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Old 16-09-2021, 14:21   #34701
andy45
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Originariamente inviato da Mr_Paulus Guarda i messaggi
nel frattempo han introdotto il green pass obbligatorio in parlamento
Beh, mi sembra il minimo, stanno rompendo le scatole al mondo con sto green pass, mi sembra giusto se le rompano pure un po' loro.
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Old 16-09-2021, 14:28   #34702
raxas
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Originariamente inviato da Techie Guarda i messaggi
non quella di incosciente.
no-vax, stai tranquillo che vale come terra/mente piattista
e poi anche io vedo gente che si agita come sbocco a crisi adolescenziali irrisolte...
e incosciente quale credulone
mi risulta che le accuse sono fatte in fotocopia e pure sommariamente
come ha fatto il mio vecchio medico di base
fotocopia vivente del diktat centrrale

invece di campare, la notte si sognano come rispondere, cosa che al risveglio viene fuori in maniera ossessivo-compulsiva...
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vàluta contro il madrinaggio/in psicologia casalinga, e casereccia, che si propaga dal quotidiano feedback massmediale (televisivo) in italia;
silenzia quelle trasmissioni TV pseudizzanti, e tutta la cultura celebrante dei successi proposti da/per adolescenti e da gente da esposizione televisiva, e non solo

Ultima modifica di raxas : 16-09-2021 alle 14:31.
raxas è offline  
Old 16-09-2021, 14:29   #34703
fukka75
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Originariamente inviato da Mr_Paulus Guarda i messaggi
nel frattempo han introdotto il green pass obbligatorio in parlamento
alla buon'ora!!
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Old 16-09-2021, 14:32   #34704
the_joe
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Originariamente inviato da raxas Guarda i messaggi
Grazie... e... non per te:


grazie, Cyrano e a scelta: "Crepi il lupo" o "Auguri" per la continuazione...

e comunque ti vorrei consigliare, se già non ne sei munito, il microinfusore, se fai insulina... io uso l'YpsoMed: posso testimoniare che è molto utile e l'emoglobina glicosilata rientra nella norma, dopo un pò, nonchè mantiene la glicemia stabile ed è una cosa provvidenziale anche per l'umore...

ma come...? essere additato tra gli incoscienti novax non è la stessa cosa degli incoscienti Sempre e comunque VAX?



guarda un pò... i casi personali... sono quelli delle vittime, di cosa dovremmo parlare? degli assunti di gruppo?
le vittime sono vive con gli assunti di gruppo???

la tua risposta mi convince ancora di più che quello che finora ho fatto, tenermi alla larga da probabili fonti di infezioni e assembramenti e frette a vaccinarsi, finora è stato opportuno
tra l'altro anche perchè, se fossi morto, non avrei potuto rispondere a chi, come te, pensa che danni non ce ne possono essere
anzi, se tu mi garantisci che non potrei avere nessun problema, con dati, corro subito e faccio il nome tuo, fammi sapere, mi raccomando: cerco lumi.

tra l'altro, devo specificare, c'è (qualche) cellula blastica nel sangue e l'ematologo, nonchè il medico di base, vuole far fare altri esami, non vorrei che la situazione fosse complicata un pezzo per parte... ma tu non guardare questa cautela, dato che sai tutto in ogni caso, a prescindere dagli esami, per te superflui comunque...

e... insomma la MIA preoccupazione penso che sia anche lecita e comprensibile,
altrimenti sarei un illuso e un irresponsabile
in fondo la vita è mia e NON dell'assunto di gruppo
assunto di gruppo, che... sinceramente non me ne faccio nulla, se io morissi, come chiunque altro che è morto non se ne fa nulla, degli assunti di GGruppo/Sociali
in fondo nessuno è morto-e-il-suo-non-è-un-caso-personale (ironia sanguinaria)

magari forse sarebbe il caso tuo: se tu fossi morto (tra quelli che sono morti dopo il vaccino) avresti potuto gioire perchè la società vaccinata, e produttiva, va avanti
cosa che sinceramente non capisco,
al limite ti avrebbero dovuto nominare, con medaglia altisonante, ghirlanda floreale e con trombe dei bersaglieri, il tuo nome scolpito in ogni città d'Italia/ quale EROE CADUTO NEL CORSO DELLA PRATICA DEGLI ASSUNTI VACCINALI, DIFESI IRRIMANDABILMENTE (...)
non so se avresti avuto l'abbraccio di 99 caduti simili,
magari qualcuno non sarà d'accordo, maledicendo, senza più alcun dubbio, l'occasione che gli si è presentata e che lo ha portato alla morte
ah...! certo la morte è un caso personale e persino trascurabile: questi sono i tuoi assunti ragionati conclusivi. Addirittura

io vedo i 99 caduti che ti sarebbero venuti incontro congratulandosi con abbracci, abbracci che valgono più della vita di adesso
mi sento di dirti: lascia la tua vita per il paradiso dei proponenti il vaccino, che però sono morti...
e qui avrai ghirlande, suoni di trombe, marce di bersaglieri a cavallo e a piedi e salve di cannone all'alba del giorno onorario
Chiaramente ognuno ha la propria sensibilità, ma considerati i quasi cinque miliardi e cinquecento milioni di dosi di vaccino somministrate nel mondo, credo sia morta più gente che si è strozzata mangiando.
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焦爾焦
the_joe è offline  
Old 16-09-2021, 14:33   #34705
ryan78
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Originariamente inviato da raxas Guarda i messaggi
io sono diabetico tipo 1 e il vaccino ancora lo devo fare


-> Antritrombina III funzionale
-> D-Dimero (EIA)
-> EMOCROMO
-> Fibrinogeno funzionale
-> TEMPO DI PROTROMBINA



qualcuno ha:
proposte? suggerimenti? minacce? insulti?
Potresti fare qualche esame in più (dipende dalla tua età e stato di salute). Puoi peccare di eccesso di precauzione e fare anche il CPK (Creatina Fosfochinasi) per valutare anche un eventuale danno renale (anche se solitamente si fa al PS in caso di sospetto infarto o danno muscolare grave -il cuore è appunto un muscolo-). Se fai la Troponina è anche più specifico per il cuore e valutare eventuali danni in corso (che però dovrebbero avere anche un riscontro clinico).
Più che altro se sei diabetico aggiungerei anche un controllo renale in funzione del grado di IRC.

Come diagnostica di controllo farei un ECG e un Ecocardio per valutare lo stato di salute del cuore ed una eventuale infiammazione preesistente (dovresti avere comunque dei sintomi clinici). Ti serve anche per fare una fotografia del tuo stato di salute e perché farlo? Perché in caso di problemi post vaccino potrai dimostrare che prima non avevi nulla e quindi indirizzare eventuali terapie correttive scartando non correlazioni. Non ti potranno dire di prenderti l'ansiolitico, ecco. Immagina il giochino del trova le differenze. Se hai due fotografie, una del prima e una del dopo, sarà più facile riscontrare anomalie e correggerle

Altro suggerimento qualora decidessi di fare la vaccinazione è quello di chiedere al tuo medico (diabetologo) la possibilità di fare la vaccinazione protetta attivando anche un monitoraggio post vaccinale (quello che farei con tutti i fragili dubbiosi, che hanno tutto il diritto di essere dubbiosi in quanto già provati da patologie croniche)

E ovviamente indagherei anche una eventuale infezione asintomatica mediante ricerca degli anticorpi. Dopo quasi due anni non sarebbe nemmeno così impossibile essere venuti a contatto con il virus. Avrai una informazione in più:
- non hai avuto contatti (quindi stai ancora più attento o scegli la vaccinazione)

- hai avuto contatti asintomatici (il tuo corpo ha reagito bene per fortuna, stai comunque attento, ma la vaccinazione potrebbe essere posticipata se in presenza di un dosaggio funzionale di anticorpi)

----------------------------------

Per quanto riguarda il testo preso dal video: ho capito di che video si tratta e non è ancora stato confermata questa conseguenza. Perciò non lo userei come riferimento sicuramente certo. Quello è un medico americano che ha fatto delle prove con i suoi pazienti. Vale sempre il discorso che una rondine non fa primavera.
Certamente qualsiasi farmaco può dare dei problemi, vaccini inclusi, non è ancora chiaro però se esistano delle predisposizioni nei soggetti che manifestano sintomi più gravi.

A differenza di chi ti sputa addosso, io credo nelle paure motivate dei non vaccinati e ritengo vadano rispettate, perciò l'approccio migliore che potrai avere è vincere la scienza con la scienza. Un checkup specifico è certamente un ottimo approccio che non fa del male a nessuno, anzi. Poi alla luce dei risultati sarai solo tu che dovrai fare la scelta che riterrai opportuna.



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Originariamente inviato da Techie Guarda i messaggi
Perché non è un pass, ma un certificato.
Allora perché si chiama green pass? Green certified non suonava bene? Certificato un paio di palle visto che si usa per limitare la circolazione individuale su basi soprattutto politiche.

Certificare lo stato di non contagiato è una cosa, permettere di "accedere" in luoghi pubblici è un'altra.

Vale di più un Green Pass da vaccinato oppure un Green pass da tamponato negativo (oggi)?


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Originariamente inviato da barbara67 Guarda i messaggi
Concordo

Non trascurando il fatto che i diabetici sono inseriti fra i fragili ergo ci
dovrebbero essere anche meno dubbi sul vaccinarsi.
Proprio perché sono in una condizione "precaria" rispetto ad un individuo sano, possono avere maggiori paure. Chi vive già uno stato di sofferenza avrà ancora più paura di peggiorare l'attuale stato, precario, di salute. Anche perché ci sono numerosi casi di persone che non sono molto contente di essersi vaccinate, avendo peggiorato la loro esistenza (però sono protette dal virus , vivono di merda, ma sono protette dal virus)

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Originariamente inviato da TorettoMilano Guarda i messaggi
se mi ubriaco non rischio di contagiare di ubriacatezza il prossimo, poi vabbè con un'alitata come si deve magari ci riesci. idem per le droghe.
non ti vaccini e esci? ti puoi contagiare più facilmente e puoi quindi contagiare il prossimo più facilmente. il prossimo magari non aveva questa impellenza di contagiarsi e magari vorrebbe poter accedere agli ospedali senza che vengano intasati da incoscienti
Proporrò al sindaco il daspo per te perché sei un pericolo per la sanità mentale dei cittadini

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Originariamente inviato da TorettoMilano Guarda i messaggi
io parlo per "non vaccinato medio". in generale il non vaccinato NON DEVE uscire di casa per il bene della collettivà. ovviamente se un non vaccinato esce con uno scafandro per me non ci sono problemi. finiamola di ragionare per eccezioni
Il "vaccinato medio" è bellissima

(sempre più vicino a ricevere il daspo)


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Originariamente inviato da Zappz Guarda i messaggi
Piu' che altro non capisco perche' i vaccinati come Toretto se la fanno tanto nelle mutande nell'incontrare un non vaccinato...
Perché è un egoista come tutti quelli che sostengono questa campagna d'odio contro chi fa scelte LEGALMENTE garantite.


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Originariamente inviato da UnknownOne00 Guarda i messaggi

Visto che la questione è dibattuta anche fra adulti, soprattutto sul rapporto rischi/benefici, vorrei capire come sia possibile che in questo caso specifico un ragazzino/a fra i 12 e i 15 anni possa avere le informazioni e la comprensione sufficienti per decidere autonomamente. Non lo trovo credibile.
beh, se il bambino è allineato con tutti gli altri è un perfetto cittadino di city17 e va protetto.
ryan78 è offline  
Old 16-09-2021, 14:44   #34706
TorettoMilano
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Originariamente inviato da ryan78 Guarda i messaggi
Perché è un egoista come tutti quelli che sostengono questa campagna d'odio contro chi fa scelte LEGALMENTE garantite.
i non vaccinati che escono di casa sono arroganti incoscienti, è un dato di fatto. la campagna d'odio ve la state immaginando voi
TorettoMilano è online  
Old 16-09-2021, 14:44   #34707
andy45
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Originariamente inviato da canislupus Guarda i messaggi
Qui il discorso ricade nella scelta politica più che sanitaria.

Innanzitutto se trovi un bambino positivo, potresti verificare se gli altri si sono infettati.

Puoi accettare un uso come i tamponi salivari che nel caso dei rapidi hanno una affidabilità del 50%... nel caso dei molecolari saliamo al 97% (ma richiedono anche un giorno per l'analisi).

Certo che... se vuoi la certezza assoluta di 0 contagi, allora QUALSIASI LUOGO è un pericolo.

Il tanto decantato luogo di lavoro non è meno pericoloso in quanto pur avendo TUTTI VACCINATI, non puoi escludere la presenza dell'asintomatico.

Poi questi bambini da chi si contagiano se i genitori/nonni sono tutti vaccinati?

Il virus che io sappia non gira nell'aria, quindi si presume debbano avere contatti con persone infette (che potranno essere altri bambini... ma ritorniamo nel loop dei genitori).
La procedura è questa, è stata decisa così per non rischiare di far diffondere il contagio nella scuola, con il rischio di doverla chiudere del tutto...come si possa contagiare un bambino piccolo non ne ho idea, immagino possano esserci milioni di li modi possibili, tutti plausibili e tutti assurdi allo stesso tempo...comunque in qualche modo si contagiano, non è colpa di nessuno, accade e basta, l'importante è che non abbiano problemi...il resto sono tutte procedure che dovresti far andare giù ai genitori, cosa di per se molto complicata.
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Old 16-09-2021, 14:47   #34708
raxas
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Originariamente inviato da the_joe Guarda i messaggi
Chiaramente ognuno ha la propria sensibilità, ma considerati i quasi cinque miliardi e cinquecento milioni di dosi di vaccino somministrate nel mondo, credo sia morta più gente che si è strozzata mangiando.
voglio dirti che stai riportando un discorso simile a quello che facevano i generali quando mandavano i soldati al fronte:
alcuni moriranno ma si è sconfitto il fronte del nemico,
un discorso generalizzato quindi
però la vittima singola e le vittime non se ne fanno nulla, perchè proprio loro sono MORTI
e a te lo dico senza polemica.

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Originariamente inviato da ryan78 Guarda i messaggi
Potresti fare qualche esame in più (dipende dalla tua età e stato di salute). Puoi peccare di eccesso di precauzione e fare anche il CPK (Creatina Fosfochinasi) per valutare anche un eventuale danno renale (anche se solitamente si fa al PS in caso di sospetto infarto o danno muscolare grave -il cuore è appunto un muscolo-). Se fai la Troponina è anche più specifico per il cuore e valutare eventuali danni in corso (che però dovrebbero avere anche un riscontro clinico).
Più che altro se sei diabetico aggiungerei anche un controllo renale in funzione del grado di IRC.

Come diagnostica di controllo farei un ECG e un Ecocardio per valutare lo stato di salute del cuore ed una eventuale infiammazione preesistente (dovresti avere comunque dei sintomi clinici). Ti serve anche per fare una fotografia del tuo stato di salute e perché farlo? Perché in caso di problemi post vaccino potrai dimostrare che prima non avevi nulla e quindi indirizzare eventuali terapie correttive scartando non correlazioni. Non ti potranno dire di prenderti l'ansiolitico, ecco. Immagina il giochino del trova le differenze. Se hai due fotografie, una del prima e una del dopo, sarà più facile riscontrare anomalie e correggerle

Altro suggerimento qualora decidessi di fare la vaccinazione è quello di chiedere al tuo medico (diabetologo) la possibilità di fare la vaccinazione protetta attivando anche un monitoraggio post vaccinale (quello che farei con tutti i fragili dubbiosi, che hanno tutto il diritto di essere dubbiosi in quanto già provati da patologie croniche)

E ovviamente indagherei anche una eventuale infezione asintomatica mediante ricerca degli anticorpi. Dopo quasi due anni non sarebbe nemmeno così impossibile essere venuti a contatto con il virus. Avrai una informazione in più:
- non hai avuto contatti (quindi stai ancora più attento o scegli la vaccinazione)

- hai avuto contatti asintomatici (il tuo corpo ha reagito bene per fortuna, stai comunque attento, ma la vaccinazione potrebbe essere posticipata se in presenza di un dosaggio funzionale di anticorpi)

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Per quanto riguarda il testo preso dal video: ho capito di che video si tratta e non è ancora stato confermata questa conseguenza. Perciò non lo userei come riferimento sicuramente certo. Quello è un medico americano che ha fatto delle prove con i suoi pazienti. Vale sempre il discorso che una rondine non fa primavera.
Certamente qualsiasi farmaco può dare dei problemi, vaccini inclusi, non è ancora chiaro però se esistano delle predisposizioni nei soggetti che manifestano sintomi più gravi.

A differenza di chi ti sputa addosso, io credo nelle paure motivate dei non vaccinati e ritengo vadano rispettate, perciò l'approccio migliore che potrai avere è vincere la scienza con la scienza. Un checkup specifico è certamente un ottimo approccio che non fa del male a nessuno, anzi. Poi alla luce dei risultati sarai solo tu che dovrai fare la scelta che riterrai opportuna.
Ryan78, guarda... GRAZIE TANTISSIME per i suggerimenti e le informazioni che mi hai fornito: sconoscevo tutto quello che hai detto... anche la possibilità di vaccinazione protetta (il mio diabetologo è di vedute come dire... garantiste... in campo medico, potrebbe essere favorevole)
e... dato che uno il servizio sanitario lo paga, avrebbe diritto a fare analisi e prestazioni utili per la sua salute
mi rileggo attentamente quanto hai indicato, anzi me lo stampo, e cercherò il riscontro, ahimè, del mio attuale medico di base

GRAZIE SEMPRE.. E ANCORA
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Ultima modifica di raxas : 16-09-2021 alle 14:51.
raxas è offline  
Old 16-09-2021, 14:57   #34709
ryan78
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Ovvio, perché fa più figo, come le liste in discoteca... un fiocchino rosso digitale (verde però).
era più bello il timbrino sul polso con puro inchiostro allergico
ryan78 è offline  
Old 16-09-2021, 14:59   #34710
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era più bello il timbrino sul polso con puro inchiostro allergico
meglio ancora un bel marchio in fronte impresso con il ferro ardente... ah no, quello non scade in due giorni...
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Old 16-09-2021, 15:11   #34711
TorettoMilano
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Covid Pesaro: "In rianimazione ci sono solo non vaccinati"
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Old 16-09-2021, 15:22   #34712
Mparlav
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Infatti io non ho detto che sia semplice, ma che vanno comunque tenuti d'occhio i contagi, cosa che stiamo facendo, in modo da non farli arrivare alle stelle.
Infatti quelli vanno comunque monitorati, perchè sono un'indicatore che si muove qualche giorno prima delle ospedalizzazioni.

La differenza rispetto ad 1 anno fa' è che, pur restando le misure di protezione e distanziamento, ora abbiamo anche il vaccino che copre il 75% della popolazione e riduce il rischio di contagio, di contagiare e di finire in ospedale, con una variante, la Delta, che è ben peggiore rispetto alla variante 20E (EU1) "spagnola" presente a settembre 2020.

Speriamo che sia sufficiente, ma ce ne accorgeremo tra un mesetto.
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Mparlav è offline  
Old 16-09-2021, 15:36   #34713
ryan78
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Ryan78, guarda... GRAZIE TANTISSIME per i suggerimenti e le informazioni che mi hai fornito: sconoscevo tutto quello che hai detto... anche la possibilità di vaccinazione protetta (il mio diabetologo è di vedute come dire... garantiste... in campo medico, potrebbe essere favorevole)
e... dato che uno il servizio sanitario lo paga, avrebbe diritto a fare analisi e prestazioni utili per la sua salute
mi rileggo attentamente quanto hai indicato, anzi me lo stampo, e cercherò il riscontro, ahimè, del mio attuale medico di base

GRAZIE SEMPRE.. E ANCORA
figurati per così poco.
L'idea che ho proposto da mesi è quella (in soggetti particolarmente sensibili, impauriti, fragili) di arrivare alla vaccinazione nelle migliori condizioni di salute. Non si possono fare migliaia di esami, ma quelli base sì. Per esempio anche controllare la VES potrebbe darti una informazione in più sullo stato infiammatorio (valido per più distretti del corpo) in quel momento. Serve sia come checkup sia come fotografia pre-assunzione di un farmaco "particolare" (tanta gente evita di controllare lo stato di salute prima di avere sintomi, grave errore che sta alla base della prevenzione). In fondo la vaccinazione è la stessa cosa. Se posso vaccinarmi partendo da una base "apparentemente in salute" non è forse meglio? Sapere di non avere grosse controindicazioni aiuterebbe sicuramente i pazienti a sottoporsi alla vaccinazione più serenamente. Ciò non azzera completamente i rischi, soprattutto se in presenza di anafilassi o malattie genetiche non diagnosticate, ma ridurrebbe probabilmente anche il rischio di effetti collaterali o quantomeno aiuterebbe a capire come mai in soggetti sani (dimostrato diagnosticamente) si sviluppano sintomi simili, magari evitabili.

La vaccinazione non è una stupidata come vogliono farla passare, come per tutte le somministrazioni di farmaci. A me non interessano i milioni di persone che non hanno problemi. A me interessano le migliaia che li hanno.

Trovo vergognoso che il diritto alla salute di milioni di persone debba prevalere sul diritto alla salute di migliaia di sfortunati.
Invece di spostare l'attenzione su chi ha paura e su chi afferma di avere avuto dei problemi dopo la vaccinazione, lo si ghettizza, lo si considera un povero scemo ipocondriaco, lo si schernisce, lo si abbandona.

Hanno bisogno che si vaccini anche il resto degli italiani (o almeno una buona parte del resto)? Allora abbassassero il dito puntato e cambiassero il modo di approcciarsi con queste persone.

p.s. qualora non volessero far passare gli esami con il SSN (capita, come per esempio il controllo del colesterolo in soggetti sani), si può fare un piccolo sforzo economico e farli a pagamento. Si spendono 800 euro per un iphone e non si spendono 200 euro per farsi un checkup quando serve? Spendere per la prevenzione e per la salute (psico e fisica) è forse il miglior investimento possibile (chiaramente senza esagerare).

È la stessa cosa di salire su un aereo. Sapere che le persone a bordo sono state attentamente controllate e verificate, non aiuta forse ad eliminare le paure di incontrare un terrorista a bordo? Sapere che l'aereo ha appena fatto un controllo completo passato con successo, non fa tirare un sospiro di sollievo? L'aereo quindi non cadrà mai? Questo non si può sapere, ma certamente chiunque preferirebbe salire su un aereo dove i controlli ci sono stati e sono stati fatti in modo da escludere alcuni dei rischi che esistono.

Meglio vaccinare una persona che in quel momento ha uno stato flogistico in corso da accertare, oppure una persona che è perfettamente sana? E come si fa a capirlo? Sottoponendo le persone ad un controllo diagnostico pre vaccinazione.
Non siamo tutti uguali e non possiamo standardizzare una cura senza perderci per strada qualcuno. Qualcuno che per molti è solo una pedina sacrificabile.
ryan78 è offline  
Old 16-09-2021, 15:39   #34714
canislupus
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Originariamente inviato da andy45 Guarda i messaggi
La procedura è questa, è stata decisa così per non rischiare di far diffondere il contagio nella scuola, con il rischio di doverla chiudere del tutto...come si possa contagiare un bambino piccolo non ne ho idea, immagino possano esserci milioni di li modi possibili, tutti plausibili e tutti assurdi allo stesso tempo...comunque in qualche modo si contagiano, non è colpa di nessuno, accade e basta, l'importante è che non abbiano problemi...il resto sono tutte procedure che dovresti far andare giù ai genitori, cosa di per se molto complicata.
Perdonami, dato che con te si riesce a discutere civilmente, vorrei comprendere il ragionamento logico.

Un bambino si può contagiare tramite degli adulti (personale scolastico, genitori, parenti vari) oppure tramite bambini (compagni di scuola, amici).

Ora... se gli adulti sono vaccinati (quasi l'80%), sarebbe da capire come si infettano.

Altri bambini? ma si torna al loop di prima.

Ad oggi mi sembra che salvo reparti ospedalieri, il virus non si diffonda per semplice aerosol.

Quindi è fondamentale comprendere l'origine del contagio.

Se nella scuola hai tutti gli insegnati e il personale vaccinato (sia a percentuali bulgare), questi bambini dove si sono infettati?

Presumo tra le mura domestiche... ma a quel punto NON PUOI dire che la scuola sia il veicolo di contagio, è solo uno dei tanti ambienti in cui possono esserci delle possibilità.

Per inciso i miei figli, entrambi alle elementari, indossano TUTTO IL GIORNO la chirurgica che cambiano ogni 4 ore (sfido qualsiasi adulto a rispettare questa regola) lasciando scoperto il naso quando sono seduti e distanziati.
__________________
Se non ti rispondo... sei nella mia IgnoreList...
Non sei una brutta persona, non mi interessa il tuo pensiero...
canislupus è offline  
Old 16-09-2021, 15:42   #34715
ryan78
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meglio ancora un bel marchio in fronte impresso con il ferro ardente... ah no, quello non scade in due giorni...
possiamo trovare qualcosa di simile nella letteratura sacra.



https://www.youtube.com/watch?v=0DIGkInEt-Y

ryan78 è offline  
Old 16-09-2021, 15:43   #34716
TorettoMilano
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Originariamente inviato da ryan78 Guarda i messaggi
figurati per così poco.
L'idea che ho proposto da mesi è quella (in soggetti particolarmente sensibili, impauriti, fragili) di arrivare alla vaccinazione nelle migliori condizioni di salute. Non si possono fare migliaia di esami, ma quelli base sì. Per esempio anche controllare la VES potrebbe darti una informazione in più sullo stato infiammatorio (valido per più distretti del corpo) in quel momento. Serve sia come checkup sia come fotografia pre-assunzione di un farmaco "particolare" (tanta gente evita di controllare lo stato di salute prima di avere sintomi, grave errore che sta alla base della prevenzione). In fondo la vaccinazione è la stessa cosa. Se posso vaccinarmi partendo da una base "apparentemente in salute" non è forse meglio? Sapere di non avere grosse controindicazioni aiuterebbe sicuramente i pazienti a sottoporsi alla vaccinazione più serenamente. Ciò non azzera completamente i rischi, soprattutto se in presenza di anafilassi o malattie genetiche non diagnosticate, ma ridurrebbe probabilmente anche il rischio di effetti collaterali o quantomeno aiuterebbe a capire come mai in soggetti sani (dimostrato diagnosticamente) si sviluppano sintomi simili, magari evitabili.

La vaccinazione non è una stupidata come vogliono farla passare, come per tutte le somministrazioni di farmaci. A me non interessano i milioni di persone che non hanno problemi. A me interessano le migliaia che li hanno.

Trovo vergognoso che il diritto alla salute di milioni di persone debba prevalere sul diritto alla salute di migliaia di sfortunati.
Invece di spostare l'attenzione su chi ha paura e su chi afferma di avere avuto dei problemi dopo la vaccinazione, lo si ghettizza, lo si considera un povero scemo ipocondriaco, lo si schernisce, lo si abbandona.

Hanno bisogno che si vaccini anche il resto degli italiani (o almeno una buona parte del resto)? Allora abbassassero il dito puntato e cambiassero il modo di approcciarsi con queste persone.

p.s. qualora non volessero far passare gli esami con il SSN (capita, come per esempio il controllo del colesterolo in soggetti sani), si può fare un piccolo sforzo economico e farli a pagamento. Si spendono 800 euro per un iphone e non si spendono 200 euro per farsi un checkup quando serve? Spendere per la prevenzione e per la salute (psico e fisica) è forse il miglior investimento possibile (chiaramente senza esagerare).

È la stessa cosa di salire su un aereo. Sapere che le persone a bordo sono state attentamente controllate e verificate, non aiuta forse ad eliminare le paure di incontrare un terrorista a bordo? Sapere che l'aereo ha appena fatto un controllo completo passato con successo, non fa tirare un sospiro di sollievo? L'aereo quindi non cadrà mai? Questo non si può sapere, ma certamente chiunque preferirebbe salire su un aereo dove i controlli ci sono stati e sono stati fatti in modo da escludere alcuni dei rischi che esistono.

Meglio vaccinare una persona che in quel momento ha uno stato flogistico in corso da accertare, oppure una persona che è perfettamente sana? E come si fa a capirlo? Sottoponendo le persone ad un controllo diagnostico pre vaccinazione.
Non siamo tutti uguali e non possiamo standardizzare una cura senza perderci per strada qualcuno. Qualcuno che per molti è solo una pedina sacrificabile.
? non mi risulta su questo thread qualcuno si sia opposto a controlli pre-vaccinali. io personalmente ricordo anche di aver proposto incontri con professionisti per superare le proprie paure
TorettoMilano è online  
Old 16-09-2021, 15:44   #34717
the_joe
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Originariamente inviato da raxas Guarda i messaggi
voglio dirti che stai riportando un discorso simile a quello che facevano i generali quando mandavano i soldati al fronte:
alcuni moriranno ma si è sconfitto il fronte del nemico,
un discorso generalizzato quindi
però la vittima singola e le vittime non se ne fanno nulla, perchè proprio loro sono MORTI
e a te lo dico senza polemica.
Senza polemica, ma paragonare il vaccino allo sbarco in normandia sulla spiaggia di Omaha beach è un tantino esagerato eh.

E lo dico senza polemica pure io.

Fai tutti gli esami che ti ha consigliato Ryan, anche qualcuno in più e se ancora non ti senti sicuro, non fare il vaccino.
__________________
焦爾焦
the_joe è offline  
Old 16-09-2021, 15:47   #34718
canislupus
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Originariamente inviato da Techie Guarda i messaggi
No-vax non è un insulto, è una presa di posizione/ideologia/quello che ti pare.
Cfranco non ha scritto "incoscente" da nessuna parte.
Se prendi "no-vax" come un insulto e ci aggiungi pure delle connotazioni inventate, dimostri solo di avere la coda di paglia.
Se si poteva leggere una connotazione tra le righe, al massimo era quella di credulone, assolutamente non quella di incosciente.
No-Vax è un insulto nel momento in cui tu vuoi inserire nella medesima categoria persone che credono al 5G, alle calamite, al terrapiattismo con persone che invece chiedono maggiori chiarimenti.

Non è che se non vai in giro con la spilletta IO SONO VACCINATO, allora devi credere a qualsiasi vaccata letta sul web.

E' un po' come se io dicessi che se non sei bianco, allora sei nero.

Mi sembra una visione leggermente limitata.
__________________
Se non ti rispondo... sei nella mia IgnoreList...
Non sei una brutta persona, non mi interessa il tuo pensiero...
canislupus è offline  
Old 16-09-2021, 15:52   #34719
UnknownOne00
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Originariamente inviato da ryan78 Guarda i messaggi
possiamo trovare qualcosa di simile nella letteratura sacra.



https://www.youtube.com/watch?v=0DIGkInEt-Y

perfetto
UnknownOne00 è offline  
Old 16-09-2021, 15:59   #34720
UnknownOne00
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Consiglio di leggere questo articolo a tutti, indipendentemente dalla propria posizione:
https://www.fondazionehume.it/societ...ntro-il-covid/
Molto di quello che dice è quello che sta avvenendo anche nella discussione che stiamo facendo qui.

Ne riporto il testo completo, per ridurre la tentazione di qualcuno a commentare senza aver letto:

Quote:
Covid e tabù. L’informazione ai tempi della guerra contro il Covid

6 Settembre 2021 - di Luca Ricolfi
Società

1 [Fare informazione in tempi di guerra]

Oltre a fare il prof. universitario, di Sociologia e Analisi dei dati, negli ultimi 16 anni ho fatto il mestiere di editorialista. I quotidiani con cui ho collaborato, la Stampa, Il Sole 24 Ore, il Messaggero erano (e sono tuttora) politicamente poco caratterizzati. In concreto, vuol dire che potevo scrivere (quasi) tutto quel che mi passava per la testa.

Certo, mi è capitato di sentire qualche volta la pressione a non essere troppo crudo, ma mai ho avuto la sensazione che ci fossero cose vere che non si potevano dire. O, più esattamente: mai ho avuto la sensazione che ci fosse, nei miei campi di studio, qualche risultato di ricerca di cui – sul quotidiano – era meglio non parlare. Anche nell’epoca del berlusconismo e dell’anti-berlusconismo, le cose erano filate lisce: si poteva essere pro o contro, e agli studiosi al massimo capitava di sentirsi dire che un certo risultato, una certa analisi, un certo dato potevano essere “strumentalizzati” dalla destra o dalla sinistra.

Oggi è ancora così?

Per certi versi credo di sì. Anche oggi, nessuno ti dice che cosa devi scrivere, e che cosa non puoi scrivere. Ma per altri versi sento che no, non è più così. Un clima come quello che si respira da 8-9 mesi a questa parte non mi è mai capitato di avvertirlo prima, forse perché non sono abbastanza vecchio per avere memoria di quel che può diventare il mestiere di editorialista indipendente quando scoppia una guerra.

Già, perché questo è successo: alla fine del 2020 l’Italia, come ogni altra nazione europea, ha dichiarato ufficialmente guerra al virus. E, nello stato di guerra, tutto cambia. La popolazione è chiamata a cooperare allo sforzo bellico, e chi è nella condizione di vestire la divisa (i maggiorenni) è tenuto ad arruolarsi (vaccinarsi). Chi rifiuta di farlo è considerato un disertore, chi non partecipa alla campagna di arruolamento, o lo fa esprimendo qualche riserva, viene visto come un disfattista. I media principali sono chiamati a dare il loro contributo a vincere la guerra che è stata dichiarata. Non era mai successo, dalla fine della seconda guerra mondiale, ossia dall’ultima guerra vera scoppiata in Europa.

Ed ecco il problema. Il lavoro dello studioso, se non è accecato dall’ideologia e dalla faziosità, non è quello di sostenere con tutti i mezzi una determinata causa, foss’anche la più nobile. Il lavoro dello studioso è di dire le cose come stanno, in base alle risultanze della ricerca scientifica. Se non fa questo, e decide che cosa dire e che cosa non dire in base all’opportunità politico-militare del momento, perde completamente la sua credibilità.

Ma dire le cose come stanno è difficile nel corso di una guerra, e lo è particolarmente sui media più autorevoli (stampa e tg), che – giustamente dal loro punto di vista – si sentono impegnati in una missione suprema, la guerra al Covid, non certo a dare ai propri lettori una rappresentazione accurata della realtà. Il guaio, per lo studioso, è che – fra le molte cose vere o supportate dai dati – ve ne sono parecchie che non tengono alto il morale delle truppe, o addirittura hanno effetti di demoralizzazione.

Né si pensi che tutto il problema stia nei mezzi di comunicazione ufficiali e a vasta diffusione, come i quotidiani nazionali e le reti tv. In questi mesi ho letto sul web migliaia di interventi, sia di tipo scientifico sia di tipo giornalistico, sul Covid e i vaccini, e quasi sempre, fin dalle prime righe, sono stato in grado di riconoscere l’intento primario dell’autore: o la difesa della vaccinazione, o la messa in dubbio della sua utilità e sicurezza.

Aut Aut. Mai il tentativo di raccontare l’intera verità, o perlomeno quello che fino a quel momento si sa dell’andamento dell’epidemia e dei mezzi per contrastarla.

2 [Dal fact checking al fake checking]

Questa compulsione a prendere partito, riducendo al minimo i dubbi e le sfumature, è tanto più interessante quando si manifesta negli interventi di fact checking, i cui estensori ambirebbero ad un ruolo di giudici obiettivi e neutrali: anche lì, dopo poche righe, capisci dove si va a parare.

La pratica del fact checking, proliferata durante il Covid, meriterebbe uno studio a sé. In innumerevoli casi si è trasformata in una sorta di killeraggio a danno delle posizioni eterodosse, anche se sostenute da studiosi autorevoli, o supportate da pubblicazioni in riviste prestigiose.

Forse il caso più clamoroso di killeraggio è stato quello nei confronti degli scienziati che sostengono la tesi, minoritaria ma non del tutto priva di argomenti a supporto, secondo cui la vaccinazione di massa – in presenza di alti livelli di circolazione del virus – possa favorire la nascita di varianti resistenti al virus.

Questa tesi, giusta o sbagliata che sia, è stata completamente cancellata dalla comunicazione pubblica, perché avrebbe potuto instillare il dubbio che sia stata una follia, nell’autunno-inverno del 2020, non abbattere la circolazione del virus prima di iniziare la vaccinazione di massa; e ora potrebbe alimentare il sospetto che la vaccinazione non basti, e che l’era delle restrizioni e dei lockdown non sia affatto finita.

Nonostante gli sforzi per cancellarla e squalificarla, la tesi della pericolosità della vaccinazione di massa in condizioni di alta circolazione del virus sta faticosamente riemergendo nel dibattito scientifico, anche in sedi prestigiose come la rivista “Nature”. Forse, dovremmo smettere di parlare di fact checking, e prendere atto della mutazione: in epoca di guerra, il fact checking si è trasformato in fake checking, al servizio dell’ortodossia dominante.

Ricapitolando: la dichiarazione di guerra al Covid, scattata con l’inizio della campagna di vaccinazione (27 dicembre 2020), ha reso la vita difficile al dubbio e all’esercizio del senso critico, che pure dovrebbero essere – in una situazione in cui la scienza ha pochissime certezze – le modalità normali di comunicazione. Il tutto in favore di uno stile di comunicazione parziale ed omissivo, dove la chiave di volta non è ciò che si racconta, ma ciò di cui si preferisce tacere.

3 [Tre casi di sproporzionata disattenzione]

Lo stile omissivo tocca sia la comunicazione provax, volta alla promozione della campagna vaccinale, sia quella nivax, volta a sollevare dubbi sulla vaccinazione (della comunicazione platealmente novax non mi occupo, essendo facilmente riconoscibile e poco interessante).

E’ il caso di notare, tuttavia, che vi sono anche omissioni che, almeno a prima vista, non hanno una evidente finalità pro o antivax. Sembrano, piuttosto, frutto di un mix di superficialità, disattenzione, gregarismo (il desiderio di parlare di ciò di cui parlano tutti, per parafrasare il romanzo di Francesco Piccolo).

Rientrano in questa categoria tre casi di “sproporzionata disattenzione” a ipotesi scientifiche interessanti e – se vere – potenzialmente ricche di conseguenze pratiche:

la trasmissione aerea del virus (attraverso aerosol, anziché attraverso le goccioline);
il ruolo protettivo della vitamina D;
le basi genetiche della suscettibilità individuale al virus, nonché l’esistenza (da gennaio 2021) di un test per individuare gli italiani suscettibili (circa 1 su 6);

Sul primo punto (trasmissione mediante aerosol), il silenzio è durato circa un anno. Nonostante pubblicazioni scientifiche e appelli di centinaia di scienziati di decine di paesi, per tutto il 2020 l’Oms non ha mai voluto prendere seriamente atto di questa possibilità. In Italia, grazie a una lettera aperta del prof. Giorgio Buonanno, l’allarme sulla realtà della trasmissione mediante aerosol era scattato fin dal 27 marzo 2020 (pochi giorno dopo l’inizio del lockdown), ma è stato completamente ignorato dalle autorità sanitarie, e solo tardivamente preso in qualche considerazione dai mass media.

Sul secondo punto (vitamina D), salvo isolate eccezioni, l’attenzione dei media è stata sempre bassissima, e sostanzialmente succube del Ministero della Salute che, diversamente dalla comunità scientifica, ha sempre cercato di togliere ogni legittimità all’ipotesi di un nesso fra carenza di vitamina D e suscettibilità al Covid. Ancora oggi (settembre 2021), sul sito del Ministero, l’ipotesi è sbrigativamente derubricata a fake news.

Sul terzo punto (basi genetiche), l’esistenza di una copiosa letteratura scientifica, e l’indubbia importanza dell’esistenza di un test (dell’Università di Verona) per individuare i soggetti più a rischio, non sono bastati ad attirare l’interesse dei media e delle autorità sanitarie.

Naturalmente, è comprensibile che Oms, governi, e autorità varie abbiano provato a ignorare e screditare ipotesi che potevano risultare (o quanto meno apparire) in contrasto con le politiche adottate. Meno chiaro perché i media le abbiano quasi completamente ignorate.

4 [I tabù di provax e nivax]

Ma torniamo ai tabù dei media provax e nivax.

L’informazione provax è incapace di accettare qualsiasi notizia scientifica che vada contro il totem della vaccinazione, così smorzando il consenso del pubblico, o disturbando i piani del governo. Nell’estate 2021, ad esempio, in piena stagione turistica, è stata messa la sordina alle ricerche che dimostravano che anche i vaccinati possono trasmettere il virus, e che non è affatto vero che fra vaccinati non ci si infetta: l’imperativo categorico era rendere desiderabile la vaccinazione, e favorire il decollo del Green Pass. E’ presumibile che nascondere i limiti della vaccinazione possa aver spinto la vaccinazione stessa, ma è certo che magnificare acriticamente le virtù protettive dei vaccini ha contributo a ridurre la vigilanza e il rispetto delle regole di prudenza.

Non solo. Fra giugno e agosto la medesima sordina è stata imposta ad altre due notizie potenzialmente in grado di disturbare il manovratore: la notizia che Astra Zeneca, almeno nei primi mesi dalla seconda dose, è molto meno efficace di Pfizer, e la notizia che, dopo 6 mesi, l’efficacia di entrambi i vaccini è gravemente compromessa.

La prima notizia avrebbe reso difficile continuare a vaccinare con AstraZeneca, la seconda avrebbe impedito al governo di cavarsela portando da 9 a 12 mesi la validità del Green Pass, e lo avrebbe costretto ad avviare subito una campagna di rivaccinazione (come si apprestano a fare Israele, Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia e molti altri paesi, europei e non).

E’ comprensibile che il Comitato tecnico-scientifico, che di fatto si muove come un organo politico, abbia dato il suo ok, ma è meno comprensibile che la stampa libera sia rimasta piuttosto quieta, come se lasciare scarsamente coperte milioni di persone (i vaccinati nei primi mesi 2021) non avesse costi umani seri, sotto forma di maggiori ospedalizzazioni e maggiori decessi.

L’informazione nivax, d’altro canto, pare strutturalmente incapace di leggere i dati. Ogni sorta di espediente logico viene usato per mettere in dubbio l’efficacia del vaccino. Ogni notizia che, a prima vista, suggerisce che i vaccinati si ammalano più dei non vaccinati, viene sbandierata acriticamente.

E’ interessante rilevare i non sequitur, i trucchi, le ingenuità della anti-informazione nivax. Per esempio il salto logico: anche i vaccinati possono infettarsi e trasmettere il virus, dunque è inutile pretendere il Green Pass (come se uno dicesse: qualche automobilista muore nonostante abbia la cintura di sicurezza, quindi non imponiamo le cinture di sicurezza).

Ancora più interessanti le ingenuità alla Cacciari, miseramente franato sul “paradosso di Simpson”, una trappola statistica in cui si può cadere quando la relazione fra due variabili (vaccinazione e decesso) viene analizzata ignorando una terza variabile (l’età) che può capovolgere il segno della relazione. E infatti gli stessi dati invocati da Cacciari per insinuare che il vaccino non funziona, correttamente analizzati (dagli studiosi, ripresi dalla stampa provax), provano semmai l’esatto contrario.

Per non parlare dell’uso partigiano dell’argomento retorico “non ci sono prove incontrovertibili che…”, un grimaldello con il quale diventa possibile giustificare o squalificare ogni sorta di affermazione, dalla pericolosità potenziale dei vaccini (non ci sono prove di effetti negativi sulla fertilità), all’efficacia preventiva della vitamina D (non ci sono prove che funzioni), ai rischi della trasmissione del virus mediante aerosol (non ci sono prove che avvenga).

Eppure, ci si dovrebbe rendere conto che l’argomento della mancanza di prove incontrovertibili è puramente retorico: l’assenza di prove può essere usata, intercambiabilmente, a sostegno di una tesi (non ci sono prove che la terapia X funzioni) così come della tesi contraria (non ci sono prove che la terapia X non funzioni).

E’ il caso di notare che l’uso strumentale, da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità, dell’argomento “non ci sono prove incontrovertibili che…” ha impedito, per circa un anno, di riconoscere la possibilità e la pericolosità della trasmissione aerea (mediante aerosol), a dispetto degli innumerevoli studi, appelli e lettere aperte di centinaia di scienziati internazionali. Una cecità che, riducendo la vigilanza negli ambienti indoor, ha sicuramente aumentato, e non di poco, il numero dei morti per Covid.

Alle fine, quel che accomuna i due campi è l’omissione di informazioni rilevanti, e la selezione arbitraria di pezzi di informazione funzionali alla tesi che si vuole difendere, il cosiddetto cherry picking.

5 [Scelta vaccinale e razionalità]

Si potrebbe pensare, arrivati a questo punto, che il modo di disinformare di provax e nivax si riduca alla scelta dei tasselli da mettere in campo o, se preferite, alla gestione dei tabù.

In realtà non è tutto, c’è anche la matematica, o meglio la scarsa dimestichezza con la matematica, la logica e la statistica necessarie per destreggiarsi nei meandri dell’epidemia (un esempio lo abbiamo già visto a proposto del paradosso di Simpson). Prendiamo la questione della vaccinazione dei più giovani, ragazzi e bambini. L’atteggiamento prevalente nell’informazione main stream è di presentare l’esitazione vaccinale (ossia la posizione di chi teme la vaccinazione e non ha ancora deciso se vaccinarsi, o se vaccinare i propri figli), come un atteggiamento irrazionale, frutto di ignoranza e disinformazione.

Ma la matematica della scelta razionale, sia nella sua versione utilitarista sia in quella della portfolio selection (che incorpora l’avversione al rischio nelle funzioni di utilità soggettiva), racconta tutta un’altra storia. Per giudicare non razionale la scelta di non vaccinarsi dovrebbero essere noti, come minimo, il rischio di ammalarsi gravemente e i rischi connessi a effetti avversi di breve, medio e lungo periodo. Poiché il primo (rischio di malattia grave) è bassissimo per i più giovani, e i secondi (rischi futuri) sono semplicemente sconosciuti, non c’è nulla di intrinsecamente irrazionale nell’evitare un rischio di entità sconosciuta per proteggersi da un rischio di entità nota e trascurabile, o comunque bassissima (per un under 18 il rischio di decesso per Covid è almeno 10 volte più basso di quello di morire per un incidente stradale). Tanto è vero che, nelle scienze sociali, la scelta di non vaccinarsi viene tipicamente analizzata con gli strumenti della teoria dei giochi, ossia dentro il paradigma della rational choice.

Nel linguaggio della teoria della scelta razionale: il soggetto è costretto ad operare con probabilità soggettive, in una situazione che – tecnicamente – si definisce di incertezza, perché non solo è impossibile prevedere con esattezza le conseguenze dell’azione, ma non è neppure possibile assegnare delle probabilità obiettive ai vari esiti possibili. Se il soggetto percepisce i rischi futuri (sconosciuti) come superiori ai benefici (stimabili, e fortemente dipendenti dall’età) non si dà un modo scientifico di convincerlo a rifare i calcoli in altro modo. Si può solo tentare di persuaderlo che sopravvaluta i rischi del vaccino, e attendere che la scienza – forte di anni di sperimentazione sul campo – abbia gli elementi per risultare convincente.

Certo si può affermare che chi non si vaccina aumenta il rischio altrui, ma altrettanto bene si può obiettare che un genitore che autorizza la vaccinazione del figlio o della figlia minorenne ha una doppia responsabilità, verso la società ma anche verso la prole, di cui mai vorrebbe mettere a repentaglio l’integrità fisica futura. Nella mia esperienza, questa obiezione viene soprattutto dalle madri, indipendentemente dal livello di istruzione, e non è agevolmente controvertibile. La decisione di vaccinare o non vaccinare un bambino, che politici e mass media tendono a presentare come una questione di senso civico, rientra assai più plausibilmente nel campo delle “tragic choices”, per usare la classica formulazione di Guido Calabresi.

Insomma: la scelta di vaccinarsi è razionale, ma quella di non farlo può esserlo altrettanto, esattamente come può essere razionale tanto scommettere sul verificarsi di un evento quanto scommettere sul fatto che non si verifichi (la differenza la fanno le percezioni soggettive dei decisori, nonché le rispettive propensioni al rischio).

Personalmente propendo per la vaccinazione, ma trovo sorprendenti la superficialità, l’arroganza e il paternalismo con cui – in una parte non piccola della comunicazione pubblica – vengono squalificati coloro che esprimono dubbi.

6 [Due metriche per l’efficacia vaccinale]

La mancanza di dimestichezza con la matematica gioca anche altri brutti tiri. Ad esempio, porta a sottovalutare le differenze di efficacia fra i vaccini. Mi spiego con un esempio. Se ci dicono che il vaccino A fornisce una protezione del 95%, e il vaccino B del 90%, tendenzialmente ci facciamo l’idea che fra i due vaccini non vi siano grandi differenze. Invece le differenze sono enormi: il vaccino A riduce il rischio di un fattore 20, il vaccino B di un fattore 10.

Il fattore di riduzione (f), infatti, è legato all’efficacia del vaccino (ε) dalla formula:

f = (1 – ε)-1

Se la si analizza attentamente, ci si rende conto che variazioni di efficacia apparentemente modeste, come quelle legate alla variante (delta piuttosto che alpha), al periodo di vaccinazione (primo o secondo trimestre del 2021), o al vaccino usato (Pfizer o AstraZenca), possono essere associate a enormi differenze nella protezione dal rischio, anche da una amplissima protezione 33 (efficacia del 97%) a una modesta protezione 3 (efficacia del 67%).

Che i mass media, quando parlano di efficacia, usino sempre la metrica di ε e non quella di f induce il pubblico a non percepire le grandissime differenze che possono sussistere fra situazioni e fra vaccini.

7 [L’aritmetica dell’immunità di gregge]

Il caso più clamoroso di incomprensione dell’aritmetica dell’epidemia è però quello della cosiddetta immunità di gregge. Uno degli argomenti più ripetuti a favore della vaccinazione di massa è che, grazie ad essa, raggiungeremo l’immunità di gregge. L’argomento è spesso accompagnato da percentuali-obiettivo, tipo “dobbiamo vaccinare almeno il 70% degli italiani”, e dalla tesi secondo cui – proteggendo una certa percentuale della popolazione – anche i non vaccinati risulterebbero protetti (una curiosa applicazione del concetto di free rider).

Ma questi argomenti non sono semplicemente fuorvianti, sono del tutto errati. Intanto non è vero che, raggiunta la percentuale che garantisce l’immunità di gregge, i vaccinati proteggono anche i non vaccinati. Il significato della soglia di copertura vaccinale necessaria (70% nell’esempio) è solo che, se la si raggiunge (e se si adottano alcuni assunti semplificatori sulle interazioni sociali), l’epidemia si ferma, e se la si supera – prima o poi – l’epidemia si spegne. In altre parole: i non vaccinati continuano ad ammalarsi e morire, ma il numero di nuovi casi diventa sempre più piccolo, fino ad azzerarsi in un futuro più o meno lontano.

La formula standard per calcolare la copertura vaccinale (Vc) che garantisce l’immunità di gregge è:

Vc = 1-1/R0

dove R0 è il numero di riproduzione di base, ossia il numero medio di persone contagiate da un soggetto che si ammala. Il valore di R0 era circa 3 all’inizio dell’epidemia, è diventato circa 5 con la variante alpha, e circa 8 con la variante delta. In concreto, vuol dire che con il virus originario ci sarebbe bastato vaccinare 2/3 della popolazione, con la variante alpha (sopraggiunta nell’inverno 2020-2021) avremmo dovuto vaccinare l’80% della popolazione, con la variante delta (divenuta prevalente nella primavera del 2021) dovremmo vaccinare l’87.5% della popolazione. L’obiettivo è chiaramente irraggiungibile, a meno di imporre l’obbligo vaccinale e abbassare ancora un po’ l’età minima dei vaccinabili.

Ma supponiamo di farlo e che, con le buone o con le cattive, si riesca a vaccinare il 95% della popolazione. Basterebbe a spegnere l’epidemia?

La risposta è no, perché la formula dell’immunità di gregge vale per i vaccini sterilizzanti, che immunizzano completamente chi si vaccina. Il che vuol dire: chi si vaccina non può infettarsi, né trasmettere il virus ad altri. Se il vaccino è leaky, cioè non sterilizzante, vale una formula modificata:

Vc = (1-1/R0)/E

dove il termine E rappresenta quel che alcuni studiosi chiamano “efficienza vaccinale”, ossia la capacità media di impedire reinfezioni e trasmissione ad altri.

L’efficienza di un vaccino sterilizzante è per definizione 1, ossia è pari al 100%, e genera la prima formula, in cui E non compare. Quella di un vaccino leaky è difficile da calcolare, se non altro perché dipende dal mix di varianti presente in un dato momento in un certo luogo, ma certamente è ampiamente inferiore a 1.

Supponendo, ottimisticamente, che sia 0.80, il valore di Vc passa da 0.875 (per E=1) a 1.094, il che significa: non basta vaccinare l’87.5% della popolazione, ma occorrerebbe vaccinare il 109.4%.

Un risultato chiaramente assurdo, che però ha una interpretazione concreta molto chiara e tranchant: con un vaccino leaky, a meno che la sua efficienza sia pari o superiore all’87.5%, non basta neppure vaccinare l’intera popolazione.

Tutto questo è perfettamente noto agli specialisti e, dopo un articolo apparso su “Nature” nel 2021, è ormai dato per scontato nella letteratura scientifica. Nella comunicazione pubblica invece no, si continua a alimentare l’illusione che, se ci vaccineremo tutti, potremo usufruire dell’immunità di gregge.

Il tutto in un’epoca in cui non si fa che parlare di precision journalism, computer assisted reporting, data journalism, fact checking, eccetera eccetera. Forse c’è qualcosa che non va.

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