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#221 |
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Senior Member
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Un 8x non ce l'ho nel senso che non ho la porta che va a 8x. La PCI 4 della mia mobo (dove è inserito il controller) può andare o a 1x o a 4x (guarda la foto del manuale che ho postato sopra).
Un po' come dice qua Basanet: http://www.hwupgrade.it/forum/showpo...&postcount=152 Leggendo le pagine che hai linkato...... non è che c'è da aggiornare il bios visto che ho su l'H431 del 2005? E i drivers migliori da usare con questo controller su Win7 32bit quali sono? (anche se non c'entrano con il bios del controller che comunque mi da sempre disco da 40 Mb/sec). Proviamo prima il cavo, poi passiamo ad altro. |
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#222 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2001
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Ho scaricato il pdf che mi hai linkato. Stavo leggendo che settare in modo sbagliato le terminazioni può causare perdita dei dati. Occorre attivare la terminazione sul controller e mettere un terminatore all'altra estremità del cavo (cosa che ho) e poi disattivare le terminazioni sulle periferiche tra i due. Vuol dire che entrambi i dischi non devono essere terminati visto che c'è il terminatore alla fine? Oppure va tolta solo al penultimo, cioè la terminazione va messa solo sull'ultimo prima della fine del cavo? Come faccio a controllare se un disco è terminato? Che jumper controllo? Fatemi capire. |
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#223 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
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Io i dischi non li ho toccati e sono nuovi impostati di fabbrica.Il controller non l'ho toccato ed è nuovo quindi anche lui a Default.Ho un cavo con 4 connettori di cui uno va al controller ,i due centrali ai dischi e ultimo girato per il terminatore.L'unica cosa che ho fatto è stata di assegnare uno SCSI ID differente a uno dei dischi.Questo per evitare di andare in conflitto con i dischi.Forse però non sei obbligato a farlo perché è probabile che il controller lo faccia in automatico.Su questo però devi chiedere ad altri perché non ne sonom certo.Io cmq ricordo di averlo accesi tutti e due a default ma non utilizzati per i dati.
Quindi: - I due dischi hanno ID differenti ? Sembra di si e cioè ID0 e ID1 come da tue foto QUI' - I Se hai una scheda madre INTEL ,ci sono problemi noti con il PERC5 che è il fratello di questo ma per dischi SAS.Non vorrei che anche il PERC4 avesse li stessi problemi. - Che scheda madre hai? Hai verificato a che velocità si imposta il secondo PCIe se nel primo slot 16X hai la scheda video.La mia che è per AMD i due SLOt 16x fa o 16X + 1X oppure 8X + 8x.Io uso ( per forza) la seconda config. Devi capire come si comporta in questi casi la tua MoBo. IMPORTANTISSIMO Sul Raid0 il rapporto "prestazioni/sicurezza dei dati" da considerare attentamente . Vai sempre più veloce ma metti i dati sempre più a rischio.In sintesi con più dischi metti nell'array (0) e con più aumenti il potenziali rischi di perdita di dati.Questo perché aggiungi numericamente componenti soggetti a deterioramento e rottura (dischi).Basta che si rompa uno degli almeno 2 dischi e perdi TUTTO.Stessa cosa se fai un RAID0 con 8 o più dischi.Se perdi la sincronizzazione o si rompe un solo dischi degli otto, perdi sempre tutto!. Magari lo sai già ma nel dubbio meglio ricordarlo |
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#224 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2001
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Ho già controllato lo slot PCI-E (ho messo lo screen del manuale sopra) va a 4x.
So come funziona il raid 0 e il raid 1. A me non interessa salvare i dati, ho un altro hard disk per quello. Il raid scsi mi serve per il sistema operativo e i programmi che anche se perdo non è un problema, tanto reinstallo. Guardate cosa ho trovato di interessante sull'argomento in un vecchio thread. Leggete bene la parte in verde e soprattutto quella in rosso: "Aggiornamento dal "futuro" Ho trovato questo thread facendo una ricerca con Google, ed anche se è molto vecchio (risale al 2005), ho deciso di postare la mia esperienza, nella speranza che qualcuno che ha problemi con la banda del bus scsi possa ricavarne qualche spunto di riflessione. Anche se scrivo dal "futuro" , almeno rispetto alla data di questo thread, la convenienza di utilizzare periferiche scsi, da qualcuno sbrigativamente considerate come defunte (almeno nella loro incarnazione parallela; il SAS, ovvero lo scsi seriale, va alla grande in ambito server, anche per la compatibilità con il SATA), a mio avviso c'è ancora. Anzi, ora più di prima! Mi spiego meglio: per la tipologia degli utenti di questo forum, o almeno per la maggioranza di essi, l'acquisto di periferiche di memorizzazione ad alte prestazioni è economicamente "fuori portata". Un controller SAS di buon livello su PCI-E, con cache e batteria di backup, più qualche disco SAS da 15K o almeno 10K per farci un array (raid 0 se si ha una struttura di backup funzionale o almeno raid 5 se il backup regolare non esiste o quasi), comporta una spesa totale che è affrontabile da pochissimi. Anche a livello aziendale (faccio il sistemista, ma volo basso ed assisto realtà piccole, la grande maggioranza non ha nemmeno un armadio rack, per intenderci) queste soluzioni non sono così diffuse, anche perchè ormai le soluzioni SATA hanno raggiunto capacità e anche prestazioni davvero notevoli. Ma se l gamer o l'utente evoluto si vuol fare un disco di boot che faccia partire il SO (o i giochi) a bomba? Su Ebay, o comunque sul mercato dell'usato/stock ci sono ottime occasioni, proprio in ambito scsi. Io ad esempio ho preso un IBM 4Lx, molto simile a quello del post originale di questo thread, per poco più di 10 euro spedito. Non è un fulmine di guerra, ma se si vuole avere un archivio centralizzato di film, magari con annesso serverino Upnp AV, tenuto su array raid 5, continua ad essere una ottima soluzione. Peccato che tutta questa famiglia, basata su processori a 100Mhz (e quindi un po' scarsini come potenza di elaborazione), non possa utilizzare contemporaneamente la porta interna ed esterna dello stesso canale. Se il controller è a doppio canale non è un problema, altrimenti bisogna scegliere se usare la "presa" esterna o quella interna! Mettiamo che si decida di usare quella esterna, ad esempio per tenerci della macchine virtuali Vmware ESXi (ricordiamoci che ESX 3.5 o ESXi, che oltretutto è gratuito, possono bootare da drive PATA o SATA, ma non permettono di creare le macchine virtuali su quasi nessuno di essi, occorrono controller SCSI o SAS compatibili - vedi HCL sul sito Vmware). Per meno di 30 euro, sempre con spedizione, ho trovato su Ebay un rack Promise UltraTrack JB4000. E' un affare che contiene 4 drive PATA in cassettini hot-swap, e li "converte" ad interfaccia scsi; il tutto contenuto in un rack da 1 unità, con raffreddamento, alimentazione, e due porte scsi 68 pin ad alta densità che permettono di impilare più unità, ognuna ovviamente col suo proprio ID scsi. Se la performance non è un problema eccessivo eccovi un ottimo server ESXi che può contenere una appliance router virtuale (magari con VPN, antivirus, anti-intrusione, etc. come Untangle), una appliance SAN virtuale con supporto iScsi come ad esempio OpenFiler o FreeNAS, etc. etc. etc. Se invece la performance è quello che cercate, specie nell'accesso random a piccoli files come nel caso di caricamento del S.O. oppure giochi con migliaia di files, si possono trovare delle bazze come un Seagate Cheetah 15K.4 da 147GB, nuovo, per poco più di 80 euro. Ovvio che bisogna sbattersi, e che non è tutto ora quel che luccica... ad esempio il mio Cheetah ha il firmware HP/Compaq, ed essendo un prodotto OEM Seagate non riconosce la garanzia (e siccome HP lo vendeva assieme a soluzioni integrate di storage, e non singolarmente, immagino che sia dura farsi accettare una RMA da HP!). Per fortuna SeaTools Enterprise for Windows pur riconoscendolo come disco Compaq, permette di settarne i parametri, e quindi sono riuscito ad attivare la modalità Performance, adatta all'uso sopra descritto, mentre quella di default è la "server", per utilizzo ad alto I/O. Avendo fatto un acquisto un po' alla cieca (avrei dovuto farmi dare la sigla esatta prima di comprare!), sono stato alla fine anche fortunato: molti HD Seagate con firmware OEM (Dell, IBM, EMC, etc.) sono "taroccati" anche nell'hardware, e non solo nel firmware. C'è stato anche chi ha forzato il flashing del firmware originale Seagate perchè il disco era limitato al protocollo Ultra160, o per "armonizzarlo" in array complessi con gli altri HD che avevano firmware Seagate... col risultato di tirar fuori un bel costoso fermacarte! Anche se poi c'è chi ha raddoppiato, o addirittura quadruplicato, la capacità del proprio HD, perchè era stato "castrato" artificialmente; i Cheetah 15K.5 ad esempiohanno il piatto da 73GB, e se ne trovate una versione OEM dichiarata a 18Gb, ad esempio, vuol dire che col giusto firmware potrebbe diventare un 73GB. Dove trovare il "firmware giusto" invece è un grosso problema, visto che Segate fornisce il link per il download solo a chi possiede un "vero" seagate con tanto di seriale regolare. Veniamo dunque al discorso performance, e a cosa mai potrebbe provocare lo strano comportamento che il mio Cheetah mostrava in tutti i benchmark che ho eseguito. Detta in poche parole, aveva un curva piatta, ovvero rimaneva sempre sui 35MB di trasfer. Inizio o fine disco, lettura o scrittura, la banda era sempre + o - quella! Siccome per farlo riconoscere a Seagate Tools Enterprise mi serviva connetterlo ad un controller non-raid, l'ho attaccato ad un adaptec 39160, che mi era stato consegnato free assieme al rack Promise di cui sopra. Essendo una periferica non di boot avevo disabilitato il supporto al boot (INT 13), ed anche se allo scan che il controller effettuava all'avvio l'Hd veniva "visto" come Ultra160 (il controller come dice il nome non supporta l'Ultra320), i benchmark erano migliorati solo di pochissimo. Quando ho provato ad abilitare il supporto al boot, e quindi ho potuto anche attivare l'opzione di Domain Validation, che è caratteristica peculiare proprio degli standard Ultra160 ed Ultra320, ho visto che il controller lo gestiva come 40MB 8-bit (invece che come 160MB 16-bit). Trovata la ragione del problema! La banda passante era limitata a 40MB/sec, di qui le orribili performances fornite dal duo Adaptec 39160 + Cheetah 15K.4 Ma come rimediare? Il cavo scsi era molto lungo, più di un metro, con nove connettori di cui 7 liberi, ma la marca (Amphenol Spectra-Strip) lasciava tranquilli. Oltretutto la cosa più importante, ovvero il terminatore, riportava un tranquillizzante sticker bianco con su scritto Ultra-160, mentre la copertura in plastica aveva stampato sopra LVD-SE. Tutto bene all'apparenza. Però stranamente quando sostituisco per prova il cavo con uno meno blasonato, sempre marcato come compatibile Ultra160, le cose sono cambiate di colpo! Il Domain Validation abilitava correttamente la comunicazione col disco a 160MB/sec 16-bit, ed i benchmark in ambiente Windows Server 2003 davano punte oltre i 105MB. L'accesso random ai files era come ovvio molto buono, ma questo succedeva anche con l'altro cavo... era solo la velocità del bus che limitava l'HD, specie nella lettura di files contigui o di grandi dimensioni. la strana cosa è che le sigle del cavo Amphenol, su cui i produttori crimpano i vari connettori, sono le stesse che sono riportate all'inizio di questo thread! E che in altre due occasioni, cercando negli archivi dei newsgroups, queste sigle sono associate ad una ridotta capacità di trasferimento degli HD scsi. Molti indirizi fanno una prova: per quanto possa sembrar strano, anche il cavo, pur di marca e fisicamente quasi identico ad altri, può dare grossi problemi di trasfer rate coi moderni dischi ad alta velocità di rotazione, anche se usati in modalità "single". Non solo il terminatore quindi! D'ora in poi starò ben attento a leggere la certificazione sulla piattina scsi a 68 poli, "liscia" o incrociata che sia, e non solo quello che c'è scritto sul terminatore! Per il resto, scusate il lungo post, ma se qualcuno potrà avere come stimolo agli "acquisti scsi" gli esempi, strettamente personali ed abbastanza recenti, che ho sopra riportato, ne sarò lieto. A volte capita che con pochi soldi in saccoccia, ma un po' si iniziativa, ci si possa permettere di sperimentare con strumenti che molti a torto considerano solamente "roba business". Oppure molto più semplicemente ci si possa permettere di avere un disco di boot che carica a manetta, magari anche meglio di quanto farebbe un carissimo e desideratissimo Velociraptor. " Direi che sulla banda passante e sui cavi LVD SCSI sia significativo. Ora controllo sia HD (se non sono terminati) che cavi. Se volete la discussione intera (a cui partecipò anche CRL) è qua: http://www.hwupgrade.it/forum/showth...=980139&page=2 |
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#225 |
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Senior Member
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Pol se i dischi sono dei 15K.5 non OEM non dovresti aver bisogni di farci nulla.Io ho i tuoi dischi con lo stesso codice ma non hanno problemai.Certamente il cavo gioca un ruolo fondamentale.Tu hai bisogno di un cavo certificato U320 LVD a 68pin . Io a questo punto sono stato fortunato ad avere tutto funzionante al primo colpo? Io con il discorso del Firmware ,stare molto cauto e fare piccoli passi alla volta.Soprattutto in quei dischi che hanno limitato le capacità.Se tutto fa bene è solo una questione commerciale ma se il disco è stato ridimensionato per problemi di superficie del piatto...rischi di trovati seri problemi sulla sicurazza del dati.Ora nel tu caso i dischi mi pare siano già da 73Gb quindi da quel punto di vista non dovresti avere problemi. Occhio che Seatool Enterprise non funziona su s.o. a 64bit.Almeno non su Seven.Su Vista non saprei.
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#226 |
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Senior Member
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La parte in rosso conferma la teoria del cavo.
Adesso devo capire bene come è messa la terminazione sui due dischi: se c'è il terminatore attivo alla fine del cavo, allora i due dischi non devono essere terminati. Date un'occhiata al manuale qui Seagate Cheetah 15k.5 Pagg. 41-44 |
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#227 |
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Senior Member
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Dunque.
Dal manuale del disco sopra linkato (a pag 43-44) su J6 non dovrei avere jumper installati per NON terminare i due dischi. Così è. Per cui non sono le terminazioni dei dischi il problema. Qualcuno mi conferma? Invece per il controller ecco il manuale di installazione hardware PERC 4e/DC La figura 4.3 mostra il mio controller. I jumper che ho io sono solo su J15 e J16 . Niente su J5 e J6. E' giusto per la terminazione? Se è giusto allora è proprio il cavo. |
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#228 |
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Senior Member
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Allora.
Se c'è ancora qualcuno..... Son riuscito a farmi prestare un cavo scsi LVD da provare. Non è cambiato una cippa: sempre SCSI-3 (40 Mb/sec) A meno che di aver trovato un altro cavo bacato.... Quindi? |
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#229 |
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Ho fatto dei test con everest dopo aver preso il nuovo cavo. Ecco i risultati:
![]() ![]() ![]() I tempi di accesso sono nella norma. Il transfer rate no. Dovrei far provare i dischi e il controller a qualcun altro con dischi diversi e controller diversi. GRAZIE |
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#230 |
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RAGAZZZZZIIIII!!!
HO RISOLTO!!!! ![]() IL TUTTO ERA CAUSATO DA UNO DEI DUE DISCHI: c'era un jumper settato male mi riduceva la velocità a 40 Mb/sec inficiando anche l'altro disco.E ANDIAMO !!!! ![]() E ADESSO...vediamo un po' di test (ho fatto anche alcuni test sul Seagate Barracuda sata 2 che ho d'archivio tanto per un confronto) così mi dite il vostro pensiero. Ora il bios mi da i valori giusti: ![]() HD TACH SHORT TEST - DISCO SATA 2 ![]() SHORT TEST - RAID SCSI ![]() LONG TEST - DISCO SATA 2 ![]() LONG TEST - RAID SCSI ![]() EVEREST ![]() ![]() ![]() ![]()
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#231 |
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HD TUNE
![]() CRYSTAL DISK MARK PARTIZIONE C (WINDOWS) ![]() PARTIZIONE D ![]() PARTIZIONE E ![]() E infine.... IOMETER TEST TEST CHE AVEVO FATTO IN PRECEDENZA ![]() TEST ATTUALE ![]() E ADESSO A VOI I COMMENTI E GLI ULTERIORI SUGGERIMENTI GRAZIE COMUNQUE PER L'AIUTO |
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#232 |
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ECCO UN CONFRONTO TRA I MIEI TESTS, QUELLI DI STARTREK E DI BASANET
STAR TREK IO ![]() ![]() BASANET IO ![]() BASANET IO ![]() BASANET IO ![]() BASANET IO ![]() BASANET IO
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#233 |
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ALCUNI TEST CON CRYSTALDISKMARK FATTI A 100 MB
BASANET IO PARTIZIONE C (DOVE C'E' INSTALLATO WINDOWS) ![]() PARTIZIONE E VUOTA ![]() ALCUNI TEST CON CRYSTALDISKMARK FATTI A 1000 MB PARTIZIONE C (DOVE C'E' INSTALLATO WINDOWS) ![]() PARTIZIONE E VUOTA ![]() A VOI COMMENTI, ANALISI, ECC. Ultima modifica di Poliphilo : 21-09-2009 alle 13:58. |
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#234 |
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ECCO INVECE LA DIFFERENZA DI PRESTAZIONI TRA:
WINDOWS 7 32 BIT WINDOWS 7 64 BIT WINDOWS 7 32 BIT ![]() WINDOWS 7 64 BIT ![]() WINDOWS 7 32 BIT ![]() WINDOWS 7 64 BIT ![]() WINDOWS 7 32 BIT ![]() WINDOWS 7 64 BIT ![]() WINDOWS 7 32 BIT ![]() WINDOWS 7 64 BIT ![]() WINDOWS 7 32 BIT ![]() WINDOWS 7 64 BIT ![]() PARTIZIONE C (DOVE C'E' INSTALLATO WINDOWS) WINDOWS 7 32 BIT ![]() WINDOWS 7 64 BIT ![]() PARTIZIONE E VUOTA WINDOWS 7 32 BIT ![]() WINDOWS 7 64 BIT ![]() Mi sembra che su Windows a 64 bit sia più sfruttato, però..... |
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#235 |
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Senior Member
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Interessantissimo thread, non mi interessa niente del titolo di esso ma mi interessa l'acquisto di un nuovo controller scsi pci-e da usare poi su una P7P55D appunto per sostituire il mio Adaptec PCI-X e non acquistare più obbligatoriamente mobo con questo slot. Che mi consigliate? Sembra che questo DELL PERC 4e/DC sia ottimo io lo userò con i dischi in firma. Grazie
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#236 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
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Ultima modifica di Star trek : 14-10-2009 alle 02:01. |
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#237 | |
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Senior Member
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#238 |
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Senior Member
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Allora ho avviato HDTune su XPMode di Seven x64 e ho ottenuto questi risultati:
![]() Mentre in modalità standard cioè NON virtuale. ![]() Come è possibile avere access time e transfer rate migliori in Virtualizzazione che in reality mode? Notate bene che il l'array SCSi (disco logico) viene visto nella sua totalità in XPMode in 136Gb che è appunto la somma totale dei due dischi che uso.Quindi non può trattarsi di disco su ram o altro.Anche perchè me ne sarei accorto dalla sua occupazione. |
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#239 | |
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Member
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Vecchi controller e nuovi problemi
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Sono contento che hai risolto il tuo problema, ma mi sembra di capire che l'inghippo non stava nell'ID dei dischi, ma in un jumper che abilitava la "compatibilità all'indietro", limitando appunto il bus a 40MB/sec. Come ulteriore contributo riporto un paio di considerazioni che sono il risultato dei vari esperimenti che ho potuto fare nel frattempo. Non ho fatto tutte le prove possibili, ovviamente, ma ho potuto farmi un'idea. Il vecchio IBM ServeRaid 4-Lx lo lascerei ai server IBM per cui era stato progettato. Anche con l'ultimo firmware disponibile, peraltro piuttosto datato, è fonte di ogni tipo di problemi, anche quando sembra che tutto funzioni a dovere ti ritrovi all'improvviso con il volume RAID identificato come "defective", e fuori linea, anche se poi controllando i singoli dischi (per forza su un HBA non-raid) tutto sembra funzionare perfettamente! L'ultima chance che aveva l'ha appena fallita: l'avevo tirato fuori per provarlo su di una scheda Via EPIA-M, con FreeNas installato su di una compact flash da 128MB. Visto che nel case non ci stava più niente, e che l'ali era già in sofferenza, ho pensato di mettere nell'unico slot PCI a 32-bit il ServeRaid 4-Lx, con attaccato esternamente proprio il rack Promise UltraTrak JB4000 che era menzionato nel post sopra quotato. A parte che la scansione dei LUN non è abilitabile, e che quindi ho dovuto cambiare la configurazione di default del Promise ( da JBOD=4 dischi visti singolarmente, a concatenate=tutti riuniti in un unico volume), ho avuto ogni tipo di problemi, specialmente con un error code (B120) che appariva molto spesso senza nessun apparente motivo. Non so se gli stessi problemi si abbiano anche con una installazione FreeBSD, da cui FreeNas deriva, ma ormai ormai ho deciso di lasciar perdere,anche perchè l'errore B120 continua a ripresentarsi, anche sovrascrivendo la configurazione con quella di default e senza alcuna periferica scsi connessa! Se qualcuno ha delle esperienze specifiche, o vuole sapere nei dettagli i problemi che ho avuto, può contattarmi in PM. Comunque, a parte il 4-Lx, che (forse) funziona bene solo con i server IBM per i quali era previsto, anche altre schede controller IBM ServeRaid mi hanno dato qualche problema. Perfino la mitica Serveraid 6-M, una bella PCI-X full size con batteria onboard, abbondante cache, e due canali scsi-320, mi ha dato qualche grattacapo. Ad esempio attaccando ad una delle due prese esterne un tape backup Ultrium-400 della HP, il controller include il device nella sua configurazione, e da errore se all'avvio il tape esterno non è acceso! Altri problemi li ho avuti connettendo una enclosure SuperMicro da 5 dischi scsi (CSE-M35S), di quelle con il processore GEM-318 della Qlogic, che controlla lo stato dei dischi. Mi scuso per gli esempi concreti, che probabilmente a molti di voi non diranno niente, ma dovevo pur motivare. Adesso vengo al punto. Mi sono fatto l'idea che fra un IBM ed un Adaptec, a meno che non si possieda hardware per cui l'IBM è espressamente certificato, e nonostante provengano dalle stesse linee di produzione, io prenderei un Adaptec. Nel mio caso, ogni problema è magicamente sparito quando ho sostituito al ServeRaid 6-M un comune Adaptec 29320 LP-R. Nonostante il livello delle due schede sia molto diverso, e non facciano certo le stesse cose, tutto adesso funziona al meglio. Purtroppo la Adaptec è una scheda PCI-X con raid "software", o a scelta un normale HBA scsi, ed ovviamente nella configurazione raid sono possibili solo il raid0 od il raid1. la IBM invece fa il raid5 alla grande, con un processore da 600Mhz per calcolare la parità (XOR), e con la cache write-back attivabile senza problemi pechè anche se viene a meno la corrente o il computer si impalla, al riavvio i dati rimasti in memoria verranno scritti perchè protetti dalla batteria on-board. Sicuramente proverò ancora ad utilizzare la scheda IBM perchè se non si scontra con problemi particolari è davvero un grande controller raid per bus scsi, ma l'impressione generale è che il firmware delle schede IBM sia ottimizzato per un impiego specifico, con materiale IBM, e non per un uso generico. In via generale i problemi maggiori di compatibilità li dovrebbero dare i backplane di altre marche, in questo caso la soluzione sta nel ripiegare su adattatori passivi da 80-pin a 68-pin. Nonostante parecchi produttori ne sconsiglino l'utilizzo, e qualcuno ne parli male, io non ho mai avuto problemi utilizzando quelli di ultima generazione, compatibili SCA-2 e U320, che si trovano a pochi euro su Ebay. Certo che un backplane serio, che assegna gli ID in automatico, permette l'hot-swap, e magari controlla temperatura e stato dei dischi... è tutta un'altra cosa! Tornando a bomba all'argomento del thread, ovvero la performance pura dei dischi, ho avuto modo di notare che con un buon cavo e un controller da 320MB/sec decente, gli adattatori di cui sopra non fanno certo rimpiangere di non avere un costoso backplane. Spesso, per le prove che ho fatto, vanno almeno uguale, se non leggermente di più! Purtroppo i dischi scsi di un certo livello si trovano sul mercato dell'usato quasi solo in versione 80-pin SCA, e quasi mai nella versione 68-pin che può essere direttamente connessa alla piattina scsi, e quindi l'utilizzo di adattatori è praticamente obbligato. Avevo in mente di fare una tornata di benchmark per mettere a confronto dischi sas e dischi scsi, connessi a controller raid sia PCI-X che PCI-E. Magari sotto Windows 7, ed con gli stessi benchmarks utilizzati da chi posta in questo forum. Se la cosa interessa, posso provare a dare una certa accelerata all'assemblaggio dei computer. Purtroppo c'è di mezzo un po' di modding (seghetto alternativo e trapano) per riuscire a far stare il tutto dentro ai 3 case da rack che ho a casa. Ovviamente non tutte le prove possono essere fatte sulla stessa macchina, non ho voglia di togliere e mettere ogni volta, ma non credo che una motherboard con chipset diverso faccia molta differenza, specie se la ram di sistema ed la cpu sono le stesse o quasi. have fun CJ |
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#240 | |
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Senior Member
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Quote:
Guarda la pagina 43 (pagina 49 dell'intero documento PDF) del manuale Seagate e capisci cosa intendo: SEAGATE CHEETAH MANUALE I valori mi sembrano ottimi e sembra che con WIN7 64 bit vada meglio che sul 32 bit. |
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Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 14:36.
















mi riduceva la velocità a 40 Mb/sec inficiando anche l'altro disco.









































