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Old 08-06-2021, 15:30   #61
GoFoxes
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Originariamente inviato da Pino90 Guarda i messaggi
Ovviamente sì. Barilla è libera di dire ciò che vuole. Se ne assuma le conseguenze. Se ritengo la sua politica non etica o immorale, sono liberissimo di non comprare i suoi prodotti. A differenza di altri pensieri e comportamenti, questo non lede i diritti di nessuno.
E che diritti lederebbe, che so, esprimere la propria opinione, positiva o negativa che sia, verso un orientamento sessuale o verso una tipologia di famiglia?

Cioè, che diritti avrebbe leso quello della Barilla? Che diritti lederebbe uno che afferma "per me la famiglia è solo quella tra uomo e donna"? Perché se il problema è la sensibilità di qualcuno, allora varrebbe anche l'opposto, due uomini che si baciano ledono la sensibilità di due cristiani (o musulmani, così gli anti-clericali non scassano).

Così, per capire, perchè un conto è impedire d fare qualcosa a qualcuno, un conto è esprimere la propria opinione, anche in maniera maleducata.

Eliminare le parole (che è quello che si vuole fare) è il primo passo verso controllare il pensiero della gente (che è il vero obiettivo), e questo lo scriveva già Orwell in 1984.
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Old 08-06-2021, 15:43   #62
canislupus
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Originariamente inviato da giuliop Guarda i messaggi
L'orientamento sessuale *non* è una scelta; tu non hai scelto di essere (come mi sembra di capire) eterosessuale.
Ah boh... non lo so... con tutte le opzioni proposte da Facebook dovrei scegliere quella più aderente

Fino ad oggi avrei detto eterosessuale... ormai non si hanno più certezze

P.S. Mi sei mancatooooo... era da un po' che non mi commentavi..
__________________
Se non ti rispondo... sei nella mia IgnoreList...
Non sei una brutta persona, non mi interessa il tuo pensiero...

Ultima modifica di canislupus : 08-06-2021 alle 15:46.
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Old 08-06-2021, 15:50   #63
Pino90
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E che diritti lederebbe, che so, esprimere la propria opinione, positiva o negativa che sia, verso un orientamento sessuale o verso una tipologia di famiglia?

Cioè, che diritti avrebbe leso quello della Barilla? Che diritti lederebbe uno che afferma "per me la famiglia è solo quella tra uomo e donna"? Perché se il problema è la sensibilità di qualcuno, allora varrebbe anche l'opposto, due uomini che si baciano ledono la sensibilità di due cristiani (o musulmani, così gli anti-clericali non scassano).
Sono le azioni che ne derivano, non i pensieri. Quel pensiero supporta una serie di azioni volte a limitare la libertà delle persone e il loro diritto di fare un poco il cavolo che vogilono finchè non danneggiano te. Non mi risulta che ad esempio il matrimonio di due persone, qualsiasi sia il loro genere, ti danneggi in alcun modo.
Per cui se si esprime un pensiero che supporta queste azioni e privazioni, ci se ne deve assumere le conseguenze.

E buttarla sul ledere la sensibilità è una cazzata stratosferica che non c'entra una mazza, degna del peggior benaltrista che vuole buttarla in caciara. Ma come ho già detto una decina di post fa sono sicuro che non scenderesti tanto in basso
__________________
MALWARES
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Old 08-06-2021, 15:58   #64
GoFoxes
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Sono le azioni che ne derivano, non i pensieri. Quel pensiero supporta una serie di azioni volte a limitare la libertà delle persone e il loro diritto di fare un poco il cavolo che vogilono finchè non danneggiano te. Non mi risulta che ad esempio il matrimonio di due persone, qualsiasi sia il loro genere, ti danneggi in alcun modo.
Per cui se si esprime un pensiero che supporta queste azioni e privazioni, ci se ne deve assumere le conseguenze.

E buttarla sul ledere la sensibilità è una cazzata stratosferica che non c'entra una mazza, degna del peggior benaltrista che vuole buttarla in caciara. Ma come ho già detto una decina di post fa sono sicuro che non scenderesti tanto in basso
Che cavolo vuol dire quel pensiero supporta una serie di azioni?
Una opinione è una opinione, e chiunque ha il diritto di avere l'opinione che gli pare su qualsiasi cosa (anche i nazisti). Esiste ancora la libertà di pensiero.

Un'azione è una cosa completamente diversa ed infatti le azioni poi portano a conseguenze di cui uno si prende le responsabilità, e di solito la legge serve a limitare le azioni che uno può compiere, non le opinioni che uno può avere.

Al di là che per me non dovrebbe manco esistere l'offesa, perché è stupido offendersi, una persona intelligente non lo fa, mai, ma se io esprimo educatamente una mia opinione, senza voler limitare in alcun modo la libertà di altri, perché dovrei essere puito?

Se dico che non andrei mai a caccia, non significa che sia contro la caccia.
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Old 08-06-2021, 20:09   #65
Therinai
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Purtroppo in Italia abbiamo una mentalità troppo ossessionata dal giudicare il prossimo su tutto quello che fa, non solo sul genere, ma a volte anche solo dal vestire o qualsiasi cosa che e' diversa dalla media...

Ci si rende conto bene di questa cosa quando capita di vivere all'estero per un certo periodo, io ho vissuto a Tokyo tanti anni fa e lì si vedeva veramente di tutto fra mode assurde e abitudini strane, pero' tutto era tollerato con una tranquillità incredibile, perche' per loro tutto andava bene finche' non si creava fastidio al prossimo e tutti si rispettavano. Era veramente un bel vivere, ma purtroppo in Italia siamo anni luce dal raggiungere una situazione del genere.
Quoto l'ossessione degli italiani sul giudicare qualsiasi dettaglio altrui (ma che ti frega dico sempre io, sembra una specie di sport o hobby nazionale, o un vizio irresistibile, non so come inquadrarlo di preciso).

Quoto meno il confronto con Tokyo e il giappone, da quello che sono riuscito a vedere sono peggio di noi, vivi bene finché rientri nei canoni culturali. Tokyo in particolare è una vetrina sberluccicante che non corrisponde a ciò che succede nel resto del Paese. Un po' come Londra e il resto del UK, o Milano e il resto d'italia. Insomma due gay vestiti di rosa con i capelli viola li si vede tanquillamente in cnetor a Milano, ma a ostia un po' meno, per fare un esempio stupido. In giappone è la stessa cosa, tokyo è una scatoletta dove sia i giapponesi che i turisti sono liberi di esibirsi in spettacoli folkloristici, diciamo così, ma appena fuori va diversamente, e poi lì per gli occidentali è più difficile percepire come stanno le cose, se hai la facica da occidentale automaticamente ti viene riservato un trattamento diverso.
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Thread ASPETTANDO SILENT HILL 2 REMAKE 2023 | Odio Ranni. | Thread ASPETTANDO Life is Strange: Double Exposure
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Old 09-06-2021, 00:45   #66
Tasslehoff
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Ma non diciamo boiate.

La famiglia "tradizionale" (occidentale in questo caso, e non solo) esiste eccome, ed è frutto della tradizione *storica*, con cui la scienza non c'entra un tubo: si può discutere ed evidenziare per quali motivi la tradizione sbagli o meno, ma non "cancellarla" dicendo che non esiste, né è mai esistita.

E lo stesso è per la famiglia naturale (= biologica): gli omosessuali (*purtroppo*, giusto per sottolineare la mia posizione) non possono avere figli *naturali* (= biologici) per cui, se vuoi includere il loro tipo di "famiglia", devi ridefinire la parola; e sottolineo ridefinirla, non fare finta che la definizione precedente non sia mai esistita.

Sono semplici tentativi di revisionismo Orwelliani, decisamente disgustosi.
Beh allora ti consiglio di scrivere una pubblicazione e sottoporla alla comunità scientifica se sei così convinto, evidentemente in 150 anni di antropologia si sono tutti "sbagliati"

Quote:
C'è una differenza *abissale* fra subire violenza fisica per il proprio orientamento e pretendere di essere chiamati con il "voiloro" nei giorni dispari perché altrimenti "mi sento offeso".

Sopra hai glissato sulla mia domanda, ma non t'è servito a molto, sempre del solito argomento traballante si tratta.

Ma non doveva essere chi subisce l'offesa, o la violenza, a stabilire cosa sia offensivo o violento?

Chi parla per la Barilla non ha il diritto di sentirsi offeso, e che ci si comporti in modo da *rispettare* il loro punto di vista? E per rispettarlo cosa fai, li boicotti?

È il solito doppio standard, "bisogna avere rispetto della sensibilità, purché corrisponda con la mia", ovvero la solita ipocrisia.
E di grazia boicottare un prodotto (perchè l'azienda che lo produce da una visione che non condivido e lancia un messaggio con cui non concordo) è fare violenza?
Mentre invece etichettare come mostri persone che hanno un orientamento sessuale o che hanno una identità di genere diversa dal genere con cui sono nati invece è "esprimere un punto di vista"?
Interessante...
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https://tasslehoff.burrfoot.it | Cloud? Enough is enough! | SPID… grazie ma no grazie
"Arguing that you don't care about the right to privacy because you have nothing to hide is no different than saying you don't care about free speech because you have nothing to say."
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Old 09-06-2021, 00:53   #67
Tasslehoff
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Sulla Terra esiste l'individuo e va giudicato per quello fa in quanto individuo. Punto, indipendentemente da quale sia il suo colore o il suo orientamente sessuale, la religione, ecc. Dire di una persona "è immigrata, è omosessuale, è nera, quindi va protetta" è il vero razzismo, perché si sta pensando che quella persona non sia uguale a noi, ma inferiore (noi siamo in grado di proteggersi, loro no).
Bene, quindi ora siamo passati a etichettare come violenti e intolleranti coloro che subiscono violenza e intolleranza?
Insomma il mondo alla rovescia...

Quote:
Le leggi per proteggere i diritti di tutti ci sono dal '48, non ce n'è bisogno di nuove, basta farle rispettare, e questo è compito delle istituzioni, non di Barilla.
Ma naturalmente, ci sono e funzionano benissimo, tant'è che i crimini di odio o derivanti da omofobia e discriminazione non esistono?
Il prossimo step? Il femminicidio non esiste ed è un'invenzione delle pazze femministe?

C'è una chiara differenza tra chi commette un crimine violento per motivazioni comuni (es un omicidio o un'aggressione per rapina, per un trascorso personale, per interesse o per mille altri motivi) e per odio e discriminazione nei confronti di una determinata categoria (sia essa una donna, una persona omosessuale, o per motivi razziali).
Qualunque paese civile del mondo l'ha riconosciuto, ci sono quelli che hanno legiferato in tal senso e quelli che lo stanno per fare (poi ci sono quelli che lo ignorano volutamente e casualmente sono tutti governati da partiti di un certo tipo...).
Che vuoi che ti dica, evidentemente si sbagliano tutti...
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Old 09-06-2021, 06:43   #68
Doraneko
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Quoto meno il confronto con Tokyo e il giappone, da quello che sono riuscito a vedere sono peggio di noi, vivi bene finché rientri nei canoni culturali. Tokyo in particolare è una vetrina sberluccicante che non corrisponde a ciò che succede nel resto del Paese. Un po' come Londra e il resto del UK, o Milano e il resto d'italia. Insomma due gay vestiti di rosa con i capelli viola li si vede tanquillamente in cnetor a Milano, ma a ostia un po' meno, per fare un esempio stupido. In giappone è la stessa cosa, tokyo è una scatoletta dove sia i giapponesi che i turisti sono liberi di esibirsi in spettacoli folkloristici, diciamo così, ma appena fuori va diversamente, e poi lì per gli occidentali è più difficile percepire come stanno le cose, se hai la facica da occidentale automaticamente ti viene riservato un trattamento diverso.
Concordo abbastanza. Tokyo, pur essendo la capitale del Giappone, ne è forse la città meno adatta ad essere chiamata in causa per rappresentare lo stato dal punto di vista sociale. Tokyo è una sottile patina di cosmopolitismo sopra ad uno strato di km e km di tradizioni ed usanze vecchissime. Ciò che si vede è una specie di società estremamente variegata, colorata, vivace, ecc... ma potendo approfondire si scoprirebbero mentalità considerate arretrate anche qui da noi, dove "il diverso" viene escluso da certe dinamiche sociali perché non in armonia con queste, d'altra parte una nazione non può essere diventata così forte se non con una disciplina ferrea e un'altrettanto ferrea coesione sociale. Anche la coesione politica loro è a livelli impensabili qui da noi, il divide et impera è una creazione nostra, un calcio sui coglioni che loro non si sono dati, laddove è la norma per mandare avanti un paese europeo.
In sostanza, più o meno come dici tu, Tokyo non va giudicata dalle insegne al neon e da qualche cosplayer mentecatto che gira H24 vestito da Goku.
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Old 09-06-2021, 06:59   #69
Doraneko
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Bene, quindi ora siamo passati a etichettare come violenti e intolleranti coloro che subiscono violenza e intolleranza?
Insomma il mondo alla rovescia...

Ma naturalmente, ci sono e funzionano benissimo, tant'è che i crimini di odio o derivanti da omofobia e discriminazione non esistono?
Il prossimo step? Il femminicidio non esiste ed è un'invenzione delle pazze femministe?

C'è una chiara differenza tra chi commette un crimine violento per motivazioni comuni (es un omicidio o un'aggressione per rapina, per un trascorso personale, per interesse o per mille altri motivi) e per odio e discriminazione nei confronti di una determinata categoria (sia essa una donna, una persona omosessuale, o per motivi razziali).
Qualunque paese civile del mondo l'ha riconosciuto, ci sono quelli che hanno legiferato in tal senso e quelli che lo stanno per fare (poi ci sono quelli che lo ignorano volutamente e casualmente sono tutti governati da partiti di un certo tipo...).
Che vuoi che ti dica, evidentemente si sbagliano tutti...
Le tutele devono essere dell'individuo come tale, devono applicarsi a tutti nella stesso modo, questa è uguaglianza. Ultimamente ciò che molti cercano di fare è di farsi inquadrare come appartenenti a categorie svantaggiate e di ricondurre le proprie mancanze ad una qualche forma di accanimento del prossimo. Il problema è che al giorno d'oggi il vittimismo paga e ci sono carrozzoni di farabutti che se ne approfittano: non mi vanno bene le cose perché sono donna, gay, nero, ecc... quando invece sono i singoli individui ad essere causa dei loro problemi, non la farlocca categoria nella quale cercano di inserirsi.
Il femminicidio esiste ma quello vero non è che una minima parte della casistica che popolarmente viene fatta rientrare in questa fattispecie, stessa cosa per il razzismo, l'omofobia, ecc... Chi adduce a queste motivazioni per giustificare le proprie mancanze non lo fa perché vuole l'uguaglianza, lo fa perché vuole prevalere, perché vuole lo status di "speciale".
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Old 09-06-2021, 08:59   #70
canislupus
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Le tutele devono essere dell'individuo come tale, devono applicarsi a tutti nella stesso modo, questa è uguaglianza. Ultimamente ciò che molti cercano di fare è di farsi inquadrare come appartenenti a categorie svantaggiate e di ricondurre le proprie mancanze ad una qualche forma di accanimento del prossimo. Il problema è che al giorno d'oggi il vittimismo paga e ci sono carrozzoni di farabutti che se ne approfittano: non mi vanno bene le cose perché sono donna, gay, nero, ecc... quando invece sono i singoli individui ad essere causa dei loro problemi, non la farlocca categoria nella quale cercano di inserirsi.
Il femminicidio esiste ma quello vero non è che una minima parte della casistica che popolarmente viene fatta rientrare in questa fattispecie, stessa cosa per il razzismo, l'omofobia, ecc... Chi adduce a queste motivazioni per giustificare le proprie mancanze non lo fa perché vuole l'uguaglianza, lo fa perché vuole prevalere, perché vuole lo status di "speciale".
Mi trovo sostanzialmente d'accordo con questo pensiero.
Le discriminazioni esistono e sarebbe idiota negarle, però un conto è combattere chi discrimina, un altro conto è crearne di nuove con l'idea di proteggere proprio chi potrebbe sentirsi discriminato.
Per il presidente della Barilla la famiglia "tradizionale" è composta da uomo, donna e uno/più bambini.
E' la sua visione e può non coincidere con quella degli altri, ma non capisco perchè si dovrebbe trovare offensiva o discriminatoria.
Così come in quella pubblicità dello zucchero (non voglio fare pubblicità) si vedono due donne baciarsi.
E' la visione di quella società e non c'è nulla di cui offendersi o lamentarsi (se poi qualche cretino non è d'accordo, è un suo problema).
Si descrivono tipologie diverse di famiglie e non vedo francamente dove sia il problema.
Che poi cosa significa "tradizionale"?
Forse che storicamente parlando, di solito le famiglie erano composte da quella composizione?
E cosa ci sarebbe di migliore o peggiore in tale affermazione?
Per qualcuno essere tradizionali conferisce una sorta di aurea di superiorità?
Io non l'ho mai vista in questa ottica, ma sarò strano io.
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Ultima modifica di canislupus : 09-06-2021 alle 09:03.
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Old 09-06-2021, 09:05   #71
Zappz
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Quoto meno il confronto con Tokyo e il giappone, da quello che sono riuscito a vedere sono peggio di noi, vivi bene finché rientri nei canoni culturali. Tokyo in particolare è una vetrina sberluccicante che non corrisponde a ciò che succede nel resto del Paese. Un po' come Londra e il resto del UK, o Milano e il resto d'italia. Insomma due gay vestiti di rosa con i capelli viola li si vede tanquillamente in cnetor a Milano, ma a ostia un po' meno, per fare un esempio stupido. In giappone è la stessa cosa, tokyo è una scatoletta dove sia i giapponesi che i turisti sono liberi di esibirsi in spettacoli folkloristici, diciamo così, ma appena fuori va diversamente, e poi lì per gli occidentali è più difficile percepire come stanno le cose, se hai la facica da occidentale automaticamente ti viene riservato un trattamento diverso.
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Concordo abbastanza. Tokyo, pur essendo la capitale del Giappone, ne è forse la città meno adatta ad essere chiamata in causa per rappresentare lo stato dal punto di vista sociale. Tokyo è una sottile patina di cosmopolitismo sopra ad uno strato di km e km di tradizioni ed usanze vecchissime. Ciò che si vede è una specie di società estremamente variegata, colorata, vivace, ecc... ma potendo approfondire si scoprirebbero mentalità considerate arretrate anche qui da noi, dove "il diverso" viene escluso da certe dinamiche sociali perché non in armonia con queste, d'altra parte una nazione non può essere diventata così forte se non con una disciplina ferrea e un'altrettanto ferrea coesione sociale. Anche la coesione politica loro è a livelli impensabili qui da noi, il divide et impera è una creazione nostra, un calcio sui coglioni che loro non si sono dati, laddove è la norma per mandare avanti un paese europeo.
In sostanza, più o meno come dici tu, Tokyo non va giudicata dalle insegne al neon e da qualche cosplayer mentecatto che gira H24 vestito da Goku.
Si e' vero avete ragione, ora che ci penso pure a Tokyo discriminavano, ma lo facevano in modo civile e con eleganza.

Ricordo scene assurde, io non parlavo una parola di giapponese, ma la donna era quasi madrelingua e quando capitava di chiedere una qualsiasi cosa in giro ovviamente parlava lei, se l'interlocutore era un uomo si rivolgeva esclusivamente a me, la donna neanche la guardava, era tipo una voce fuoricampo. Pero' si vedeva che lo facevano per rispetto e non per arroganza, alla fine non dava fastidio neanche alla donna.
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Old 09-06-2021, 09:19   #72
GoFoxes
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Ma naturalmente, ci sono e funzionano benissimo, tant'è che i crimini di odio o derivanti da omofobia e discriminazione non esistono?
Il prossimo step? Il femminicidio non esiste ed è un'invenzione delle pazze femministe?
Ti dò una notizia, nel mondo esiste il male e non potrai mai esterirparlo.

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C'è una chiara differenza tra chi commette un crimine violento per motivazioni comuni (es un omicidio o un'aggressione per rapina, per un trascorso personale, per interesse o per mille altri motivi) e per odio e discriminazione nei confronti di una determinata categoria (sia essa una donna, una persona omosessuale, o per motivi razziali).
Qualunque paese civile del mondo l'ha riconosciuto, ci sono quelli che hanno legiferato in tal senso e quelli che lo stanno per fare (poi ci sono quelli che lo ignorano volutamente e casualmente sono tutti governati da partiti di un certo tipo...).
Che vuoi che ti dica, evidentemente si sbagliano tutti...
Non è che dal dopoguerra ad oggi siano nate delle cime di intelligenze, a livello planetario, ma poniamo abbiano ragione. Se una donna uccide un uomo, e succede, oppure lo "violenta psicologicamente" e succede ance questo, in che contesto va messo: motivazioni comuni o per odio e discriminazione?

Secondo te, tutte le volte che viene uccisa una donna, un omosessuale o un nero, è per odio. Secondo te c'è un problema di razzismo che so, nella polizia americana? No non c'è. La polizia è la quarta causa di morte negli USA (che è assurdo per una democrazia, ma a viver nella bambagia vinisce così) e la maggior parte delle vittime sono di gran lunga maschi bianchi. Solo che di quelli non frega nulla a nessuno.

Sai chi sono le vittime preferite dalle donne? Le donne, che è son auto-razziste?

E' stupido e idiota continuare questa crociata a favore di tutto quello che non è maschio, bianco ed eterossessuale. Leggiti Pascal Bruckner, ci sentiamo ancora in colpa per crimini commessi 80 anni fa come minimo, nonostante abbiano creato la civiltà più aperta e garante dei diritti di tutti mai esistita sulla faccia della Terra.

Ultima modifica di GoFoxes : 09-06-2021 alle 09:45.
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Old 09-06-2021, 10:28   #73
cronos1990
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Beh allora ti consiglio di scrivere una pubblicazione e sottoporla alla comunità scientifica se sei così convinto, evidentemente in 150 anni di antropologia si sono tutti "sbagliati"
Domanda: cioè?

Continuo a non capire il tuo ragionamento su questo punto. La "famiglia tradizionale" non ha nulla a che vedere con l'antropologia. E' semplicemente l'espressione sociale/culturale di come è stata considerata finora (quindi padre maschio/madre femmina e figli generati). Non è un discorso scientifico, non centra nulla.

L'antropologia studia l'essere umano nell'ambito della fisiologia e della psicologia, non le sue tendenze culturali. Lo schiavismo che è stato citato (esempio) deriva da come si è evoluta la cultura e la società umana, ma non ha nulla a che vedere con l'antropologia. La famiglia tradizionale lo stesso, non è altro che la raffigurazione di quella presente nella nostra società per lo meno per tutto il secolo scorso.

Che poi ad oggi esistano altre tipologie di famiglie non vuol dire che il concetto e il significato di famiglia tradizionale non esista. Anzi, se c'è una discriminazione avviene proprio nei suoi confronti quando viene essa stessa negata, pur di far felici chi si sente (a ragione, aggiungo) discriminato per la sua personale visione di essere umano e società.
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Old 09-06-2021, 10:35   #74
Piedone1113
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Domanda: cioè?

Continuo a non capire il tuo ragionamento su questo punto. La "famiglia tradizionale" non ha nulla a che vedere con l'antropologia. E' semplicemente l'espressione sociale/culturale di come è stata considerata finora (quindi padre maschio/madre femmina e figli generati). Non è un discorso scientifico, non centra nulla.

L'antropologia studia l'essere umano nell'ambito della fisiologia e della psicologia, non le sue tendenze culturali. Lo schiavismo che è stato citato (esempio) deriva da come si è evoluta la cultura e la società umana, ma non ha nulla a che vedere con l'antropologia. La famiglia tradizionale lo stesso, non è altro che la raffigurazione di quella presente nella nostra società per lo meno per tutto il secolo scorso.

Che poi ad oggi esistano altre tipologie di famiglie non vuol dire che il concetto e il significato di famiglia tradizionale non esista. Anzi, se c'è una discriminazione avviene proprio nei suoi confronti quando viene essa stessa negata, pur di far felici chi si sente (a ragione, aggiungo) discriminato per la sua personale visione di essere umano e società.
Io mi sento discriminato dall'essere identificato come oggetto ( in famiglia)?
Ma come se fino a ieri ero Padre oggi sono Genitore 1 in alcuni documenti e genitore 2 in altri?
E poi perchè appellarmi un numero e disumanizzarmi?
Allora meglio Genitore XY per il padre e Genitore XX per la madre ?
Ma poi parità di genere e si identificano i genitori in ordinale?
E perchè mia moglie dovrebbe perdere lo status di Madre in favore di un astruso termine che vuol dire tutto ed alla fin fine nulla?
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Old 09-06-2021, 10:49   #75
cronos1990
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Originariamente inviato da Doraneko Guarda i messaggi
Le tutele devono essere dell'individuo come tale, devono applicarsi a tutti nella stesso modo, questa è uguaglianza. Ultimamente ciò che molti cercano di fare è di farsi inquadrare come appartenenti a categorie svantaggiate e di ricondurre le proprie mancanze ad una qualche forma di accanimento del prossimo. Il problema è che al giorno d'oggi il vittimismo paga e ci sono carrozzoni di farabutti che se ne approfittano: non mi vanno bene le cose perché sono donna, gay, nero, ecc... quando invece sono i singoli individui ad essere causa dei loro problemi, non la farlocca categoria nella quale cercano di inserirsi.
Il femminicidio esiste ma quello vero non è che una minima parte della casistica che popolarmente viene fatta rientrare in questa fattispecie, stessa cosa per il razzismo, l'omofobia, ecc... Chi adduce a queste motivazioni per giustificare le proprie mancanze non lo fa perché vuole l'uguaglianza, lo fa perché vuole prevalere, perché vuole lo status di "speciale".
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Mi trovo sostanzialmente d'accordo con questo pensiero.
Le discriminazioni esistono e sarebbe idiota negarle, però un conto è combattere chi discrimina, un altro conto è crearne di nuove con l'idea di proteggere proprio chi potrebbe sentirsi discriminato.
Il problema infatti è questo.

Parliamoci chiaro: queste nuove discriminazioni, a favore di chi finora è stato discriminato, le capisco perchè quello che dite voi (per quanto ritengo sia il modo giusto di porsi) non è un pensiero comune. Esempio stupido: le quote rosa. Poniamo l'esempio che un centro di studi ingegneristico introducano le quote al 50% tra maschi e femmine, perchè da sempre sono quasi tutti maschi (avrei fatto l'esempio di un partito politico, ma meglio lasciare fuori la politica).
Dal mio punto di vista è sbagliato: se hai bisogno di 100 ingegneri, assumi quelli che ritieni più meritevoli e/o adatti, a prescindere dal sesso. Se in una graduatoria di merito ho 70 maschi e 30 femmine, la logica è assumere quei 70+30. Introducendo una quota rosa al 50%, io devo forzatamente rinunciare a 20 maschi che hanno meritato più di 20 femmine non meritevoli, ma che dovrò per forza inserire.

Ma perchè nasce il discorso della quota rosa in questo caso? Perchè purtroppo manca completamente la forma mentis per basarsi sulla base del merito. Se nella graduatoria di meritevoli ci fossero 70 femmine e 30 maschi, avresti come gruppo di ricerca 80 maschi e 20 femmine, creando comunque una discriminazione. Perchè purtroppo è quello che succede. Tendenzialmente la nostra società favorisce il maschio rispetto alla femmina, soprattutto in certi ambiti. Le quote rosa non risolvono un problema, ne creano un altro: ma non serve a nulla dire che ci basiamo sul merito (a parole) se poi si continua ad agire come nel 1800. Per dire, basta vedere il PD (ecco, ho fatto l'esempio politico ).

Il problema di fondo che molti (a mio avviso) non capiscono, è che queste discriminazioni non le combatti manifestando il tuo dissenso, o mostrando la tua diversità, o creando "isole protette" sulla base del genere.
Le combatti solo ed esclusivamente con l'insegnamento culturale, quindi partendo dalle scuole e dalle famiglie (quali che siano).

Altrimenti si commetteranno sempre e solo discriminazioni. Per dire il femminicidio, citato più volte nel topic, è un problema reale. Ma da un lato viene "abusato" come fenomeno associandolo a reati che per quanto gravi non sono di tale natura (non basta che la vittima sia una femmina, ma molto spesso la rendono condizione sufficiente). Dall'altra c'è chi sfrutta la "percezione" che si ha di questo reato (così come di altri, tipo quello degli abusi sessuali) per dare colpe e incriminazioni a persone che però non avevano fatto nulla di male.
Tutto questo, e vale per qualunque caso di discriminazione o reato associabile ad una precisa categoria, non serve ad avere una società migliore, ma crea solo ulteriori problemi e discriminazioni.
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Originariamente inviato da Piedone1113 Guarda i messaggi
Io mi sento discriminato dall'essere identificato come oggetto ( in famiglia)?
Ma come se fino a ieri ero Padre oggi sono Genitore 1 in alcuni documenti e genitore 2 in altri?
E poi perchè appellarmi un numero e disumanizzarmi?
Allora meglio Genitore XY per il padre e Genitore XX per la madre ?
Ma poi parità di genere e si identificano i genitori in ordinale?
E perchè mia moglie dovrebbe perdere lo status di Madre in favore di un astruso termine che vuol dire tutto ed alla fin fine nulla?
Posso avere le risposte multiple su cui apporre la croce?
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Old 09-06-2021, 11:48   #76
canislupus
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Originariamente inviato da cronos1990 Guarda i messaggi
Il problema infatti è questo.

Parliamoci chiaro: queste nuove discriminazioni, a favore di chi finora è stato discriminato, le capisco perchè quello che dite voi (per quanto ritengo sia il modo giusto di porsi) non è un pensiero comune. Esempio stupido: le quote rosa. Poniamo l'esempio che un centro di studi ingegneristico introducano le quote al 50% tra maschi e femmine, perchè da sempre sono quasi tutti maschi (avrei fatto l'esempio di un partito politico, ma meglio lasciare fuori la politica).
Dal mio punto di vista è sbagliato: se hai bisogno di 100 ingegneri, assumi quelli che ritieni più meritevoli e/o adatti, a prescindere dal sesso. Se in una graduatoria di merito ho 70 maschi e 30 femmine, la logica è assumere quei 70+30. Introducendo una quota rosa al 50%, io devo forzatamente rinunciare a 20 maschi che hanno meritato più di 20 femmine non meritevoli, ma che dovrò per forza inserire.

Ma perchè nasce il discorso della quota rosa in questo caso? Perchè purtroppo manca completamente la forma mentis per basarsi sulla base del merito. Se nella graduatoria di meritevoli ci fossero 70 femmine e 30 maschi, avresti come gruppo di ricerca 80 maschi e 20 femmine, creando comunque una discriminazione. Perchè purtroppo è quello che succede. Tendenzialmente la nostra società favorisce il maschio rispetto alla femmina, soprattutto in certi ambiti. Le quote rosa non risolvono un problema, ne creano un altro: ma non serve a nulla dire che ci basiamo sul merito (a parole) se poi si continua ad agire come nel 1800. Per dire, basta vedere il PD (ecco, ho fatto l'esempio politico ).

Il problema di fondo che molti (a mio avviso) non capiscono, è che queste discriminazioni non le combatti manifestando il tuo dissenso, o mostrando la tua diversità, o creando "isole protette" sulla base del genere.
Le combatti solo ed esclusivamente con l'insegnamento culturale, quindi partendo dalle scuole e dalle famiglie (quali che siano).

Altrimenti si commetteranno sempre e solo discriminazioni. Per dire il femminicidio, citato più volte nel topic, è un problema reale. Ma da un lato viene "abusato" come fenomeno associandolo a reati che per quanto gravi non sono di tale natura (non basta che la vittima sia una femmina, ma molto spesso la rendono condizione sufficiente). Dall'altra c'è chi sfrutta la "percezione" che si ha di questo reato (così come di altri, tipo quello degli abusi sessuali) per dare colpe e incriminazioni a persone che però non avevano fatto nulla di male.
Tutto questo, e vale per qualunque caso di discriminazione o reato associabile ad una precisa categoria, non serve ad avere una società migliore, ma crea solo ulteriori problemi e discriminazioni.
Le quote rosa sono semplicemente un'idiozia.
Per combattere una discriminazione figlia di preconcetti culturali, ne creiamo un'altra creando dei luoghi in cui sei obbligato ad assumere donne a prescindere dal curriculum, competenze e capacità.
Nel mio lavoro l'anno scorso abbiamo preso 3 nuove risorse.
Le candidature erano ovviamente aperte ad entrambi i sessi.
Alla fine dalla selezione sono stati scelti due uomini e una donna.
In un caso del genere avremmo fatto una discriminazione?
E allora come mai nelle scuole dell'infanzia (materna) ed elementari oltre il 90% degli insegnanti sono tutte donne?
Esigo le quote azzurre... o arcobaleno (così non offendiamo nessuno)....
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Old 09-06-2021, 12:04   #77
cronos1990
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Le quote rosa sono semplicemente un'idiozia.
Per combattere una discriminazione figlia di preconcetti culturali, ne creiamo un'altra creando dei luoghi in cui sei obbligato ad assumere donne a prescindere dal curriculum, competenze e capacità.
Esattamente.
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Old 09-06-2021, 13:04   #78
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Le quote rosa sono semplicemente un'idiozia.
Per combattere una discriminazione figlia di preconcetti culturali, ne creiamo un'altra creando dei luoghi in cui sei obbligato ad assumere donne a prescindere dal curriculum, competenze e capacità.
Nel mio lavoro l'anno scorso abbiamo preso 3 nuove risorse.
Le candidature erano ovviamente aperte ad entrambi i sessi.
Alla fine dalla selezione sono stati scelti due uomini e una donna.
In un caso del genere avremmo fatto una discriminazione?
E allora come mai nelle scuole dell'infanzia (materna) ed elementari oltre il 90% degli insegnanti sono tutte donne?
Esigo le quote azzurre... o arcobaleno (così non offendiamo nessuno)....
Mi sento dare spesso del maschilista, omofobo, razzista per le mie posizioni schiette e sincere.
Cosa che in realtà non è assolutamente vera ( ed anzi spesso mi meraviglia come possa diventare una cosa così insignificante come l'aspetto fisico, il colore della pelle, il sesso, l'orientamente sessuale ecc fattore prevalente nel giudicare i meriti o demeriti di una persona)
Dal mio punto di vista a parità di background lavorativo, ci sono mansioni che affiderei più a donne che a maschi.
Ci sono molte donne che cercano di farsi strada nel mondo del lavoro che gli dedicano il massimo impegno ed attenzione possibile, mentre molti uomini non sentendosi minacciato il loro status ( anche inconsciamente) tendono ad essere meno dediti.
Certamente in alcuni ambiti trovo molto più avvantaggiato l'uomo per la propria predisposizione fisica o per attitudine sociale, mentre in altri le donne.
Poi sui gay è un pastrocchio:
se presenti due persone con gli stessi comportamenti sociali ed aspetto fisico senza menzionare che uno dei due è gay vengono considerati allo stesso modo portando lo stesso beneficio lavorativo, tutto questo si ribalta quando uno dei due si dichiara gay:
Da un lato chi con pregiudizio vede come un minos tale cosa, dall'altra come un soggetto meritevole di attenzione maggiore perchè discriminato.
Insomma per me guardare al sesso, o al genere ( per non parlare del ceppo ) come condizione e sempre discriminante e le quote rosa sono quanto di più discriminante possa esistere.
E poi questa ipocrisia assurda di ergersi al di sopra degli altri, accusandoli di essere sessisti, omofobi, razziali ecc:
Es la Rai che dovrebbe avere un servizio sociale, ha mai provato a trasmettere un campionato di calcio femminile su una delle sue innumerevoli rete?
Abituare anche i più scettici a considerare le diversità non come minus, ma come plus da sfruttare dovrebbe essere il pilastro fondante di una società, così come bisogna educare tutti ed abituarli a considerare una donna che preferisce il calcio o l'uncinetto una cosa naturale, al pari di un ballerino classico che disdegna la boxe.
Io vorrei tantissimo spingere mio figlio alla danza classica e lui quando mi dice che sono cose da femmine ( ma a lui piace ballare), o che mia moglie è casalinga e quindi deve lavare lei i piatti ( ha solo 7 anni) rimango interdetto e capisco che l'organizzazione in stereotipi è molto diffusa e sopratutto così subdola da risultare invisibile.
Ecco, è questo modo di catalogare che bisogna cambiare, dimostrare ( anche attraverso un servizio di utilità pubblica come la rai) che un uomo può danzare, una donna può giocare a calcio e che un omosessuale puo praticare lotta nel modo più naturale e libero da pregiudizi possibili.
prendiamo la minigonna, i primi tempi era uno scandalo, oggi non fa più testo.
Una Thatcher o una Merkel hanno dimostrato in Europa che le donne hanno anche le palle.
Tutti i difensori di questa o quella minoranza ( minoranza? minoranza di che? forse in chi li vede come diversi!) invece stanno dimostrando come l'attuale perbenismo si sta sostituendo con la stessa ipocrisia distortiva della realtà con preconcetti diversi ma ugualmente contrari all'inculcare che le differenze apparenti devono essere considerati non influenti per qualsiasi considerazione di meritevolità di una persona.
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Old 09-06-2021, 14:47   #79
Tasslehoff
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Domanda: cioè?

Continuo a non capire il tuo ragionamento su questo punto. La "famiglia tradizionale" non ha nulla a che vedere con l'antropologia. E' semplicemente l'espressione sociale/culturale di come è stata considerata finora (quindi padre maschio/madre femmina e figli generati). Non è un discorso scientifico, non centra nulla.

L'antropologia studia l'essere umano nell'ambito della fisiologia e della psicologia, non le sue tendenze culturali. Lo schiavismo che è stato citato (esempio) deriva da come si è evoluta la cultura e la società umana, ma non ha nulla a che vedere con l'antropologia. La famiglia tradizionale lo stesso, non è altro che la raffigurazione di quella presente nella nostra società per lo meno per tutto il secolo scorso.

Che poi ad oggi esistano altre tipologie di famiglie non vuol dire che il concetto e il significato di famiglia tradizionale non esista. Anzi, se c'è una discriminazione avviene proprio nei suoi confronti quando viene essa stessa negata, pur di far felici chi si sente (a ragione, aggiungo) discriminato per la sua personale visione di essere umano e società.
Consiglio di rivedere la definizione di antropologia.
I concetti di famiglia tradizionale e naturale sono stati inventati di sana pianta negli ultimi anni a opera di una parte politica che sta cercando di polarizzare l'opinione pubblica per pure ragioni di bottega, fomentando uno scontro che non ha ragione di esistere.

E' un concetto che fino a 10 anni fa non esisteva nemmeno nel lessico comune, e non ci è entrata a causa di qualche studio o pubblicazione che ne ha ipotizzato l'esistenza.
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Old 09-06-2021, 15:04   #80
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Ti dò una notizia, nel mondo esiste il male e non potrai mai esterirparlo.
E quindi?
Siccome il male esiste allora ogni crimine è uguale?
Quindi chessò derubrichiamo l'olocausto a semplice omicidio di massa?
Chiunque arriva a capire che c'è una differenza abissale e dipende dalle intenzioni, è lo stesso motivo per cui la legge prevede capi di accusa diversi in base a cosa ha portato a commettere un certo crimine, così come esiste l'omicidio colposo e l'omicidio volontario.

Non è che dal dopoguerra ad oggi siano nate delle cime di intelligenze, a livello planetario, ma poniamo abbiano ragione. Se una donna uccide un uomo, e succede, oppure lo "violenta psicologicamente" e succede ance questo, in che contesto va messo: motivazioni comuni o per odio e discriminazione?

Quote:
Secondo te, tutte le volte che viene uccisa una donna, un omosessuale o un nero, è per odio. Secondo te c'è un problema di razzismo che so, nella polizia americana? No non c'è. La polizia è la quarta causa di morte negli USA (che è assurdo per una democrazia, ma a viver nella bambagia vinisce così) e la maggior parte delle vittime sono di gran lunga maschi bianchi. Solo che di quelli non frega nulla a nessuno.

Sai chi sono le vittime preferite dalle donne? Le donne, che è son auto-razziste?

E' stupido e idiota continuare questa crociata a favore di tutto quello che non è maschio, bianco ed eterossessuale. Leggiti Pascal Bruckner, ci sentiamo ancora in colpa per crimini commessi 80 anni fa come minimo, nonostante abbiano creato la civiltà più aperta e garante dei diritti di tutti mai esistita sulla faccia della Terra.
Stai facendo un minestrone di un po' tutto.
Torniamo sul femminicidio, se una donna uccide o fa violenza a un uomo per odio rispetto al genere maschile (e sarà la magistratura ad appurarlo con le opportune indagini), perchè lo ritiene un essere inferiore, un oggetto che possiede e di cui può fare quello che le piace, allora è ovvio che si tratta di un crimine di odio equivalente al femminicidio.

Se qualcuno commette un crimine nei confronti di una persona nera per derubarla, per gelosia, per interesse o per qualsiasi altro motivo che non sia il suo essere una persona nera, è ovvio che non si tratta di un crimine di odio razziale.

La differenza mi pare evidente.

Perchè non è stato coniato un termine per identificare i crimini di odio femminili nei confronti dei maschi?
Perchè statisticamente sono irrilevanti e numericamente ridicoli rispetto ai crimini commessi da uomini nei confronti di donne perchè ritenute inferiori o oggetti di cui disporre a proprio piacere.
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