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#22 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 2659
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abbiamo un deposito per scorie.... immenso, nessun abitante che protesta, fino adesso i pesci non parlano ! l'acqua protegge dalle rediazioni... basta non mangiare il pesce e........ siamo a posto ! |
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#23 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Città: Utopia Planitia
Messaggi: 3875
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Eh secondo voi quando ci saranno troppi mari inquinati a chi daranno il dovere/onore di ripulire tutto?! Sta gente deve pur lavorare.
Cornuti e maziati. |
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#24 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Messaggi: 367
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Sostanze tossiche e resti umani: a una svolta l'inchiesta sul relitto
del "Cunski". E spunta la mappa delle altre imbarcazioni cariche di scorie. Le 30 navi che avvelenano il mar Mediterraneo di PAOLO GRISERI e FRANCESCO VIVIANO PAOLA (Cosenza) - Due macchie gialle dietro il vetro di un oblò. I fari di una telecamera di profondità illuminano la scena. Le macchie sono proprio al centro dell'immagine, sopra la data e l'ora della ripresa: 12 settembre 2009, 17,33. Una nuova ombra, un rigagnolo di veleni, esce da una fenditura della lamiera. Altre masse nere (pesci?) si intravedono nell'oscurità del relitto. Immagini che sembrano confermare il "sospetto inquietante" del Procuratore di Paola, Bruno Giordano: "Dietro quell'oblò potrebbero esserci i teschi di due marinai". Non è solo una bomba ecologica quella affondata al largo della costa calabra: è una bara. L'ultima destinazione per marinai irregolari come irregolare era ormai il Cunski con il suo carico inconfessabile: una discarica di veleni e di uomini. Quanti altri Cunski custodiscono segreti e rilasciano veleni dal fondo del Mediterraneo? La domanda è la stessa che inseguiva quattordici anni fa il capitano di vascello Natale De Grazia. Nel cuore dell'indagine prendeva appunti. Uno degli ultimi, fino ad oggi inedito, offre qualche punto interrogativo e diverse certezze. Vale la pena di leggere: "Le navi? 7/8 italiane e a Cipro. Dove sono? Quali sono? I caricatori e i mandanti. Punti di unione tra Rigel e Comerio. Hira, Ara, Isole Tremiti. Basso Adriatico. Porti di partenza: Marina di Carrara m/v Akbaya. Salerno/Savona/Castellammare di Stabia/Otranto/Porto Nogaro/Fiume. Sulina Beirut. C/v Spagnolo. Materiale radioattivo". Qual era la mappa cui si riferiva il capitano di vascello Natale De Grazia nell'autunno del '95? Non lo sapremo mai. La sera del 12 dicembre De Grazia si accascia sul sedile posteriore dell'auto che lo sta portando a La Spezia, alla caccia dei misteri delle navi dei veleni. Una morte per infarto, dice il medico. Ma un infarto particolare se poco tempo dopo il capitano verrà insignito della medaglia d'oro al valor militare. Comincia da qui, da quell'appunto inedito, il viaggio alla ricerca delle navi dei veleni, affondate non solo in Italia ma in tutto il Mediterraneo e nel Corno d'Africa. Una storia che ini zia in modo legale, tra i camici bianchi nei laboratori di un'agenzia dell'Unione europea, diventa un'occasione di arricchimento per personaggi senza scrupoli e merce di scambio per i trafficanti di armi e uomini. Sullo sfondo, ma non troppo, un'incredibile tangentopoli somala e la morte ancora senza spiegazione ufficiale di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Il 18 gennaio 2005, rispondendo alle domande della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte dei due giornalisti italiani, il pm di Reggio Calabria Francesco Neri rivelava che "la cartina con i punti di affondamento e le segnalazioni di Greenpeace coincidono con le mappe di Comerio". L'indagine sulle navi dei veleni è rimasta lontano dai riflettori per 12 anni. Fino a quando, il 12 settembre scorso, il Manifesto rivela che un pentito, Francesco Fonti, ha consentito di scoprire un nuovo relitto sul fondale di fronte alle coste della Calabria. Una vicenda di cui ora si occuperà anche la Commissione antimafia. Così, alla ricerca di nuove bombe ecologiche sepolte, la mappa di Comerio è tornata d'attualità. Di Giorgio Comerio, imprenditore nel settore delle antenne e delle apparecchiature di indagine geognostica, sono pieni i documenti delle commissioni di inchiesta. In un'intervista sostiene di essere vittima di un clamoroso equivoco: "Mi ha fermato alla frontiera un doganiere che non sapeva del progetto Euratom, è una bieca montatura". Una versione che ai pm sembra troppo semplice: "Aveva rapporti con i servizi argentini e iracheni e aveva comperato rifiuti da mezzo mondo". L'inizio della storia delle navi dei veleni è in Italia, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, dove ha sede l'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che lavora ai progetti dell'Euratom. È qui che, secondo il pm Nicola Maria Pace, negli anni 0 prende corpo un progetto ambizioso: "A Ispra - racconta Pace nel marzo del 2005 - presso gli impianti dell'Euratom di Varese, attraverso finanziamenti americani e giapponesi si avvia un progetto alternativo al sistema di deposito in cavità geologiche delle scorie nucleari. Tale progetto, denominato Dodos, ha visto la partecipazione di centinaia di tecnici di tutto il mondo: hanno contribuito due esperti scienziati dell'Enea ed anche Giorgio Comerio". L'idea è quella di inabissare sul fondo del mare il materiale radioattivo stivato nelle testate dei siluri. Progetto che verrà poi abbandonato per timore delle proteste degli ambientalisti. "Per impedire che idee di questo genere venissero messe in pratica - ricorda Enrico Fontana di Legambiente - venne firmata la Convenzione Onu che impedisce lo sversamento di materiale pericoloso sui fondali marini". Comerio capisce invece che quella tecnica può diventare una gallina dalle uova d'oro. Mette in piedi una società, la Odm, (naturalmente con sede nel paradiso fiscale delle Isole Vergini) e acquista i diritti della nuova tecnologia. Scopre un giudice a Lubiana che dà la patente al nuovo sistema sostenendo che non è in contrasto con la Convenzione Onu. È il colpo dello starter. Da quel momento Comerio si mette sul mercato anche attraverso un sito Internet: fa il giro dei governi del globo proponendo di smaltire le scorie a prezzi scontatissimi. Francia e Svizzera rifiutano. Ma le commesse, soprattutto quelle in nero, cominciano a fioccare. La mappa degli affondamenti è quella studiata, nel Mediterraneo e negli oceani, dal gruppo di scienziati di Ispra. Ormai il progetto è fuori controllo. Nelle mani di Comerio cambia natura. Nell'audizione di fronte alla Commissione che indaga sulla morte di Ilaria Alpi, il pm Pace riferisce un particolare incredibile. La storia di "una intesa con una giunta militare africana, che si impegnava a cedere a Comerio tre isole, di cui una sarebbe stata affidata a lui, per installarvi un centro di smaltimento di rifiuti radioattivi in mare, un'altra sarebbe stata ceduta a Salvatore Ligresti, in cui avrebbe costruito villaggi turistici, la terza infine sarebbe stata data al professor Carlo Rubbia, affinché potesse installarvi un reattore di potenza abbastanza piccolo, per fornire energia sia all'impianto di smaltimento sia ai villaggi". Rubbia e Ligresti, naturalmente, rifiutano il progetto. Il meccanismo è inarrestabile. Comerio contatta i governi della Sierra Leone, del Sudafrica, dell'Austria. Propone affari anche al governo somalo: 5 milioni di dollari per poter inabissare rifiuti radioattivi di fronte alla costa e 10 mila euro di tangente al capo della fazione vincente dell'epoca, Ali Mahdi, per ogni missile inabissato. Pagamento estero su estero, s'intende. A provarlo ci sono i fax spediti da Comerio nell'autunno del 1994 al plenipotenziario di Mahdi, Abdullahi Ahmed Afrah, e acquisiti dalla commissione di inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi. La giornalista della Rai aveva scoperto il traffico e, cosa più pericolosa, la tangente? Qualcosa di simile aveva scoperto De Grazia. Su ordine del pm di Reggio, Francesco Neri, aveva perquisito a Garlasco l'abitazione di Giorgio Comerio: era il settembre 1995, un anno dopo la morte dei giornalisti in Somalia. Il capitano italiano seguiva le rotte delle navi dei veleni. Indagava sulla Riegel, affondata nel 1987 nello Ionio e sulla Rosso, spiaggiata davanti ad Amantea il 14 dicembre 1990. Navi cariche di veleni, "almeno trenta", secondo diversi pentiti. Nella cabina di comando della Rosso si scopre una mappa di siti per l'affondamento, la stessa che sarebbe stata trovata, cinque anni dopo, nell'abitazione di Comerio. De Grazia indaga sugli affondamenti ma anche sulle rotte. E scopre che se il cimitero dei veleni è nei mari del Sud Italia, i porti di partenza sono nel Nord, in quell'angolo misterioso tra Toscana e Liguria dove si incontrano due condizioni favorevoli: l'area militare di La Spezia e le cave di marmo delle Alpi Apuane. Perché l'area militare garantisce la riservatezza e il granulato di marmo copre le emissioni delle scorie radioattive: "Stavamo andando a La Spezia - riferisce oggi uno di coloro che si trovavano sull'auto di De Grazia nel suo ultimo viaggio, il 12 dicembre - per verificare al registro navale i nomi di circa 180 navi affondate in modo sospetto negli ultimi anni e partite da quell'area". Il capitano non sarebbe mai arrivato a La Spezia. Ma aveva già scoperto molte cose. Sapeva, ad esempio, che nella casa di Comerio c'era una cartellina: "una carpetta - riferisce Neri - con la scritta Somalia e il numero 1831. Nella cartella c'era il certificato di morte di Ilaria Alpi". Oggi, naturalmente, scomparso dagli atti. (1. continua) (25 settembre 2009) Oltre alle scorie pure "resti umani", ma ci rendiamo conto!?!? Meno male che ci sono giudici e investigatori che indagano e tentano di ricostruire questi fatti inquietanti e gravissimi, spero poi si riesca a trovare queste navi affondate e "recuperarle" una ad una, anche se mi sembra inevitabile che un danno ecologico e forse pure pesante è stato fatto ed è in corso.
Ultima modifica di sander4 : 25-09-2009 alle 18:08. |
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Senior Member
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 2659
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e poi stiamo a discutere sul sito per il deposito nazionale.... ma ce l'abbiamo già a costo 0 da anni, niente sorveglianza, niente monitoraggio, una bella nave, vai in mare e.... affondata..... per sempre. |
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Member
Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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Forse non ti sei resa conto che nel Mediterraneo hanno sversato rifiuti tossici anche nazioni del Nord Europa, come Norvegia e Olanda, come ha detto il procuratore di Paola Bruno Giordano.
Ultima modifica di Sheera : 25-09-2009 alle 19:56. |
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Member
Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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E' una questione internazionale, prova a digitare Giorgio Comerio su google, che trovi un po' di cose.
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#29 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Altrove
Messaggi: 1145
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C'è da aver paura a pensare come stanno diventando i mari, e non solo il mediterraneo, se qui ne hanno affondate 30 in tutto il mondo saranno almeno 30'000
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Niente è impossibile finchè riesci ad immaginarti le cose!!!!!!!!! compra Slurm!!! ![]() My deviantart - JumpList Editor |
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Città: Vatican City *DILIGO TE COTIDIE MAGIS* «Set me as a seal on your heart, as a seal on your arm: for love is strong as death and jealousy is cruel as the grave.»
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...ecco, a parte questo, mi pare ovvio che sia del tutto impossibile pretendere la perfezione. Qualsiasi Paese, anche il più vivibile e ordinato e abitato da un popolo onesto e alacre, avrà i suoi episodi di criminalità. Sarebbe assurdo pretendere il contrario. La differenza, piuttosto, appare nel momento in cui, questa "ovvia" criminalità (di qualsiasi genere eh!), la si combatte e la si disincentiva. Insomma, che ci sia chi ha fatto porcate anche in Germania, in Olanda, in Norvegia eccetera, è indubbio, ma il nostro problema (che poi è anche la ragione per cui io non mi fido di portare il nucleare in Italia) è che qui la gente può permettersi di fare porcate contando su un'impunità praticamente totale, se teniamo conto degli intrallazzi, della lentezza della giustizia, degli insabbiamenti e dei vari trucchetti burocratici per cui si riesce a metter su apparati insigniti di compiti importantissimi ma in cui nessuno è responsabile di niente, ergo se qualcosa va storto non si sa nemmeno a chi dare la colpa, posto di accorgersene... E' quello lì il problema da correggere...altrove, capita che N volte qualcuno faccia X, ma in Italia, si fa con continuità 10X da sempre e si continuerà a farlo. ADDENDUM. Sia chiaro che non ho certo intenzione di sminuire eventuali azioni criminali di altri: stiamo parlando di fatti gravissimi che hanno conseguenze difficilissime da mitigare. Quello che voglio dire è che "noi" rischiamo non solo che per accidente/combinazione/sfiga qualcosa di critico e delicato vada a finire in mano al disonesto/irresponsabile/criminale di turno, ma che la maggior parte delle procedure sia gestita così di regola, e che lo sappiano tutti ma non dicano nulla. E non sto parlando solo di back end, ma anche della gestione della centrale in sé. Sapete, quando si vedono sale controllo da 20 postazioni regolarmente vuote e in cui gli unici 2-3 soggetti presenti parlano al telefono, prendono il caffè o se la raccontano tra di loro senza nemmeno degnare di uno sguardo i monitor, ti viene da pensare "mah...e se questo fosse un impianto nucleare?"
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How you have fallen from heaven, O star of the morning, son of the dawn! You have been cut down to the earth, You who have weakened the nations! (Isaiah 14:12) Ultima modifica di ChristinaAemiliana : 25-09-2009 alle 21:31. |
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Bannato
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#32 | |
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#33 |
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ma i resti umani che inquinamento fanno?
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E sì che ho ben detto e ripetuto che intendo criminalità in senso lato, e non il tipetto con la pistola... Insomma, in estrema sintesi ciò che voglio dire è che questi episodi possono accadere ovunque e coinvolgere chiunque (governo, specialisti, soggetti insospettabili eccetera), ma da noi rappresentano proprio lo stato di default...
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Per trattare l'argomento in maniera esaustiva ci vorrebbe un medico
Io mi limito a parlare di nucleare!
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#36 | |
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Città: Tra le nebbie pavesi
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http://italy.indymedia.org/news/2005...02_comment.php (non che considero indymedia il massimo dell' obiettività, è giusto quello che non avevo ancora chiuso, su un altro sito c'era anche la data ufficiale di fine lavori) D' altra parte, se avessi un carico "strano" da fare sparire, cercherei di non tenere la nave spiaggiata per quasi 20 anni...
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"la portata storica della mamma di Berlusconi è sicuramente superiore a quella di Lenin e Marx" (Frankytop 1/12/09) La sola differenza tra gli adulti e i bambini è il prezzo dei rispettivi giocattoli. Addio, Zero |
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#37 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: IV Reich
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perchè dovrebbe esserci una notevole differenza di pericolo...
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#38 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
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![]() Ovvio che sono scorie ospedaliere ma sono belle pericolose pure loro. |
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#39 | |
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Member
Iscritto dal: Jul 2009
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#40 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 460
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al limite le score radioattive possono esser smaltite a napoli insieme alle altre ..
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