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Old 24-11-2003, 10:54   #281
ni.jo
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A proposito di semplicistiche interpretazioni, l’Independent ritiene che il messaggio di Blair alla nazione di qualche giorno fà in occasione della visita di Bush, sia stato «un’analisi semplicistica della guerra, che aveva veramente poco a che fare con quello che era successo poche ore prima in Turchia».
Il quotidiano di Londra rifiuta l’idea espressa dal premier, secondo cui «l’Iraq è il campo di battaglia principale della guerra di cui le bombe di Istanbul sono solo l’ultima manifestazione», ma in realtà, «è la guerra in Iraq che è solo un aspetto marginale della lotta ad al Qaeda, e questo solo perché l’intervento angloamericano ha creato la connessione. L’invasione e l’occupazione dell’Iraq stanno facilitando il reclutamento di martiri pronti a morire per il loro odio verso i non musulmani, soprattutti gli americani, gli inglesi e gli israeliani. Il legame tra Istanbul e Bagdad è solo questo, ed è ben più complessa del semplice “loro odiano la libertà”». Sempre sull’Independent, Robert Fisk ritiene che a differenza degli attentati alle sinagoghe, che erano mirati contro la Turchia, le nuove stragi volevano colpire la Gran Bretagna: «Stiamo pagando il prezzo di un ingenuo tentativo di risistemare il Medio Oriente.Gli australiani hanno scontato la loro alleanza con Bush a Bali, gli italiani a Nassiriya. E adesso tocca a noi».
In un lungo articolo pubblicato sul Times, Simon Jenkins scrive che le bombe non cesseranno di colpire nuovi obiettivi finché «l’occidente non capirà di non poter imporre i suoi sistemi ai popoli arabi». Jenkins espone anche il suo pensiero circa la strategia adottata dai terroristi: «Il loro scopo non è solo uccidere, ma far funzionare il moltiplicatore del terrore attraverso gli attentati, sfruttare le risposte, volontarie e involontarie, dei soggetti che colpisce» «Hanno ottenuto esattamente quello che volevano, traumatizzando l’America e provocando una reazione che sta diffondendo l’antiamericanismo nel mondo islamico. Non si trattava solo di un affronto, ma di un invito alla guerra. Io – prosegue Jenkins – credevo allora e credo tutt’ora che l’occidente avrebbe dovuto declinare l’invito.Non avrebbe mai dovuto promuovere al Qaeda all'affascinante successore dell’impero del male sovietico. Al Qaeda era un’organizzazione criminale di fanatici e andava sconfitta con le spie, la corruzione e le trattative segrete».Il quotidano inglese pubblica anche un commento dal tono particolarmente scoraggiato di Philip Stephens: «L’unica certezza che abbiamo è che il disordine mondiale in cui ci siamo svegliati due anni fa è ancora spaventoso quanto lo era allora».
(articoli raccolti da Claudio Rossi Marcelli, internazionale.it)

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Ultima modifica di ni.jo : 24-11-2003 alle 10:58.
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Old 24-11-2003, 11:08   #282
twinpigs
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Originariamente inviato da ni.jo
A proposito di semplicistiche interpretazioni, l’Independent ritiene che il messaggio di Blair alla nazione di qualche giorno fà in occasione della visita di Bush, sia stato «un’analisi semplicistica della guerra, che aveva veramente poco a che fare con quello che era successo poche ore prima in Turchia».
Il quotidiano di Londra rifiuta l’idea espressa dal premier, secondo cui «l’Iraq è il campo di battaglia principale della guerra di cui le bombe di Istanbul sono solo l’ultima manifestazione», ma in realtà, «è la guerra in Iraq che è solo un aspetto marginale della lotta ad al Qaeda, e questo solo perché l’intervento angloamericano ha creato la connessione. L’invasione e l’occupazione dell’Iraq stanno facilitando il reclutamento di martiri pronti a morire per il loro odio verso i non musulmani, soprattutti gli americani, gli inglesi e gli israeliani. Il legame tra Istanbul e Bagdad è solo questo, ed è ben più complessa del semplice “loro odiano la libertà”». Sempre sull’Independent, Robert Fisk ritiene che a differenza degli attentati alle sinagoghe, che erano mirati contro la Turchia, le nuove stragi volevano colpire la Gran Bretagna: «Stiamo pagando il prezzo di un ingenuo tentativo di risistemare il Medio Oriente.Gli australiani hanno scontato la loro alleanza con Bush a Bali, gli italiani a Nassiriya. E adesso tocca a noi».
In un lungo articolo pubblicato sul Times, Simon Jenkins scrive che le bombe non cesseranno di colpire nuovi obiettivi finché «l’occidente non capirà di non poter imporre i suoi sistemi ai popoli arabi». Jenkins espone anche il suo pensiero circa la strategia adottata dai terroristi: «Il loro scopo non è solo uccidere, ma far funzionare il moltiplicatore del terrore attraverso gli attentati, sfruttare le risposte, volontarie e involontarie, dei soggetti che colpisce» «Hanno ottenuto esattamente quello che volevano, traumatizzando l’America e provocando una reazione che sta diffondendo l’antiamericanismo nel mondo islamico. Non si trattava solo di un affronto, ma di un invito alla guerra. Io – prosegue Jenkins – credevo allora e credo tutt’ora che l’occidente avrebbe dovuto declinare l’invito.Non avrebbe mai dovuto promuovere al Qaeda all'affascinante successore dell’impero del male sovietico. Al Qaeda era un’organizzazione criminale di fanatici e andava sconfitta con le spie, la corruzione e le trattative segrete».Il quotidano inglese pubblica anche un commento dal tono particolarmente scoraggiato di Philip Stephens: «L’unica certezza che abbiamo è che il disordine mondiale in cui ci siamo svegliati due anni fa è ancora spaventoso quanto lo era allora».
(articoli raccolti da Claudio Rossi Marcelli, internazionale.it)
completamente daccordo ...
una visione chiara ed obiettiva

al confronto le menzogne e gli di B.B. si dimostrano non più "convincenti" e da "avallare" da parte degli Stati "amici".
Tutto ciò farà moltiplicare i Kamikaze che sono alimentati dalla sempre più diffidenza ed odio degli arabi che vivono in quelle terre
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È un bene che gli abitanti della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina.
Henry Ford
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Old 10-12-2003, 10:09   #283
ni.jo
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Washington Post
Italia fu messa in guardia su attacco Nassiriya
MILANO (Reuters) - L'intelligence italiana avrebbe messo in guardia per tre volte, con un mese di anticipo, sulla possibilità di un "attacco imminente" contro la base dei carabinieri a Nassiriya, in Iraq, indicando anche i nomi dei seguaci di Saddam Hussein che stavano tramando per colpire il contingente italiano. Lo afferma il Washington Post citando, in un servizio da Baghdad, alcuni brani di rapporti di intelligence italiani.

Secondo il quotidiano Usa, gli avvertimenti furono comunicati alla catena di comando italiana, ma "non produssero alcuna precauzione al quartier generale" in Iraq prima della strage del 12 novembre.

L'attentato contro la sede dei carabinieri a Nassiriya è costato la vita a 19 italiani - 17 militari e due civili - e nove iracheni.

I documenti del Sismi ottenuti dal quotidiano statunitense contraddicono la versione del ministero della Difesa italiano, secondo il quale non ci fu nessun tipo di avvertimento specifico prima dell'attacco.

Oggi la Difesa non è stata disponibile per un commento sulle notizie diffuse dal Post.

Tra il materiale citato dal giornale Usa, c'è una informativa che citava nomi di esponenti delle milizie Fedayn fedeli all'ex dittatore Saddam Hussein che, secondo il Sismi, si stavano occupando di preparare attacchi contro gli italiani.

Il rapporto avrebbe dettagliato anche il ruolo negli attacchi dell'organizzazione fondamentalista Ansar al Islam, ritenuta legata alla rete di Al Qaeda e al movimento dei talebani afghani.

Il Washington Post cita anche un'audizione del direttore del servizio d'intelligence militare, Nicolò Pollari, del 18 novembre, in cui il militare aveva sottolineato gli alti rischi per la presenza italiana nel sud dell'Iraq.

Il pericolo per gli italiani presenti nel Paese dopo il sanguinoso attentato a Nassiriya era stato inoltre evidenziato dal presidente del Comitato parlamentare per i servizi di sicurezza Enzo Bianco, secondo il quale da luglio le segnalazioni del Sismi sul rischio di attacchi contro il contingente italiano si erano intensificate.

Il Sismi aveva comunque detto che era "destituita di fondamento la notizia di una segnalazione specifica... di un possibile attentato al contingente italiano" a Nassiriya il 12 novembre, come avevano riportato alcune indiscrezioni della stampa italiana.
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Old 10-12-2003, 11:54   #284
ni.jo
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la repubblica
Il Pentagono: niente contratti per Francia, Germania, Russia
Interventi assicurati per Gran Bretagna, Italia e Spagna
Iraq, esclusi dalla ricostruzione

i Paesi che dissero no alla guerra
ROMA - Niente appalti per i Paesi che si opposero alla guerra in Iraq. Francia, Germania e Russia saranno escluse dalla suddivisione dei ventisei principali contratti per la ricostruzione del Paese, per un valore complessivo di 18,6 miliardi di dollari, che saranno pubblicizzati nei prossimi giorni. La decisione è stata annunciata in un documento firmato dal vicesegretario alla Difesa americano Paul Wolfowitz.



Quote:
"E' necessario, per la protezione degli interessi essenziali di sicurezza degli Stati Uniti, limitare la competizione per i contratti primari a società americane, dell'Iraq e dei partner della coalizione", ha affermato Wolfowitz, per giustificare la decisione.
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