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Old 12-12-2003, 00:06   #41
gik25
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Re: Re: Re: Perchè il comunismo fallisce?

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Originariamente inviato da Booyaka
Cioè, vorresti dirmi che tu da tre esami di economia e una laurea in ingegneria elettronica hai tratto queste conclusioni? Complimenti...

Comunque il Comunismo non ha mai funzionato perchè non è mai stato messo in pratica in senso compiuto. URSS, Cina e Cuba non sono stati Comunisti sono dittature ad economia comunista.

Gli stessi soviet nell Unione Sovietica non contavano una mazza, erano strutture messe li dal potere centrale per dare alla popolazione una falsa idea di controllo sulla politica/economia nazionale.

Poi non sono d'accordo sul concetto comunismo = poco lavoro. Hai mai sentito parlare di un certo Stakanov?
Comunque andiamo avanti.

Sono daccordo, il comunismo non è mai stato messo in pratica correttamente. E non ti chiedi il perchè?

Perchè non è facile!

Sai qual'è la principale ragione per cui il capitalismo viene usato? Perchè funziona! Tende a realizzarsi senza interventi sostanziali da parte del governo.

Il governo, per essere chiari, è solo una funzione creata dai cittadini per esercitare un'autorità. Essa è necessaria per evitare i cicli economici e per regolamentare e difendere gli interessi dei cittadini, nonc'è per un'infinità di altri motivi.
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Old 12-12-2003, 00:09   #42
asca
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x gik
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Possibile che non ti viene in mente che possa aver letto un intero capitolo dedicato al comunismo e tre libri dedicati all'economia e aver DOVUTO SINTETIZZARE MIGLIAIA DI IDEE COMPLESSE E CONTRASTANTI IN POCHE FRASI PER MANCANZA DI TEMPO?
un intero CAPITOLO ? Dall'inizio alla fine ?
ma esageri sempre, dai !!

Purtroppo non mi viene in menteniente altro che quello che ti ho detto prima.
S U P E R F I C I A L I T A'

Se pensi che ti basti un capitolo....

x SaMu
non ho capito che vuoi dire... sai che sono poco perspicace..
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Old 12-12-2003, 00:09   #43
Booyaka
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Ok, ma proprio perchè si parla di concetti importanti e complessi secondo me si dovrebbe evitare di semplificarli e generalizzarli eccessivamente come hai fatto tu.

Comunque aggiungo un commento per chi diceva che il comunismo nasce dai contadini poveri delle campagne...Il comunismo nasce e si diffonde nelle organizzazioni operaie, non a caso fu proprio l'Associazione Internazionale degli Operai l'organizzazione che diffuse maggiormente il pensiero di Marx.

In quanto all'utopia, se non ricordo male (economisti di tutto il mondo, correggetemi )il pensiero di MArx nasce dalla corrente dei Socialisti Utopici, giusto?
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ORGOGLIO FERRARI - 1999 | 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2007 | 2008 (e senza bisogno di truffe)
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Old 12-12-2003, 00:11   #44
asca
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Altra perla:
Quote:
Sparta era comunista
ma che dici ? dammi qualche fonte , dove l'hai letto ?
Chi l'ha mai scritto ?
O è una delle tue "interpretazioni" ?
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Old 12-12-2003, 00:14   #45
gik25
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Originariamente inviato da asca
x gik


un intero CAPITOLO ? Dall'inizio alla fine ?
ma esageri sempre, dai !!

Purtroppo non mi viene in menteniente altro che quello che ti ho detto prima.
S U P E R F I C I A L I T A'

Se pensi che ti basti un capitolo....

x SaMu
non ho capito che vuoi dire... sai che sono poco perspicace..
Senti Asca ma quanto tempo ci vuole per non essere superficiale? Quanti libri sono stati scritti sul comunismo? Prima di esprimere un pensiero dovrei forse leggerli tutti?
Quante vite si potrebbero vivere prima di comprendere appieno il suo funzionamento?
Quante ore dovrei passare a digitare su una tastiera per esprimere correttamente una sintesi di tali infinite riflessioni?

Come può un pensiero non essere superficiale?
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Old 12-12-2003, 00:15   #46
asca
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Originariamente inviato da gik25
Senti Asca ma quanto tempo ci vuole per non essere superficiale? Quanti libri sono stati scritti sul comunismo? Prima di esprimere un pensiero dovrei forse leggerli tutti?
Quante vite si potrebbero vivere prima di comprendere appieno il suo funzionamento?
Quante ore dovrei passare a digitare su una tastiera per esprimere correttamente una sintesi di tali infinite riflessioni?

Come può un pensiero non essere superficiale?
Ok, passo e chiudo, niente da dire.
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Old 12-12-2003, 00:16   #47
gik25
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Originariamente inviato da asca
Altra perla:

ma che dici ? dammi qualche fonte , dove l'hai letto ?
Chi l'ha mai scritto ?
O è una delle tue "interpretazioni" ?
gli abitanti di sparta erano chiamati iloti che significa "gli eguali", re e cittadini avevano una casa identica, stesso reddito, ecc.

Persino le mogli venivano trattate in modo tale da eliminare l'invidia: gli sposi dovevano entrare furtivamente dal balcone di notte, cercare di metterle incinta e uscire finito questo compito
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Old 12-12-2003, 00:23   #48
asca
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Ti prego di non inviare messaggi pvt, che cancello senza leggere.
Ritengo di non aver nulla di utile da dire in questo 3D, e ti prego di rispettare la mia posizione.
E' già la seconda volta che lo fai, mi da molto fastidio.
Grazie
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Old 12-12-2003, 00:24   #49
Booyaka
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Originariamente inviato da gik25
gli abitanti di sparta erano chiamati iloti che significa "gli eguali", re e cittadini avevano una casa identica, stesso reddito, ecc.

Persino le mogli venivano trattate in modo tale da eliminare l'invidia: gli sposi dovevano entrare furtivamente dal balcone di notte, cercare di metterle incinta e uscire finito questo compito
Allora, forse la memoria mi fà brutti scherzi oppure ho letto libri di storia sbagliati però mi sembra che innanzitutto a Sparta c'eran due re (motivazione: visto che sparta spesso e volentieri era in guerra con qualche altra città stato un re comandava l'esercito e l'altro gestiva il potere in città), le donne non avevano alcun diritto o libertà, la società era divisa in due categorie: gli iloti che erano la classe inferiore della società e non avevano alcun diritto (praticamente degli schiavi) e l'altra categoria (non mi ricordo il nome) che erano i nobili, guerrieri etc.. insomma il ceto alto.
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Old 12-12-2003, 00:31   #50
asca
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Sparta: una società rigida e severa
Ancora oggi si conosce ben poco della storia spartana dell’età più antica. Sicuramente, al tempo dell’invasione dei Dori una parte di questo popolo si insediò nelle regioni della Laconia e della Messenia, al centro del Peloponneso, il territorio più meridionale della Grecia. Qui venne fondata, intorno al 900 a C., la città di Sparta.
Gli invasori sottomisero i precedenti abitanti, li resero in parte schiavi, si impadronirono delle terre migliori e le divisero fra loro in parti uguali.


Da tali avvenimenti derivarono tre gruppi sociali diversi: gli spartiati (o Spartani veri e propri), discendenti dei vincitori, di stirpe dorica, che vivevano nella città di Sparta ed erano i soli cittadini con pieni diritti;
i perieci, sudditi senza diritti politici, però dotati di libertà personale e di lavoro;
gli iloti, che abitavano nelle campagne; erano i discendenti dei precedenti abitanti, che erano stati sconfitti e fatti schiavi

Gli spartiati conservarono sempre l’autorità politica e militare. Essi comandavano e combattevano ma non lavoravano; le loro terre erano coltivate dagli schiavi iloti. I perieci invece lavoravano le proprie terre, le più lontane dalla città, oppure svolgevano altre attività economiche.
Soltanto gli iloti e i perieci, dunque, svolgevano un’attività lavorativa, mentre gli spartiati erano gli unici cittadini con pieni diritti.
Gli "uguali" (come gli spartiati denominavano se stessi, perché avevano fra loro uguali diritti, uguali doveri e uguale ricchezza) furono costretti a mantenere il potere sulla regione e sulle città rivali con la forza militare, basata non tanto sul numero quanto sul valore e l’esperienza dei soldati.
Ogni spartano era infatti soprattutto un soldato e passava la maggior parte del suo tempo in un duro addestramento militare, isolato anche dalla famiglia. L’amore per la patria e il valore in combattimento erano gli ideali in cui credeva.
Le ricchezze private non erano invece tenute in alcuna considerazione dagli spartani: lo stesso denaro veniva addirittura disprezzato, tanto che a Sparta si utilizzavano semplici monete di ferro e non d’oro o d’argento.
L’artigianato e il commercio venivano lasciati agli industriosi perieci, indubbiamente assai più fortunati degli iloti: sfruttavano le ricche miniere di ferro della Laconia, fabbricavano le armi per Sparta, producevano utensili e tessuti. Probabilmente alcuni di loro erano più ricchi degli stessi spartiati.
Molto dura era la condizione degli iloti, schiavi di proprietà dello Stato, utilizzati per lo più nella coltivazione delle terre. Essi erano sottoposti a fatiche e maltrattamenti, con punizioni a volte feroci e disumane.
Durante le guerre gli iloti venivano impiegati come servitori dei guerrieri e, nei casi di grave pericolo, venivano anche armati, come pure i perieci, che servivano come opliti. Ma, in genere, gli spartiati diffidavano degli iloti, perché erano assai più numerosi di loro e ne temevano possibili rivolte, che, in effetti, avevano luogo con una certa frequenza.
Essi venivano quindi strettamente sorvegliati; solo i migliori o quelli che si erano distinti in guerra potevano essere liberati, divenendo neodamodi, cioè personalmente liberi, ma senza diritti politici (una condizione simile a quella dei perieci).

Una Costituzione ammirata da molti
Come le altre città greche, Sparta fu inizialmente una monarchia.
La leggenda, raccolta anche dallo storico greco Plutarco (46-125 d.C.), narra che un antico re di Sparta, il saggio Licurgo, dopo aver molto viaggiato visitando anche Creta, l’Asia Minore e l’Egitto, tornò in patria recando con sé una nuova Costituzione, cioè un documento nel quale si stabiliva in qual modo la città doveva essere governata da allora in poi. In realtà, la Costituzione spartana fu una lunga costruzione che si realizzò lentamente, compiendosi nel VI secolo a.C.
Tutti gli spartiati di sesso maschile che avevano raggiunto i trent’anni d’età si riunivano una volta al mese in un’assemblea, detta apella; essa poteva soltanto approvare o respingere (senza discutere o proporre modifiche) le proposte che le venivano presentate da un consiglio di 28 anziani detto gherusia. Ciascun membro della gherusia, eletto a vita, era chiamato gherònte.
Un peso politico persino maggiore di quello della gherusia avevano cinque magistrati, detti èfori, eletti anno per anno dall’apella. Gli efori facevano applicare le decisioni approvate dall’apella, amministravano la giustizia, sorvegliavano il comportamento dei cittadini. Anche gli efori potevano presentare proposte all’assemblea.
Infine, quasi come ricordo dell’antica monarchia, esistevano due re, talvolta ereditari, talvolta eletti dall' assemblea o scelti dai re precedenti come successori. Svolgevano funzioni dì capi religiosi e, durante le guerre, anche di capi militari. In tempo di pace, invece, i loro poteri avevano scarso rilievo.
La Costituzione spartana era modellata su misura per una società aristocratica, chiusa e immobile, che basava la propria vita su un economia statica e sul mantenimento della disuguaglianza fra spartiatì e tutti gli altri.
Oggi tale società, con il suo governo rigido e autoritario, appare ingiusta; tuttavia nel mondo greco molti celebri autori, da Erodoto a Plutarco, da Platone ad Aristotele, scrissero elogi della Costituzione spartana. Ciò soprattutto perché essa impedì lotte interne e guerre civili, frequenti invece nelle città stato democratiche.

Le ragioni della decadenza di Sparta
Il più grave problema di Sparta era tuttavia il mancato ricambio della classe dirigente. Gli spartiati rifiutavano qualsiasi ammissione di altre persone alla loro classe, si sposavano solo fra loro e tendevano ad avere pochi figli (anche perché solo il maschio primogenito avrebbe ereditato la terra.
La mortalità infantile, allora assai elevata, riduceva ancor più il numero degli aristocratici.
Lentamente, dunque, gli Spartani divennero sempre meno numerosi e crebbero le difficoltà nel controllare una vasta regione con circa mezzo milione di abitanti. Inoltre, la rigida determinazione degli spartiati nel non concedere la cittadinanza ad alcuno e il loro disprezzo per le attività economiche impedirono che si formasse una classe di artigiani e commercianti, come ad Atene. Tali attività restarono quindi nelle mani dei perieci.
Molto spesso gli storici, mettendo a confronto Sparta e Atene, sottolineano maggiormente i caratteri negativi della prima e quelli positivi della seconda. Si parla così di Sparta come di una società tipicamente schiavista. È ben vero infatti che Sparta utilizzò largamente il lavoro servile degli iloti; ma tutte le città greche, compresa Atene, si servivano del lavoro degli schiavi. Spesso, inoltre, si considera Sparta come la città greca più guerriera del suo tempo. Ciò è vero, in quanto la società spartana era una società di soldati; tuttavia Sparta fu coinvolta in un numero assai minore di guerre che non Atene, città desiderosa di espandersi militarmente. Lo scopo dello Stato spartano infatti fu generalmente quello di salvaguardare se stesso e il proprio sistema politico. Perciò si limitava a controllare le regioni dipendenti o ad appoggiare i partiti aristocratici delle città vicine.

http://www.scuolascacchi.com/storia_...partaatene.htm

http://lgxserver.uniba.it/lei/person...one/sparta.htm

http://www.telemaco.unibo.it/grecabo/mo02.htm
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Ultima modifica di asca : 12-12-2003 alle 00:35.
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Old 12-12-2003, 01:54   #51
jumpermax
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Re: Re: Re: Perchè il comunismo fallisce?

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Originariamente inviato da Booyaka
Comunque il Comunismo non ha mai funzionato perchè non è mai stato messo in pratica in senso compiuto. URSS, Cina e Cuba non sono stati Comunisti sono dittature ad economia comunista.
Il comunismo è inevitabilmente connesso ad una struttura totalitaria. Non prevede affermazione democratica, non rispetta le libertà individuali e non può esistere al di fuori di un partito-stato che governa il paese senza possibilità di opposizione.
Ovunque il comunsimo si è affermato ha prodotto questi risultati. Errare è umano, perseverare è diabolico...
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Old 12-12-2003, 02:15   #52
gik25
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Originariamente inviato da asca
Ti prego di non inviare messaggi pvt, che cancello senza leggere.
Ritengo di non aver nulla di utile da dire in questo 3D, e ti prego di rispettare la mia posizione.
E' già la seconda volta che lo fai, mi da molto fastidio.
Grazie
ok, anch'io però ti prego di non accusarmi con aria di superiorità per poi abbandonare il 3d senza voler ascoltare la mia risposta

Posso chiederti perchè sei così acido nei miei confronti?

Ultima modifica di gik25 : 12-12-2003 alle 02:27.
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Old 12-12-2003, 02:20   #53
gik25
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Originariamente inviato da Booyaka
Allora, forse la memoria mi fà brutti scherzi oppure ho letto libri di storia sbagliati però mi sembra che innanzitutto a Sparta c'eran due re (motivazione: visto che sparta spesso e volentieri era in guerra con qualche altra città stato un re comandava l'esercito e l'altro gestiva il potere in città), le donne non avevano alcun diritto o libertà, la società era divisa in due categorie: gli iloti che erano la classe inferiore della società e non avevano alcun diritto (praticamente degli schiavi) e l'altra categoria (non mi ricordo il nome) che erano i nobili, guerrieri etc.. insomma il ceto alto.
Infatti avevo specificato che era un comunismo basato sulla schiavitù!

Sebra antitetico e lo è nell'accezzione originale di comunismo, ma non in assoluto. Parlando di comunismo non possiamo infatti intendere un comunismo storico (perchè ce ne sono stati diversi e nessuno vicino a quello teorico).


In ogni caso come è possibile immaginare un comunismo classico è possibile immaginare un comunismo militare e un comunismo basato sulla schiavitù. La republica e la democrazia sono forme di governo che NON escludono la schiavitù, perchè il comunismo dovrebbe? Per via del nome? (comun-ismo)
gik25 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 12-12-2003, 02:24   #54
gik25
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Originariamente inviato da asca
Sparta: una società rigida e severa
Ancora oggi si conosce ben poco della storia spartana dell’età più antica. Sicuramente, al tempo dell’invasione dei Dori una parte di questo popolo si insediò nelle regioni della Laconia e della Messenia, al centro del Peloponneso, il territorio più meridionale della Grecia. Qui venne fondata, intorno al 900 a C., la città di Sparta.
Gli invasori sottomisero i precedenti abitanti, li resero in parte schiavi, si impadronirono delle terre migliori e le divisero fra loro in parti uguali.


Da tali avvenimenti derivarono tre gruppi sociali diversi: gli spartiati (o Spartani veri e propri), discendenti dei vincitori, di stirpe dorica, che vivevano nella città di Sparta ed erano i soli cittadini con pieni diritti;
i perieci, sudditi senza diritti politici, però dotati di libertà personale e di lavoro;
gli iloti, che abitavano nelle campagne; erano i discendenti dei precedenti abitanti, che erano stati sconfitti e fatti schiavi

Gli spartiati conservarono sempre l’autorità politica e militare. Essi comandavano e combattevano ma non lavoravano; le loro terre erano coltivate dagli schiavi iloti. I perieci invece lavoravano le proprie terre, le più lontane dalla città, oppure svolgevano altre attività economiche.
Soltanto gli iloti e i perieci, dunque, svolgevano un’attività lavorativa, mentre gli spartiati erano gli unici cittadini con pieni diritti.
Gli "uguali" (come gli spartiati denominavano se stessi, perché avevano fra loro uguali diritti, uguali doveri e uguale ricchezza) furono costretti a mantenere il potere sulla regione e sulle città rivali con la forza militare, basata non tanto sul numero quanto sul valore e l’esperienza dei soldati.
Ogni spartano era infatti soprattutto un soldato e passava la maggior parte del suo tempo in un duro addestramento militare, isolato anche dalla famiglia. L’amore per la patria e il valore in combattimento erano gli ideali in cui credeva.
Le ricchezze private non erano invece tenute in alcuna considerazione dagli spartani: lo stesso denaro veniva addirittura disprezzato, tanto che a Sparta si utilizzavano semplici monete di ferro e non d’oro o d’argento.
L’artigianato e il commercio venivano lasciati agli industriosi perieci, indubbiamente assai più fortunati degli iloti: sfruttavano le ricche miniere di ferro della Laconia, fabbricavano le armi per Sparta, producevano utensili e tessuti. Probabilmente alcuni di loro erano più ricchi degli stessi spartiati.
Molto dura era la condizione degli iloti, schiavi di proprietà dello Stato, utilizzati per lo più nella coltivazione delle terre. Essi erano sottoposti a fatiche e maltrattamenti, con punizioni a volte feroci e disumane.
Durante le guerre gli iloti venivano impiegati come servitori dei guerrieri e, nei casi di grave pericolo, venivano anche armati, come pure i perieci, che servivano come opliti. Ma, in genere, gli spartiati diffidavano degli iloti, perché erano assai più numerosi di loro e ne temevano possibili rivolte, che, in effetti, avevano luogo con una certa frequenza.
Essi venivano quindi strettamente sorvegliati; solo i migliori o quelli che si erano distinti in guerra potevano essere liberati, divenendo neodamodi, cioè personalmente liberi, ma senza diritti politici (una condizione simile a quella dei perieci).

Una Costituzione ammirata da molti
Come le altre città greche, Sparta fu inizialmente una monarchia.
La leggenda, raccolta anche dallo storico greco Plutarco (46-125 d.C.), narra che un antico re di Sparta, il saggio Licurgo, dopo aver molto viaggiato visitando anche Creta, l’Asia Minore e l’Egitto, tornò in patria recando con sé una nuova Costituzione, cioè un documento nel quale si stabiliva in qual modo la città doveva essere governata da allora in poi. In realtà, la Costituzione spartana fu una lunga costruzione che si realizzò lentamente, compiendosi nel VI secolo a.C.
Tutti gli spartiati di sesso maschile che avevano raggiunto i trent’anni d’età si riunivano una volta al mese in un’assemblea, detta apella; essa poteva soltanto approvare o respingere (senza discutere o proporre modifiche) le proposte che le venivano presentate da un consiglio di 28 anziani detto gherusia. Ciascun membro della gherusia, eletto a vita, era chiamato gherònte.
Un peso politico persino maggiore di quello della gherusia avevano cinque magistrati, detti èfori, eletti anno per anno dall’apella. Gli efori facevano applicare le decisioni approvate dall’apella, amministravano la giustizia, sorvegliavano il comportamento dei cittadini. Anche gli efori potevano presentare proposte all’assemblea.
Infine, quasi come ricordo dell’antica monarchia, esistevano due re, talvolta ereditari, talvolta eletti dall' assemblea o scelti dai re precedenti come successori. Svolgevano funzioni dì capi religiosi e, durante le guerre, anche di capi militari. In tempo di pace, invece, i loro poteri avevano scarso rilievo.
La Costituzione spartana era modellata su misura per una società aristocratica, chiusa e immobile, che basava la propria vita su un economia statica e sul mantenimento della disuguaglianza fra spartiatì e tutti gli altri.
Oggi tale società, con il suo governo rigido e autoritario, appare ingiusta; tuttavia nel mondo greco molti celebri autori, da Erodoto a Plutarco, da Platone ad Aristotele, scrissero elogi della Costituzione spartana. Ciò soprattutto perché essa impedì lotte interne e guerre civili, frequenti invece nelle città stato democratiche.

Le ragioni della decadenza di Sparta
Il più grave problema di Sparta era tuttavia il mancato ricambio della classe dirigente. Gli spartiati rifiutavano qualsiasi ammissione di altre persone alla loro classe, si sposavano solo fra loro e tendevano ad avere pochi figli (anche perché solo il maschio primogenito avrebbe ereditato la terra.
La mortalità infantile, allora assai elevata, riduceva ancor più il numero degli aristocratici.
Lentamente, dunque, gli Spartani divennero sempre meno numerosi e crebbero le difficoltà nel controllare una vasta regione con circa mezzo milione di abitanti. Inoltre, la rigida determinazione degli spartiati nel non concedere la cittadinanza ad alcuno e il loro disprezzo per le attività economiche impedirono che si formasse una classe di artigiani e commercianti, come ad Atene. Tali attività restarono quindi nelle mani dei perieci.
Molto spesso gli storici, mettendo a confronto Sparta e Atene, sottolineano maggiormente i caratteri negativi della prima e quelli positivi della seconda. Si parla così di Sparta come di una società tipicamente schiavista. È ben vero infatti che Sparta utilizzò largamente il lavoro servile degli iloti; ma tutte le città greche, compresa Atene, si servivano del lavoro degli schiavi. Spesso, inoltre, si considera Sparta come la città greca più guerriera del suo tempo. Ciò è vero, in quanto la società spartana era una società di soldati; tuttavia Sparta fu coinvolta in un numero assai minore di guerre che non Atene, città desiderosa di espandersi militarmente. Lo scopo dello Stato spartano infatti fu generalmente quello di salvaguardare se stesso e il proprio sistema politico. Perciò si limitava a controllare le regioni dipendenti o ad appoggiare i partiti aristocratici delle città vicine.

http://www.scuolascacchi.com/storia_...partaatene.htm

http://lgxserver.uniba.it/lei/person...one/sparta.htm

http://www.telemaco.unibo.it/grecabo/mo02.htm
Non capisco cosa pensi di aver dimostrato copiando e incollando da siti interenet (immagino senza nemmeno leggere di cosa parlano esattamente). Presumo che anche tu veda comunismo e schiavismo in contrapposizione...

E perchè mai? Gli schiavi per definizione non votano, non sono cittadini e non possono essere quindi considerati nella definizione di forma politica di un governo.

Es. i romani avevano gli schiavi pur avendo la repubblica

idem i greci che hanno avuto la più grande democrazia di tutti i tempi.
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Old 12-12-2003, 11:49   #55
gik25
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Old 12-12-2003, 12:54   #56
Er Paulus
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Re: Re: Re: Re: Perchè il comunismo fallisce?

Quote:
Originariamente inviato da jumpermax
Non prevede affermazione democratica,
non è vero.
Lenin sosteneva che subito dopo la rivoluzione ci sarebbe stata una fase di "totalitarismo", nella quale si doveva ristabilire un certo ordine.
Dopo questa fase(teoricamente breve) ci sarebbe dovuta essere una "democrazia illuminata", molto simile a quella teorizzata da Marx.
__________________
Non devo avere paura.La paura uccide la mente.La paura è la piccola morte che porta con sè l'annullamento. Guarderò in faccia la mia paura e la affronterò; e quando sarà passata non ci sarà più nulla.Soltanto io ci sarò. --->www.chebios.it <---
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Old 12-12-2003, 22:43   #57
jumpermax
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Re: Re: Re: Re: Re: Perchè il comunismo fallisce?

Quote:
Originariamente inviato da Er Paulus
non è vero.
Lenin sosteneva che subito dopo la rivoluzione ci sarebbe stata una fase di "totalitarismo", nella quale si doveva ristabilire un certo ordine.
Dopo questa fase(teoricamente breve) ci sarebbe dovuta essere una "democrazia illuminata", molto simile a quella teorizzata da Marx.
Discorso che si contraddice da solo. Non c'è una sola dittatura comunista che sia diventata democratica dopo questo "breve" passaggio di totalitarismo, nonostante il sistematico annientamento delle opposizioni interne con stermini di massa processi sommari e barbare esecuzioni. Niente di diverso quindi dagli altri regimi totalitari che hanno contraddistinto il secolo scorso, certo non era uno sterminio di una minoranza etnica ma di lotta di classe. Ma il nemico veniva sistemato nello stesso modo.
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Old 13-12-2003, 10:39   #58
palombaro
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Re: Re: Re: Re: Re: Re: Perchè il comunismo fallisce?

Quote:
Originariamente inviato da jumpermax
Discorso che si contraddice da solo. Non c'è una sola dittatura comunista che sia diventata democratica dopo questo "breve" passaggio di totalitarismo, nonostante il sistematico annientamento delle opposizioni interne con stermini di massa processi sommari e barbare esecuzioni. Niente di diverso quindi dagli altri regimi totalitari che hanno contraddistinto il secolo scorso, certo non era uno sterminio di una minoranza etnica ma di lotta di classe. Ma il nemico veniva sistemato nello stesso modo.
il fatto che non ci sia mai stata impedisce che cio avvenga?
non ci credo. il marxismo non ha mai avuto una realizzazione vera.
palombaro è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-12-2003, 10:40   #59
palombaro
Senior Member
 
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Casteddu
Messaggi: 532
Re: Re: Re: Re: Perchè il comunismo fallisce?

Quote:
Originariamente inviato da jumpermax
Il comunismo è inevitabilmente connesso ad una struttura totalitaria. Non prevede affermazione democratica, non rispetta le libertà individuali e non può esistere al di fuori di un partito-stato che governa il paese senza possibilità di opposizione.
Ovunque il comunsimo si è affermato ha prodotto questi risultati. Errare è umano, perseverare è diabolico...
questo è un tuo pensiero vero?
palombaro è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-12-2003, 12:41   #60
gpc
Senior Member
 
L'Avatar di gpc
 
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
Re: Re: Re: Re: Re: Perchè il comunismo fallisce?

Quote:
Originariamente inviato da palombaro
questo è un tuo pensiero vero?
Mi sembra che questa sia la realta' piu' che un suo pensiero.
Se poi vogliamo parlare di fanta-storia...
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