Nasce il primo OLED con film cristallino al mondo: tensione più bassa e corrente record

Nasce il primo OLED con film cristallino al mondo: tensione più bassa e corrente record

Un team dell'Università di Toyama ha realizzato il primo OLED basato su un film sottile cristallino di rubrene, un materiale organico semiconduttore che finora era stato impiegato solo in forma amorfa nei dispositivi commerciali

di pubblicata il , alle 16:01 nel canale Periferiche
 

Un gruppo di ricerca dell'Università di Toyama, in Giappone, ha messo a punto il primo OLED costruito attorno a un film sottile cristallino, che ha la capacità di superare i limiti strutturali dei materiali organici amorfi utilizzati finora nei display commerciali. Il merito va al professor Masahiro Morimoto, che ha guidato lo studio insieme a Yuya Honda e al professor Shigeki Naka.

Il materiale al centro della scoperta è il rubrene, un semiconduttore organico noto da tempo per le sue proprietà elettroniche ma finora difficile da integrare in strutture cristalline stabili e su scala utile alla produzione. Il team ha sviluppato un processo di annealing in due fasi capace di trasformare un film di rubrene amorfo spesso appena 50 nanometri in domini cristallini ordinati, con una struttura ortorombica confermata tramite diffrazione ai raggi X.

I domini ottenuti raggiungono dimensioni fino a 1 millimetro, un risultato che nel campo dei semiconduttori organici non epitassiali rappresenta un salto dimensionale decisamente importante rispetto ai film amorfi tradizionali, dove il disordine molecolare limita drasticamente il trasporto di carica.

I vantaggi degli OLED a film cristallino: corrente moltiplicata e consumi ridotti

I numeri raccolti dal team parlano di una densità di corrente fino a 1.000 volte superiore rispetto ai dispositivi OLED costruiti con rubrene amorfo. La tensione di accensione, parametro cruciale per l'efficienza energetica di un pannello, scende a 1,33 V, con una riduzione di 0,30 V rispetto alle versioni non cristalline.

I vantaggi potenziali non sono legati solo all'efficienza elettrica: lo spettro di emissione del dispositivo mostra un picco singolo e nitido a 565 nm, al posto del doppio picco tipico dei film amorfi, un dettaglio che si traduce in una purezza cromatica superiore e in minori perdite ottiche.

Morimoto ha definito il lavoro come la prima applicazione di film cristallini non epitassiali agli OLED, sottolineando come le strutture cristalline possano "definire la prossima generazione della tecnologia OLED". Un'affermazione ambiziosa, che però trova riscontro nei dati sperimentali pubblicati dal team piuttosto che in una semplice proiezione di marketing.

La ricerca dell'ateneo giapponese è stata accettata dalla rivista Synthetic Metals, che la pubblicherà nel volume 320 del 1° agosto 2026 con il titolo "Organic electroluminescent diodes with a thin crystalline layer".

Tempi e costi di un eventuale trasferimento industriale rimangono attualmente ignoti: far crescere domini cristallini di dimensioni millimetriche in laboratorio è un conto, replicare il processo su pannelli di grandi dimensioni con rese produttive accettabili è un'altra sfida, tipicamente il vero collo di bottiglia tra una pubblicazione scientifica e un prodotto commerciale. Se il metodo dovesse dimostrarsi scalabile, le applicazioni più immediate riguarderebbero display per smartphone e televisori con consumi ridotti, oltre a dispositivi di illuminazione OLED con rese cromatiche più stabili nel tempo.

1 Commenti
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supertigrotto28 Luglio 2026, 16:38 #1
Bellissima scoperta, purtroppo non credo che la cosa risolverà il problema del decadimento cromatico , la ritenzione o il burn in che affliggono gli OLED.
Chissà se riusciranno a risolvere i problemi che ho descritto sopra o se la tecnologia verrà sostituita dai micro led.
Tempo fa lavorarono sui SED e FED ma poi gli LCD,Plasma e poi OLED cambiarono il mercato.

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