Samsung ribalta la situazione: fonderie all'80% e produzione come non si vedeva da tempo

Samsung ribalta la situazione: fonderie all'80% e produzione come non si vedeva da tempo

Secondo fonti asiatiche, Samsung Foundry avrebbe superato l'80% di utilizzo delle linee di Pyeongtaek grazie alla domanda legata alla memoria HBM4 e ai primi volumi a 2 nanometri. In crescita anche gli ordini da Big tech globali, con un pareggio di bilancio atteso nel quarto trimestre grazie a Tesla e Apple.

di pubblicata il , alle 14:31 nel canale Mercato
Samsung
 

La divisione produttiva di Samsung starebbe ingranando la marcia giusta, dopo anni molto difficili. Secondo fonti industriali, il tasso di utilizzo degli impianti avrebbe superato l'80% nel primo trimestre dell'anno, con le linee P2 e P3 del campus di Pyeongtaek tornate a operare a ritmi sostenuti dopo un 2025 caratterizzato da volumi insufficienti e livelli di prenotazione scesi sotto il 50%.

Le strutture di Pyeongtaek producono chip con processi a 4 nm, 5 nm e 7 nm, tecnologie oggi considerate mature mentre il mercato si sposta verso i 3 nm e inferiori. Proprio su questi processi, che lo scorso anno avevano evidenziato difficoltà di saturazione, si concentra ora una parte significativa della domanda proveniente da clienti esterni.

Uno dei fattori chiave della ripresa è rappresentato dalla sesta generazione della memoria HBM, la HBM4. Samsung realizza il base die di HBM4 con un processo custom a 4 nm, una scelta differente rispetto a concorrenti che impiegano processi meno avanzati per questa componente. L'adozione dei 4 nm consente una maggiore densità logica e l'integrazione di funzioni ASIC dedicate, inclusi blocchi di elaborazione dati a supporto degli acceleratori per carichi AI. Le prestazioni ottenute nei progetti interni avrebbero contribuito a rafforzare la credibilità tecnologica della divisione Foundry, generando un incremento degli ordinativi.

Parallelamente cresce l'interesse verso i nodi più avanzati. La produzione a 2 nm sta progressivamente aumentando, con il system-on-chip mobile Exynos 2600 sviluppato internamente e fabbricato su questo processo. Secondo le informazioni disponibili, le prestazioni del nuovo chip avrebbero mostrato risultati competitivi rispetto alle soluzioni di Qualcomm, aprendo la strada a volumi più elevati in vista della prossima generazione Galaxy S26.

Il miglioramento dei fondamentali operativi si riflette anche sulle prospettive economiche. La divisione non-memory di Samsung, che comprende Foundry e System LSI, potrebbe raggiungere il pareggio operativo entro il quarto trimestre dell'anno. A sostenere i ricavi contribuiranno inoltre nuove commesse, tra cui la produzione del chip AI5 per Tesla e di sensori di immagine destinati ad Apple, con un impatto più marcato dal prossimo anno quando i volumi entreranno a regime.

La combinazione tra saturazione degli impianti su processi maturi, crescita graduale delle tecnologie di frontiera e ritorno di ordini da grandi aziende tecnologiche statunitensi e cinesi suggerisce un percorso verso una maggiore stabilità finanziaria. Dopo diversi trimestri complessi, la divisione Foundry di Samsung sembra avviata verso una fase di consolidamento operativo e competitivo nel panorama dei semiconduttori avanzati, un bene per tutta l'industria per troppo tempo legata a doppio filo a TSMC.

1 Commenti
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supertigrotto23 Febbraio 2026, 16:48 #1
Ci sono componenti che non richiedono bassi nanometri,appunto le memorie,se non prendono adesso la palla al balzo,non avranno futuro.

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