HONOR CHOICE Projector Air Pro: piccolo, portatile e con Netflix

HONOR CHOICE Projector Air Pro: piccolo, portatile e con Netflix

Un proiettore economico, che fa della portabilità e immediatezza i suoi punti di forza. Adatto per una camera da letto o per la casa vacanze, è basato su sistema proprietario Linux ma offre piena compatibilità ufficiale a Netflix

di pubblicato il nel canale Audio Video
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HONOR CHOICE è il marchio con cui HONOR raccoglie i propri accessori e prodotti lifestyle: cuffie, smartwatch, speaker portatili e, da poco, anche proiettori. Projector Air Pro è il modello pensato per lo streaming domestico e il trasporto occasionale, e va tenuto distinto dalla linea AI Projector, che punta invece su interattività e funzioni di disegno a parete. Qui il messaggio è diverso e più semplice: un proiettore leggero, con le principali app già a bordo, che si accende e proietta senza troppe cerimonie.

Projector Air Pro ha risoluzione nativa Full HD 1080p e una luminosità dichiarata di 292 ANSI lumen, misurata secondo lo standard ANSI/INFOCOMM 3M-2011 dal laboratorio del produttore. Sono numeri che collocano il prodotto nella fascia d'ingresso dei portatili LCD, quella dove il valore percepito passa più dalla praticità e dalle app certificate che dalla potenza pura. Il prezzo di listino rilevato a inizio luglio 2026 è di 249,90 euro; sul posizionamento preciso e sui concorrenti torniamo in chiusura.

Design, maniglia e connessioni

La confezione è essenziale: dentro trovano posto il proiettore, l'alimentatore con cavo a doppio spinotto e il telecomando, oltre alla guida rapida multilingua. Non c'è custodia da trasporto, un'assenza che stona un po' con la vocazione portatile dichiarata, ma è coerente con la fascia di prezzo.

L'esemplare in prova è in una colorazione avorio uniforme, con la scocca in plastica dalla finitura opaca leggermente vellutata al tatto. La parte più caratterizzante del design è il supporto: una staffa a "U" rovesciata rivestita, incernierata al corpo, che ruota fino a 180° e funziona sia da base d'appoggio, sia da maniglia per il trasporto, sia da sostegno per orientare la proiezione verso l'alto o a soffitto. È la stessa idea vista su altri proiettori portatili con stativo integrato, risolta qui con un movimento fluido e una battuta di arresto che permette di mantenere la posizione.

Il frontale ospita l'obiettivo, incorniciato da una placca nera con bordo ramato che è l'unico vezzo estetico di un oggetto per il resto molto sobrio, e accanto la coppia di sensori per la messa a fuoco e il rilevamento degli ostacoli. Il retro e i fianchi sono occupati da un'ampia griglia forata per la ventilazione e per l'altoparlante. Sul fondo, oltre ai piedini in gomma, si nota l'attacco filettato da treppiede, per una maggior flessibilità di allestimento.

Sul piano dei numeri, HONOR dichiara un peso di 0,55 kg e uno spessore di 55 mm a supporto chiuso, con dimensioni complessive di 195 x 55 x 210 mm. È effettivamente leggero e maneggevole, poco più di una bottiglia d'acqua da mezzo litro.

La dotazione di porte è raccolta su un unico pannello posteriore, ed è un vero e proprio inno all'essenziale: una USB di tipo A, un'uscita audio jack da 3,5 mm, una porta HDMI, il ricevitore a infrarossi e la presa di alimentazione in corrente alternata (l'alimentatore è esterno). Una sola HDMI e una sola USB sono il minimo sindacale, ma su un prodotto orientato alla semplicità d'utilizzo e all'immediatezza, sono decisamente più accettabili di quanto sarebbero su un proiettore da salotto.

Sorgente LCD, obiettivo e automatismi

Il cuore ottico è un pannello LCD singolo da 2,69 pollici con sorgente luminosa a LED, la soluzione tipica dei portatili economici: costa poco, scalda relativamente poco e regge bene la durata, ma parte con un contrasto nativo contenuto rispetto al DLP e, soprattutto, al laser. Qui il dato dichiarato è 2500:1, il rapporto di proiezione è 1,2:1 e la distanza utile va da 0,97 a 5 metri. È indicata anche la compatibilità HDR10+, che su una sorgente da 292 lumen va intesa come capacità di accettare il segnale più che come reale ampliamento della gamma dinamica.

L'obiettivo è descritto da HONOR come a tre elementi a bassa perdita di luce, una scelta che serve a non sprecare i pochi lumen disponibili. Accanto all'ottica, la coppia di sensori frontali abilita gli automatismi: messa a fuoco automatica, correzione trapezoidale automatica, evitamento automatico degli ostacoli (l'immagine si ridimensiona per aggirare interruttori o cornici sulla parete) e adattamento automatico allo schermo con cornice.

Sul fronte del rumore, il produttore dichiara un sistema di raffreddamento che tiene la ventola sotto i 32 dB; il dato di rumorosità lo riscontreremo in ascolto, importante perché un proiettore del genere finisce spesso vicino allo spettatore.

Piattaforma Linux e telecomando

Il sistema operativo non è Android TV né Google TV, ma una piattaforma Linux proprietaria, mossa da un chip MTK9266 con 1 GB di RAM DDR4 e 8 GB di memoria eMMC. Su questa base HONOR ha integrato in modo nativo le app certificate di Netflix, YouTube e Prime Video: un aspetto tutt'altro che scontato, perché sui proiettori Android economici Netflix spesso gira solo in versioni non ufficiali, instabili o limitate alla definizione ridotta. Avere il client certificato preinstallato significa streaming stabile e alla risoluzione piena, senza dover collegare una chiavetta esterna.

Il rovescio della medaglia è un ecosistema software più ristretto di quello di Android TV o Google TV. Il sistema non è però del tutto chiuso: oltre alle app preinstallate se ne possono aggiungere altre, comprese piattaforme di streaming come Disney+ e Hulu, accanto a un assortimento di applicazioni generiche (Wikipedia inclusa) di utilità piuttosto discutibile su un proiettore. Il catalogo insomma esiste, ma è limitato e disomogeneo (una rumorosa assenza su tutte? DAZN!), e chi dà per scontata la disponibilità di una app specifica farà bene a verificarla prima dell'acquisto, tenendo l'ingresso HDMI e il mirroring come rete di sicurezza. La connettività è affidata al Wi-Fi 6 dual band (2,4 e 5 GHz) e alla proiezione wireless da smartphone iOS e Android.

Sempre in tema di software, le regolazioni dell'immagine accessibili dai menu offrono margini di intervento ridotti: pochi preset e controlli essenziali, senza gli strumenti fini di calibrazione che un utente esigente cercherebbe. È un aspetto da tenere presente per chi vorrebbe mettere a punto la resa cromatica in modo più preciso, ma riteniamo che difficilmente l'utilizzatore-tipo di un prodotto di questa categoria sentirà l'esigenza di intervenire su questi parametri.

Il telecomando è in plastica nera, con un layout classico: tasto di accensione, selettore della sorgente, corona direzionale con OK, i tasti dedicati alla messa a fuoco manuale (F+ e F-) per correggere quando l'autofocus non convince, e la fila di tasti rapidi per Netflix, YouTube, Prime Video e il browser. Le pile AAA, come segnala il manuale, non sono incluse nella confezione per ragioni di trasporto.

Prove strumentali, visione e audio

Le misure sono state condotte con la suite Calman di Portrait Displays, colorimetro i1 Display e spettrofotometro i1 Pro, in ambiente completamente oscurato. Vista la ridotta profondità dei menu immagine, l'analisi si concentra sul profilo Nativo, che sul Projector Air Pro è di fatto il riferimento.

Misurando l'illuminanza al centro dell'immagine a 80 cm di distanza abbiamo rilevato 1284 lux su una superficie di circa 0,25 metri quadrati, pari a un flusso luminoso di circa 318 lumen. È un risultato in linea, anzi leggermente superiore ai 292 ANSI lumen dichiarati, ma va letto per quello che è: una lettura al centro dell'immagine e non la media su nove punti prevista dallo standard ANSI. Con l'uniformità che cala verso i bordi, di cui diciamo tra poco, il valore medio reale sarebbe verosimilmente un po' più basso.

Sfruttando la relazione tra distanza, dimensione dell'immagine e illuminanza, e assumendo una superficie diffondente a guadagno unitario, abbiamo ricavato la luminanza indicativa alle diverse diagonali raggiungibili. Il rapporto di proiezione fisso di 1,2:1 lega ogni distanza a un'unica diagonale, per cui allontanare il proiettore significa ingrandire l'immagine e, allo stesso tempo, diluirne la luce.


Diagonale Illuminanza Luminanza
1,0 m circa 35 pollici 832 lux 264 nit
1,5 m circa 55 pollici 369 lux 117 nit
2,0 m circa 75 pollici 207 lux 65 nit
2,5 m circa 95 pollici 133 lux 42 nit
3,0 m circa 110 pollici 92 lux 29 nit
3,5 m circa 130 pollici 67 lux 21 nit

Prendendo come riferimento la soglia dei 40 nit sotto la quale, anche in ambiente ben oscurato, l'immagine perde corpo, il quadro è piuttosto intellegibile: l'Air Pro resta sopra quel limite fino a circa 2,5 metri di distanza, cioè su una diagonale di circa 95 pollici. Da lì in avanti la luminanza scende rapidamente, e già a 3 metri (circa 110 pollici) siamo a 29 nit, un livello adatto solo al buio pieno e a contenuti poco esigenti. Il compromesso migliore tra dimensione e luminosità si colloca quindi intorno ai 75-95 pollici a stanza oscurata, coerentemente con i 292 lumen di partenza; con la luce accesa, o su diagonali maggiori, l'immagine perde consistenza.

Alla luce di ciò va riletto anche il dato di targa, che indica una distanza di proiezione fino a 5 metri. Portando il proiettore così lontano si ottiene un'immagine da circa 190 pollici, ma la luminanza precipita intorno ai 10 nit, un quarto scarso della soglia di comfort. Quel limite dei 5 metri va quindi inteso come portata ottica e di messa a fuoco, non come indicazione di una dimensione realmente fruibile: per un'immagine con un minimo di sostanza conviene non allontanarsi troppo dalla superficie di proiezione.

Sul contrasto il divario tra dichiarato e misurato piuttosto ampio: il rapporto nativo rilevato è di 629:1, contro i 2500:1 di targa, all'incirca un quarto. La curva di gamma, dal canto suo, resta sotto il riferimento 2.2 nelle ombre e nei toni medi, che risultano più scuri del dovuto, per poi superarlo oltre il 65% del bianco enfatizzando le alte luci: una progressione a "S" che toglie dettaglio nelle zone in ombra a vantaggio di un impatto complessivo più acceso.

Quel contrasto modesto ha un riscontro immediato su un campo completamente nero, dove l'origine LCD si fa sentire: l'immagine non resta neutra, compaiono aloni e piccoli bagliori diffusi, la tipica dispersione luminosa dei pannelli a cristalli liquidi, che alza il livello del nero. È un comportamento comune ai portatili LCD economici, che conta soprattutto per chi guarda molto cinema o contenuti con ampie porzioni in ombra. A maggior ragione per una visione confortevole è necessario un ambiente che sia il più oscurato possibile: dato che difficilmente si allestirà una sala dedicata per un proiettore di questa classe, è inevitabile che HONOR CHOICE Projector Air Pro troverà la sua naturale espressione nelle visioni serali/notturne, magari in camera da letto con proiezione a soffitto.

Il bilanciamento del bianco è invece un punto a favore, nei limiti della categoria: le tre componenti restano allineate nella parte medio-bassa della scala, con scostamenti contenuti, e solo salendo verso le alte luci compare una lieve deriva verso il freddo, con il rosso in calo (attorno al 92-93% oltre il 90% di bianco) e blu e verde in leggero eccesso. Nulla che comprometta la neutralità dell'immagine nell'uso normale.

Sul colore i numeri raccontano i limiti attesi a questo prezzo. Il gamut misurato copre il 60% dello spazio Rec.709 e il 44% del DCI-P3, una gamma cromatica contenuta che rende i colori un po' meno accesi, soprattutto su rossi e verdi. Il DeltaE medio sul color checker Macbeth si attesta intorno a 5,7, con gli scostamenti maggiori sui colori più saturi (rosso oltre 9, arancio e magenta sopra 7) e un comportamento migliore sugli incarnati, che restano credibili. Nell'uso reale volti e scene ordinarie se la cavano bene, mentre i colori più vivaci perdono un po' di brillantezza, come è lecito attendersi da un LCD LED di questa fascia.

L'audio è affidato a un singolo altoparlante da 5 W di qualità modesta, con poca potenza e bassi appena accennati. Il suo merito, però, è di completare una postazione di visione autosufficiente, senza collegare altri dispositivi: per una serie a letto o un film in camera la sera è sufficiente, mentre per il cinema in soggiorno conviene affiancare una cassa Bluetooth o una soundbar.

Prezzo, posizionamento e a chi si rivolge

Alla prova con contenuti reali, in ambiente oscurato e su una diagonale intorno agli 80-90 pollici (cioè posizionando il proiettore a circa 2,3 metri dalla superficie di visione), il Projector Air Pro conferma quanto emerso dalle prove strumentali. Le scene diurne e ben illuminate sono il suo terreno più favorevole: immagine pulita, buona leggibilità e un impatto complessivo discreto grazie alla grande dimensione dell'immagine e complice anche la gamma che alleggerisce le alte luci. Nelle sequenze scure, invece, il contrasto nativo di 629:1 si fa notare: i neri virano al grigio, le ombre perdono parte del dettaglio per via della curva che comprime i toni bassi, e sui fondali notturni si intravedono gli aloni di dispersione luminosa di cui abbiamo parlato in precedenza. Le bande nere del formato cinemascope non si fondono con il buio della stanza, ma restano di un grigio molto scuro.

Per quanto riguarda invece la cromaticità dell'immagine, anche qui le misure anticipano l'esperienza visiva: gli incarnati risultano credibili e le scene ordinarie convincono, ma nelle rappresentazioni dove servirebbe più vividezza, (specialmente nel dominio dei rossi accesi, degli arancioni e dei verdi più saturi) il piccolo proiettore di HONOR mostra leggermente il fianco. Il bianco tiene bene, con una lievissima tendenza al freddo nelle alte luci che si coglie appena sulle grandi superfici chiare (anche se, è bene ribadirlo, il bilanciamento del bianco di un proiettore è condizionato fortemente anche dal grado di neutralità della superficie di proiezione).

La risoluzione nativa 1080p garantisce un buon dettaglio al centro dell'immagine con i contenuti in Full HD e l'upscaling dei flussi in streaming a risoluzione inferiore è dignitoso ma non raffinato, con qualche incertezza sui contorni e sul rumore di compressione nei passaggi più concitati. La gestione del movimento è essenziale: nelle panoramiche lente si avverte un filo di scatto, tipico dei sistemi privi di interpolazione, ma in realtà poco disturbante alla distanza d'uso.

Buona l'efficacia degli automatismi di correzione dell'immagine: la compensazione trapezoidale e l'autofocus centrano l'immagine senza troppi tentativi. Resta un limite di natura ottica, con l'immagine a fuoco nella zona centrale e gli angoli che rimangono leggermente morbidi, un comportamento comune agli obiettivi economici e più percepibile sui testi che sui contenuti video.

Sul piano termico, invece, il comportamento è già misurabile e rassicurante: con il pirometro abbiamo rilevato circa 45 °C nel punto più caldo della scocca, un valore contenuto che tiene la ventilazione lontana dall'affanno. Quanto alla rumorosità, il proiettore HONOR CHOICE è davvero discreto, con un "lamento" che si confonde tranquillamente nella scena sonora del contenuto in riproduzione.

Il listino è di 249,90 euro in configurazione singola sullo store italiano di HONOR. E' disponibile anche il pacchetto promozionale a 169,90 euro, invece di 399,80, con in omaggio lo speaker Bluetooth HONOR CHOICE Portable Speaker Pro.

Nella fascia intorno ai 250 euro il confronto è con i portatili 1080p di Wanbo, Dangbei, XGIMI ed Emotn, oltre alle proposte più minimaliste di Samsung. Rispetto a molti di questi, la carta forte dell'Air Pro è proprio la presenza nativa di Netflix certificato, che su parecchi concorrenti economici resta un problema irrisolto.

In sostanza, il HONOR CHOICE Projector Air Pro si rivolge a chi vuole un proiettore leggero e immediato per lo streaming, da usare in camera, in soggiorno oscurato o all'aperto di sera, senza collegare accessori e senza combattere con menu complicati. Chi cerca alta luminosità per ambienti illuminati, neri profondi o colori pienamente saturi incontra i limiti fisiologici della categoria e del prezzo: la luminanza che cala presto oltre i 95 pollici, il contrasto reale di 629:1 con la dispersione luminosa sul nero, un gamut contenuto. Non è del resto un proiettore pensato per il gioco o per la sala cinema, ma per una visione semplice e trasportabile, e su quel terreno la portabilità, l'allestimento automatico e il Netflix certificato restano le sue carte migliori.

4 Commenti
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jonname8430 Luglio 2026, 08:18 #1
Secondo voi è utilizzabile come proiettore per fare presentazioni con slide in posti un po' "disagiati" e con illuminazione non sempre regolabile o ottimale?
moklev30 Luglio 2026, 18:32 #2
Originariamente inviato da: jonname84
Secondo voi è utilizzabile come proiettore per fare presentazioni con slide in posti un po' "disagiati" e con illuminazione non sempre regolabile o ottimale?


Fa letteralmente schifo sia come luminosità che come calibrazione del colore (deltaE praticamente a caso). La vedo dura proiettare delle slide con una cinesata del genere... dovresti guardare a qualche Epson o BenQ.
Giouncino31 Luglio 2026, 07:12 #3
Io ho da tempo un xgimi elfin, nettamente meglio di questo sis come audio che come video
jonname8431 Luglio 2026, 13:37 #4
Originariamente inviato da: moklev
Fa letteralmente schifo sia come luminosità che come calibrazione del colore (deltaE praticamente a caso). La vedo dura proiettare delle slide con una cinesata del genere... dovresti guardare a qualche Epson o BenQ.


Ok, lo immaginavo grazie. Tieni conto che a volte mi capita di fare corsi all'interno di mense oppure addirittura produzioni dove è già tanto che riesca a far sedere i corsisti. Speravo ci fosse una "svolta" nel settore ma mi pare di capire che così non è, continuerò a rivolgermi ai soliti noti.

Originariamente inviato da: Giouncino
Io ho da tempo un xgimi elfin, nettamente meglio di questo sis come audio che come video


Grazie per la segnalazione, vedrò se come luminosità in particolare riesce a fare meglio.

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