Crepet: 'L'intelligenza artificiale ci rende scemi, come scroll e algoritmi'

Crepet: 'L'intelligenza artificiale ci rende scemi, come scroll e algoritmi'

Paolo Crepet ha attaccato la dipendenza da intelligenza artificiale e social, criticando l'iperprotezione dei genitori e il ruolo delle Big Tech, tra il paradosso Sinner e i figli trattati come pacchi Amazon

di pubblicata il , alle 11:51 nel canale Web
 

“L’intelligenza artificiale ci fa scemi, lo scroll e l’algoritmo anche”. Paolo Crepet non usa mezzi termini nell'intervista rilasciata a Repubblica in occasione dell'uscita del suo libro “Riprendersi l'anima”. Lo psichiatra e sociologo punta il dito contro il rapporto ormai patologico tra le nuove generazioni e gli strumenti digitali, un tema che intreccia con l'iperprotezione genitoriale e la crescente desensibilizzazione emotiva della società contemporanea.

L'affondo più duro riguarda le multinazionali della Silicon Valley, accusate di puntare su un modello che isola invece di connettere. “I signori delle Big Tech ci vogliono individui e separati”, sostiene Crepet, "ma l'intelligenza non è individuale, è collettiva. Dunque, o la esercitiamo o abdichiamo”. Una resa silenziosa che, secondo lo psichiatra, apre scenari inquietanti: “Ci vogliamo consegnare a una monarchia digitale? Vogliamo ospedali controllati dai robot, scuole coi robot, Wimbledon giocata dai robot?”.

Sul dibattito relativo al divieto di smartphone sotto i 16 anni, la posizione di Crepet è tranchant e per nulla rassicurante: “Divieto di stupidità generale. Avanti così e arriveremo a una bella telecamerina inserita nel feto per postare foto del nascituro”. Una provocazione che, nel colloquio con Repubblica, si lega a un più ampio discorso sulla progressiva rinuncia al pensiero critico.

Crepet, il paradosso Sinner e i figli cresciuti come "pacchi Amazon"

Il ragionamento di Crepet parte da un parallelo sportivo. Proprio nei giorni in cui Jannik Sinner ha ufficializzato il ritiro dal Masters 1000 di Montreal per tutelare la propria salute fisica, lo psichiatra rileva una contraddizione tutta italiana: si ammira l'etica del sacrificio di campioni come Sinner e Carlos Alcaraz, ma verso i figli si applica un'iperprotezione totale. “Ai nostri figli puliamo il nasino a 10 anni come a 20”, denuncia Crepet, individuando nella sfiducia genitoriale la radice dell'aggressività giovanile: “Non ci fidiamo di loro, li andiamo a prendere a scuola come pacchi Amazon”.

Le provocazioni proseguono su più fronti. Crepet propone il divieto di ordinare cibo a domicilio sotto i 35 anni e denuncia l'anestesia emotiva prodotta dal bombardamento quotidiano di immagini: “Siamo micragnosi, anestetizzati dalle immagini, non ci fanno più effetto. Guerre e gattini”. Il confronto storico che propone è impietoso, se si pensa all'impatto che ebbe a suo tempo lo scatto della strage di Capaci. Anche l'ossessione contemporanea per la forma fisica finisce nel mirino: meglio, suggerisce, che i nonni tornino a giocare con i nipoti invece di inseguire il fitness a ogni costo.

Resta, sullo sfondo, l'allarme più strutturale: quello di una collettività che rischia di abdicare al pensiero critico, delegandolo a scroll infiniti e assistenti artificiali sempre più invasivi. Per Crepet la vera urgenza educativa non riguarda tanto la tecnologia in sé, quanto la capacità, o l'incapacità, di continuare a esercitare un'intelligenza che, se lasciata all'automazione, smette semplicemente di allenarsi.

12 Commenti
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Notturnia28 Luglio 2026, 12:21 #1
concordo con quello che dice e secondo me è pure peggio
vedo una marea di gente in bicicletta che guarda il telefonino.. siamo alla follia.. è un sistema di rimbecillimento che la gente adotta come e più di una droga e i danni che fa questo sistema sono subdoli e silenziosi ma alla vista di chi guarda con un pò di attenzione
supertigrotto28 Luglio 2026, 12:23 #2
Dice quello che dicono altri scienziati,nulla di nuovo ma è da prendere in considerazione.
giovanni6928 Luglio 2026, 12:45 #3
Originariamente inviato da: Notturnia
vedo una marea di gente in bicicletta che guarda il telefonino.. siamo alla follia..


Personalmente nei tratti di strada più tranquilli troppe volte ho visto autisti di autobus pubblici vuoti guardare in basso e non la strada davanti a loro...e dubito che fosse il tachimetro o stato della batteria... sarà, magari mi sbaglio..
Ginopilot28 Luglio 2026, 14:18 #4
Ricordo male o è un noto animale da talkshow sempre pronto a spararne di ogni?
Sandro kensan28 Luglio 2026, 17:52 #5
A me Crepet non è simpatico e non capisco come possa essere uno psicoanalista una persona così arcaica come questo individuo. Facesse il muratore o lo scaricatore di posrto allora capirei ma essere uno psicoanalista con quel modo di essere e ragionare lo trovo irricevibile e mi spaventa che ci sia chi capiti sotto le sue grinfie.
Tasslehoff28 Luglio 2026, 22:48 #6
Niente di nuovo e che dovrebbe notare chiunque abbia un minimo di competenze su questi temi e senso critico.

Maggiore è l'uso di LLM e più si allarga il debito tecnologico di chi la utilizza.

Sento spesso vaneggiare sul fatto che utilizzare l'IA comporta un cambio di competenze, e di solito quelli che ripetono queste scemenze sono i fuffaguru che cercano di saltare sul carrozzone per guadagnare qualcosa.

Scrivere prompt non è una competenza, è una cessione di competenza che porta inevitabilmente ad accettare supinamente tutto quello che il servizio di turno propina, allucinazioni incluse.
mghisolfi28 Luglio 2026, 22:55 #7
Originariamente inviato da: Sandro kensan
A me Crepet non è simpatico e non capisco come possa essere uno psicoanalista una persona così arcaica come questo individuo. Facesse il muratore o lo scaricatore di posrto allora capirei ma essere uno psicoanalista con quel modo di essere e ragionare lo trovo irricevibile e mi spaventa che ci sia chi capiti sotto le sue grinfie.


Non capisco perché anteponi l'arcaico al ragionevole, Crepet è ragionevole, dice cose sensate e se essere moderni significa altro la vedo male per il futuro, soprattutto vostro.

Se questo è essere moderni

https://www.hwupgrade.it/news/web/p...nti_156984.html

preoccupatevi di come andra a finire l'uso della ragione.
UtenteHD29 Luglio 2026, 09:18 #8
Originariamente inviato da: mghisolfi
Non capisco perché anteponi l'arcaico al ragionevole, Crepet è ragionevole, dice cose sensate e se essere moderni significa altro la vedo male per il futuro, soprattutto vostro.

Se questo è essere moderni

https://www.hwupgrade.it/news/web/p...nti_156984.html

preoccupatevi di come andra a finire l'uso della ragione.


Parole Sante che purtroppo le potrai dere a tutti i giovani che vorrai e saranno sempre ignorante anche perchè dal Loro punto di vista sei Tu a non capire.

Per il Professore ha ragione, tutto dipende dall'uso, ma se in questo nuovo mondo dove ogni cosa è fatica pure pensare o cercare una parola in un dizionario elettronico, non dico cartaceo per carità, ci si affida all'IA perchè basta chiedere (e tutto ha un costo, eh si ok uso quella free e non pago, ok pagheranno tutti con le mega giga costruzioni che stano facendo ed i relativi consumi), allora si, tutti (come sempre la maggioranza che decide anche per gli altri) si abituerà a fare quasi nulla o nulla come pensiero serio e si prospetta quanto detto dal professore e molti altri.
Magari alla fine questo vogliono, tutti con la Loro IA che decide per loro, chi lo sà, si vedrà..
euscar29 Luglio 2026, 17:18 #9
Articolo che mi trova completamente d'accordo.
mghisolfi30 Luglio 2026, 00:23 #10
A pensarci non è solo l'uso della ragione (scritta nell'unico modo in cui dovrebbe essere scritta ragione, cioè in minuscolo) ad essere in gioco, ma forse ancora più problematico è l'uso della libertà.
Sempre più sinonimo di individualismo e deresposabilizzazione.

L'AI è uno strumento potentissimo e affascinante, ma senza un gusto per la libertà personale, intesa come ricerca del bene proprio e altrui, e uso della volontà per perseguirla, e senza in gusto critico della ragione, inteso come vagliare tutto e trattenere il vero, alla fine si perdererà il gusto di vivere.

Io probabilmente non ci sarò più, ma mio figlio si e per lui un mondo così non lo voglio.

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