Un futuro pieno di schifezze fatte dall'IA: il monito di 800 creativi
Una mobilitazione internazionale dei settori creativi punta a stabilire norme rigide per le licenze digitali, con l'obiettivo di contrastare un futuro dominato da produzioni sintetiche di scarso valore e proteggere la dignità economica dei professionisti
di Nino Grasso pubblicata il 22 Gennaio 2026, alle 11:51 nel canale WebIl panorama della creazione digitale corre il rischio di scivolare verso un futuro in cui la rete viene inondata da materiali di scarsa qualità generati in serie per scopi puramente commerciali. Per scongiurare questo scenario, la Human Artistry Campaign ha presentato un insieme di linee guida volte a ripristinare l'equilibrio tra innovazione tecnica e rispetto del lavoro intellettuale. Si tratta di una richiesta di trasparenza assoluta riguardo ai set di dati utilizzati per istruire i sistemi di calcolo, che spesso attingono a opere protette senza alcuna autorizzazione.
La coalizione sottolinea che la proliferazione di contenuti generati senza supervisione umana non solo danneggia il mercato, ma rischia di saturare l'ecosistema informativo con prodotti mediocri (schifezze, come le ha definite TheVerge). Le nuove proposte puntano a imporre un sistema di licenze esplicite, in cui ogni passaggio della catena produttiva software debba essere approvato dai legittimi proprietari dei contenuti originali. L'idea centrale è che la tecnologia debba supportare la capacità umana, anziché sostituirla con una produzione massiva e priva di valore estetico o informativo.
I 7 punti da seguire per evitare di inondare la rete con contenuti di scarsa qualità
Un punto cruciale della discussione riguarda la necessità di compensi equi per l'uso dei cataloghi creativi. Le organizzazioni firmatarie evidenziano come la sostenibilità delle carriere artistiche sia minacciata da pratiche che prelevano dati protetti senza riconoscere un valore economico agli autori. Assicurare una remunerazione proporzionata è considerato l'unico modo per mantenere vivo un settore che altrimenti verrebbe soffocato dalla concorrenza sleale di prodotti automatizzati a costo zero. I sette punti tracciati dalla Human Artistry Campaign toccano le seguenti indicazioni generali:
- La tecnologia come strumento per potenziare l'espressione umana, e non sostituirla
- Il ruolo essenziale e insostituibile delle opere create dall'uomo
- Obbligo di autorizzazione e licenze di mercato per l'uso di opere protette
- No a nuove esenzioni sul copyright a favore degli sviluppatori di IA
- Tutela del copyright riservata esclusivamente alla creatività intellettuale umana
- Importanza della trasparenza e della tracciabilità per la tutela dei creatori
- Rappresentanza degli interessi dei creatori nelle decisioni politiche
Oltre alle questioni economiche, emerge un tema legato alla fiducia del pubblico. L'accoglienza di queste tecnologie è spesso condizionata dalla consapevolezza del loro impiego. Di recente, in un'intervista con TheVerge, il CEO di Razer ha indicato come i consumatori tendano ad apprezzare i risultati ottenuti tramite algoritmi solo quando non sono consapevoli della natura artificiale del prodotto. Se l'origine software venisse dichiarata apertamente, il valore percepito dall'utente finale potrebbe diminuire drasticamente, confermando il timore che un eccesso di automazione porti inevitabilmente a un disinteresse verso la qualità stessa della produzione.
Garantire che i contenuti non diventino semplici sequenze di dati privi di intenzione richiede un intervento normativo che metta al centro il consenso, secondo le linee guida indicate nella campagna. La battaglia per le licenze non è quindi solo una questione legale, ma una difesa dell'autenticità in un mercato che rischia di preferire la quantità alla sostanza. Fra i firmatari ci sono diverse organizzazioni, fra cui artisti, scrittori, attori e musicisti come Cate Blanchett, Scarlett Johansson, R.E.M.,The Roots e Cyndi Lauper.










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20 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoma se è questo che l'utenza vuole
dopo il declino di arte, musica, cinematografia, videogiochi, scrittura e tutto il resto, la gente continua a chiedere roba di scarso valore
l'industria la foraggia, il consumatore se ne nutre
la gente ne vuole di piu', chi non si è abituato presto o tardi ne sarà comunque contagiato
il contesto dello "scarso valore" è reale, ci viviamo dentro, è ineRuttabile
Ma anche no
L'AI migliorerà sempre più, molti di loro invece hanno già fatto il loro tempo.
Ma anche no
Non mi sembra che dicano questo.... per me hanno ragione... bisogna poter discernere le opere fatte da umani ed "opere" fatte con l'ia...
per me le opere fatte con l'ia, in ambito artistico, hanno valore prossimo allo zero, già ora...
L'AI migliorerà sempre più, molti di loro invece hanno già fatto il loro tempo.
Non centra nulla con questo discorso... anche se l'ia migliorerà sempre più (è tutto da vedere, in realtà
questo passaggio dell'articolo è fondamentale: "il CEO di Razer ha indicato come i consumatori tendano ad apprezzare i risultati ottenuti tramite algoritmi solo quando non sono consapevoli della natura artificiale del prodotto. Se l'origine software venisse dichiarata apertamente, il valore percepito dall'utente finale potrebbe diminuire drasticamente, confermando il timore che un eccesso di automazione porti inevitabilmente a un disinteresse verso la qualità stessa della produzione"
per me le opere fatte con l'ia, in ambito artistico, hanno valore prossimo allo zero, già ora...
Se confrontiamo Mozart, Caravaggio o Michelangelo, per dirne tre, anche qualsiasi opera musicale, dipindo o scultura fatte dall'uomo moderno sono di valore artistico prossimo allo zero.
Comunque convengo sul fatto che dire a una IA di creare qualcosa, non è creare qualcosa, sarebbe come dire che il creatore di un opera è il committente, non chi effettivamente la produce. Sul valore artistico non mi sbilancio, vedendo (per quel che seguo io) la produzione media videoludica, cinematografica, televisa e musicale moderna, forse forse far fare tutto a una IA addestrata con, che so, la musica anni 50-60-70, sarebbe meglio.
chissa quante sceneggiature sono state scartate dal produttore di turno....e chissà per quali motivi....
chissa quante sceneggiature sono state scartate dal produttore di turno....e chissà per quali motivi....
Infatti son tutti terrorizzati da quello, mica da altro.
Dal fatto che un giorno (manco tanto lontano) potresti metterti sul divano, davanti alla TV e crearti la tua personalissima serie tv che nessuno potrà mai chiuderti in faccia dopo un cliffhanger.
Ti metti a tavolino a scrivere lore, personaggi e personalità, ambientazione, tutto quello che ti viene in mente, anche una cronologia di eventi, scritta a cavolaccio. Poi usi un LLM per perfezionarla e scrivere un autentico manuale del tuo personalissimo mondo. Fatto quello lo carichi su una IA e gli dici "creami una storia a puntate basata su questo documento", con un prompt fatto meglio chiaramente, magari impostando anche lo stile in cui vuoi la storia si svolga e venga raccontata. E te la godi. Se per caso noti errori, lo scrivi alla IA e questa si corregge e corregge la memoria.
E' già possibilissimo fare qualcosa testuale in questa maniera, non troppo lungo che poi magari si impappina, ma possibile. In futuro probabile dal testo si passerà a testo + immagini e magari direttamente a video di alcuni minuti.
Chiaro, distruggeremo il pianeta, ma quello ormai è inevitabile mi sa.
Dal fatto che un giorno (manco tanto lontano) potresti metterti sul divano, davanti alla TV e crearti la tua personalissima serie tv che nessuno potrà mai chiuderti in faccia dopo un cliffhanger.
Ti metti a tavolino a scrivere lore, personaggi e personalità, ambientazione, tutto quello che ti viene in mente, anche una cronologia di eventi, scritta a cavolaccio. Poi usi un LLM per perfezionarla e scrivere un autentico manuale del tuo personalissimo mondo. Fatto quello lo carichi su una IA e gli dici "creami una storia a puntate basata su questo documento", con un prompt fatto meglio chiaramente, magari impostando anche lo stile in cui vuoi la storia si svolga e venga raccontata. E te la godi. Se per caso noti errori, lo scrivi alla IA e questa si corregge e corregge la memoria.
E' già possibilissimo fare qualcosa testuale in questa maniera, non troppo lungo che poi magari si impappina, ma possibile. In futuro probabile dal testo si passerà a testo + immagini e magari direttamente a video di alcuni minuti.
Chiaro, distruggeremo il pianeta, ma quello ormai è inevitabile mi sa.
e poi forse, dopo il tuo prompt, dietro la IA c'è qualche ragazzino in Kenya pagato niente ...
https://www.rsi.ch/info/dialogo/I-l...A--3267404.html
PS: avevo messo la faccina che ride, ma c'è poco da ridere...
https://www.rsi.ch/info/dialogo/I-l...A--3267404.html
ca..i suoi
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