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#1 |
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Member
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Fogliano (GO)
Messaggi: 190
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Senza biglietto e senza braccia: deve scendere dal treno
http://www.repubblica.it/2009/12/sez...o-braccia.html
Spero che non sia vero...questi articoli urtano la mia sensibilità soprattutto perchè ho avuto a che fare con ragazzi (giovai soprattutto) con seri problemi motori e/o mutilati e/o invalidi.
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** Hasta la vista ** |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 863
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Mamma mia che tristezza... è proprio il paese dei "forti con i deboli, deboli con i forti".
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CASE:Cooler Master HAF-X-MOBO:Asrock Extreme4 Z77-CPU:Core I5 [email protected]RAM:2*4GB Corsair vengeance black-VIDEO:Sapphire 7950Vapor-X 1200/1350 day-DATA:Crucial M4 128GB-PSU: Corsair TX650-CONTROL:Logitech G5 |
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2006
Messaggi: 1077
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Lo stavo per postare anche io. Davvero vergognoso.
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 460
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x l'italia non vedo speranze..
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: 100 metri dal mare
Messaggi: 4856
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Letto anche io adesso.. Che schifo..
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TIM FTTC 200/20 LIVE SPEEDTEST
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Pisa/Cosenza
Messaggi: 1364
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Mamma mia che articolo scritto forzatamente per fare compassione.
Sono d'accordo che si è sbagliato a trattare così il disabile... ma mi chiedo il giornalista, che qualche soldino lo avrà, perché non ha messo subito i 50€ che mancavano al ragazzo?
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 1999
Città: Sesto Fiorentino, Firenze
Messaggi: 8444
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Letto ora l'articolo, anche io volevo aprire una discussione in merito...
Potremmo organizzarci per bombardare le ferrovie con un po' di email di protesta? E' una cosa indegna il comportamento dei controllori e poliziotti, oltre al fotto che prendono le generalità di un cittadino senza identificarsi loro. Allibito. |
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#8 |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
Messaggi: 19
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Persone di merda. La cosa tragica è che non è "il singolo caso", qui si parla di un controllore, un capotreno e due poliziotti, il che potrebbe indicare un classico caso di potere della divisa sulle umane menti.
Sistema da rifondare da zero comunque. Da zero, dalla formazione al personale alle regole e ai regolamenti.
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In cerca di una firma |
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Città: Utopia Planitia
Messaggi: 3875
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1) Il giornalista fa tanto la morale ma non mi pare che oltre a dire "maleducata" abbia anche dato dei soldi
2) Possibile che una persona con questi gravi handicap non abbia qualcuno che lo accompagni?! 3) Passi il controllore, ma che anche gli altri siano così acidi... 4) Non ci sono politiche sociali per le persone handicappate?! 5) A me puzza un pò di fake o comunque che ci abbia ricamato sopra
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2006
Città: Roma-Milano Utente:Deberlusconizzato Iscritto:20/2/2000 Status:SuperUtenteAdm Messaggi totali:107634 Auto:BMW X3 3.0 SD M
Messaggi: 1722
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Riportiamolo tutto
Privo di biglietto perché impossibilitato a farlo mostra i soldi al controllore. Ma viene costretto a scendere dalla polizia ferroviaria Quel ragazzo senza braccia sul treno dell'indifferenza di SHULIM VOGELMANN CARO direttore, è domenica 27 dicembre. Eurostar Bari-Roma. Intorno a me famiglie soddisfatte e stanche dopo i festeggiamenti natalizi, studenti di ritorno alle proprie università, lavoratori un po' tristi di dover abbandonare le proprie città per riprendere il lavoro al nord. Insieme a loro un ragazzo senza braccia. Sì, senza braccia, con due moncherini fatti di tre dita che spuntano dalle spalle. È salito sul treno con le sue forze. Posa la borsa a tracolla per terra con enorme sforzo del collo e la spinge con i piedi sotto al sedile. Crolla sulla poltrona. Dietro agli spessi occhiali da miope tutta la sua sofferenza fisica e psichica per un gesto così semplice per gli altri: salire sul treno. Profondi respiri per calmare i battiti del cuore. Avrà massimo trent'anni. Si parte. Poco prima della stazione di (...) passa il controllore. Una ragazza di venticinque anni truccata con molta cura e una divisa inappuntabile. Raggiunto il ragazzo senza braccia gli chiede il biglietto. Questi, articolando le parole con grande difficoltà, riesce a mormorare una frase sconnessa: "No biglietto, no fatto in tempo, handicap, handicap". Con la bocca (il collo si piega innaturalmente, le vene si gonfiano, il volto gli diventa paonazzo) tira fuori dal taschino un mazzetto di soldi. Sono la cifra esatta per fare il biglietto. Il controllore li conta e con tono burocratico dice al ragazzo che non bastano perché fare il biglietto in treno costa, in questo caso, cinquanta euro di più. Il ragazzo farfugliando le dice di non avere altri soldi, di non poter pagare nessun sovrapprezzo, e con la voce incrinata dal pianto per l'umiliazione ripete "Handicap, handicap". I passeggeri del vagone, me compreso, seguono la scena trattenendo il respiro, molti con lo sguardo piantato a terra, senza nemmeno il coraggio di guardare. A questo punto, la ragazza diventa più dura e si rivolge al ragazzo con un tono sprezzante, come se si trattasse di un criminale; negli occhi ha uno sguardo accusatorio che sbatte in faccia a quel povero disgraziato. Per difendersi il giovane cerca di scrivere qualcosa per comunicare ciò che non riesce a dire; con la bocca prende la penna dal taschino e cerca di scrivere sul tavolino qualcosa. La ragazza gli prende la penna e lo rimprovera severamente dicendogli che non si scrive sui tavolini del treno. Nel vagone è calato un silenzio gelato. Vorrei intervenire, eppure sono bloccato. La ragazza decide di risolvere la questione in altro modo e in ossequio alla procedura appresa al corso per controllori provetti si dirige a passi decisi in cerca del capotreno. Con la sua uscita di scena i viaggiatori riprendono a respirare, e tutti speriamo che la storia finisca lì: una riprovevole parentesi, una vergogna senza coda, che il controllore lasci perdere e si dedichi a controllare i biglietti al resto del treno. Invece no. Tornano in due. Questa volta però, prima che raggiungano il giovane disabile, dal mio posto blocco controllore e capotreno e sottovoce faccio presente che data la situazione particolare forse è il caso di affrontare la cosa con un po' più di compassione. Al che la ragazza, apparentemente punta nel vivo, con aria acida mi spiega che sta compiendo il suo dovere, che ci sono delle regole da far rispettare, che la responsabilità è sua e io non c'entro niente. Il capotreno interviene e mi chiede qual è il mio problema. Gli riepilogo la situazione. Ascoltata la mia "deposizione", il capotreno, anche lui sulla trentina, stabilisce che se il giovane non aveva fatto in tempo a fare il biglietto la colpa era sua e che comunque in stazione ci sono le macchinette self service. Sì, avete capito bene: a suo parere la soluzione giusta sarebbe stata la macchinetta self service. "Ma non ha braccia! Come faceva a usare la macchinetta self service?" chiedo al capotreno che con la sua logica burocratica mi risponde: "C'è l'assistenza". "Certo, sempre pieno di assistenti delle Ferrovie dello Stato accanto alle macchinette self service" ribatto io, e aggiungo che le regole sono valide solo quando fa comodo perché durante l'andata l'Eurostar con prenotazione obbligatoria era pieno zeppo di gente in piedi senza biglietto e il controllore non è nemmeno passato a controllare il biglietti. "E lo sa perché?" ho concluso. "Perché quelle persone le braccia ce l'avevano...". Nel frattempo tutti i passeggeri che seguono l'evolversi della vicenda restano muti. Il capotreno procede oltre e raggiunto il ragazzo ripercorre tutta la procedura, con pari indifferenza, pari imperturbabilità. Con una differenza, probabilmente frutto del suo ruolo di capotreno: la sua decisione sarà esecutiva. Il ragazzo deve scendere dal treno, farsi un biglietto per il successivo treno diretto a Roma e salire su quello. Ma il giovane, saputa questa cosa, con lo sguardo disorientato, sudato per la paura, inizia a scuotere la testa e tutto il corpo nel tentativo disperato di spiegarsi; spiegazione espressa con la solita esplicita, evidente parola: handicap. La risposta del capotreno è pronta: "Voi (voi chi?) pensate che siamo razzisti, ma noi qui non discriminiamo nessuno, noi facciamo soltanto il nostro lavoro, anzi, siamo il contrario del razzismo!". E detto questo, su consiglio della ragazza controllore, si procede alla fase B: la polizia ferroviaria. Siamo arrivati alla stazione di (...). Sul treno salgono due agenti. Due signori tranquilli di mezza età. Nessuna aggressività nell'espressione del viso o nell'incedere. Devono essere abituati a casi di passeggeri senza biglietto che non vogliono pagare. Si dirigono verso il giovane disabile e come lo vedono uno di loro alza le mani al cielo e ad alta voce esclama: "Ah, questi, con questi non ci puoi fare nulla altrimenti succede un casino! Questi hanno sempre ragione, questi non li puoi toccare". Dopodiché si consultano con il capotreno e la ragazza controllore e viene deciso che il ragazzo scenderà dal treno, un terzo controllore prenderà i soldi del disabile e gli farà il biglietto per il treno successivo, però senza posto assicurato: si dovrà sedere nel vagone ristorante. Il giovane disabile, totalmente in balia degli eventi, ormai non tenta più di parlare, ma probabilmente capisce che gli sarà consentito proseguire il viaggio nel vagone ristorante e allora sollevato, con l'impeto di chi è scampato a un pericolo, di chi vede svanire la minaccia, si piega in avanti e bacia la mano del capotreno. Epilogo della storia. Fatto scendere il disabile dal treno, prima che la polizia abbandoni il vagone, la ragazza controllore chiede ai poliziotti di annotarsi le mie generalità. Meravigliato, le chiedo per quale motivo. "Perché mi hai offesa". "Ti ho forse detto parolacce? Ti ho impedito di fare il tuo lavoro?" le domando sempre più incredulo. Risposta: "Mi hai detto che sono maleducata". Mi alzo e prendo la patente. Mentre un poliziotto si annota i miei dati su un foglio chiedo alla ragazza di dirmi il suo nome per sapere con chi ho avuto il piacere di interloquire. Lei, dopo un attimo di disorientamento, con tono soddisfatto, mi risponde che non è tenuta a dare i propri dati e mi dice che se voglio posso annotarmi il numero del treno. Allora chiedo un riferimento ai poliziotti e anche loro si rifiutano e mi consigliano di segnarmi semplicemente: Polizia ferroviaria di (...). Avrei naturalmente voluto dire molte cose, ma la signora seduta accanto a me mi sussurra di non dire niente, e io decido di seguire il consiglio rimettendomi a sedere. Poliziotti e controllori abbandonano il vagone e il treno riparte. Le parole della mia vicina di posto sono state le uniche parole di solidarietà che ho sentito in tutta questa brutta storia. Per il resto, sono rimasti tutti fermi, in silenzio, a osservare. L'autore è scrittore ed editore Fatto bene! Questi se penseno de fà come je pare solo perchè sò storpi Messaggio in stile nazileghista romanaccio in ossequio alle direttive del minculpop
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#11 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 2659
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gli invalidi dovrebbero avere lo sconto del 30% sul prezzo di biglietto mi sembra.
poi hanno diritto al personale di trenitalia che su richiesta deve accompagnarli per salire e scendere, portare i bagagli ecc .... nella carta dei servizi di trenitalia... è scritto... |
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#12 | |
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Esatto. Io comunque sono stato aiutato quando sono stato temporaneamente invalido causa fratture. |
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#13 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
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#14 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2008
Città: Venezia
Messaggi: 1799
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Mioddio, che tristezza infinita. Vi dirò, io ormai su trenitalia ho sentito di tutto, solo che a certe cose, fortunatamente, non mi ci abituerò mai.
Questo thread va giusto a braccetto con l'altro aperto da LUVI --> http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2113447 In particolare dell'articolo quoto due passaggi: 1) Il controllore li conta e con tono burocratico dice al ragazzo che non bastano perché fare il biglietto in treno costa, in questo caso, cinquanta euro di più. Dunque... magari non tutti lo sanno, ma i controllori si prendono una cospicua percentuale su ogni contravvenzione che danno. Con le percentuali delle multe, dai 1400€ mensili arrivano facilmente a 2000; i più intransigenti anche a 2500€. Certo, c'è da dire che questi, qualche volta, si prendono anche una coltellata. Come già detto nell'altro thread, ho molti amici che lavorano per le FS e me ne raccontano di tutti i colori, gente che per pagarsi le rate dell'auto o del televisore "a gratis" si conta le multe che deve dare ogni giorno prima di ficcarsi nel proprio scompartimento a giocare a PES con la PSP, altri che invece che non fanno mai controlli e quando vengono beccati dal controllore dei controllori (una sorta di controllo interno) fingono di essersi fatti male e si mettono in infortunio dal giorno dopo per qualche mesetto. Altri ancora che, per fortuna, fanno il loro lavoro seriamente (la minoranza purtroppo) e si sentono umiliati da questi qui, visto che alla fine della fiera devono coprire anche le loro mancanze. le regole sono valide solo quando fa comodo perché durante l'andata l'Eurostar con prenotazione obbligatoria era pieno zeppo di gente in piedi senza biglietto e il controllore non è nemmeno passato a controllare il biglietti. "E lo sa perché?" ho concluso. "Perché quelle persone le braccia ce l'avevano...". Giusto qualche mese fa un mio amico amico mi ha raccontato che, durante una ispezione in un treno regionale (non si chiamano più così, ma vabbè) notturno è entrato in uno scompartimento dove c'erano 4 romeni ubriachi fradici e piuttosto rumorosi. Ha chiesto loro il biglietto e questi si sono messi a ridere dicendo che non avevano nulla e che tanto smontavano dopo 2 fermate. Lui ha detto "vabbè", ha chiuso lo scompartimento e se n'è andato al suo posto. Onestamente non lo voglio criticare perché rischiare la vita per 2000€ non credo sia il caso. |
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Messaggi: n/a
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Nessun controllore si e' fatto vedere. |
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#16 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2008
Città: Venezia
Messaggi: 1799
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Quote:
Un paio d'anni fa, quando andavo spesso a Padova (da VE) una volta davanti a tutto lo scompartimento (che per poco non applaudiva) ho criticato aspramente, ma sempre in modo educato, le FS davanti a questo capotreno che avrà avuto meno di trent'anni. Alla fine della conversazione, un po' per sdrammatizzare, ho fatto la battutona "se me ne tornavo a Venezia a piedi facevo prima temo " (in totale ci ho messo tre ore e non c'era nessuna tormenta di neve... rendetevi conto). Il controllore sapete che mi ha risposto "Guardi che ci sono tanti altri mezzi di trasporto, se non è contento di Trenitalia può benissimo andare in macchina". Appena la gente l'ha sentito, ha cominciato ad insultare lui e trenitalia, urlando proprio e questo tizio se n'è uscito dal vagone borbottando e a testa bassa. |
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#17 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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thread candidato al "ma che ci azzecca il titolo 2009"
si può correggere il titolo della discussione? |
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Varese
Messaggi: 8429
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Mi fanno sempre ridere il popolo dei migliori e il loro slogan "forti con il deboli e deboli con i forti"
![]() Detto questo, chiedo ai "criticoni" come avrebbero reagito di fronte a quella situazione, come è lecito aspettarsi da certa gente a criticare è forte, a proporre... err... Sarà che l'altro giorno sono dovuto andare fino a Torino e stupido io il biglietto l'ho fatto il giorno prima e mentre mi leggevo le comunicazioni su uno schermo di un presunto computer che si riavviava ogni minuto c'era scritto appunto che per fare il biglietto sul treno c'è il supplemento forfettario di €50. Senza dubbio, dando per assodato che la storia sia vera (ma lo sarà sicuramente visto che non proviene dal rotolo o da libero), il comportamento del personale di trenitalia è stato molto fiscale, d'altra parte se il viaggiatore essendo portatore di handicap ha diritto a speciali servizi (come un accompagnatore di trenitalia) poteva far valere questo diritto, ma a leggere l'articolo oltre a essere senza braccia sembra pure che fosse molto miope e nemmeno in grado di parlare troppo bene, mi chiedo come mai un ragazzo così viene lasciato solo a questo modo? E mi riferisco ai genitori o parenti? |
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#19 | |
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Messaggi: n/a
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Sapete noi campagnoli siamo facili alle querele. |
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" (in totale ci ho messo tre ore e non c'era nessuna tormenta di neve... rendetevi conto). Il controllore sapete che mi ha risposto "Guardi che ci sono tanti altri mezzi di trasporto, se non è contento di Trenitalia può benissimo andare in macchina". Appena la gente l'ha sentito, ha cominciato ad insultare lui e trenitalia, urlando proprio








