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#61 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 12994
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Ma anche no. Basta volerlo e avere le competenze.
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Il fatto che poche società come Google, Facebook, Microsoft stiano cercando o abbiano ormai il monopolio di alcune infrastrutture è un grosso problema, anche sociale. Quote:
Rimane una tua legittima scelta personale, l'importante è che rimanga tale e che non venga imposta né tantomeno si rifletta sugli altri. Purtroppo ci sono delle falle per cui le tue scelte personali impattano altri: il fatto che tu per esempio possa sincronizzare i backup di Whatsapp su Google Drive, ha conseguenze anche su tutti i tuoi contatti con cui hai chattato e che magari non volevano che le vostre chat private finissero su Google Drive. Quote:
Quanto dici si può fare tranquillamente mettendo in piedi i servizi cloud all'interno della società, e usando VPN. Questo perché la società è peggiorata, non migliorata. Ripeto, puoi andare in Cina, lì sei sicurissimo ;-). Ultima modifica di WarDuck : 23-07-2022 alle 11:15. |
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#62 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Messaggi: 13388
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Dici che siamo tutti una banda di gente inconsapevole e quindi pericolosa addirittura per gli altri. Mi rendi consapevole? Grazie
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"Qualunque cosa abbia il potere di farti ridere ancora trent'anni più tardi non è uno spreco di tempo. Credo che le cose di quella categoria si avvicinino molto all'immortalità" |
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#63 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2008
Messaggi: 6020
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L'assurdità è pensare che quando i dati sono in mano a 1, siano automaticamente di dominio pubblico. La mia richiesta voleva appunto farti notare l'insensatezza di quello che dicevate tu e la tua compagna. Quello che sto cercando di farti capire è che i soggetti a cui affidi i tuoi documenti non sono tutti uguali. Se il ministero della salute conserva le tue analisi del sangue su un server ubicato in Italia, sotto una stretta policy di privacy, dare anche le tue analisi del sangue ai database Google in America, non è la stessa cosa... Se l'agenzia delle entrate tiene su un altro server le fatture che paghi e/o emetti, non vuol dire che sono di dominio pubblico e allora le salvi sulla pagina Facebook che non cambia niente... Poi tu con i tuoi dati sei libero di fare quello che vuoi, ma non puoi dire agli altri che è inutile che non salvino i loro documenti sui server di una azienda che vive rivendendo dati personali, perché tanto gli stessi dati sono già in mano di un ente governativo statale... |
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#64 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2008
Messaggi: 6020
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#65 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 12994
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- Google Search o Youtube creano la famosa bolla di ricerca per cui di fatto i risultati che ti vengono mostrati sono diversi dai miei a parità di keyword e magari anche di location, che è una cosa abbastanza grave per un servizio in internet che dovrebbe garantire neutralità - Chrome è closed source, quindi ha tutti i problemi tipici dei software closed source, ma anche di più considerato che il browser è probabilmente il software di gran lunga più usato oggi ed è perennemente attivo e sempre connesso ad internet (per definizione). Non solo, Google l'ha usato come cavallo di troia per imporre alcuni standard web, esattamente cioè la stessa situazione che aveva portato la famosa questione di monopolio a Microsoft con Internet Explorer, solo che in misura molto peggiore. - Mettere i dati sul cloud di un qualsiasi provider significa perdere il controllo dei propri dati, la loro locazione fisica, chi può averne accesso e via discorrendo. Come se non bastasse a peggiorare il tutto vi è il fatto che Google controlla lo sviluppo di Android, cioè il sistema operativo mobile più diffuso al mondo, attraverso cui ancora una volta opera una strategia a cavallo di troia per cui di default ti ritrovi tutti i suoi servizi. Se funzionassero le misure anti-trust, Google sarebbe già stata smantellata pezzo pezzo. In generale bisognerebbe separare nettamente chi produce il sistema operativo da coloro che offrono servizi su internet. I rischi mi sembrano abbastanza evidenti. Ognuno può operare le sue scelte personali, più o meno consapevolmente. Io ho scelto di non usare Google Search, e per quanto possibile di evitare i servizi Google. Come SO uso prevalentemente Linux. Browser Firefox configurato opportunamente per prevenire, per quanto possibile, il tracciamento. I miei dati sono sotto il mio controllo. Se mi serve accedere da remoto ho un tunnel SSH verso un server domestico, anch'esso con Linux sopra. La società per cui lavoro ha policy simili, al momento usiamo solo un calendario Google condiviso in cui tuttavia non c'è nulla di sensibile sopra. Ma è in programma il passaggio a Next Cloud, da configurare su server che abbiamo in sede. Ultima modifica di WarDuck : 23-07-2022 alle 11:49. |
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#66 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 12994
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L'importante è l'esistenza dell'alternativa. Nessuno obbliga ad ancorarsi a Google o a qualsiasi altra multinazionale che fa profitto dalla vendita dei tuoi dati. La cosa grave invece sarebbe se a questi servizi, di multi-nazionali estere, accedono le pubbliche amministrazioni di vari servizi dello Stato. Ad esempio un paio di università romane hanno delegato alcuni servizi universitari rispettivamente a Google e a Microsoft. Questo ad esempio, non lo trovo accettabile in nessun modo. Il futuro è la sovranità digitale. |
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#67 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2008
Messaggi: 6020
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Il medico di famiglia sa le mie patologie? Sì, d'accordo. Non è la stessa cosa di elencare le mie patologie e pubblicarle su Facebook. Il pra? Sì, puoi fare una ricerca, ma devi lasciare nome e cognome, e pagare. Ed essere autorizzato a fare la richiesta. Cerchi esclusivamente quello che ti interessa, e vieni registrato nel farlo. Non è la stessa cosa che pubblicare l'intero registro su un sito web e darlo in pasto a chicchessia... Ripeto, se ritieni che i tuoi dati sanitari siano di dominio pubblico perché ce li ha il tuo medico di famiglia e il sistema sanitario, non ti cambia niente se adesso li pubblichi qui sul forum. Ma, GIUSTAMENTE, non lo fai, perché sono dati privati, in mani a poche persone relativamente fidate, che non vuoi sbandierare ai quattro venti. Capisci la differenza tra affidare una porzione dei tuoi dati ad un ente o servizio scelto secondo alcuni criteri, e definirli semplicemente di "dominio pubblico"? Quote:
Chissà come mai governi, enti, associazioni, ecc. vogliono sempre più avere i propri dati sotto controllo di archiviazione locale, nazionale, europea... implementano sistemi di identificazione, crittografia, ecc... se tanto i dati dei cittadini sono di dominio pubblico. A che pro? |
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#68 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 12994
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I dati pubblici per definizione sono chiaramente accessibili a chiunque. I dati che servono per erogare un servizio sono sottoposti a determinate regole ed in ogni caso il trattamento dei dati è spesso temporaneo, al solo scopo di erogare un servizio. Fissato il livello di paranoia, è chiaro poi che se uno vuole difendersi da uno Stato, che ha potenzialmente mezzi illimitati, è diverso che difendersi da un privato che magari ha come business model quello di farsi i fatti tuoi. Concedere in maniera illimitata i tuoi dati e documenti privati ad una qualsiasi multi-nazionale estera è chiaramente diverso che dare il tuo documento di riconoscimento ad una qualsiasi autorità dello Stato. Riguardo alle telefonate a cui facevi riferimento nel tuo post precedente, queste possono essere monitorate *legalmente* solo se un magistrato dà l'autorizzazione per farlo. Di nuovo, hai una autorità giudiziaria che in qualche modo è costretta a rispettare la legge e/o a farla rispettare. Dopodiché è vero anche che la tecnologia GSM/UMTS non è molto sicura ed è più sicuro comunicare attraverso internet con sistemi che usano End-To-End Encryption e che magari sono stati soggetti a audit da parte di esperti di sicurezza. Per il resto, poiché dati vari, documenti e/o foto sono sempre in mio possesso sui miei server privati, solo io ho il pieno controllo di essi. Per i pochi servizi che uso su web, i dati di fatto sono distribuiti in maniera tale che non vi è un'unica entità che sia in grado di costruire un profilo completo a partire da essi. La privacy è una delle basi fondanti della libertà dell'individuo. Senza privacy fondamentalmente saresti interamente esposto e potenzialmente continuamente sotto ricatto. Che infatti è quello che succede in paesi con il vizio del controllo di massa come la Cina. Anche se scegliessi di fidarmi di Google o simili (che comunque sarebbe un bel salto nel vuoto), resterebbe sempre il dubbio di come verrebbero trattati i dati *nella pratica*, i livelli di sicurezza a cui sono sottoposti, il livello di cifratura adottato (se adottato, vedi backup WhatsApp su Drive che fino a qualche tempo fa era inesistente), su quali macchine ed in quali paesi i miei dati sono, a quale legislazione in termini di tutela della privacy sono soggetti e quali garanzie legali ho, ad esempio in termini di controllo giudiziario, che le policy vengano effettivamente fatte rispettare. E anche se tutto ciò fosse chiarito, poiché nessuno di noi può ispezionare le macchine ed i sistemi Google, nulla è alla prova dei fatti garantito. Ultima modifica di WarDuck : 23-07-2022 alle 14:04. |
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#69 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Messaggi: 13388
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#70 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2008
Città: N.P.
Messaggi: 15294
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Le star di Hollywood alle quali hanno "hackerato" iCloud e diffuso foto private basta come esempio?
Parlo di foto private ovviamente. Riguardo calendari e altro al lavoro usiamo un servizio cloud di una ditta che vende finestre Come scritto più su, basta usare il cloud cum grano salis e con un moderato livello di paranoia.
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Sto cercando di disintossicarmi dall'Hardware... ma non ci sono ancora riuscito battutona ci gira Cyberpunk? Ultima modifica di bonzoxxx : 23-07-2022 alle 16:17. |
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#71 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2008
Città: N.P.
Messaggi: 15294
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L'importante è che tu ne sia convinto.
Ho le mie idee, e decido io per quanto possibile come gestire i miei dati, e tu sei altrettanto libero di gestire i tuoi come più ti aggrada La paranoia moderata è la prima difesa contro un attacco informatico. Accetta il fatto che qualcuno non la pensi come te.
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Sto cercando di disintossicarmi dall'Hardware... ma non ci sono ancora riuscito battutona ci gira Cyberpunk? |
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#72 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 12994
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Per quanto detto prima comunque, basterebbe l'esempio dei backup WhatsApp su Google Drive. Implicitamente stai esponendo i tuoi contatti, ovvero coloro con cui chatti, ad una scelta di privacy che NON hanno fatto loro. Finché rimane appunto una scelta confinata ognuno è libero di fare ciò che crede con i propri dati, ma bisogna pensare alle conseguenze. |
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#73 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 6895
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WarDuck ha ragione da vendere, altroché.
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E come disse Peppone appena svegliatosi in Parlamento, "Fasciiisti!!!" |
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#74 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 12994
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Il fatto che ognuno sia costretto ad usare un account Google, magari personale, per cui la società potrebbe non essere in grado di forzare politiche di sicurezza sugli account (es. complessità delle password, enforcing di politiche sull'utilizzo della mail). Non avere ad esempio una mail sotto controllo aziendale significa di fatto che se un dipendente viene licenziato può ancora avere accesso a documenti sensibili o portare a dei leaks di informazioni aziendali. In generale poi dati aziendali più o meno sensibili possono essere esposti pubblicamente, per errori di configurazione degli account, o perché un dipendente sbaglia a condividere un certo documento. Infine, per quanto possa sembrare paranoico, esistono anche cose come lo spionaggio industriale. E nessuno ti garantisce che quando cancelli un documento in cloud questo venga effettivamente cancellato. Poi è chiaro se uno condivide solo un calendario con riferimenti totalmente generici tipo "riunione", non vedo criticità di sorta. Tutto questo per quanto riguarda aziende private. Per il pubblico invece si apre tutto un altro fronte di problemi, che attiene a sfere politiche di influenza e al fatto che ogni paese dovrebbe avere la propria sovranità digitale. L'alternativa sono soluzioni open-source che possono essere gestite interamente in sede (es. SyncThing per i files, o Next Cloud per una soluzione più completa). Gli accessi possono essere controllati attraverso VPN e chiavi di autenticazione, quindi per definizione nulla è esposto al di fuori del perimetro della società, chiaramente per servizi che non devono essere esposti al pubblico. Ultima modifica di WarDuck : 23-07-2022 alle 17:01. |
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#75 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Messaggi: 13388
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Ok
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#76 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2008
Città: N.P.
Messaggi: 15294
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Da poco il backup è criptato e l'opzione va attivata a mano.
Nessuno leggerà le chat di bonzoxxx ma ciò non toglie che TUTTI i servizi legati ad internet non debbano essere usati con la testa.
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Sto cercando di disintossicarmi dall'Hardware... ma non ci sono ancora riuscito battutona ci gira Cyberpunk? |
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#77 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2008
Città: Lat.: 45° 42′ 15′′ N Long.: 9° 35′ 15′′ E
Messaggi: 1552
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Quote:
Finché resti un tizio con i capelli colorati in modo bizzarro, La musica però potrebbe cambiare e di molto non appena tu contrastassi gli interessi politici e/o economici di qualcuno "importante". Il principio è che tu affidi i tuoi dati a qualcuno che ha scritto nella sua EULA qualcosa di molto simile a "Giurin giurello che non vado a guardarci". In realtà non ci guarderà solo finché non si determineranno certe condizioni. E peccato che, solo per fare un esempio limitato alle due sponde dell'Oceano Atlantico, un esame a raggi X dei tuoi dati è considerato legale in America, mentre in Europa costituisce invece una violazione dei tuoi diritti. Un piccolo approfondimento. https://www.agendadigitale.eu/sicure...uropea-i-nodi/
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#78 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
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#79 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 12994
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Quote:
La gestione è chiaro che dev'essere fatta in casa. Il problema semmai è che in Italia non si hanno abbastanza competenze (e in alcuni casi la volontà). Riguardo ai ladri di NAS, la sicurezza di un sistema informatico passa anche dalla sicurezza fisica, motivo per cui esistono impianti d'allarme e di videosorveglianza. Dopodiché anche ammesso e non concesso riuscissero a rubarti un NAS, chiaramente il sistema deve essere configurato affinché tutti i dati su disco siano cifrati, in maniera da garantire comunque la confidenzialità degli stessi. In generale poi non si tratta solo di mettere in piedi un NAS e via, è chiaro che serve una strategia di gestione dei dati che passa anche per backup periodici. Ma comunque non era di questo che si stava parlando, quanto degli aspetti legati alla privacy, del fatto che tu cedi dei dati e dei documenti a Google, la quale può farci quello che vuole. |
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#80 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2008
Messaggi: 18465
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Quote:
quindi sei disponibile a lasciare gestire a servizi terzi una webcam in bagno dove ci va tua figlia, ammetto di essere allibito ma quantomeno sei coerente |
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