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Old 15-05-2023, 13:33   #21
SpyroTSK
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E se invece il fratello deficiente scaltro ha installato una telecamera nascosta da qualche parte cosa può fare secondo te, mettere a soqquadro la casa ogni volta?
C’è un limite a quello che le persone possono ragionevolmente fare, e se i segreti sono così importanti allora ci sono - o ci dovrebbero essere - ben altre procedure e ben altre conseguenze: vedi appunto Snowden, caso completamente diverso, conseguenze completamente diverse.
In realtà Snowden era l'informatore diretto, quindi come la sorella di Analyst941, mentre i giornalisti a cui Snowden dava le informazioni erano appunto Analyst941.

Perciò i fatti sono identici, l'unica cosa che varia sono le aziende e i "segreti" che dovevano trapelare, tant'è che il termine "Whistleblower" è più corretto per Snowden perché lui fece trapelare notizie riguardanti la sorveglianza di massa che violavano i diritti dei cittadini americani e inglesi, mentre nel caso di Analyst941 erano solamente news di poco conto (per noi utenti) e che non stavano violando nessun codice etico/legislativo.

Comunque, se la sorella e suo fratello fossero stati in italia rischierebbero:
Se hanno rilasciato documenti secretati: reclusione fino a tre anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032
Se da dipendenti hanno rilasciato informazioni: reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a euro 516.
Se invece sono amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, sindaci o liquidatori o se è commesso da chi svolge la revisione contabile della società: reclusione fino a due anni

(Articoli 621, 622 e 623 codice penale.)
https://www.btstudiolegale.it/gli-ac...uida-completa/
https://officeadvice.it/codice-penale/articolo-621/
https://officeadvice.it/codice-penale/articolo-622/
https://officeadvice.it/codice-penale/articolo-623/
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Old 15-05-2023, 14:59   #22
Doraneko
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In realtà Snowden era l'informatore diretto, quindi come la sorella di Analyst941, mentre i giornalisti a cui Snowden dava le informazioni erano appunto Analyst941.

Perciò i fatti sono identici, l'unica cosa che varia sono le aziende e i "segreti" che dovevano trapelare, tant'è che il termine "Whistleblower" è più corretto per Snowden perché lui fece trapelare notizie riguardanti la sorveglianza di massa che violavano i diritti dei cittadini americani e inglesi, mentre nel caso di Analyst941 erano solamente news di poco conto (per noi utenti) e che non stavano violando nessun codice etico/legislativo.

Comunque, se la sorella e suo fratello fossero stati in italia rischierebbero:
Se hanno rilasciato documenti secretati: reclusione fino a tre anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032
Se da dipendenti hanno rilasciato informazioni: reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a euro 516.
Se invece sono amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, sindaci o liquidatori o se è commesso da chi svolge la revisione contabile della società: reclusione fino a due anni

(Articoli 621, 622 e 623 codice penale.)
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+ eventuali danni che chiederebbe la parte lesa.
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Old 15-05-2023, 15:07   #23
giuliop
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In realtà Snowden era l'informatore diretto, quindi come la sorella di Analyst941, mentre i giornalisti a cui Snowden dava le informazioni erano appunto Analyst941.
Stai sempre partendo dal presupposto che la sorella abbia avuto un ruolo attivo e questo finora, come già detto, è solo una speculazione.
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Ἀξύνετοι ἀκούσαντες κωφοῖσιν ἐοίκασι ̇φάτις αὐτοῖσιν μαθτυρεῖ παρεόντας ἀπεῖναι. Ὕες γοῦν βορβόρῳ ἥδονται μᾶλλον ἢ καθαρῷ ὕδατι.
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Old 15-05-2023, 15:11   #24
Doraneko
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Su snowden la situazione è più complessa, in quanto si parla di documenti coperti da segreto militare. E sinceramente non conosco nulla della materia per cui taccio.
Anche senza sapere qualcosa sulla materia specifica, mi sa che parliamo di cose che dal punto di vista dell' importanza e dell'interesse per la collettività sono ad un livello un po' superiore rispetto a qualche info su un telefonino
Se uno sa che un'azienda mette in atto pratiche illegittime in linea di massima si rivolge all'autorità e bon. Trovarsi invece a dover espatriare di nascosto ed a chiedere asilo ad uno stato estero è ben altra cosa.
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Old 15-05-2023, 15:29   #25
frncr
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Originariamente inviato da SpyroTSK Guarda i messaggi
Comunque, se la sorella e suo fratello fossero stati in italia rischierebbero:
Se hanno rilasciato documenti secretati: reclusione fino a tre anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032
Se da dipendenti hanno rilasciato informazioni: reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a euro 516.
Se invece sono amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, sindaci o liquidatori o se è commesso da chi svolge la revisione contabile della società: reclusione fino a due anni

(Articoli 621, 622 e 623 codice penale.)
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Non esistono solo i risvolti penali, anzi in caso di diffusione (o anche solo prelievo) di informazioni aziendali riservate sono più importanti gli aspetti civilistici e le conseguenti possibili pretese risarcitorie del danneggiato o presunto tale, ovvero il datore di lavoro.
Non ha comunque molto senso approfondire il diritto italiano (a partire dall'Ar. 2105 codice civile e relativa giurisprudenza) dato che nel caso in questione non si applica certamente la nostra legge. Inoltre non è dato conoscere quali siano gli accordi di riservatezza (NDA) che l'azienda in questione impone ai propri dipendenti, in questo caso allla sorella perché il tizio mi pare non abbia rapporti con l'azienda.

Eticamente, a mio parere è giusto che personaggi che si fanno belli e magari monetizzano diffondendo in rete informazioni commerciali riservate (anche se ridicolmente irrilevanti come in questo caso) siano puniti quando pizzicati. In questo caso è probabile che l'unica a rimetterci resti la sorella scema, licenziata in tronco per giusta causa.

PS: l'accostamento di questa vicenda con il caso Snowden è imbarazzante
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Old 15-05-2023, 15:32   #26
TorettoMilano
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Ha usato la stessa tecnica usata da L per identificare dove agiva Kira😌
per poi non fare la prova del 9 cioè trasmettere il tg solo a casa sua, questo è l'unico dettaglio a farmi avere fatto storcere il naso ma poi in effetti l'anime sarebbe finito subito
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Old 15-05-2023, 15:44   #27
giuliop
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Originariamente inviato da frncr Guarda i messaggi
Eticamente, a mio parere è giusto che personaggi che si fanno belli e magari monetizzano diffondendo in rete informazioni commerciali riservate (anche se ridicolmente irrilevanti come in questo caso) siano puniti quando pizzicati.
Temo che questo tizio sia stato solamente enormemente stupido e che non avesse idea delle possibili conseguenze, ma dubito che non sapesse di fare qualcosa di poco lecito.
Come si dice, "play stupid games, win stupid prizes"

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Originariamente inviato da frncr Guarda i messaggi
In questo caso è probabile che l'unica a rimetterci resti la sorella scema, licenziata in tronco per giusta causa.
Non so perché ma il messaggio che la sorella possa essere stata un intermediario inconsapevole proprio non si riesce a far arrivare
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Old 15-05-2023, 16:03   #28
frncr
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Temo che questo tizio sia stato solamente enormemente stupido e che non avesse idea delle possibili conseguenze, ma dubito che non sapesse di fare qualcosa di poco lecito.
In ogni caso l'ignoranza della legge non è ammessa. La più scema è comunque la sorella, lui non rischia probabilmente nulla a meno che la sorella non lo citi per danni, se ci sono gli estremi.

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Originariamente inviato da giuliop
Non so perché ma il messaggio che la sorella possa essere stata un intermediario inconsapevole proprio non si riesce a far arrivare
Arriva ma non è rilevante (oltre che molto improbabile): l'azienda ha provato che la fonte della fuga di informazioni era quella dipendente; se essa ha fornito le informazioni deliberatamente ha agito in modo doloso, se le ha fornite in modo inconsapevole ha agito in modo colposo, ma in entrambi i casi il licenziamento per giusta causa ci sta tutto sia legalmente che moralmente. Dura lex sed lex.
Se poi l'azienda decidesse di citarla per danni, e riuscisse a provare i danni medesimi, l'ex dipendente potrebbe avere guai maggiori della mera perdita del lavoro. Il fratello dubito sia aggredibile dall'azienda, ma non conoscendo i dettagli della vicenda e il diritto USA non ne sono certo.
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Old 15-05-2023, 17:51   #29
Ago72
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Anche senza sapere qualcosa sulla materia specifica, mi sa che parliamo di cose che dal punto di vista dell' importanza e dell'interesse per la collettività sono ad un livello un po' superiore rispetto a qualche info su un telefonino
Se uno sa che un'azienda mette in atto pratiche illegittime in linea di massima si rivolge all'autorità e bon. Trovarsi invece a dover espatriare di nascosto ed a chiedere asilo ad uno stato estero è ben altra cosa.
Non è questione di importanza, ma di legge.

Il punto è che a volte quello che vale per il codice civile, non vale o ha modalità diverse per il codice militare. Se sono "abbastanza" certo del funzionamento del sistema del whistleblower in ambito civile. In ambito militare non so se quando un soldato scopre un illecito, ha l'obbligo di rivolgersi alla magistratura militare e il divieto di rivogersi a quella civile e/o di divulgare la notizia al di fuori dell'ambito militare. Ma ripeto, non conosco il diritto militare, tanto meno quello americano.
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Old 15-05-2023, 19:00   #30
giuliop
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In ogni caso l'ignoranza della legge non è ammessa. La più scema è comunque la sorella, lui non rischia probabilmente nulla a meno che la sorella non lo citi per danni, se ci sono gli estremi.
Se la sorella era inconsapevole e ha fatto tutto lui non vedo come lui non possa rischiare niente e lei essere "scema".

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Arriva ma non è rilevante (oltre che molto improbabile): l'azienda ha provato che la fonte della fuga di informazioni era quella dipendente; se essa ha fornito le informazioni deliberatamente ha agito in modo doloso, se le ha fornite in modo inconsapevole ha agito in modo colposo, ma in entrambi i casi il licenziamento per giusta causa ci sta tutto sia legalmente che moralmente. Dura lex sed lex.
A parte che le poche informazioni che abbiamo dicono che la sorella era probabilmente all'oscuro, quindi non si sa da dove venga quel "molto improbabile", è assolutamente rilevante perché quella sopra è la solita falsa dicotomia, e la legge non funziona così: se lei riesce a dimostrare che il fratello le ha sottratto le informazioni in modo che lei non potesse ragionevolmente accorgersene (per esempio, come già detto, installando telecamere o microfoni nascosti) allora dubito fortemente che possa essere condannata, e probabilmente potrebbe anche riuscire a farsi riassumere.
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Ultima modifica di giuliop : 15-05-2023 alle 19:06.
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Old 17-05-2023, 00:46   #31
frncr
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Originariamente inviato da giuliop Guarda i messaggi
Se la sorella era inconsapevole e ha fatto tutto lui non vedo come lui non possa rischiare niente e lei essere "scema".
Allora guarda meglio: lui non ha alcun rapporto di lavoro con l'azienda, non ha gli inerenti obblighi di fedeltà e riservatezza e non ha certo firmato contratti e NDA, lei sì ed è per forza la fonte della fuga di notizie; le posizioni sono ben diverse, e quella della inconsapevolezza è solo una tua illazione. "Scema" perché l'ipotesi di gran lunga più verosimile, ammesso che la vicenda sia reale, è che la sorella abbia fatto incaute confidenze al fratello, comportamento appunto da scema sia che sapesse che poi lui le diffondeva in rete sia che non lo sapesse.
Per la responsabilità, proviamo a usare un po' di logica: la tizia era dipendente dell'azienda ed era al corrente di informazioni riservate per via del suo incarico. Queste informazioni sono uscite dall'azienda e sono finite nella disponibilità del fratello che le ha diffuse. Ci sono solo due possibilità per questa fuoriuscita delle informazioni: o la tizia le ha direttamente riferite al fratello, e in questo caso ne era ben consapevole (quindi comportamento doloso), oppure ha fatto uscire queste informazioni tramite un qualunque tipo di media cartaceo o informatico. Un dipendente viene autorizzato a portare fuori dall'azienda un media contenente informazioni riservate solo se deve lavorarci al di fuori dei locali aziendali oppure se deve recapitarlo ad altra persona autorizzata, in entrambi i casi è responsabile della custodia di tale media e della riservatezza delle informazioni contenute. Se la tizia ha portato fuori il media senza autorizzazione o ha permesso al fratello di conoscere le informazioni contenute nel media che era autorizzata a portare torniamo al comportamento doloso, se invece il fratello ha avuto accesso al media senza il suo consenso allora la tizia ha omesso la dovuta custodia perciò il comportamento è solo colposo. In ogni caso al di là della natura dolosa o colposa della condotta (in ambito penale), la tizia resta civilisticamente responsabile del danno, se un danno esiste.

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Originariamente inviato da giuliop
A parte che le poche informazioni che abbiamo dicono che la sorella era probabilmente all'oscuro
Falso. L'unica informazione disponibile è un post di un utente anonimo (il sedicente spifferone medesimo) su un forum di chiacchere, che non dice affatto che la sorella era inconsapevole e neppure lo suggerisce. Dice solo che la sorella "è distrutta" e ora lo odia, il che non indica proprio niente sulla sua consapevolezza o intenzionalità nel aver passato informazioni al fratello.
Le illazioni di chiunque seguite a quel post non sono in nessun modo "informazioni".

Quote:
Originariamente inviato da giuliop
quindi non si sa da dove venga quel "molto improbabile"
Vedi tu, può venire dal comune buon senso oppure può venire più filosoficamente dal principio del rasoio di Occam. Secondo te è più probabile che una dipendente chiaccheri troppo col fratello del suo lavoro o che il fratello infido la metta sotto sorveglianza ambientale per carpirle segreti aziendali al fine di farsi bello divulgandoli in un sito di chiacchere? Fai sul serio?
In ogni caso come già detto non rileva perché non annulla la responsabilità della dipendente nei confronti del datore di lavoro. Se anche fosse vera la tua fantasiosa ipotesi del fratello maniaco spione, la sorella potrebbe rivalersi a sua volta su di lui o comunque provare a coinvolgerlo, ma non se la potrebbe cavare semplicemente dicendo al suo ex datore di lavoro e al giudice: "Io non ho colpa, è stato mio fratello che mi ha riempito la casa di cimici, arrangiatevi direttamente con lui!".
Il post anonimo sostiene che saranno intraprese azioni legali contro entrambi separatamente, il che significa tutto e niente dato che una delle prime cose che fa un'azienda del genere è spedire lettere di minacce legali a tutti.

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Originariamente inviato da giuliop
è assolutamente rilevante perché quella sopra è la solita falsa dicotomia
No, è praticamente irrilevante perché le informazioni dall'azienda le ha fatte uscire lei, e all'azienda non frega molto se le ha spifferate di proposito o se le è fatte soffiare, rileva solo che le ha fatte uscire e con quella condotta ha causato il danno (se danno c'è). Come già detto l'intenzionalità o meno della condotta ha rilevanza più in sede penale, perché la colpa e il dolo sono puniti in modo diverso a parità di reato, ma civilisticamente non ha rilevanza perché non fa alcuna differenza sul danno derivante, che è ciò che deve essere (eventualmente) risarcito.
Non so di quale dicotomia parli, un'altra fantasia?

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Originariamente inviato da giuliop
e la legge non funziona così:
Non funziona così come? Esprimi un concetto e poi prova a documentarlo.

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Originariamente inviato da giuliop
se lei riesce a dimostrare che il fratello le ha sottratto le informazioni in modo che lei non potesse ragionevolmente accorgersene (per esempio, come già detto, installando telecamere o microfoni nascosti) allora dubito fortemente che possa essere condannata, e probabilmente potrebbe anche riuscire a farsi riassumere.
Certo, credo che sarebbe molto semplice provare in giudizio quanto hai detto, che peraltro è anche una spiegazione molto plausibile di come possono essersi svolti i fatti... nel mondo delle tue fantasie.
Comunque hai le idee un poco confuse sul diritto, proviamo a chiarirle:
1. In USA il datore di lavoro non deve avere un particolare motivo per licenziare un dipendente, gli basta la semplice volontà di interrompere il rapporto, perciò non si vede perché mai la tizia potrebbe "farsi riassumere", pure nella più fantasiosa delle ipotesi. In ogni caso nei rarissimi casi di illegittimità del licenziamento previsti in USA (discriminazione, mancato rispetto di pattuizioni contrattuali, donne incinte) ciò che può spettare al lavoratore è al massimo un indennizzo pari al mancato compenso, non è previsto mai l'obbligo di reintegro nel posto come esiste ad esempio in certi casi in Italia. Quindi no, non riavrà mai quel posto indipendentemente dai possibili esiti giudiziari.
2. Dal punto di vista civilistico, pur non conoscendo i dettagli del sistema giuridico USA, do per certo che se l'azienda può provare che il dipendente è la fonte della fuga di notizie riservate e può quantificare e documentare i danni subiti in conseguenza di tale fuga, allora può citare in giudizio il dipendente e ottenere il risarcimento del danno. La circostanza che il fratello abbia appreso le informazioni da una chiaccherata con la sorella oppure le abbia apprese perché la sorella gli ha lasciato usare il suo portatile aziendale o ancora le abbia apprese perché lei ha lasciato detto portatile incustodito con password "1234" non rileva ai fini delle possibili pretese risarcitorie. Aggiungiamo che sicuramente l'azienda in questione impone ai dipendenti di sottoscrivere accordi di riservatezza severissimi e a prova di bomba, e il quadro è abbastanza completo.
3. Dal punto di vista penale: boh (e chissene). Non so esattamente come funziona là (è pure diverso da stato a stato), non so quale reato potrebbe integrare la diffusione di informazioni aziendali riservate né come potrebbe essere punito, ma certamente le condotte dolose e colpose sono trattate diversamente anche da loro. Se poi la tizia, in caso di incriminazione, risulterà non aver commesso fatti penalmente rilevanti allora buon per lei, ma non è comunque quello il suo principale problema.

Infine, faccio notare che si parla sostanzialmente del nulla: non esiste alcuna prova che questa notizia abbia una base reale; per quanto ne sappiamo potrebbe essere tutto inventato (anche ad arte dalla stessa azienda), oppure potrebbe essere inventata la storia della sorella dipendente, oppure potrebbe essere inventato il licenziamento, o inventate le preannunciate azioni legali, ecc.
Viene tutto da questo post anonimo, che lascia il tempo che trova:

Hello everyone.

This is my final message to everyone.

I will no longer be around, but you deserve a proper goodbye. I don’t want to share too many details right now because of the legality of things — but a multi-step sting has gotten my sister fired from Apple, and unfortunately I am afraid next is legal action being taken against both of us, separately.

I can’t believe I did this, I’m so sorry to my sister and Apple as a whole. I don’t know what else to say. I know she is destroyed, she also hates me right now, like I don’t even know that I have a sister anymore.

I don’t know if I even have a life beyond this, I don’t know what can happen at this point.

I enjoyed the ride, to any body out there who gets a source, keep the details at a minimum. It could be costly.

The breaking point was multiple, if not almost all who knew about FCP/Logic iPad development was given a unique combination of release dates — unfortunately the combination I shared on Twitter matched the combination given to my sister as the FCP+Logic timeframe, along with other small factors.

I may have shared too much here regarding this situation already, but goodbye. Thanks for taking the time to meet me. Learn from me and don’t let it happen to you or anyone you love.
frncr è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 17-05-2023, 15:20   #32
giuliop
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Originariamente inviato da frncr Guarda i messaggi
Allora guarda meglio: lui non ha alcun rapporto di lavoro con l'azienda, non ha gli inerenti obblighi di fedeltà e riservatezza e non ha certo firmato contratti e NDA, lei sì ed è per forza la fonte della fuga di notizie; le posizioni sono ben diverse, e quella della inconsapevolezza è solo una tua illazione.
A parte che non ho mai detto che non sia colpevole, ma che è una possibilità che è stata completamente ignorata, il punto è che firmare un NDA non ti rende il migliore agente segreto del mondo, a cui non possono essere in alcun modo sottratte le informazioni; e questa è lontanissima da essere una situazione in cui ci vuole il KGB, basta veramente che il fratello abbia lasciato il cellulare da qualche parte nascosto e abbia registrato qualche chiamata in cui lei discuteva queste informazioni e il gioco è fatto.

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"Scema" perché l'ipotesi di gran lunga più verosimile, ammesso che la vicenda sia reale, è che la sorella abbia fatto incaute confidenze al fratello, comportamento appunto da scema sia che sapesse che poi lui le diffondeva in rete sia che non lo sapesse.
Quindi è probabile che sia scema per aver dato informazioni al fratello perché è probabile che sia scema e abbia dato [volente o nolente] informazioni al fratello.
Bel ragionamento circolare.

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Per la responsabilità, proviamo a usare un po' di logica: la tizia era dipendente dell'azienda ed era al corrente di informazioni riservate per via del suo incarico. Queste informazioni sono uscite dall'azienda e sono finite nella disponibilità del fratello che le ha diffuse. Ci sono solo due possibilità per questa fuoriuscita delle informazioni: o la tizia le ha direttamente riferite al fratello, e in questo caso ne era ben consapevole (quindi comportamento doloso), oppure ha fatto uscire queste informazioni tramite un qualunque tipo di media cartaceo o informatico.
Oppure a voce, e già la tua logica binaria fa acqua.

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Originariamente inviato da frncr Guarda i messaggi
Un dipendente viene autorizzato a portare fuori dall'azienda un media contenente informazioni riservate solo se deve lavorarci al di fuori dei locali aziendali oppure se deve recapitarlo ad altra persona autorizzata, in entrambi i casi è responsabile della custodia di tale media e della riservatezza delle informazioni contenute. Se la tizia ha portato fuori il media senza autorizzazione o ha permesso al fratello di conoscere le informazioni contenute nel media che era autorizzata a portare torniamo al comportamento doloso, se invece il fratello ha avuto accesso al media senza il suo consenso allora la tizia ha omesso la dovuta custodia perciò il comportamento è solo colposo.
Continui sempre a ripetere la stessa cosa, e continuano a sfuggirti le sfumature di grigio.
Può benissimo essere stata autorizzata a portare fuori le informazioni e queste possono esserle state rubate senza che lei sia stata necessariamente sciatta: c'è un limite a quello che una persona può ragionevolmente fare per proteggere queste informazioni, specialmente se non sono di sicurezza nazionale.

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Originariamente inviato da frncr Guarda i messaggi
In ogni caso al di là della natura dolosa o colposa della condotta (in ambito penale), la tizia resta civilisticamente responsabile del danno, se un danno esiste.
Ammesso e per niente concesso, irrilevante, se alla fine viene provato che lei era inconsapevole.

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Originariamente inviato da frncr Guarda i messaggi
Falso. L'unica informazione disponibile è un post di un utente anonimo (il sedicente spifferone medesimo) su un forum di chiacchere, che non dice affatto che la sorella era inconsapevole e neppure lo suggerisce.
Dice solo che la sorella "è distrutta" e ora lo odia, il che non indica proprio niente sulla sua consapevolezza o intenzionalità nel aver passato informazioni al fratello.
Le illazioni di chiunque seguite a quel post non sono in nessun modo "informazioni".
Su questo siamo d'accordo, ma se quella è l'unica informazione, non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca: o un è un'informazione oppure no, non puoi basare i tuoi argomenti su quello che ha detto (e non ha detto) e contemporaneamente mettere in dubbio l'affidabilità di quel che dice chiamandolo "un utente anonimo (il sedicente spifferone medesimo) su un forum di chiacchere".

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Vedi tu, può venire dal comune buon senso oppure può venire più filosoficamente dal principio del rasoio di Occam. Secondo te è più probabile che una dipendente chiaccheri troppo col fratello del suo lavoro o che il fratello infido la metta sotto sorveglianza ambientale per carpirle segreti aziendali al fine di farsi bello divulgandoli in un sito di chiacchere? Fai sul serio?
Sei sempre fermo al tuo ragionamento circolare, per applicare il rasoio di Occam dovresti avere un fondamento per stabilire cosa sia più probabile che non sia semplicemente cosa pensi che sia più probabile.
E non ci vuole alcuna "sorveglianza ambientale", siamo nel 2023, non ai tempi della guerra fredda.

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In ogni caso come già detto non rileva perché non annulla la responsabilità della dipendente nei confronti del datore di lavoro. Se anche fosse vera la tua fantasiosa ipotesi del fratello maniaco spione, la sorella potrebbe rivalersi a sua volta su di lui o comunque provare a coinvolgerlo, ma non se la potrebbe cavare semplicemente dicendo al suo ex datore di lavoro e al giudice: "Io non ho colpa, è stato mio fratello che mi ha riempito la casa di cimici, arrangiatevi direttamente con lui!".
Non lo può dire in questi termini ma, se è così e può dimostrarlo, il giudice può benissimo stabilire che lei non abbia colpe.

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No, è praticamente irrilevante perché le informazioni dall'azienda le ha fatte uscire lei, e all'azienda non frega molto se le ha spifferate di proposito o se le è fatte soffiare
Queste sono *tue* illazioni senza basi.
Non vedo perché un'azienda, stabilita la sua inconsapevolezza e il fatto che abbia custodito le informazioni in modo ragionevolmente adeguato, debba - o addirittura possa - accanirsi su di lei.

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rileva solo che le ha fatte uscire e con quella condotta ha causato il danno (se danno c'è). Come già detto l'intenzionalità o meno della condotta ha rilevanza più in sede penale, perché la colpa e il dolo sono puniti in modo diverso a parità di reato, ma civilisticamente non ha rilevanza perché non fa alcuna differenza sul danno derivante, che è ciò che deve essere (eventualmente) risarcito.
Irrilevante, se si stabilisce che il danno l'abbia causato il fratello e non lei. Stai sempre partendo dal presupposto che lei sia necessariamente colpevole per arrivare alla conclusione che lei sia colpevole, sono tutti ragionamenti circolari.

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Non so di quale dicotomia parli, un'altra fantasia?

Non funziona così come? Esprimi un concetto e poi prova a documentarlo.
Già spiegato sopra, ma semplificato al massimo: il giudice (o la giuria) non è un robot che applica meccanicamente leggi binarie e indiscutibili, come ipotizzi tu.
Se bastassero le conclusioni affrettate e dicotomiche dell'utente di un forum che crede di sapere tutto e poter dare un giudizio incontrovertibile a partire da poche sommarie informazioni non si farebbero processi, terrebbero in considerazione prove, circostanze, attenuanti, etc.

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Certo, credo che sarebbe molto semplice provare in giudizio quanto hai detto, che peraltro è anche una spiegazione molto plausibile di come possono essersi svolti i fatti... nel mondo delle tue fantasie.
Già, sarebbe molto difficile provarlo... a meno che il fratello confessasse di averlo fatto

La tua "mancanza di fantasia" ha un nome, si chiama "argomento dall'incredulità".

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Comunque hai le idee un poco confuse sul diritto, proviamo a chiarirle:
1. In USA il datore di lavoro non deve avere un particolare motivo per licenziare un dipendente, gli basta la semplice volontà di interrompere il rapporto, perciò non si vede perché mai la tizia potrebbe "farsi riassumere", pure nella più fantasiosa delle ipotesi.
In ogni caso nei rarissimi casi di illegittimità del licenziamento previsti in USA (discriminazione, mancato rispetto di pattuizioni contrattuali, donne incinte) ciò che può spettare al lavoratore è al massimo un indennizzo pari al mancato compenso, non è previsto mai l'obbligo di reintegro nel posto come esiste ad esempio in certi casi in Italia. Quindi no, non riavrà mai quel posto indipendentemente dai possibili esiti giudiziari.
A parte che l'azienda, visti i fatti, potrebbe benissimo cambiare idea, e quindi affermare che "non riavrà mai quel posto" è di nuovo una tua illazione, quel che dici sopra è semplicemente falso. In particolare:

"[...] Although available remedies are dependent upon the type of claim and the laws of the jurisdiction, potential remedies for a proved wrongful dismissal include:

- reinstatement of the dismissed employee; [...]"

Sarebbe meglio che ti accertassi di avere le idee chiare tu, prima di pretendere di chiarirle agli altri con informazioni erronee.

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[Varie speculazioni infondate]

Infine, faccio notare che si parla sostanzialmente del nulla [...]
Allora non discutere: come già detto sopra non puoi portare qualcosa a sostegno del tuo argomento e contemporaneamente dire che è "nulla".
__________________
Ἀξύνετοι ἀκούσαντες κωφοῖσιν ἐοίκασι ̇φάτις αὐτοῖσιν μαθτυρεῖ παρεόντας ἀπεῖναι. Ὕες γοῦν βορβόρῳ ἥδονται μᾶλλον ἢ καθαρῷ ὕδατι.

Ultima modifica di giuliop : 17-05-2023 alle 18:29.
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Old 17-05-2023, 15:37   #33
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A dire il vero, rubate o regalate, le info sono uscite da lei che è dipendente ed è lei la responsabile di tali divulgazioni.
Se il fratello le avesse rubate in maniera artificiosa, lei sarebbe comunque colpevole di non averle custodite bene.
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A dire il vero, rubate o regalate, le info sono uscite da lei che è dipendente ed è lei la responsabile di tali divulgazioni.
Se il fratello le avesse rubate in maniera artificiosa, lei sarebbe comunque colpevole di non averle custodite bene.
Dipende tutto dalla definizione di "custodire bene": nell'esempio sopra, è necessario che dopo aver firmato un NDA una persona si metta a rovistare mobilio e cassetti per essere certa che nessuno la stia spiando ogni volta che rientra in casa?
Se la risposta è no, allora può benissimo averle "custodite bene" (= adeguatamente) e non essere responsabile.
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