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Old 21-08-2009, 22:36   #5021
bruno50
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Originariamente inviato da Capellone Guarda i messaggi
non si capisce bene cosa vai cercando...
una volta che hai spogliato il matrimonio dalla sacralità religiosa cosa dovrebbe restarne? un contratto tra due persone che (non necessariamente) si vogliono bene.
e il divorzio? la rottura del contratto, la cessazione dell'amore reciproco, la ricerca di altri compagni/e.
Non desidero spogliare niente.

Ho soltanto chiesto come affronterebbe un ateo la questione separazione. Nel post precedente ho fatto una supposizione, derivante dalla mia logica, a cosa si potrebbe andare incontro, con l'invito, se ci sono altri aspetti positivi o negativi, a farli presente.

Non vuole essere nè pro nè contro.
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Old 21-08-2009, 22:41   #5022
F1R3BL4D3
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L'Avatar di F1R3BL4D3
 
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Mah, ripeto che conta fino ad un certo punto il fatto di essere credenti o meno. Dipende più com'è la persona e qual è la situazione.
__________________
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Old 21-08-2009, 22:44   #5023
bruno50
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Originariamente inviato da F1R3BL4D3 Guarda i messaggi
Non è che sia proprio OT. Un ateo e/o agnostico reagirà in base a come si sentirà di reagire. Non è che per forza dev'esserci un quadro sconsolante dietro (così come lo stesso vale per il credente).
Ma questo è logico, ognuno affronterà la nuova situazione in modo unico e personale.

Il mio era un discorso in genere, una specie di sommatoria delle varie separazioni avvenute, con un risultato ipotetico.

In pratica la separazione, essendo una scelta prettamente atea, trovavo interessante esaminare quali vantaggi e svantaggi porta.

Tutto qui.
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Old 21-08-2009, 22:49   #5024
F1R3BL4D3
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L'Avatar di F1R3BL4D3
 
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Originariamente inviato da bruno50 Guarda i messaggi
In pratica la separazione, essendo una scelta prettamente atea, trovavo interessante esaminare quali vantaggi e svantaggi porta.
In che senso "è una scelta prettamente atea"? La separazione come gesto o chi la attua? Perché dubito che siano più gli atei che si separino rispetto ai credenti.
__________________
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Old 21-08-2009, 22:49   #5025
Franx1508
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L'Avatar di Franx1508
 
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Originariamente inviato da bruno50 Guarda i messaggi
Ma questo è logico, ognuno affronterà la nuova situazione in modo unico e personale.

Il mio era un discorso in genere, una specie di sommatoria delle varie separazioni avvenute, con un risultato ipotetico.

In pratica la separazione, essendo una scelta prettamente atea, trovavo interessante esaminare quali vantaggi e svantaggi porta.

Tutto qui.
x me tutto sto discorso non ha senso.nel rapporto di coppia dio non c'entra e manco la religione,conta la biologia,il contesto,e la psicologia.il resto sono complicazioni inutili.
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Old 21-08-2009, 23:07   #5026
bruno50
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Originariamente inviato da Morkar Karamat Guarda i messaggi
E' considerato normale perchè l'aria austera attorno a questo fatto condizionata in primis dalla pubblicità negativa della Chiesa (rubano il lavoro ai preti) è stata in molti paesi spazzata via dalla ragionevolezza, in Italia solo in parte ma meglio di nulla. Una chiacchierata può fare miracoli e schiarire le idee, farla con un professionista può davvero risolvere molti problemi.
Oggigiorno è considerato normale da molta gente. Io non la vedo così; a mio avviso, una persona deve vivere serenamente senza bisogno dello psicologo, quindi deve evitare tutto ciò che potrebbe portarla a questo. Con questo non untendo dire che lo psicologo è inutile, ma utile quando serve, in casi particolari, non per aiutare a vivere l'ordinarietà della vita.

Quote:
Fin qua nn mi pare diverso dal separato cristiano, a parte che lui va dal prete.
Non intendo riferirmi al separato cristiano ma dell'ateo, per capire il suo punto di vista, per restare in topic, se stessimo parlando di cristiani avrei chiesto la stessa cosa dal punto di vista cristiano.

Quote:
Ullalla, nn è mica detto! Se è lui a lasciarla perchè ne ha trovata una con 10 anni in meno e non ha figli di cui preoccuparsi? E in ogni caso questa condizione può durare al massimo 2-3 mesi, anche in caso di lutto importante una persona adulta, equilibrata e consapevole dopo 6 mesi inizia a riprendersi e dopo 1 anno ricomincia pian piano a vivere.
Se poi con quella di 10 anni di meno succede lo stesso? In caso di lutto è un'altra cosa perchè è un evento naturale, non organizzato dall'uomo.

Quote:
Cos'è questo, il punto di vista di una persona noiosa sulla vita? Qui si esce dalla questione della separazione, sembra che tu chieda come si faccia a vivere senza il "fine" dato dalla religione...
E' vero potrebbe sembrare senza il "fine" dato dalla religione, ma lasciamo da parte questo aspetto ed esaminiamo la cosa in modo razionale e da atei.
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Old 21-08-2009, 23:13   #5027
bruno50
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Originariamente inviato da F1R3BL4D3 Guarda i messaggi
In che senso "è una scelta prettamente atea"? La separazione come gesto o chi la attua? Perché dubito che siano più gli atei che si separino rispetto ai credenti.
Nel senso che la chiesa dice nessuno separi ciò che Dio ha unito. Poi per chi si separa di più tra atei e credenti non lo so.
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Old 21-08-2009, 23:16   #5028
bruno50
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Originariamente inviato da Franx1508 Guarda i messaggi
x me tutto sto discorso non ha senso.nel rapporto di coppia dio non c'entra e manco la religione,conta la biologia,il contesto,e la psicologia.il resto sono complicazioni inutili.
Non volevo approfondire questi aspetti, tra l'altro interessanti, ma di quali vantaggi trova l'ateo nella separazione.
bruno50 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 21-08-2009, 23:18   #5029
F1R3BL4D3
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Originariamente inviato da bruno50 Guarda i messaggi
Nel senso che la chiesa dice nessuno separi ciò che Dio ha unito. Poi per chi si separa di più tra atei e credenti non lo so.
eh, la Chiesa dice tante cose, il problema è quanti le rispettano. Sinceramente credo siano pochi perché molti sono "credenti" (notare le virgolette) e quindi si attengono solo quando fa comodo.
__________________
F1R3BL4D3 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 21-08-2009, 23:22   #5030
Fritz!
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Originariamente inviato da bruno50 Guarda i messaggi
Non volevo approfondire questi aspetti, tra l'altro interessanti, ma di quali vantaggi trova l'ateo nella separazione.
Un ateo non avrà il senso di colpa verso Dio.

Per il resto (dinamiche psicologiche, economiche, problemi pratici) la cosa sarà la stessa.
Fritz! è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 21-08-2009, 23:41   #5031
bruno50
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Originariamente inviato da F1R3BL4D3 Guarda i messaggi
eh, la Chiesa dice tante cose, il problema è quanti le rispettano. Sinceramente credo siano pochi perché molti sono "credenti" (notare le virgolette) e quindi si attengono solo quando fa comodo.
Può essere, comunque intendevo restare in tema sugli atei e analizzare la loro visione sulla separazione.
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Old 21-08-2009, 23:57   #5032
bruno50
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Originariamente inviato da Fritz! Guarda i messaggi
Un ateo non avrà il senso di colpa verso Dio.

Per il resto (dinamiche psicologiche, economiche, problemi pratici) la cosa sarà la stessa.
Ok sul senso di colpa. A me però interessava approfondire il resto e cioè:

- ateo: scelgo di separarmi in quanto, dopo separato, prevedo che starò meglio psicologicamente, economicamente, sarò più sereno, felice, ... etc. etc. per questi e questi altri motivi, sono arrivato/a a queste deduzioni in base a situazioni analoghe, che ho riscontrato personalmente o per sentito dire. Personalmente credo che un punto importante sia quello di trovare la pace vera e duratura, ecco, se all'ateo interessa questo aspetto, pensa di trovarla dopo la separazione?

- cristiano: sarebbe interessante sentire anche questa voce in un altro thread, qui andremmo off-topic, il promotore di questa discussione sembra che abbia espresso il desiderio di risposte atee.

Ultima modifica di bruno50 : 22-08-2009 alle 00:22.
bruno50 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 22-08-2009, 01:29   #5033
Capellone
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Città: Treviso
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Originariamente inviato da bruno50 Guarda i messaggi
Nel senso che la chiesa dice nessuno separi ciò che Dio ha unito. Poi per chi si separa di più tra atei e credenti non lo so.
anche dei coniugi credenti possono cominciare a provare repulsione reciproca per i motivi più disparati; la religione e la sacralità del matrimonio saranno solo deterrenti/ritardanti della separazione ma non salvano l'integrità dell'unione.

Quote:
Originariamente inviato da bruno50 Guarda i messaggi
Non volevo approfondire questi aspetti, tra l'altro interessanti, ma di quali vantaggi trova l'ateo nella separazione.
tagliare con una situazione coniugale diventata insostenibile e cercare di rifarsi una vita.
Quote:
Originariamente inviato da Fritz! Guarda i messaggi
Un ateo non avrà il senso di colpa verso Dio.

Per il resto (dinamiche psicologiche, economiche, problemi pratici) la cosa sarà la stessa.
come dicevo sopra, l'ateo rende conto delle sue azioni solo alla sua coscienza e al suo prossimo.
ma nutre dei sentimenti umani del tutto simili a quelli dei credenti.
Quote:
Originariamente inviato da bruno50 Guarda i messaggi
Ok sul senso di colpa. A me però interessava approfondire il resto e cioè:

- ateo: scelgo di separarmi in quanto, dopo separato, prevedo che starò meglio psicologicamente, economicamente, sarò più sereno, felice, ... etc. etc. per questi e questi altri motivi, sono arrivato/a a queste deduzioni in base a situazioni analoghe, che ho riscontrato personalmente o per sentito dire. Personalmente credo che un punto importante sia quello di trovare la pace vera e duratura, ecco, se all'ateo interessa questo aspetto, pensa di trovarla dopo la separazione?
lo vorrebbero tutti, atei e religiosi, ma chi garantisce il raggiungimento di questo obiettivo? Dio, la natura, la fortuna, il destino?
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Capellone è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 22-08-2009, 01:37   #5034
ConteZero
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Quando si decide di passare alla separazione i problemi e le questioni in gioco sono così pressanti che l'argomento "cosa ne penserà Dio" rimane comunque in secondo piano (specie se ci sono di mezzo i figli).

Ci si separa per tradimenti, per violenze private e/o per mille altri motivi che arrivano a distruggere il legame fra due persone al punto di costringerle a non voler avere più a che fare l'una con l'altra.

Molte persone concepiscono "Dio" in un modo decisamente intimistico (Dio mi conosce, Dio sa, Dio m'è testimone) per cui si autoconvincono di non essere in "colpa", le altre alla fine sono comunque costrette ad agire "contro" la supposta volontà di Dio di tenerli insieme perché, nonostante i tentativi di "ricucire" un legame alla fine si sono trovati nella condizione di "non farcela più".
__________________
A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
ConteZero è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 22-08-2009, 10:23   #5035
bruno50
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La chiesa insegna di non separare ciò che Dio ha unito, il cristiano segue questi insegnamenti, ok non tutti, in quanto se Dio ha permesso una data unione rientra nella sua volontà.

Quindi, appunto il cristiano, ha una via da seguire già tracciata per lui, crede in Dio che ha fatto la sua storia, sa che se le cose tra i coniugi momentaneamente non vanno bene è perchè si devono correggere in qualcosa, vedono le incomprensioni come un campanello d'allarme che li avverte dei loro errori. In base a ciò hanno dei motivi per seguitare, tra l'altro, appena scoperti e corretti gli errori, con l'aiuto di Dio, staranno meglio sia nel matrimonio che singolarmente.

Ora, il non credente ha una visione diversa e rispettabilissima, quello che chiedevo era di postarla, simile a come ho fatto per il cristiano, affinchè si potesse fare come un raffronto.

In conclusione chi, trovandosi in una situazione di separazione, non sapendo cosa fare, se abbracciare la fede o essere ateo, avendo una visione più ampia può scegliere la via da seguire con cognizione di causa.
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Old 22-08-2009, 10:33   #5036
ConteZero
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L'Avatar di ConteZero
 
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Un ateo semplicemente sta insieme ad una persona perché l'ama e pensa di starci per tutta la vita.
A poco a poco che si sta insieme si diventa "dipendenti" l'uno dall'altro, ci si completa e diventa difficile immaginarsi senza la controparte (anche se ovviamente non ci si annulla per essa).
Quando finisce l'amore e la controparte diventa insopportabile (per i più disparati motivi) si valuta il più lucidamente possibile se vale la pena andare avanti o no... ed alla fine si agisce di conseguenza.

"Dio" c'entra poco o nulla, le dinamiche sono le stesse indipendentemente dalla religione, al massimo il divieto divino ha un suo peso "contro" la separazione.
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
ConteZero è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 22-08-2009, 10:53   #5037
bruno50
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Originariamente inviato da ConteZero Guarda i messaggi
Un ateo semplicemente sta insieme ad una persona perché l'ama e pensa di starci per tutta la vita.
A poco a poco che si sta insieme si diventa "dipendenti" l'uno dall'altro, ci si completa e diventa difficile immaginarsi senza la controparte (anche se ovviamente non ci si annulla per essa).
Quando finisce l'amore e la controparte diventa insopportabile (per i più disparati motivi) si valuta il più lucidamente possibile se vale la pena andare avanti o no... ed alla fine si agisce di conseguenza.

"Dio" c'entra poco o nulla, le dinamiche sono le stesse indipendentemente dalla religione, al massimo il divieto divino ha un suo peso "contro" la separazione.
Se le dinamiche sono le stesse, indipendentemente dalla religione, ovvero uguale alla visione che ha il cristiano e che ho descritto, nel mio precedente post, il problema raffronto non si pone, in definitiva, se le cose stanno così, l'ateo si comporta da cristiano ma crede di non esserlo, meglio così.

Ultima modifica di bruno50 : 22-08-2009 alle 14:57.
bruno50 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 22-08-2009, 13:45   #5038
Fritz!
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Originariamente inviato da Capellone Guarda i messaggi
come dicevo sopra, l'ateo rende conto delle sue azioni solo alla sua coscienza e al suo prossimo.
ma nutre dei sentimenti umani del tutto simili a quelli dei credenti.
Ma infatti non é che abbia senso sto dilemma.

Visto che poi divorziano anche i cattolici...
Fritz! è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 23-08-2009, 16:49   #5039
Hactor
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Originariamente inviato da bruno50 Guarda i messaggi
La chiesa insegna di non separare ciò che Dio ha unito, il cristiano segue questi insegnamenti, ok non tutti, in quanto se Dio ha permesso una data unione rientra nella sua volontà.

Quindi, appunto il cristiano, ha una via da seguire già tracciata per lui, crede in Dio che ha fatto la sua storia, sa che se le cose tra i coniugi momentaneamente non vanno bene è perchè si devono correggere in qualcosa, vedono le incomprensioni come un campanello d'allarme che li avverte dei loro errori. In base a ciò hanno dei motivi per seguitare, tra l'altro, appena scoperti e corretti gli errori, con l'aiuto di Dio, staranno meglio sia nel matrimonio che singolarmente.

Ora, il non credente ha una visione diversa e rispettabilissima, quello che chiedevo era di postarla, simile a come ho fatto per il cristiano, affinchè si potesse fare come un raffronto.

In conclusione chi, trovandosi in una situazione di separazione, non sapendo cosa fare, se abbracciare la fede o essere ateo, avendo una visione più ampia può scegliere la via da seguire con cognizione di causa.
ti dimentichi del semplice fatto che solo verso il medioevo la Chiesa cominciò a preoccuparsi del matrimonio, molti secoli dopo la sua istituzione, quando riconobbero in questa attività una forma di controllo politico, sociale ed economico. In parole povere alla luce della storia viene da chiedersi che cosa dovrebbe avere di veramente divino questo matrimonio, visto che si è scelto da un giorno all'altro di conferirgli questo attributo e farlo celebrare alla Chiesa (ancora nell'anno 800 n.E. la gente celebrava matrimoni fuori dall'ambito della religione).

Che poi oggigiorno qualcuno possa dire che il fatto che il matrimonio sia stato sancito da Dio possa avere un qualche peso nell'atto del divorzio, sarebbe come dire che lo stesso peso lo possano avere le imposizioni di legge ad uno dei due coniugi. Dove questa seconda parte vale sia per atei che credenti.
Hactor è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 23-08-2009, 17:17   #5040
bruno50
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Originariamente inviato da Hactor Guarda i messaggi
ti dimentichi del semplice fatto che solo verso il medioevo la Chiesa cominciò a preoccuparsi del matrimonio, molti secoli dopo la sua istituzione, quando riconobbero in questa attività una forma di controllo politico, sociale ed economico. In parole povere alla luce della storia viene da chiedersi che cosa dovrebbe avere di veramente divino questo matrimonio, visto che si è scelto da un giorno all'altro di conferirgli questo attributo e farlo celebrare alla Chiesa (ancora nell'anno 800 n.E. la gente celebrava matrimoni fuori dall'ambito della religione).

Che poi oggigiorno qualcuno possa dire che il fatto che il matrimonio sia stato sancito da Dio possa avere un qualche peso nell'atto del divorzio, sarebbe come dire che lo stesso peso lo possano avere le imposizioni di legge ad uno dei due coniugi. Dove questa seconda parte vale sia per atei che credenti.
Non era mia intenzione porre all'attenzione se il matrimonio sia giusto a meno, ma chiedere agli atei il loro punto di vista prima della separazione e dopo. Incollo il mio post iniziale:

Ho letto diversi post di questo thread. Dico la mia: poichè il discorso fede non lega con la razionalità, facciamo discorsi razionali visto che la discussione è sull'ateismo.

Il cristiano è guidato dalla fede, ovvero dalla coscienza che è la voce di Dio.

L'ateo deve trovare lui la propria via, non essendo credente deve affidarsi alle proprie forze, discernere lui ciò che è bene da ciò che è male per la propria vita e per quella dei suoi cari.

Come affrontare, in genere tutti gli argomenti è un discorso un po' ampio, io l'affronterei per singolo argomento.

Facciamo un esempio: ho litigato con mia moglie, la separazione è imminente, come affronto la situazione? (visto dalla parte dell'ateo)

Oppure altri casi simili pratici.
bruno50 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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