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#201 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2007
Messaggi: 474
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Bruci l'umido, contando che non bisogna pensare alle temperature basse, ma a temperature che sublimano qualsiasi cosa, quindi anche tutto l'umido.
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#202 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Trapani-Palermo
Messaggi: 1556
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Ieri sera su LA7 hanno parlato di Samsø:
Samsø: il paese delle meraviglie ecologiche Samsø, isola danese che ospita 22 comuni, nel giro di 10 anni è diventata la terra abitata più pulita, ecologista e a basso impatto ambientale del pianeta. Con ventuno turbine eoliche, impianti fotovoltaici su tutti i tetti ed efficienti fornaci che bruciano paglia e trucioli di legno, essa si alimenta esclusivamente con energia eco-sostenibile ed è persino in grado di esportarla. di Virginia Greco Samsø è la terra abitata più pulita, ecologista e a basso impatto ambientale del pianeta E’ chiamata il paese delle meraviglie ecologiche. Samsø, isola della Danimarca grande tre volte Ischia, annovera 4500 abitanti, 22 centri urbani e 21 turbine eoliche. Tra campi di grano e zucche, si ergono affusolati ma robusti pali bianchi come immensi fiori dalla corolla girevole: sferzate da raffiche alla velocità di 32km/h, le pale ruotano nel cielo danese convertendo l’energia del vento in 105 milioni di kW/h annuali di elettricità, con cui sono alimentate più di 600 abitazioni. Tutto ebbe inizio nel 1997, quando l’Agenzia Danese per l’Energia, interessata a sperimentare soluzioni per ridurre l’impronta ecologica degli insediamenti urbani nel Paese, decise di lanciare un concorso nazionale: l’obiettivo era individuare il sito ideale da trasformare nel giro di 10 anni nel paradiso ecologico, ossia un’area abitata approvvigionata esclusivamente da energia prodotta da fonti sostenibili. Samsø vinse la selezione e da allora ha messo in atto una riconversione verde che - oggi si può dire - ha prodotto risultati eccezionali, i quali hanno superato le aspettative dello stesso governo e degli abitanti. Il primo ad essere realizzato è stato l’impianto offshore, ossia dieci turbine localizzate al largo dalla costa, che si innalzano per 77 metri fuori dalle acque del Mar del Nord. Via via sono spuntate pale eoliche anche sulla terraferma: oggi se ne contano undici. Il risultato di tale grande opera è che, come auspicato, ora il 100% degli abitanti dell’isola usa energia verde per soddisfare le proprie esigenze. Ma non finisce qui: la produzione supera ampiamente le richieste isolane, per cui l’energia derivante dal vento viene venduta al continente, o meglio inserita nella rete elettrica danese. Il 100% degli abitanti dell’isola usa energia verde per soddisfare le proprie esigenze Ogni turbina a terra è costata 570 mila euro, mentre quelle in mare 2,2 milioni l’una. Si è dunque trattato di un investimento di 28 milioni di euro, sostenuto dai comuni locali e dagli abitanti, ma agevolato dal governo centrale tramite abbattimenti fiscali e sovvenzioni. Una grande impresa, ma anche un fantastico successo. Oggi l’isola può vantarsi di essere l’unico territorio abitato (di dimensioni significative) ad avere un bilancio “negativo” di emissioni di gas serra. Essa, infatti, ha ridotto la produzione di anidride carbonica, biossido di zolfo e biossido di azoto rispettivamente del 142%, del 71% e del 41%. Poi, con il sovrappiù di energia pulita che cede alla rete nazionale, controbilancia quel che le resta di emissioni, fino a superarle: è in questo modo che ne risulta un bilancio negativo, una sorta di credito anziché debito nei confronti dell’ambiente. La conversione all’energia pulita ha fatto bene anche al portafoglio, oltre che all’ambiente. Quasi tutti a Samsø, infatti - in un modo o nell’altro -, guadagnano grazie al vento: le turbine sono possedute in percentuali variabili da investitori privati (abitanti del posto), dal governo stesso e da cooperative di cittadini. La rivoluzione verde ha risollevato l’economia dell’isola, frenando l’emigrazione di giovani ed attirando turisti, incuriositi dal particolare stile di vita della gente del luogo. Infatti non si risolve tutto semplicemente nel pur eccellente impianto eolico. Gli isolani, i “samsingers” (cantanti di Samsø), come amano definirsi per sottolineare la positività e la leggerezza della loro vita, sperimentano quotidianamente varie forme di eco-sostenibilità. I tetti degli edifici sono rivestiti di muschio per essere termicamente isolati e sono coperti di pannelli solari I tetti degli edifici sono rivestiti di muschio per essere termicamente isolati e sono coperti di pannelli solari: con l’energia tramite essi prodotta si riscalda l’acqua e, in parte, gli ambienti interni. Il “resto” del riscaldamento è coperto dalle biomasse, ossia bruciando in grandi (ed efficienti) fornaci paglia e trucioli di legno. Tali materiali vengono considerati CO2-neutrali in quanto sono sottoprodotti dell’agricoltura per alimentazione, vale a dire che essi sarebbero comunque scarti e, soprattutto, derivano da piante, le quali per loro natura durante il proprio ciclo vitale assorbono anidride carbonica restituendo ossigeno all’ambiente. Per giunta, le ceneri che restano dopo la combustione sono sparse nei campi come fertilizzanti. E’ davvero il caso di dire che non si butta via nulla: tutto è inserito in un circolo virtuoso. Soddisfatto degli eccellenti risultati, che rendono l’isola il fiore all’occhiello della Danimarca ecologista (e in fondo anche dell’Europa), il governo locale vuole provare ad andare oltre, pertanto si sta lanciando in nuovi progetti. In primo luogo ci sarà l’inserimento del biogas nel riscaldamento comunale, inoltre si sta studiando il modo di sfruttare la forza delle onde marine. Sul piano dei trasporti, oggi una grossa fetta degli abitanti dell’isola ha ridotto al minimo l’uso dei mezzi motorizzati e la maggior parte di essi sono comunque alimentati tramite olio di colza. Il petrolio non è vietato, però si sta superando. Ma il progetto a lungo termine nel quale i samsingers stanno investendo è lo sviluppo di impianti ad idrogeno con i quali alimentare un giorno i motori dei veicoli. Per ridurre le emissioni di gas serra legate all’alimentazione, la popolazione ha deciso di prediligere i prodotti locali, riducendo al minimo indispensabile l’importazione di cibo. Come ricorda Bente Hessellund Andersen, guru autoctona della lotta all’effetto serra e ambientalista di lunga data, “la regola d’oro per un’alimentazione a basso apporto di CO2 è: mangiare cibo vegetariano, locale (niente emissioni per il trasporto) e biologico (meno fertilizzanti e pesticidi chimici). Se poi si vuole andare oltre, meglio optare per cibo freddo, risparmiando in tal modo l’energia necessaria per cuocerlo, e quando si cucina, non dimenticare mai di porre un coperchio sulla pentola, così da ottenere lo stesso effetto con meno consumo.” Samsø rappresenta dunque, oltre che un esempio di grande virtuosismo ecologico, un vero e proprio laboratorio sperimentale in cui nuove idee vengono proposte e progetti messi all’opera sul campo. Certo non è solo senso civico ed ecologista, il ritorno economico ha man mano convinto anche i più scettici. Come ad esempio Jørgen Tranberg, coltivatore di zucche e produttore di latticini: “Non sono un ambientalista”, dichiara, “è una questione di business”. L’isola assiste ora anche al continuo sbarco di turisti: da coloro che vogliono semplicemente godere della rilassatezza di un luogo che ha riscoperto una dimensione di vita “slow” (lenta) e molto più in armonia con l’ambiente circostante, a coloro che - invece - vogliono vedere con i propri occhi come funzioni il sistema e acquisire informazioni, trarre spunti, apprendere tutto ciò che si può fare per ridurre l’impronta ecologica delle attività umane. A margine di tutto ciò restano degli interrogativi (forse i soliti): è possibile trasferire un simile modello a realtà molto più grosse fino alla totalità del pianeta? O tutto funziona proprio perché piccolo e più facilmente gestibile? E’ Samso destinata a restare un’anomalia virtuosa? Forse per scoprirlo dovremmo prendere esempio proprio dalla filosofia dei samsingers: mettere in tavola nuove idee e sperimentarle sul campo. Cosa aspettando dunque gli altri governi a lanciare un concorso analogo a quello vinto dalla cittadina danese? Potremmo scoprire che centinaia di zone dell’Italia - per esempio - ambiscono a diventare a loro volta paesi meravigliosamente ecologici. |
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#203 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Trapani-Palermo
Messaggi: 1556
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E non solo quella piccola cittadina:
Monaco, la prima città 100% rinnovabile Entro il 2015 le case di Monaco si serviranno esclusivamente di energia rinnovabile. Nel 2025 anche l’industria della città verrà fornita solo da energia pulita. In vista dell’uscita tedesca dall’energia nucleare, Monaco non si rivolge, come previsto, al carbone, ma a energia solare, eolica ed idroelettrica. di Elisabeth Zoja I pannelli solari costituiranno una fonte di energia essenziale dopo l'uscita tedesca dal nucleare Da un progetto nero carbone Monaco è passata a prospettive verdissime. Solo due anni fa il direttore di Stadtwerke München (SWM), azienda che fornisce il 95% delle energie della metropoli, progettava di costruire nuove centrali a carbone per compensare lo spegnimento della centrale nucleare Isar 2, previsto per il 2020. La coalizione tra socialdemocratici e verdi, però, ha fatto cambiare idea a Mühlhäuser, il direttore di SWM, dichiarando che sarebbero stati sole, vento ed acqua a sostituire l’energia nucleare. I programmi di SWM si sono dunque capovolti: entro il 2015 il 100% del fabbisogno energetico delle abitazioni verrà soddisfatto da queste tre fonti rinnovabili. Entro il 2025 anche industria e commercio dovrebbero esser alimentati interamente da energia ‘pulita’. Monaco sarà così la prima città del mondo a nutrirsi esclusivamente di energie rinnovabili. Ma come sarà possibile per una metropoli di un milione di abitanti? Gli appartamenti a Monaco sono 750.000 e richiedono 2,5 miliardi di kilowattora all’anno. Per avverare questo sogno ogni anno SWM investe nell’energia rinnovabile mezzo miliardo di euro che trae dagli attuali profitti i quali, paradossalmente, sono dati in gran parte dalla centrale nucleare Isar 2. La centrale nucleare Isar deve il suo nome al fiume che attraversa la città Nel 2020 però, la centrale verrà sicuramente chiusa, assicura Mühlhäuser. Questo provvedimento fa infatti parte del piano nazionale per l’uscita dal nucleare. Essendo l’unica azienda di energia elettrica cittadina rimasta comunale, la SWM è al quinto posto tra i produttori di energia tedeschi, dopo i colossi Eon, Enwb, Vattenfall e Rwe. Grazie a questa grandezza entro il 2025 riuscirà anche ad ottenere da energia rinnovabile i 7,5 miliardi di kilowattora all’anno necessari per l’industria. SWM investe anche in progetti su grande scala all’estero: finanzia il 50% di una centrale solare in Andalusia e il 25% di un parco eolico nel Mare del Nord. L’energia necessaria per la città di Monaco però, verrà prodotta esclusivamente sul posto. Così Monaco, pur essendo la capitale di uno dei Bundesländer più conservatori, rappresenta l’eccezione che conferma la regola. Questa svolta della politica energetica unica al mondo dimostra quanto la coalizione rosso-verde si faccia sentire in una città circondata da cristiano-conservatori. |
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#204 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2001
Città: Milano
Messaggi: 3741
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in Cina molti allevatori producono biogas sfruttando la decomposizione degli escrementi animali.
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#205 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 1999
Città: Como
Messaggi: 1509
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Aggiungendo petrolio? Carbone? Gas? A questo punto tanto vale bruciarli da soli che hanno una resa migliore. |
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#206 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 20542
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Nella fattispecie, vengono aggiunte cospique quantità di metano. Come detto vengono "sprecate" con rese bassissime.
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Mai discutere con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza (O.W.) |
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#207 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 1999
Città: Como
Messaggi: 1509
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Si brucia ciò che non si dovrebbe mettendoci altro. Per cui è solo una spesa inutile. Altro che l'energia dai rifiuti. |
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#208 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Messaggi: 1142
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[quote='Ja]{|e;29073118']E non solo quella piccola cittadina:
[b][URL=". Cuttone Dice che ADESSO stanno incentivando il green coi soldi del nucleare, ma NON dice con cosa forniranno l'energia alli'ndustria quando chiuderaano il nucleare. O mi sono perso qualcosa? P. S. Non sitemi solare. In inverni nevica e non si può fermare l industria se il cielo è coperto
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Tant'è bella giovinezza / che si sfugge tuttavia! / Chi vuol esser lieto, sia: / di doman non c'è certezza. |
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#209 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Trapani-Palermo
Messaggi: 1556
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[quote=D1o;29080813][quote='Ja]{|e;29073118']E non solo quella piccola cittadina:
[b][url=". Cuttone Dice che ADESSO stanno incentivando il green coi soldi del nucleare, ma NON dice con cosa forniranno l'energia alli'ndustria quando chiuderaano il nucleare. O mi sono perso qualcosa? P. S. Non sitemi solare. In inverni nevica e non si può fermare l industria se il cielo è coperto[/QUOTE] Termico, eolico? Comunque l'energia si accumula, no? |
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#210 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Messaggi: 1142
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Tant'è bella giovinezza / che si sfugge tuttavia! / Chi vuol esser lieto, sia: / di doman non c'è certezza. |
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#211 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Trapani-Palermo
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#212 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Trapani-Palermo
Messaggi: 1556
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Che poi se ne inventano sempre di nuove...
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#213 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 1999
Città: Como
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Ma il problema è sempre lo stesso: quanta energia serve per costruirle e quanti anni durano? Perchè altrimenti è meglio bruciare direttamente il petrolio e ci si guadagna. |
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#214 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 20542
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Il tutto con ingenti spese economiche e sanitarie...
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Mai discutere con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza (O.W.) |
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#215 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Verona
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#216 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Verona
Messaggi: 2364
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Vi ricordo che l'inceneritore filtra e cattura praticamente tutti gli inquinanti, diossina compresa, tramite una serie di stadi filtranti che catturano le ceneri (escono solo le PM10 mi pare), diossina, metalli pesanti ecc. Inoltre l'energia derivante dal calore viene recuperata con un sistema di cogenerazione elettricità + teleriscaldamento Veramente non capisco questa "lotta" contro gli inceneritori... non ci sono molte scelte... sappiamo tutti (spero) che le discariche a cielo aperto non possono essere infinite e sono maledettamente più pericolose dell'inceneritore, senza ombra di dubbio, soprattutto se fatte male o improvvisate... Ultima modifica di xenom : 30-09-2009 alle 12:06. |
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#217 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 1999
Città: Como
Messaggi: 1509
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Guarda i dati della raccolta differenziata in Italia e poi pensa ad esempio all'inceneritore di Acerra: quanti bei sacchi neri di indifferenziata ci verranno bruciati? e ci dicono che si recupera energia... |
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#218 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Verona
Messaggi: 2364
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secondo me state prendendo un granchio... è comunque più economico e redditizio usare l'umido per farci concimi (che poi rivendi) piuttosto che buttarli insieme al secco nell'inceneritore |
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#219 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 1999
Città: Como
Messaggi: 1509
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#220 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 20542
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produrre biogas e concimi dall'umido è cosa completamente diversa dall'incenerimento: è una soluzione diametralmente opposta!
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Mai discutere con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza (O.W.) |
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