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#21 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Milano
Messaggi: 391
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ma anke io skerzavo
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"E' molto difficile trovare un gatto nero in una stanza buia, soprattutto quando il gatto non c'è..." Ho concluso affari con: Teppy, Dan Dylan, Manu_81, MaxPower71, CiAoRaGa1 |
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#22 |
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Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Padova
Messaggi: 146
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cmq la religione cristiana cattolica prevede un corpo vero e proprio per la vita eterna
(resurrezione della carne - nel vangelo c'è un passo preciso dove Gesù resuscitato mangia insieme agli apostoli e dice "vedete? i fantasmi non mangiano, mentre io lo ho appena fatto davanti a voi...") si parla di corpo glorioso... comunque meglio vivere bene la vita che abbiamo adesso poi si vedrà...
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IBM T40 centrino 1.3 - 256 - 40 - 14" |
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#23 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2001
Città: Trento
Messaggi: 3329
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apparte le religioni escludendo i preconcetti per un attimo vado ad esperienza personale
non so, vagare in un piano di esistenza tipo il piano astrale o uno dei tanti dove le leggi fisiche sono diversi dalla realtà che viviamo "fisica" dove le distanze e il tempo sono concetti relativi e la fisicita del corpo pure mbo non è detto che di sia la "pace"come la definiamo presumo anzi so che ci sono sofferenze peggiori di quelle "fisiche" non solo il corpo fisico soffre voglio dire io in una mia esperienza ho vissuto per una settimana con ricordi eccc in uno di come li definisco io "livelli del sogno" e siccome la vicenda non era delle piu rosee anche al mio risveglio la mattina per giorni e giorni ne ho patito parecchio ho altre ultimamente mbo! permè il "trapasso" è semplicemente il passaggio in un altro piano di esistenza che tutto qui |
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#24 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Città: Agrigento
Messaggi: 1452
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CHE COSA E' IL PARADISO
Prima di inoltrarci nell’argomento del Paradiso, premettiamo uno sguardo panoramico. L’Apostolo San Paolo, avendo visto in estasi qualche cosa del Paradiso, riesce soltanto a dire di aver visto, sentito e gustato cose che la parola umana non può esprimere. Ciò che è il Paradiso supera ogni nostra immaginazione, perché noi siamo abituati a formare le nostre idee in base alle cose apprese dai nostri sensi. Quindi è molto difficile farci un’idea, anche approssimativa, del Paradiso. Il Paradiso — insegna la Chiesa nel suo Catech smo — «Il godimento eterno di Dio, nostra felicità, e, in Lui, il godimento di ogni altro bene senza alcun male». Su questa terra non passa giorno senza la visita di qualche tribolazione. Talvolta siamo così oppressi dal dolore e dalle difficoltà della vita, da essere tentati per sino a desiderarci la morte. Durante questa vita terrena, soffriamo nel corpo. Ogni senso e ogni membro è esposto a malattie e a sofferenze. Vi sono malanni della giovinezza, dell’età matura, della vecchiaia. Certi disturbi ci possono accompagnare per molti anni, fino a che ci conducono alla tomba. Quaggiù ci sono sofferenze che affliggono il nostro spirito, le quali sono talvolta più crudeli di quelle del corpo. Lo spirito è ansioso di scoprire ogni verità e ogni segreto di natura. Ma quante cose non sapremo mai, o solo parzialmente. Lo spirito anela alla libertà, ma quante costrizioni fisiche o morali ci legano a quanto non vorremmo. Lo spirito è proteso veso il raggiungimento di nobili ideali di virtù, di grandezza, di felicità. Invece trova ostacoli ovunque: nella concupiscenza, nella malizia degli uomini, nella ristrettezza del tempo e delle cose di questa terra. Ciò che rattrista di più però la nostra vita sono le sofferenze del nostro cuore, che è fatto per amare e per essere riamato con amore intenso. Vorremmo amare e amare sempre. Ma l’oggetto del nostro amore non è mai così perfetto da appagare pienamente le nostre aspettative. E se anche lo fosse è questione di tempo, perché circostanze impreviste, eventi insospettati, oppure la morte ce ne separano amaramente. A nostra volta, vorremmo che il nostro amore venisse ricambiato e che tutta la nostra esistenza venisse circondata da premure affettuose, da amore costante. Vorremmo che almeno qualcuno pensasse a noi come a qualcosa di necessario e di insostituibile. Vorremmo che le nostre azioni venissero prese nella debita con siderazione, elogiate, ripagate con dimostrazione di stima e di preferenza... Invece la nostra delusione è grande; abbiamo la terribile sensazione di essere soli, dimenticati..., e altri, che reputiamo meno meritevoli di noi, di essere più onorati e preferiti. Inoltre, calunnie, incomprensioni, gelosie, invidie, infedeltà, intrighi e contrasti sono l’amaro cibo di molta parte della nostra vita. Per questo San Paolo esclamava: O me infelice! Chi mi libererà da questa vita ch’è agonia di morte? Noi sappiamo che la triste condizione presente è conseguenza del peccato originale e dei nostri peccati personali. Però la nostra fede non è così viva da tener conto di questo e di rassegnarci alla nostra sorte, per cui la nostra sofferenza è ancora più grande e più amara. Ebbene queste dolorose conseguenze del peccato non potranno oltrepassare la porta del Paradiso: le sofferenze del corpo, dello spirito e del cuore avranno fine per sempre! Ce l’assicura San Giovanni nell’Apocalisse (21,4): «Là (cioè in Paradiso) non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate per sempre». In Paradiso si godrà ogni bene L’assenza totale di sofferenza è già molto, ma in Paradiso vi sarà ogni sorta di bene per il corpo, per lo spirito e per il cuore. Il nostro corpo sarà esente da ogni imperfezione. Sarà splendente di luce, agile come uno spirito. I sensi avranno il loro completo appagamento. Il nostro spirito (che noi comunemente siamo soliti chiamare « anima») sarà totalmente immerso nel possesso e godimento di Dio. Vedrà finalmente Dio faccia a faccia, e, in Lui, conoscerà tutte le verità e i misteri. Conoscerà come Dio ha creato l’universo e saranno svelate tutte le leggi che governano la natura. Vedrà le vie della Provvidenza nel governo del mondo, dei popoli e delle singole persone umane e si svelerà il meraviglioso intreccio di interventi da parte dell’infinita Sapienza, Bontà e Misericordia di Dio. Il cuore, tanto assetato d’amore, avrà soddisfatte tutte le sue esigenze. Il nostro cuore esulterà per sempre! Sarà come se Dio non avesse altri su cui concentrare il suo infinito amore se non noi soli. Con tutti gli Angeli e i Beati, stretti assieme da dolcissimo amore, godremo una felicità senza limiti e per tutta l’eternità. Che cosa è il Paradiso Il nome «Paradiso», come si suole chiamare il luogo della felicità eterna, deriva dalla parola greca «paràdeisos = giardino, luogo di delizie». La felicità o beatitudine è il godimento totale, assoluto ed eterno. La felicità del Paradiso si divide: in primaria e secondaria. La felicità primaria consiste nel vedere Dio come Egli è, nel possederlo e amarlo per l’eternità; la felicità secondaria consiste nei godimenti sensibili dell’universo creato che delizieranno i Beati con il loro corpo risuscitato. Nell’esporre la dottrina sul Paradiso bisogna ev tare due scogli: 1) quello di materializzarlo troppo sul tipo di una felicità soltanto terrena, non tenendo presente che — come dice S. Paolo — si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale; 2) quello di spiritualizzarlo al punto tale da eliminare la partecipazione viva e sensibile del corpo. Tale paradiso però non entusiasma affatto a raggiungerlo e non ci dà forza sufficiente per accettare le inevitabili croci terrene e la morte. Dopo aver letto o ascoltato — come dice S. Agostino — certe dotte prediche sul paradiso troppo spiritualizzato, i fedeli restano turbati dalla preoccupazione del come poter sopportare la noia eterna nello stare immobili a guardare Dio e a cantargli per sempre «Amen, Alleluia». Al riguardo il Vangelo ci dà tanta luce. Nelle sue apparizioni Gesù risorto parla, è toccato, mangia con gli Apostoli, il suo corpo vive, ma è spiritualizzato tanto da attraversare le pareti, da apparire e scomparire. Il suo corpo non è fisso al punto da rimanere immobile ed estatico. Il suo inserimento nell’eterno non gl’impedisce di rimanere in modo reale e attivo nel tempo. La Visione Beatifica di Dio beatificherà pienamente anche il nostro corpo, senza però bloccarlo in una condizione nella quale la corporeità materiale non avrebbe più espansione e senso. Per questo gli Apostoli, i Santi Padri, i Dottori della Chiesa, dopo aver messo in evidenza la felicità primaria del Paradiso, descrivono pure le bellezze e i godimenti sensibili del corpo risorto e cioè la felicità secondaria del Paradiso che, per essere noi immersi nella nostra esperienza terrena, ci colpisce e ci attira di più. Quindi, nonostante che la felicità essenziale del Paradiso sia quella primaria (cioè la visione beatifica di Dio), non bisogna sottovalutare quella secondaria richiesta dai sensi del corpo risorto, come sono soliti fare coloro che, con un certo dissimulato disprezzo, vi accennano di passaggio. Eppure la felicità corporale, oltre ad avere la sua importanza, è quella che fa sempre più effetto sulla gran maggioranza del popolo, poco abituato alle sublimi astrazioni della Visione Beatifica; è quella che noi comprendiamo meglio e che ci attira di più. Per tale motivo, prima di parlare della Visione Beatifica, parleremo della felicità corporale che godremo in Paradiso col nostro corpo risorto. Ad evitare però le fantasticherie e le esagerazioni che potrebbero far consistere il Paradiso in una continuazione delle nostre baldorie terrene, o che potrebbero falsificare il vero Paradiso col paradiso sensuale di certe religioni, è opportuno far notare fin d’ora che i corpi risorti dei Beati non avranno più la vita animale e vegetativa come su questa terra, e che perciò non ci sarà più la concupiscenza carnale da soddisfare; non ci sarà più fame e sete; saranno sospese per sempre la funzione generativa, la funzione nutritiva e quella del ricambio. Le secrezioni interne ed esterne delle nostre molteplici ghiandole, dalle quali deriva la maggior parte degli stimoli animaleschi, saranno eliminate del tutto — come ci insegna S. Tommaso d’Aquino — per cui sarà impossibile ogni passione, ogni emozione con relativa modificazione organica. Ma allora — si potrebbe chiedere — a un corpo ridotto così cosa resta per godere sensibilmente? A prima vista sembrerebbe poco o nulla. Invece la realtà è completamente diversa, perché il corpo risorto sarà capace di godimenti sensibili immensamente di più di quando era sulla terra. Quaggiù infatti il godimento naturale è limitato, passeggero, e sempre misto ad amarezze per la sua poca durata, per la stanchezza che provoca, per i sacrifici richiesti dal suo godimento. In Paradiso invece il godimento soprannaturale esclude ogni minima sofferenza, contiene ogni gioia e soddisfa ogni nostra aspirazione, ogni nostro desiderio, totalmente ed eternamente. E giusto che in Paradiso abbia la sua felicità non solo l’anima, ma anche il corpo, perché sulla terra l’uomo soffre con tutto il suo essere, anima e corpo, quindi è giusto che in Paradiso il Beato goda con tutto il Suo essere, anima e corpo. Come sulla terra il corpo fu per l’anima strumento di sofferenza, privazione, mortificazione, ecc., così in Paradiso il corpo sarà per l’anima strumento di gioia, di godimento. Perciò la felicità del Paradiso, oltre alla Visione Beatifica, contiene pure il godimento sensibile del corpo. Quindi il Paradiso, per saziare pienamente tutto l’uomo (anima e corpo) deve essere provvisto pure di tutte le bellezze, di tutti gli splendori e di tutti i godimenti possibili. Fino al giorno del Giudizio Universale, i Beati, non avendo ancora i corpi, avranno in Paradiso una vita soltanto spirituale come gli Angeli; ma, dopo la resurrezione dei corpi, i Beati ritorneranno a vivere anche la vita corporale sensitiva. I corpi risoni, pur rimanendo sostanzialmente gli stessi della terra, saranno rinnovati e integrati nella loro perfezione naturale; saranno arricchiti di doni preternaturali e saranno rafforzati, potenziati dall’influsso della gloria celeste, così che la vita del Paradiso sarà di assoluta impeccabilità, di perfetta santità, di totale ed eterna felicità. Inoltre, come già accennato, in Paradiso la capacità di godimento del corpo risorto, sia per la vivezza del le gioie e dei godimenti sensibili, sia per la loro intensità, sia per il loro numero, sia per la loro inesauribile varietà, sarà senza alcun dubbio smisuratamente superiore alla capacità di godimento che aveva sulla terra. Nel disegno di Dio l’uomo e le cose materiali sono così dipendenti l’uno dall’altro e così ordinati l’uno all’altro che è assurdo concepirli separati dopo la resurrezione finale. Infatti se la felicità eterna fosse tutta spirituale, essa non sarebbe più umana perché l’uomo è composto essenzialmente di spirito e di materia, di anima e di corpo. Perciò l’intero universo materiale è destinato a divenire in eterno l’ambiente effettivo e reale del Paradiso per l’uomo glorificato.
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#25 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Messaggi: 651
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Ahh..il paradiso, che grande illusione !
Siamo solo delle complesse macchine biologiche (come anche le altre specie viventi) nate per propagare, proteggere, conservare il dna e i geni.Non esiste nessuno che abbia a cuore il nostro destino e che ci abbia preparato un paradiso, suvvia ragionate.. Quando moriremo il nostro cervello si spegnerà e il nostro sistema biologico sarà finito.E cosi' anche la nostra esistenza,no? O meglio,i nostri atomi continueranno ad esistere per un po,ma la nostra persona,con tutte le nostre caratteristiche,il nostro bagaglio culturale,la nostra memoria etc.. sarà finita per sempre dal punto di vista *esistenza* ,perchè il processo biologico è finito,il cervello si è spento.E saremo finiti anche noi,perchè noi non siamo altro che questo sistema,basato sul cervello e sul corpo,punto. Vedo il paradiso come dolce non essere,come dolce non consapevolezza .. come pace in antitesi alla vita.Certo non penso a tizi barbuti o vergini oppure anime, ma solo ad una bellissima e rilassante (da super-stressato |
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#26 | |
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Member
Iscritto dal: Jan 2000
Messaggi: 247
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Dio, mi hai fatto passare la voglia di esistere.....
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La mia realtà supera di granlunga la tua fantasia |
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#27 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2001
Città: Medhelan Padania
Messaggi: 1458
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Prima di domandarsi se esiste il paadiso io mi domando :
Ma esiste la realta'....... intendo dire tutto quello che vediamo adesso....... |
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#28 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Città: hinterland nord milano
Messaggi: 802
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non mi sono mai posto la domanda perchè non ci ho mai creduto....
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#29 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 5390
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spero di poter dormire per tutto il tempo della mia permanenza e soprattutto che non ci siano rompipa@@e nei paraggi.
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#30 |
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Member
Iscritto dal: Jan 2000
Messaggi: 247
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Non credo al paradiso nella accezione classica, ma confido in una esistenza ulteriore rispetto a quella presente . Andiamo, come fate a pensare che tutto cìò che siete , tutto l'universo di sentimenti che vi anima, tutti gli affetti che nutrite, le ansie, la paure, gli amori, in altre parole tutto ciò che vi rende irripetibili su questa terra, siano il freddo prodotto di un elaborato "composto biologico"?
Ripeto, non il paradiso.......ma qualcosa.........devo credere che esista. Ciao
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#31 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 7355
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Allora era meglio non nascere se tutto quello che fai non ha senso e personalmente non ti porta da nessuna parte quando muori non avrai ricordi e quindi sarà come non essere mai nato. Veramente una gran bella cosa
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..illusioni, capricci della percezione! Temporanei costrutti del debole intelletto umano che cerca disperatamente di giustificare un'esistenza priva del minimo significato e scopo.. NON TRATTATE CON ironia |
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#32 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Este (PD)
Messaggi: 2973
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Se esiste un paradiso spero d'essere giovane come ora ed avere un megaarem di ipergnocche desiderose di violentarmi ogni giorno
Ovviamente poi ci sarebbe il cameriere angelo che mi porta il caffè lavazza Saluti.
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<<La Verità non richiede fede.>> |
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#33 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Messaggi: 651
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in effetti è una gran brutta cosa .. cmq meglio non pensarci e questo discorso è anche troppo sempliciotto,perchè nessuno ci dice se questa entità psicofisica che siamo noi è esistenza oppure no Ultima modifica di andy_mouse : 12-05-2004 alle 18:20. |
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#34 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Messaggi: 651
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