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#5021 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Messaggi: 109
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Ho soltanto chiesto come affronterebbe un ateo la questione separazione. Nel post precedente ho fatto una supposizione, derivante dalla mia logica, a cosa si potrebbe andare incontro, con l'invito, se ci sono altri aspetti positivi o negativi, a farli presente. Non vuole essere nè pro nè contro. |
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#5022 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2005
Città: Castiglione Olona
Messaggi: 22640
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Mah, ripeto che conta fino ad un certo punto il fatto di essere credenti o meno. Dipende più com'è la persona e qual è la situazione.
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#5023 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Messaggi: 109
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Il mio era un discorso in genere, una specie di sommatoria delle varie separazioni avvenute, con un risultato ipotetico. In pratica la separazione, essendo una scelta prettamente atea, trovavo interessante esaminare quali vantaggi e svantaggi porta. Tutto qui. |
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#5024 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2005
Città: Castiglione Olona
Messaggi: 22640
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In che senso "è una scelta prettamente atea"? La separazione come gesto o chi la attua? Perché dubito che siano più gli atei che si separino rispetto ai credenti.
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#5025 | |
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Bannato
Iscritto dal: Dec 2004
Città: Altrove
Messaggi: 6229
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#5026 | ||||
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Messaggi: 109
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#5027 |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Messaggi: 109
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Nel senso che la chiesa dice nessuno separi ciò che Dio ha unito. Poi per chi si separa di più tra atei e credenti non lo so.
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#5028 |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Messaggi: 109
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Non volevo approfondire questi aspetti, tra l'altro interessanti, ma di quali vantaggi trova l'ateo nella separazione.
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#5029 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2005
Città: Castiglione Olona
Messaggi: 22640
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#5030 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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#5031 |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Messaggi: 109
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Può essere, comunque intendevo restare in tema sugli atei e analizzare la loro visione sulla separazione.
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#5032 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Messaggi: 109
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- ateo: scelgo di separarmi in quanto, dopo separato, prevedo che starò meglio psicologicamente, economicamente, sarò più sereno, felice, ... etc. etc. per questi e questi altri motivi, sono arrivato/a a queste deduzioni in base a situazioni analoghe, che ho riscontrato personalmente o per sentito dire. Personalmente credo che un punto importante sia quello di trovare la pace vera e duratura, ecco, se all'ateo interessa questo aspetto, pensa di trovarla dopo la separazione? - cristiano: sarebbe interessante sentire anche questa voce in un altro thread, qui andremmo off-topic, il promotore di questa discussione sembra che abbia espresso il desiderio di risposte atee. Ultima modifica di bruno50 : 22-08-2009 alle 00:22. |
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#5033 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Città: Treviso
Messaggi: 19965
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ma nutre dei sentimenti umani del tutto simili a quelli dei credenti. Quote:
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#5034 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Quando si decide di passare alla separazione i problemi e le questioni in gioco sono così pressanti che l'argomento "cosa ne penserà Dio" rimane comunque in secondo piano (specie se ci sono di mezzo i figli).
Ci si separa per tradimenti, per violenze private e/o per mille altri motivi che arrivano a distruggere il legame fra due persone al punto di costringerle a non voler avere più a che fare l'una con l'altra. Molte persone concepiscono "Dio" in un modo decisamente intimistico (Dio mi conosce, Dio sa, Dio m'è testimone) per cui si autoconvincono di non essere in "colpa", le altre alla fine sono comunque costrette ad agire "contro" la supposta volontà di Dio di tenerli insieme perché, nonostante i tentativi di "ricucire" un legame alla fine si sono trovati nella condizione di "non farcela più".
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#5035 |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Messaggi: 109
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La chiesa insegna di non separare ciò che Dio ha unito, il cristiano segue questi insegnamenti, ok non tutti, in quanto se Dio ha permesso una data unione rientra nella sua volontà.
Quindi, appunto il cristiano, ha una via da seguire già tracciata per lui, crede in Dio che ha fatto la sua storia, sa che se le cose tra i coniugi momentaneamente non vanno bene è perchè si devono correggere in qualcosa, vedono le incomprensioni come un campanello d'allarme che li avverte dei loro errori. In base a ciò hanno dei motivi per seguitare, tra l'altro, appena scoperti e corretti gli errori, con l'aiuto di Dio, staranno meglio sia nel matrimonio che singolarmente. Ora, il non credente ha una visione diversa e rispettabilissima, quello che chiedevo era di postarla, simile a come ho fatto per il cristiano, affinchè si potesse fare come un raffronto. In conclusione chi, trovandosi in una situazione di separazione, non sapendo cosa fare, se abbracciare la fede o essere ateo, avendo una visione più ampia può scegliere la via da seguire con cognizione di causa. |
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#5036 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Un ateo semplicemente sta insieme ad una persona perché l'ama e pensa di starci per tutta la vita.
A poco a poco che si sta insieme si diventa "dipendenti" l'uno dall'altro, ci si completa e diventa difficile immaginarsi senza la controparte (anche se ovviamente non ci si annulla per essa). Quando finisce l'amore e la controparte diventa insopportabile (per i più disparati motivi) si valuta il più lucidamente possibile se vale la pena andare avanti o no... ed alla fine si agisce di conseguenza. "Dio" c'entra poco o nulla, le dinamiche sono le stesse indipendentemente dalla religione, al massimo il divieto divino ha un suo peso "contro" la separazione.
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#5037 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Messaggi: 109
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Ultima modifica di bruno50 : 22-08-2009 alle 14:57. |
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#5038 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Visto che poi divorziano anche i cattolici... |
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#5039 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 330
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Quote:
Che poi oggigiorno qualcuno possa dire che il fatto che il matrimonio sia stato sancito da Dio possa avere un qualche peso nell'atto del divorzio, sarebbe come dire che lo stesso peso lo possano avere le imposizioni di legge ad uno dei due coniugi. Dove questa seconda parte vale sia per atei che credenti.
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#5040 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Messaggi: 109
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Ho letto diversi post di questo thread. Dico la mia: poichè il discorso fede non lega con la razionalità, facciamo discorsi razionali visto che la discussione è sull'ateismo. Il cristiano è guidato dalla fede, ovvero dalla coscienza che è la voce di Dio. L'ateo deve trovare lui la propria via, non essendo credente deve affidarsi alle proprie forze, discernere lui ciò che è bene da ciò che è male per la propria vita e per quella dei suoi cari. Come affrontare, in genere tutti gli argomenti è un discorso un po' ampio, io l'affronterei per singolo argomento. Facciamo un esempio: ho litigato con mia moglie, la separazione è imminente, come affronto la situazione? (visto dalla parte dell'ateo) Oppure altri casi simili pratici. |
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Non è che sia proprio OT. Un ateo e/o agnostico reagirà in base a come si sentirà di reagire. Non è che per forza dev'esserci un quadro sconsolante dietro (così come lo stesso vale per il credente).
Cos'è questo, il punto di vista di una persona noiosa sulla vita?
Dove questa seconda parte vale sia per atei che credenti.








