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#1 |
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Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: Romagna ma col cuore in Toscana, e spero nel prossimo futuro in Spagna
Messaggi: 362
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Politica Economica e Politica Immigratoria
Mi potreste per caso dare una mano a trovare informazioni e/o dati su quali paesi al mondo attuino le politiche più permissive oppure più pesanti verso l'immigrazione clandestina e da quale pensiero politico-economico sono ispirati?
Ve lo chiedo perchè sto cercando di capire se esiste una relazione fra politica immigratoria e politica economica, e quale di queste ultime sia la più adatta al mantenimento di una società aperta Inoltre, vi chiederei anche una mano a reperire dati su quali paesi in questo periodo di crisi abbiano registrato maggiormente un aumento di fenomeni di razzismo/xenofobia/omofobia
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Chiesa Valdese - Remember, my child: Without innocence the cross is only iron, - Grazie Daniele di regalarmi ogni giorno il tuo amore! - Per l'Alternativa - Chi ci pensa nel miele, annega - La Filosofia è come la Russia, piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi. (Roger Nimier) |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Non è così facile fare un studio su questi temi.
Le politiche migratorie, per esperienza storica, sono in relazione con il periodo specifico e non con una particolare ideologia. Ad es. negli anni 50 e 60 c'era una vera e propria competizione fra paesi importatori di braccia e d'altro canto anche i paesi esportatori erano in competizione fra loro: l'immigrazione era gestita tramite una sorta di contratto fra il paese di immigrazione e quello di emigrazione. La chiusura delle frontiere comincia ad essere auspicata dai paesi sviluppati intorno agli anni 70, anche se non si è verificata nessuna svolta ideologica razzista in quegli anni, ma semplicemente mutarono le condizioni economiche. E' relativamente più facile sapere quali sono i paesi che hanno il maggior tasso di immigrati. In Europa ci sono oltre 60 milioni di immigrati, circa il 9%, in Asia gli immigrati sono meno del 2%, negli Usa quasi il 15%. In Europa i paesi maggiormente "ospitali" sono la Spagna (che è il secondo stato al mondo, dopo gli Usa) con il 10%, seguita da Francia, Germania, Gb (8-9%). In Italia gli immigrati sono il 6-7%. Ma anche in questo caso non si tratta di differenze ideologiche, bensì economiche: la Spagna aveva tassi di immigrazione altissimi quando c'è stato il boom edilizio, ma dopo che è scoppiata la bolla hanno ridimensionato moltissimo la loro disponibilità, eppure al governo c'è Zapatero e non Calderoli. |
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