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#21 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Messaggi: 1455
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il comunismo è fallimentare, ogni qual volta che si è cercato di applicarlo, si è rivelato un fallimento.
Può essere valido solo in teoria, i pro-comunisti anzichè attribuire sempre i fallimenti ad una male interpretazione dello stesso, dovrebbe essere un pò più realisti ed ammettere che è un sistema inapplicabile.
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Ciao ~ZeRO sTrEsS~ |
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#22 | ||||||||||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Tra l'altro Marx non ha scritto molto su come dovrebbe essere il comunismo, nei suoi libri parla quasi solo di capitalismo. Il poco che ha detto era che il governo e la produzione dovevano essere controllati da rappresentanti del popolo. Quote:
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Comunque considerando che il Nicaragua è uno staterello non è che possa valere poi molto come esempio. Quote:
Marx ha scritto tante opere, Mussolini no. Non c'è nessuna opera che permetta di distinguere il fascismo “teorico” e quello “storico”, è questa la differenza. Quote:
n1: Russia n2: Cina (ma il modello era quello russo, non si sono rifatti direttamente a Marx) n3: Jugoslavia n4: Cuba (a dire il vero non era nemmeno una rivoluzione comunista, lo stesso Fidel Castro è diventato comunista dopo l'alleanza con l'URSS, e l'alleanza con l'Urss implicava il mutuarne il sistema di governo) n5: Nicaragua. Cinque tentativi non sono poi molti. Tra l'altro si tratta di tentativi fatti in Paesi arretrati, mai in Paesi sviluppati come prevedeva la teoria marxista. È un po' come fare una ricetta cambiando gl'ingredienti, non è detto che venga bene. Aggiungo che nonostante tutto quanto si possa dire di male, a parte casi particolari, il “socialismo reale” ha accelerato notevolmente l'industrializzazione del mondo: senza l'Urss forse non avremmo avuto i gulag, ma in Russia morirebbero tuttora di fame. Quote:
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Marx non era contrario al commercio, era contrario allo sfruttamento. E per lui sfruttamento è uno scambio tra valori diseguali (tradizionale concezione di giustizia commutativa, desunta da Aristotele, e comune anche al liberalismo). Nel capitalismo lo scambio tra diseguali è nel lavoro salariato, perché il padrone dà all'operaio meno di quanto gli spetti. Quote:
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È una forma di organizzazione dell'economia vantaggiosa anche dal punto di vista egoistico, se ben implementata. Il comunismo in realtà ha dei presupposti materiali possibilissimi: un Paese ampiamente industrializzato. Per il resto non ci sono altre richieste, e laddove è possibile Marx ammetteva anche la conquista del potere con delle elezioni. Semmai Marx avrebbe potuto avere legittimi dubbi del fatto che se i comunisti avessero vinto le elezioni, li avrebbero lasciati governare, ma questo è un altro discorso. In ogni caso per me la libertà d'espressione è un valore sacro, pertanto condanno l'azione della polizia di Cuba, se non vi sono motivazioni ulteriori di questo comportamento. C'è da dire che negli anni '70 la polizia italiana ha ammazzato un po' di manifestanti sparando lacrimogeni ad altezza uomo, quindi non è che queste cose accadano solo a Cuba. Ovviamente le ritengo ingiuste a prescindere da dove si verifichino. Ultima modifica di blamecanada : 07-11-2009 alle 20:52. |
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#23 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
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Scusami, mi sfugge come si chiama quel paese dell'america latina dove di recente c'e stato un golpe.. e la polizia bruta sequestrava[ secondo qualcuno ma alla fine erano patacche] gli oppositori... ricordo di qualche utente che ha aperto diversi 3d... ma non ricordo il nome del paese...
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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#24 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Ungheria Mongolia Jugoslavia Bulgaria Vietnam sud Vietnam nord Ungheria Romania Polonia Yemen Congo Somalia Guyana Etiopia Benin Angola Mozambico Afghanistan Senza contare i paesi a sud della Russia, contati nell URSS, ma che con la Russia non avevano nulla a che fare e che infatti si sono separati subito non appena trovata l'occasione (Georgia, Kazakistan, Uzbekistan, etc.) Ma non stiamo a contare i paesi, che sono solo divisioni territoriali. Blamecanada, sono a spanne 3.0-3.5 miliardi di persone che hanno vissuto o stanno vivendo nel patimento e nella sofferenza (o comunque in una condizione che spero ne io ne te vivermo mai, e spero che nessuno mi venga a proporre di provare) solo perche' qualcuno ha sbagliato ad applicare la ricetta, senza che peraltro nessuno, nessuno sia ancora riuscito a dimostrare che possa funzionare? Io non ci sto. E se ascoltate me non ci state neppure voi, o almeno aspettate che capiti un'altro stato che la provi con successo per una cinquantina d'anni e poi ne riparliamo.
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. Ultima modifica di gugoXX : 07-11-2009 alle 23:47. |
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#25 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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E quando qualcuno ha tentato di fare riforme democratiche in quei Paesi (come in Cecoslovacchia), i carri armati del patto di Varsavia lo hanno impedito. I Paesi dell'Est non avevano alcuna autonomia politica, e non hanno fatto nessuna rivoluzione, sono semplicemente stati annessi all'Urss, per questo non ha senso contarli. Aggiungo che nell'Afghanistan sovietico la libertà era sicuramente maggiore che nell'Afghanistan talebano (in particolare per le donne). Quote:
In Russia si moriva anche prima, e sotto Stalin si viveva assai meglio che sotto lo Zar (nonostante Stalin). Sotto Stalin si rischiava di finire nei gulag, sotto lo Zar si moriva sicuramente di fame (l'aspettativa di vita dopo la morte di Stalin era pressoché doppia rispetto a quella dell'ultimo periodo zarista). Ogni azione comporta delle responsabilità, ma si è responsabili anche dell'inazione. L'esito della rivoluzione è stato cattivo, pessimo, e credo che i germi del suo cattivo esito fossero già nelle sue prime fasi (non entro nel dettaglio per non appesantire il messaggio: semmai in privato), ma per quanto mi riguarda valeva la pena di provare, e ne vale ancora la pena. Noam Chomsky (che non è filosovietico né comunista e nemmeno marxista) ha fatto notare, basandosi su degli studi del premio Nobel per l'economia Amartya Sen (anche questi non è né filosovietico, né comunista, né marxista), che se si attribuiscono le morti per cause evitabili al governo che ha giurisdizione dove esse avvengono, il governo democratico e liberale della sola India ha da solo causato piú morti di tutti quelli attribuiti al comunismo dal libro nero del comunismo (non certo una fonte filosovietica che lesinasse sul numero di vittime, considerando che -se non erro- attribuisce la responsabilità dei morti durante l'assedio nazista di Leningrado al governo sovietico). Sarebbe bastato che il governo indiano avesse istituito dei laboratori medici rurali di base, come quelli istituiti dal governo cinese, ed avrebbe evitato in quarant'anni cento milioni di morti. Solo che l'inazione si nota meno dell'azione, giustamente si ricorda holodomor, ma non è che morire per una carestia sfruttata dal governo per piegare una popolazione (in realtà è ancora discusso quanto il governo sovietico fosse consapevole della situazione ucraina, è difficile pensare che avesse qualche interesse a creare un disastro simile, anche se ovviamente ciascuno è responsabile delle proprie incompetenze) sia diverso dal morire per una malattia che il governo non si è occupato di curare. Io non sono comunista perché giustifico le tragedie provocate da Stalin, Pol Pot, o chicchessia (tra l'altro Pol Pot era finanziato dagli USA, ma tralasciamo), ma perché sono conscio di altre tragedie che invece passano sotto silenzio. E perché credo il comunismo sia un orizzonte auspicabile e realizzabile. È ovvio che non vorrei esser vissuto sotto lo stalinismo, ma nemmeno mi piacerebbe vivere in uno slum in India (e gli slum ci sono adesso, non cinquant'anni fa). Il fatto è che siamo fortunati ad esser nati in Paesi che per motivi storici sono ricchi, e non nella povertà in cui vive la stragrande maggioranza del globo. E credo che l'inazione sia sempre colpevole, piú di chi agisce e sbaglia (purché agisca responsabilmente, e non in preda al fervore romantico). Cioè, se i comunisti prendessero la maggioranza alle elezioni e cambiassero politica economica, in che modo ciò potrebbe generare Stalin o cose simili? Tra l'altro questo c'entra poco con Cuba. Ribadisco: a mio pare qualsiasi lesione della libertà d'opinione od intimidazione per l'espressione delle proprie idee va condannata, essendo la libertà d'espressione un diritto umano fondamentale. Cuba non è un Paese democratico, e questo si sa. Quote:
Ultima modifica di blamecanada : 08-11-2009 alle 00:51. |
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#26 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Un po' meno d'accordo lo sono stati i dirigenti di tutti gli stati che hanno provato ad applicare la ricetta. Anche lo stesso Marx non e' stato a tratti proprio tollerante con le idee altrui.
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#27 |
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Iscritto dal: Jan 2006
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ehehehe blame, mi sono confuso, tra totalitarismo e dittatura
cmq la mia idea è un po' deviata come detto sopra, perchè c'è anche qualcosa di bakuniniano dentro me
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#28 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
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Uno dei motivi per cui il comunismo non ha avuto successo e' che ciascun comunista ha la propria personalissima idea.
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Città: Romagna ma col cuore in Toscana, e spero nel prossimo futuro in Spagna
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Chiesa Valdese - Remember, my child: Without innocence the cross is only iron, - Grazie Daniele di regalarmi ogni giorno il tuo amore! - Per l'Alternativa - Chi ci pensa nel miele, annega - La Filosofia è come la Russia, piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi. (Roger Nimier) |
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Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
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Secondo me l'unico problema è che se i comunisti prendessero il potere democraticamente, difficilmente li lascerebbero governare, ma si farebbero colpi di Stato, guerre civili o simili, o almeno, finora è stato cosí (Cile, Nicaragua, Guatemala). Il problema sovietico è che i bolscevichi hanno fatto la rivoluzione a Pietrogrado, ma avevano consenso solo nelle grandi città, ed essendo minoranza alle elezioni vinse la fazione che decise di sciogliere il parlamento su quella che voleva farvi opposizione. Avendo i bolscevichi la maggioranza nell'esercito non è stato molto difficile, e del resto il fatto che molti bolscevichi fossero militari influenzò credo non poco il successivo modo di governo. Quote:
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Anche perché Marx per dittatura intendeva una magistratura sul modello romano, non sul modelo fascista (che ancora non esisteva). Uno dei problemi nella comprensione di Marx è che avendo avuto una formazione classica, spesso i termini da lui utilizzati venivano fraintesi, ad esempio quando nel Manifesto usa il termine “idiotismus” si rifà al significato greco del termine (idiotés è colui che si disinteressa della politica), mentre ovviamente è stato inteso come “stupidità” o cose simili. Comunque quella di Bakunin è davvero un'utopia, è per questo che non sono anarchico. |
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#31 | ||
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Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
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Per consenso popolare si decidera' che l'albergo di mio cognato non e' piu' di mio cognato ma dello stato... E cosi' via per tutto? Esproprio proletario? Questa sarebbe la proposta? E pensi che questo non possa degenerare e non abbia talmente tanti effetti collaterali da collassare il tutto e di dover avere bisogno di una cosi' grande forza di polizia per il controllo tale da fare andare a finire il tutto come e' finito in tutti gli altri casi? Non so. Aziende estere che scappano, investimenti annullati, moneta quasi inutile per gli scambi con l'estero, importazioni azzerate (con cosa le paghi), poverta' conseguente i primi che mi vengono in mente. E la questione giustizia? Un padre ha lavorato una vita, non si e' mai tirato indietro davanti al lavoro a costo di "Spaccarsi la schiena" come si suol dire. Ha comprato con tutti i frutti del suo lavoro una casa per se' e per la sua famiglia. Se invece che comprarsi una casa avesse investito tutto in una piccola azienda con la quale tentare di assicurare miglior fortuna a se stesso e ai suoi cari adesso si vederebbe il tutto espropriato. Il primo padre avrebbe tutto (la casa, che restebbe sua in quanto non mezzo di produzione), il secondo padre avrebbe perso tutto. Che giustizia e' mai questa? Quote:
Il vietare a priori la liberta' di culto si e' rivelata un boomerang. Ad esempio direi anche che parte della poplazione italiana (e vaticana) e' a priori restia o a favore del comunismo proprio a causa di quella unica clausola.
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
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In questo senso, uno che si lamenti per l'esproprio della sua azienda costruita con tanti sacrifici non sarebbe diverso da uno che si lamenti per l'affrancamento dei suoi servi della gleba, magari acquistati con tanti sacrifici. Se si tratta di un'azienda a conduzione familiare invece il discorso può essere diverso, fondamentale è che non esista il lavoro dipendente, e chiunque lavori in una determinata azienda sia comproprietario della medesima, come se fosse un suo azionista. Lavorare per qualcosa di estraneo è una forma di sottomissione indegna di un uomo libero. Quote:
In una società industriale avanzata, in cui la stragrande maggioranza delle aziende sia molto grande, e nelle mani di poche persone. L'Italia in effetti non ha ancora raggiunto questo stadio, ma Germania, Francia, U.S.A. ed altri sí. Quindi ci sono dei margini per il consenso ad una politica simile, anche se ovviamente non è detto che vi sia. In USA non ci sono molti comunisti (anche se c'è da dire che un tempo c'erano, e sono “spariti” anche a causa di persecuzioni). Quote:
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Anche i nobili francesi magari avevano fatto molta fatica per acquistarsi il titolo nobiliare, e con la repubblica hanno perso il loro potere. Se avessero utilizzato quei soldi per comprare un'azienda non avrebbero perso nulla. Tra l'altro ci sono tante persone che lavorano tutta la vita e non hanno nulla di tutto ciò. In ogni caso un buon amministratore d'azienda sicuramente troverebbe lavoro, e sarebbe comunque avvantaggiato rispetto ad un semplice operaio. Per il resto non do giudizi morali sugl'imprenditori, in questa società è perfettamente normale avere dei dipendenti. In ogni caso se l'obiettivo è garantire una vita sicura ai suoi familiari, l'obiettivo del comunismo è garantire a tutti questo bene, quindi il problema è relativo. L'obiettivo del comunismo non è essere tutti poveri, ma essere tutti ricchi. Quote:
Marx: Sappiamo che le misure violente contro la religione non hanno alcun senso. Secondo la nostra concezione, la religione scomparirà man mano che avanzerà il socialismo. Lo sviluppo della società favorisce necessariamente la scua scomparsa, e in questo processo l'educazione svolge un ruolo importante. [Intervista a Marx, in “he Chicago Tribune”, 5 gennaio 1879) Io credo che “oppio dei popoli” sia una definizione solo del ruolo politico della religione. Non credo Marx credesse che la religione fosse nata di per sé per asservire i popoli. Io comunque sono meno ottimista di lui sulla sparizione della religione col tempo. Ultima modifica di blamecanada : 08-11-2009 alle 13:40. |
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#33 | ||
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Iscritto dal: May 2004
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E finirai sempre allo stesso modo di tutti gli altri paesi che hanno tentato l'esperimento comunismo. Male. Le armi si terranno tutto, e il popolo non si terra' niente. Quote:
Un modello economico che non premia chi lavora e non disincentiva chi non lavora e' un controsenso e avra' vita corta. E questo sembra essere un problemone per il comunismo, sia quando e' in essere, sia a questo punto evidentemente anche quando si sta preparando a diventare.
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Un governo democratico non ha mai grande bisogno di armi. Non è che l'ideologia prescinda dal consenso, un governo comunista ha gli stessi limiti di tutti i governi democratici. Quote:
Del resto, se va male alle successive elezioni si elegge un altro governo, e si restituiscono i beni espropriati. |
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