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Old 01-10-2005, 13:11   #1
Aquila78
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GIORNATE LAV 15-16 OTTOBRE

N PIAZZA PER DIRE BASTA AGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI DEI POLLI

Sabato 15 e domenica 16 ottobre in 300 piazze italiane contro l'allevamento intensivo dei polli.

L’allevamento intensivo dei polli al momento non è disciplinato da alcuna legge specifica, nazionale od europea: 5 miliardi di polli (450 milioni solo in Italia) vengono allevati nella discrezionalità delle industrie della carne.

Il risultato sono animali ridotti a “macchine da carne”: selezionati geneticamente per crescere più in fretta, rinchiusi per tutta la loro brevissima vita in un capannone sovraffollato, vittime di molte gravi patologie e curati con antibiotici per evitare che muoiano prima di giungere all’età adatta per la macellazione.

Ma adesso possiamo cambiare le cose, possiamo dire basta agli allevamenti intensivi.

Per la prima volta l'Unione Europea si sta apprestando a regolamentare in modo specifico questo settore, con una Direttiva Europea che sarà emanata nei prossimi mesi. L’attuale proposta in lavorazione è fortemente orientata a garantire gli interessi dell’avicoltura europea, senza considerare il benessere degli animali ed i rischi per la salute umana.
LAV si sta impegnando per modificare questa proposta e ottenere una normativa più favorevole agli animali e alla salute di tutti. Proponiamo il progressivo smantellamento dell’allevamento intensivo dei polli e la riconversione a sistemi di allevamento all’aperto, più rispettosi degli animali e della salute umana; chiediamo la fine delle pratiche di selezione genetica.

Il 15 e il 16 ottobre potrai trovarci nelle principali PIAZZE ITALIANE.
Ai tavoli LAV riceverai materiale informativo e potrai sostenere la nostra campagna con una firma sulla petizione rivolta al Governo italiano affinché si schieri in sede Europea contro l’allevamento intensivo e la selezione genetica di questi animali.

Per dare maggiore forza a questa campagna, raccoglieremo fondi attraverso la cessione di un gadget appositamente realizzato per l’occasione: con una donazione minima di 10 Euro, riceverai una confezione contenete due sacchetti di legumi e cereali ed un simpatico ricettario vegetariano.

Ancora una volta abbiamo bisogno del tuo aiuto, ti chiediamo di essere al nostro fianco in questa difficile campagna, per dare più forza alla nostre richieste di maggior rispetto per gli animali e per la tutela della salute di tutti.

LISTA PIAZZE

APPROFONDIMENTI

SOSTIENICI

Chiedo ai moderatori se possibile di lasciare questa discussione in piazzetta per darle una maggiore visibilità, altrimenti, se proprio non fosse possibile, di spostarla nella sezione storia, politica ed attualità.
Invito chiunque fosse interessato a far giungere questa notizia a più persone possibili, amici, parenti, conoscenti, colleghi... grazie di cuore a tutti!
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Old 01-10-2005, 14:00   #2
Valuk
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Nella mia città non fanno nulla
Sono assolutamente daccordo con questa iniziativa non si può tenere a migliai di polli e galline in sapzi così ristretti!
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  Membro dell' HU Aerospace Group Membro fondatore del HU Queen fan club  Gaussian Rider @ SETI classic Harvester@SETIBOINC 
BOINC Lord Ho concluso con: Dane, Sakurambo, Giankarlo, CapFTP, drive97, Atomix, Cibulo HWU CAMPAGNOLI CLUB
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Old 02-10-2005, 17:22   #3
Aquila78
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Allevamenti intensivi polli: replica a Dozzo

“Il nostro sistema, del tutto innaturale, di allevamento intensivo dei polli è condizione perché gli animali si ammalino”, così Roberto Bennati, responsabile LAV campagne europee, commenta le rassicuranti dichiarazioni rese dal sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Gianpaolo Dozzo, in relazione al pericolo di una pandemia di influenza aviaria, il quale si è dichiarato “stupito” delle preoccupazioni degli animalisti per le condizioni in cui si trovano gli animali negli allevamenti intensivi.

La realtà, probabilmente poco nota ai consumatori, dell’allevamento intensivo dei polli broiler (ovvero “da carne”, 450 milioni di polli prodotti ogni anno in Italia) è caratterizzata da:

- un’intensiva selezione genetica finalizzata ad accelerare i ritmi di crescita dei polli a livelli innaturali, in modo che questi animali possano essere pronti per la macellazione a circa 6 settimane di vita. Ciò determina una sproporzione tra pettorali e crescita del resto del corpo, con conseguenti gravi patologie cardiache, asciti (gonfiamento dell’addome dovuto a dismetabolismo), zoppie. Uno stravolgimento genetico, giustificato esclusivamente dalla riduzione dei tempi e dei costi di produzione e dalla ricerca del maggior profitto possibile.
- Eccessiva densità di allevamento e inattività: i moderni polli broiler passano il 75% del loro tempo immobili, con conseguenti problemi agli arti.
- Continua esposizione alla luce artificiale: viene stravolto il ciclo giorno/notte e quindi il naturale comportamento dei polli con conseguente stress, disturbi del sonno, problemi agli occhi. Ricerche scientifiche hanno dimostrato che i polli allevati con luce costante godono di arti meno sani, soffrono di più di zoppie e presentano un tasso di mortalità maggiore rispetto a polli della stessa razza allevati con un periodo di buio più lungo.
- Altri problemi causati dall’alta densità di allevamento: affezioni cutanee (al crescere della densità aumentano anche l’umidità, il biossido di carbonio e il tasso di ammoniaca nell’aria: ciò causa infiammazioni del petto, ulcere, dermatiti) che nei casi più gravi sono curate con farmaci antibiotici, trasmissibili all’uomo come residui nelle carni; problemi respiratori, stress da caldo e dalla impossibilità di mettere in atto comportamenti naturali come beccare il terreno e razzolare.
- La mortalità dei polli broiler è sensibilmente superiore a quella di altri animali allevati intensivamente, sette volte superiore a quella delle galline ovaiole a parità di età. La sindrome della morte improvvisa è una delle principali cause di decesso dei polli in Europa.

“Il Ministero è così tanto preoccupato di rassicurare i cittadini sull’autosufficienza nazionale nella produzione di pollame e carni avicole, da non voler vedere i pericoli insiti nell’allevamento intensivo. L’influenza aviare è una malattia virale molto contagiosa che colpisce soprattutto polli, tacchini e uccelli acquatici – prosegue Roberto Bennati – In un allevamento intensivo di polli, il virus si propaga facilmente da un animale all’altro e può portare alla morte l’intero pollaio. In Italia attualmente è diffusa la tipologia di influenza aviaria a bassa patogenicità; ricordiamo però che il virus, in soli cinque mesi tra il 1999 e il 2000, ha portato all’abbattimento di 16 milioni tra polli e tacchini. Di recente l’Istituto Superiore di Sanità ha scoperto che alcuni sottotipi del virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità hanno infettato addetti al settore avicolo di alcune regioni del Nord Italia”.

Sabato 15 e domenica 16 ottobre, la LAV sarà presente in più di 300 piazze d’Italia con la campagna “Conosci i tuoi polli?” per far conoscere agli italiani la verità sull’allevamento intensivo di questi animali e chiedere al Governo di schierarsi in sede comunitaria affinché la specifica proposta di Direttiva UE sia modificata e integrata in modo da mettere fine alle esasperate condizioni di allevamento dei polli.
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Old 04-10-2005, 12:23   #4
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Old 05-10-2005, 10:40   #5
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Old 06-10-2005, 17:22   #6
Aquila78
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Rinnovandovi l'invito a partecipare (se possibile) alle giornate Lav del 15-16 ottobre contro l'allevamento intensivo dei polli ( LISTA PIAZZE ), vi posto un'altra notizia "animalista":

Traffico di cani dall'Est: una condanna

05/10/2005-

Il Tribunale di Forlì ha condannato il sig. Marco Marenghi di Soragna (Parma) per aver abbandonato e quindi maltrattato 5 cuccioli di cane Griffone belga: l’uomo dovrà pagare 1.300 euro di sanzione pecuniaria, le spese processuali, e dovrà rifondere il danno morale subito dalla LAV – Lega Anti Vivisezione costituitasi parte civile nel processo. Inoltre, non gli sono state riconosciute le attenuanti generiche perché l’uomo risulta già condannato per avere sottratto gli stessi cuccioli alla custodia giudiziaria che gli era stata assegnata, inviandoli – a suo dire – presso una allevatrice russa di Reggio Calabria.

I fatti risalgono a due anni fa: i cani erano stati acquistati dal sig. Marenghi da una allevatrice russa e poi spediti al seguito di un passeggero dileguatosi al controllo doganale di un volo aereo Rostov-Forlì. Giunti in Italia debilitati e ammalati, i cuccioli erano stati subito curati grazie al pronto intervento del servizio veterinario Usl.
Il Tribunale ha oggi riconosciuto che i cuccioli sono entrati in Italia attraverso l’aeroporto Ridolfi di Forlì, struttura non abilitata al transito di animali al seguito di passeggeri, perché privo di veterinari Pif (Posto di ispezione frontaliero).

“Con questa sentenza è stato riaffermato un importante principio di rispetto degli animali – dichiara Gianluca Felicetti, responsabile rapporti istituzionali LAV, ascoltato in Tribunale in qualità di denunciante – Questo caso fornisce una misura dello scandalo dell’importazione di cuccioli dall’Est perché con un semplice controllo all’aeroporto di Forlì è stato smascherato uno dei numerosi casi: un fenomeno che nel 2003 in Italia avrebbe interessato ben 100.000 cuccioli, con un giro d’affari di circa un milione di euro, secondo stime della Guardia di Finanza”.

“Resta, purtroppo, l’amarezza per non essere riusciti a salvare dal commercio quei 5 cuccioli anche se questa sanzione pecuniaria ha di fatto annullato il presunto guadagno che il condannato può aver percepito – prosegue Felicetti - Se i fatti fossero avvenuti dopo l’entrata in vigore, poco più di un anno fa, della legge 189/04 contro i maltrattamenti agli animali, l’uomo avrebbe rischiato l’arresto fino a un anno o l’ammenda fino a 10.000 euro: una sanzione ora davvero efficace a scoraggiare tutti “i signori Marenghi” che lucrano, peraltro in “nero”, sulla pelle degli animali. Inoltre, con la nuova legge 189, avremmo avuto subito il sequestro preventivo degli animali e la confisca a titolo definitivo, cosa che il primo Giudice, due anni fa a Forlì, non aveva potuto operare a causa dei limiti del vecchio articolo 727 del Codice penale”.
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Old 07-10-2005, 19:18   #7
Aquila78
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Rinnovandovi l'invito a partecipare (se possibile) alle giornate Lav del 15-16 ottobre contro l'allevamento intensivo dei polli ( LISTA PIAZZE ), vi posto un'altra notizia "animalista", stavolta poco lieta

DELFINI, APERTA IN GIAPPONE LA STAGIONE DI CACCIA PER L’INDUSTRIA DELLA CARNE E DEL DIVERTIMENTO: FILMATO-SHOCK DI ONE VOICE E LAV. DA OGGI INCORAGGIATA ANCHE LA CATTURA DI SPECIE PROTETTE.

APPELLO LAV AL PRIMO MINISTRO DEL GIAPPONE KOIZUMI: VIETARE LA CACCIA.

Anche quest’anno saranno decine di migliaia i delfini catturati in Giappone, dove il 1 ottobre si è aperta la nuova stagione di caccia che proseguirà fino ad aprile, per soddisfare il mercato della carne e l’industria degli zoo d’acqua di tutto il mondo. Una crudeltà che la LAV vuole denunciare rendendo pubblico un filmato che documenta le catture avvenute al largo della baia di Taiji (Giappone). Il filmato è stato realizzato da Richard O’Barry dell’associazione animalista europea One Voice, durante la stagione di caccia 2004-2005.

La LAV invita gli italiani ad aderire alla campagna internazionale di One Voice contro la caccia ai delfini, inviando un breve messaggio di protesta al primo ministro del Giappone Junichiro Koizumi affinché queste catture siano vietate (messaggio-tipo e indirizzo sono disponibili sul sito internet della LAV www.infolav.org. Purtroppo proprio oggi, con un documento che doveva rimanere riservato, le autorità giapponesi hanno chiesto ai delfinari di incoraggiare, a Taiji, la cattura di altre specie attualmente protette. Il Segretario Esecutivo del Japan Cetacean Conference on Zoological Gardens and Aquariums, dott. Senzo Uchida, ha infatti ufficialmente scritto ai delfinari aderenti alla struttura giapponese, spronandoli a richiedere la cattura non solo delle specie di delfini già cacciabili a Taiji, ma anche di quelle attualmente protette. Il discutibile motivo è sempre lo stesso: educare il pubblico al rispetto del mare. Senza questa grande ipocrisia la Convenzione di Washington sul commercio di specie in via di estinzione impedirebbe la detenzione dei delfini, anche se nati in cattività. La notizia è stata diffusa da Richard O’Barry, autore del filmato sulla mattanza di Taiji. L’organismo giapponese che si occupa di studi sui cetacei si augura, concordemente con le associazioni di pesca di Taiji, che le richieste dei delfinari rendano possibile il prelievo, in modo particolare, del Lagenorinco dai denti obliqui (Lagenorhynchus obliquidens).

“Nel mondo quasi il 65% dei delfini detenuti nei parchi divertimento proviene da catture in mare. Tutti i delfinari esistenti in Italia, ad esempio, detengono o hanno detenuto delfini di cattura o di prima generazione nati in cattività – dichiara Giovanni Guadagna, responsabile LAV settore Zoo e Acquari – Iki Island, Futo e Taiji, in Giappone, sono i principali luoghi di cattura; solo a Taiji vengono catturati più di 1000 delfini l’anno e la specie più richiesta è il Tursiope. Numerosi paesi sono implicati nel traffico, spesso illegale, di delfini prelevati in mare. Cuba, Senegal, Russia, isole Solomon, sono altri luoghi dove è stata documentata la cattura, spesso eseguita anche con l’ausilio di piccoli aerei”.

Taiji ha esportato delfini in tutto il mondo: un esempio è quello dei delfinari del Texas, da dove molti Tursiopi sono stati inviati in l’Europa, Italia compresa; in Corea, Taiwan e Cina.

La cattura: avvistati i branchi, i pescatori giapponesi iniziano violentemente a battere su delle barre di acciaio parzialmente immerse in mare creando così una barriera sonora che spinge i delfini dentro la baia di Taiji. Alcuni veloci scafi bloccano la via di fuga gettando delle reti: i delfini sono in trappola e si dibattono con violenza nel tentativo di liberarsi. Decine di sub si immergono e cominciano a isolare singoli animali che, una volta immobilizzati, sono issati con un apposito telo all’interno di vasche di plastica poi caricate su camion. Altri delfini vengono violentemente arpionati e il loro sangue colora di rosso il mare. Così vengono selezionati e i delfini ritenuti non adatti ai delfinari, sono destinati all’industria della carne.

A parziale difesa dei delfini interviene la Convenzione di Washington sul commercio internazionale di specie di flora e fauna in via di estinzione, ma una assurda impostazione della normativa prevede che le specie considerate, prima di essere totalmente protette, debbano essere sull’orlo dell’estinzione. I delfini catturati a Taiji sono inclusi nella lista dell’Appendice II della Convenzione di Washington e così si possono commerciare all’interno di quote di prelievo. Il Giappone può catturarli con l’ipocrita alibi di difendere le risorse ittiche dai possibili predatori, a tutto vantaggio, in realtà, dell’industria alimentare e di quella del divertimento.
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Old 12-10-2005, 17:48   #8
Aquila78
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Ricordo ancora a tutti che Sabato 15 e Domenica 16 ottobre la LAV sarà presente in oltre 300 piazze italiane PER DIRE BASTA ALL'ALLEVAMENTO INTENSIVO DEI POLLI

L’allevamento intensivo dei polli al momento non è disciplinato da alcuna legge specifica, nazionale od europea: 5 miliardi di polli (450 milioni solo in Italia) vengono allevati nella discrezionalità delle industrie della carne. Il risultato sono animali ridotti a “macchine da carne”: selezionati geneticamente per crescere più in fretta, rinchiusi per tutta la loro brevissima vita in un capannone sovraffollato, vittime di gravi patologie e curati con antibiotici per evitare che muoiano prima di giungere all’età adatta per la macellazione.

Ma adesso possiamo cambiare le cose, possiamo dire basta agli allevamenti intensivi.

Per la prima volta l'Unione Europea si sta apprestando a regolamentare questo settore, con una Direttiva Europea che sarà emanata nei prossimi mesi. L’attuale proposta in lavorazione è fortemente orientata a garantire gli interessi dell’avicoltura europea, senza considerare il benessere degli animali ed i rischi per la salute umana.

La LAV si sta impegnando per modificare questa proposta e ottenere una normativa più favorevole agli animali e alla salute di tutti. Proponiamo il progressivo smantellamento dell’allevamento intensivo dei polli e la riconversione a sistemi di allevamento all’aperto, più rispettosi degli animali e della salute umana; chiediamo la fine delle pratiche di selezione genetica.

SABATO 15 e DOMENICA 16 ottobre potrai trovarci nelle principali PIAZZE ITALIANE .
Ai tavoli LAV riceverai materiale informativo e potrai sostenere la nostra campagna con una firma sulla petizione rivolta al Governo italiano affinché si schieri in sede Europea contro l’allevamento intensivo e la selezione genetica di questi animali.

Per dare maggiore forza a questa campagna, raccoglieremo fondi attraverso la cessione di un GADGET appositamente realizzato per l’occasione: con una donazione minima di 10 Euro, riceverai una confezione contenete due sacchetti di legumi e cereali provenienti da agricoltura biologica forniti da Alce Nero Cooperativa ed un simpatico ricettario vegetariano della LAV.

Ancora una volta abbiamo bisogno del tuo aiuto, ti chiediamo di essere al nostro fianco in questa difficile campagna, per dare più forza alla nostre richieste di maggior rispetto per gli animali e per la tutela della salute di tutti.

Il tuo aiuto è fondamentale per ottenere dei cambiamenti: invita i tuoi amici a partecipare alle nostre giornate nazionali, inviando la cartolina interattiva di Gino il Pollo, a fianco della LAV in questa importante campagna. CLICCA QUI PER INVIARE LA CARTOLINA

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Se potete (e volete) fate girare la notizia e grazie a tutti!
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