato il viaggio in tutte le province italane. Ai giovani: «Amate la famiglia» Roma- «Sarà un commiato breve. Perchè i commiati devono essere tanto più brevi quanto più sono sentiti». Così ha esordito Carlo Azeglio Ciampi nel suo settimo discorso di fine anno agli italiani. «L'unità della Patria «non è retorica, è l'essenza stessa del nostro convivere civile»» ha sottolineato il presidente della Repubblica, che ha ricordato il suo viaggio in tutte le province italiane come ll'esperienza più bella del suo Settennato. «L'essere chiamato a rappresentare l'Italia, a essere garante della sua Costituzione, l'ho vissuto non solo come un altissimo mandato ma soprattutto come un dovere, una missione». VALORI CRISTIANI, LAICITA' DELLO STATO - Il Presidente ha voluto porre l'accento su «L’orgoglio di essere italiani e di avere una precisa identità, quella che si ispira a valori cristiani e umanistici, fondamento della nostra identità nazionale». Nondimeno Ciampi ha «affermato la laicità dello Stato». «E fortemente sentito l'importanza della felice convivenza, in questa città di Roma, di due Stati, indipendenti e sovrani» «Con questo spirito» ha precisato «invio un particolare augurio a Sua Santità Benedetto XVI, che ha ereditato dal Suo indimenticabile predecessore, Giovanni Paolo II, la missione di apostolo della fratellanza fra i popoli, del dialogo tra le fedi e le civiltà». IMPARZIALITA' - «Come presidente della Repubblica mi sono proposto di esercitare imparzialmente il mio mandato e - ha affermato - ho costantemente rivolto a tutti l'esortazione al dialogo, al confronto leale, aperto, reciprocamente rispettoso. Come presidente ho voluto esprimere il senso della dignità di cittadino di una libera democrazia: dignità che è consapevolezza delle responsabilità del proprio Stato, dei propri diritti, ma ancor più dei propri doveri». FAMIGLIA - «Preservate i valori della nostra civiltà, che non soggiacciono al mutare delle mode. Primo fra essi l'amore per la famiglia, nucleo fondamentale della società, punto di riferimento sicuro per ciascuno di noi»: al termine del suo discorso, rivolgendosi con questa esortazionai giovani con questa esortazione che riafferma l'importanza del valore della famiglia. TESTO INTEGRALE: «Care Italiane, cari Italiani, è questo il settimo incontro di fine anno con voi, l'ultimo prima del termine del mio mandato presidenziale. I commiati, quanto più sono sentiti, tanto più debbono essere brevi. E breve intende essere questo mio di stasera. Tenterò di esprimere l'animo con il quale ho vissuto questi sette anni, il messaggio che ho cercato di inviarvi. Più volte mi sono riletto il testo dell'impegno preso in Parlamento il 18 maggio 1999, il giorno del mio giuramento. Quell'impegno si ispirava alle iscrizioni scolpite sui frontoni del Vittoriano, l'Altare della Patria: 'per la libertà dei cittadini, per l'unità della Patrià. Non è retorica, è l'essenza stessa del nostro convivere civile. L'essere chiamato a rappresentare l'Italia, a essere garante della sua Costituzione, l'ho vissuto non solo come un altissimo mandato, ma soprattutto come un dovere, una missione. Per questo ho voluto abitare, con mia moglie, sin dal primo giorno, nel Quirinale: da sette anni è la mia casa, la casa del Presidente della Repubblica, la casa degli Italiani. Per questo ho insistito nel richiamare i simboli più significativi della nostra identità di Nazione, dal Tricolore all'Inno di Mameli, l'inno del risveglio del popolo italiano; e nel rievocare il nesso ideale che lega il Risorgimento alla Resistenza, alla Repubblica, ai valori sanciti nella sua Carta Costituzionale. Per questo ho visitato ogni provincia d'Italia e ho voluto che agli incontri nelle città capoluogo partecipassero tutti i Sindaci dei Comuni della Provincia. Ho vive nella mente, e ancor più nel cuore, le immagini delle piazze delle cento province d'Italia, delle 8.000 fasce tricolori dei Sindaci dei Comuni d'Italia, delle tante migliaia di cittadini, di ogni età e ceto, che durante quelle visite si sono voluti stringere intorno al Presidente della Repubblica, al loro Presidente. Ovunque, nella varietà dei panorami, lo stesso spettacolo, lo stesso entusiasmo, lo stesso amore per la propria città e per la Patria. Il mio lungo viaggio in Italia è stato la più bella esperienza che ha accompagnato l'intero settennato: mi ha dato sostegno, ha alimentato la mia forza morale e fisica. Lo ho iniziato senza avere un preciso disegno, n‚ esperienza di contatti diretti con la gente. Proprio questa mancanza di preparazione mi ha spinto a presentarmi a Voi come sono, come un italiano che si rivolge a ogni altro italiano. E con voi è avvenuta una sorta di scambio. Vi ho parlato di ciò che avevo nel cuore e nella mente. Di ciò che si era sedimentato in me stesso sin dalla gioventù, vissuta in un periodo tormentato per la nostra Patria, e poi nei lunghi anni in cui mi è stato dato di servire lo Stato; e al tempo stesso di vivere una normale, serena vita di una comune famiglia italiana. E voi mi avete contraccambiato. Mi avete dato molto di più di quanto io vi abbia dato, di quanto potessi darvi. Ho constatato quanto sia vivo in tutta Italia uno spirito costruttivo di civile solidarietà, radicato nella nostra antica tradizione comunale, libero da vincoli di parte. Esso anima le tante iniziative di volontariato, in Italia e all'estero, ovunque nel mondo la nostra presenza possa essere di aiuto. Dai nostri incontri ho tratto anche consapevolezza di quanto sia diffusa, e già in atto nel Paese, da Nord a Sud, una forte, spontanea reazione ai problemi e alle difficoltà insiti nell'impegnativo confronto, politico, economico e sociale, in un mondo, quale quello contemporaneo, investito dalla globalizzazione. Ci uniscono, e ci danno forza, il nostro ingegno, il nostro estro creativo, la nostra passione al lavoro. Ed è di conforto il senso della identità italiana che anima anche le nostre comunità incontrate nei miei numerosi viaggi all'estero. A loro, come a ogni italiano che vive in Patria, mi rivolgo stasera, così come feci sette anni fa. Quello che mi ha sorretto, e che ho cercato di trasmettervi, è l'orgoglio di essere italiani. Siamo eredi di un antico patrimonio di valori cristiani e umanistici, fondamento della nostra identità nazionale. Come Presidente della Repubblica Italiana mi sono proposto di esercitare imparzialmente il mio mandato, e ho costantemente rivolto a tutti l'esortazione al dialogo, al confronto leale, aperto, reciprocamente rispettoso. Come Presidente, ho voluto esprimere il senso della dignità di cittadino di una libera democrazia: dignità che è consapevolezza delle responsabilità del proprio stato, dei propri diritti, ma ancor più dei propri doveri. Ho affermato la laicità dello Stato. E ho fortemente sentito l'importanza della felice convivenza, in questa città di Roma, di due Stati, indipendenti e sovrani. Ho avvertito nella concordia e nella condivisione di fondamentali valori da parte di Stato e Chiesa, e nella operosa collaborazione, nella società, di laici e credenti, un elemento di grande forza per la nostra Patria». «Con questo spirito invio un particolare augurio a Sua Santità Benedetto XVI, che ha ereditato dal Suo indimenticabile predecessore, Giovanni Paolo II, la missione di apostolo della fratellanza tra i popoli, del dialogo tra le fedi e le civiltà. I convincimenti che ho sommariamente richiamato sono stati l'ispirazione e il filo conduttore del mio comportamento, delle iniziative e delle posizioni prese in questi sette anni sui tanti temi interni, europei, mondiali, sui quali mi sono espresso, e sui quali stasera non intendo tornare. Ma sento ancora una volta il dovere, il bisogno di rivolgermi ai giovani. Siete il nostro domani. La nostra speranza. La mia generazione si è impegnata nel salvaguardare e trasmettervi lo spirito che ci animò all'indomani di una guerra orrenda. Lo spirito che ci diede la forza di ricostruire le nostre città, di dar vita alle istituzioni di libertà che contraddistinguono la Repubblica Italiana, e l'Unione Europea, che abbiamo creato insieme con altri popoli. Dai tanti incontri che ho avuto con voi ho tratto motivi di fiducia nell'avvenire della nostra Italia. So quanto siate impegnati nel prepararvi ad affrontare le sfide del futuro, insieme con i giovani di altri popoli, che condividono le vostre aspirazioni di progresso, di giustizia, di pace. La pace: mi sono rimaste impresse le parole rivoltemi da una bambina nella piazza di Corleone: 'la pace ti nasce dal cuore e si diffonde nell'arià. Preservate i valori della nostra civiltà, che non soggiacciono al mutare delle mode. Primo fra essi l'amore per la famiglia, nucleo fondamentale della società, punto sicuro di riferimento per ciascuno di noi. Siete nati e vivete in un'Europa di pace, di libertà. Tenete alti, e diffondete nel mondo, i suoi ideali. Toccherà a voi completarne e rafforzarne le istituzioni. Per tutti gli Europei non c'è un domani se non in una Unione Europea sempre più coesa. Questi sono i sentimenti e le riflessioni che, nell'approssimarsi del congedo, affollano il mio animo. Li affido a voi che mi ascoltate. Un pensiero, un augurio particolare vanno a coloro che soffrono, che stasera hanno per compagni il dolore, la solitudine. E a tutti, care Italiane e cari Italiani, i più affettuosi auguri per il nuovo anno. Affrontatelo con fiducia, con speranza. Possa il 2006 portare serenità a voi, alle vostre famiglie, alla nostra amata Patria. Viva l'Italia!».
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Ultima modifica di Zebiwe : 31-12-2005 alle 21:37. |
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Iscritto dal: Sep 2000
Città: WOLF 389 VULCANO ** Ho scelto di vivere per sempre............................ per ora ci sono riuscito.
Messaggi: 8437
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Non ne sentiremo la mancanza, meglio di Cossiga certamente, ma neanche lontanamente avvicinabile a Pertini.
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#3 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Messaggi: 4190
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Wii + Nintendo 2DS + PS3 + PS4 PRO + PS5 + Xbox 360 + Xbox One S + Switch |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Vicenza
Messaggi: 20130
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Ciaozzz
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Trento, Pisa... ultimamente il mio studio...
Messaggi: 4389
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Non mi è piaciuto un gran ché il discorso di Ciampi. Da una persona come lui, se devo essere sincero, mi aspettavo un po' di più.
Era il suo (probabilmente) ultimo discorso e non ha fatto che ripetere "sono orgoglioso di essere italiano" "va tutto bene" "valori cristiani" ed altre cose più o meno condivisibili (io gli auguri a Ratzinga me li sarei risparmiati... si è però subito ripreso ribadendo la laicità dello stato; il problema, secondo me, è che non dovrebbe essere necessario ribadirla...), senza osare troppo. Non ha parlato di problemi da risolvere, di costituzione, di criminalità... Mi aspettavo che bacchettasse un po' di più a destra e a manca. Non so, il discorso tutto sommato era bello, ma da Ciampi, come ultimo discorso, mi ha lasciato un po' perplesso...
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"Expedit esse deos, et, ut expedit, esse putemus" (Ovidio) Il mio "TESSORO": SuperMicro 733TQ, SuperMicro X8DAI I5520, 2x Xeon Quad E5620 Westmere, 12x Kingston 4GB DDR3 1333MHz, 4x WD 1Tb 32MB 7.2krpm
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Imola
Messaggi: 1126
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A me basta vedere Rai 1 in questo momento, e non trovarci il Concerto di Capodanno di Vienna (che va in differita), per vedere confermata la mia cattiva opinione del retorico patriottismo introdotto da Ciampi. E non sono tra quelli che mettono la Patria agli ultimi posti.
sic
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G.G. "Il tutto è falso" In letargo intermittente... Comunque vi si legge, ogni tanto ci si desta |
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#7 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Imola
Messaggi: 1126
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Aggiungo, sembrando scemo: tutte le volte che sento / leggo il discorso, mi chiedo se non sia più utile un invito alla prudenza nell'usare i botti, e nella guida l'ultima notte dell'anno, invece che ripetere sempre le stesse cose.
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G.G. "Il tutto è falso" In letargo intermittente... Comunque vi si legge, ogni tanto ci si desta Ultima modifica di tatrat4d : 01-01-2006 alle 12:57. |
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#8 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: La città più brutta della Toscana: Prato
Messaggi: 6714
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mi siete proprio degli scassa marun, onore a Ciampi sempre
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: La città più brutta della Toscana: Prato
Messaggi: 6714
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AO parla il rivoluzionario leghista
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#10 | |
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Iscritto dal: Jun 2004
Città: Provincia di Torino
Messaggi: 64
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Si ritrattano tutte le cose dette precedentemente, perche' Ciampi ha ragione, oppure il presidente cessa di essere persona grata per chi, non io, lo idolatra? Rimanendo su un argomento collegato, sempre al TG3 ho visto il pacifinto rapito a Gaza e liberato subito grazie all'intervento di 150 (centocinquanta!) uomini delle forze di sicurezza palestinesi. Due osservazioni: 1. Se fossero intervenuti 150 (o, se e' per questo, 15) rappresentanti delle forze di sicurezza israeliane adesso sarebbe polemica a non finire. 2. E' stato bello vedere l'arrampicata sugli specchi che il povero pacifinto ha dovuto fare davanti alle telecamere, perche' non poteva parlare male ne' della gente che lo ha rapito, ne' di quella che lo ha liberato......
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Marco - Hardware Upgrade Aerospace Group - Clan Anti K "per un mondo migliore" I am a leaf on the wind - watch how I soar. Get your motor runnin', Head out on the highway Lookin' for adventure And whatever comes our way. |
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#11 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: La città più brutta della Toscana: Prato
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ma che stai dicendo?
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#12 | |
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Member
Iscritto dal: Jun 2004
Città: Provincia di Torino
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Marco - Hardware Upgrade Aerospace Group - Clan Anti K "per un mondo migliore" I am a leaf on the wind - watch how I soar. Get your motor runnin', Head out on the highway Lookin' for adventure And whatever comes our way. |
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#13 | |
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Iscritto dal: Jan 2002
Città: Cavalese
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![]() Direi di si, proprio quello che ha riportato il TG3 |
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#14 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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Ciampi ha saputo dare un briciolo di senso dello stato ad un paese che ne è tradizionalmente privo. Per il resto non è che possa sopperire lui alle carenze della classe politica italiana, non è il suo ruolo il suo compito non è certo quello di "esternare". La sua è una figura simbolica e non si può spendere direttamente a favore di una parte politica, in un paese poi povero di dialettica come il nostro, dove la delegittimazione dell'avversario, la demagogia e la capacità di schierarsi pregiudizialmente sugli argomenti in base a chi li sostiene la fanno da padrone.
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: La città più brutta della Toscana: Prato
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#16 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Cavalese
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#17 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
Messaggi: 900
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Ti rammento alcuni cardini. Le truppe italiane hanno forse partecipato alla guerra dichiarata conclusa da Bush nel marzo 2003 con lo show "missione compiuta" a seguito dell'atterraggio su portaerei? NO. Sono andate in Iraq a supporto degli USA e della cosidetta "coalizione dei volenterosi"? SI. Sono andati in Iraq su espresso mandato ONU che avesse chiesto o autorizzato l'invio di truppe? La risoluzione del consiglio di Sicurezza 1546 è datata 8 giugno 2004, noi eravamo in Iraq dall'anno precedente. Se il tempo scorre sempre nello stesso verso, direi che la risposta è NO. Gran parte del dibattito (anche qui sul forum, e non solo da parte mia) verte su questi punti. Ti rammento allo stesso modo l'intervento dello stesso capo dello Stato e del presidente della Camera sulla gratitudine al lavoro svolto dai militari e sulla NECESSITA' di sostituire al più presto i militari con TECNICI per avviare la ricostruzione del paese. In base a tutto questo definirei tranquillamente il tuo un errore di obiettivo, a meno che tu non volessi usare il criterio manicheo per cui tutti i contrari alla guerra devono essere per forza "pacifinti"; ma non mi annoverare fra questi, grazie. Ti rammento che, se scendi su questo terreno, mi fornisci argomenti inesauribili con i "guerra-affondai", gli idioti (utili per qualcuno $$$$) che blateravano della minaccia di armi di distruzione di massa di Saddam pronte a colpire l'occidente in meno di un ora e che millantavano legami di supporto diretto fra terrorismo internazionale e regime iraqueno. Ciao Federico |
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#18 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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a) di lasciare gli irakeni soli a fronteggiare gli ex baathisti e al queida b) di restituire il paese a Saddam o di regalarlo a Zarkawi. Sono due anni che su questa vicenda si parla del nulla, tutte valutazioni che avevano senso prima del 23 marzo e che sono state portate avanti senza minimamente tener conto dell'evoluzione della situazione. Ricordo che agli irakeni non gliene può fregare di meno se qua da noi governa la sinistra o la destra, dal momento che una politica estera è avviata chi subentra non può far finta che quanto deciso dal governo precedente non sia da tenere in considerazione. Per cui un paese che si è assunto la responsabilità di presidiare un territorio come ha fatto l'Italia in Irak non può ritirarsi dall'oggi al domani lasciando la popolazione al proprio destino e nelle grane il resto della coalizione. |
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#19 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
Messaggi: 900
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16 OTTOBRE 2003 Direi un attimino posteriore alla decisione italiana di inviare truppe in Iraq, non trovi? Un breve riassunto: - la Risoluzione 1483 (21 maggio 2003) ha evitato accuratamente di spendere una sola parola che legittimasse - a posteriori - il fatto compiuto (la guerra in Iraq), ed ha attribuito la qualifica di "Potenze occupanti" agli Stati Uniti e Gran Bretagna, richiamandoli al rispetto delle obbligazioni loro imposte dalle Convenzioni internazionali. La Risoluzione ha messo l'accento sul diritto all'autodeterminazione del popolo iracheno, compreso il controllo della proprie risorse naturali. - la Risoluzione 1511 (16 ottobre 2003) ha cercato di "addomesticare" la questione, delineando un programma che avrebbe dovuto portare, con la cooperazione del nuovo Consiglio di Governo iraqueno a nomina USA, alla ricostruzione di istituzioni politiche statali rappresentative, alla redazione di una nuova Costituzione ed allo svolgimento di elezioni politiche democratiche. Essa autorizzava le Potenze occupanti a formare una forza militare multinazionale a comando unificato (cioè sotto il comando degli USA), invitando gli Stati membri dell'ONU a collaborare con questa attività, anche attraverso l'invio di contingenti militari. - la Risoluzione 1546 formalmente pone fine all'occupazione militare del territorio iracheno, ed il Consiglio di Sicurezza "nota con soddisfazione che entro il 30 giugno l'occupazione avrà termine e l'Autorità provvisoria di coalizione cesserà di esistere e l'Irak ritroverà la sua piena sovranità.", certificata dalla "partership" fra la forza multinazionale e le costituende forze di sicurezza irachene. Quote:
Quindi di cosa parliamo? Ciao Federico Ultima modifica di flisi71 : 02-01-2006 alle 11:51. Motivo: Visto che qualcuno si diverte a dare fiato al niente, evidenzio maggiormente la data, nella speranza che almeno si desista da commenti stupidi. |
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#20 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Cavalese
Messaggi: 2093
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Ossignur, bastava che dicevi "presidente cessa di essere persona grata" e ti evitavi la figura!
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