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Old 23-07-2009, 15:19   #21
Scalor
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Originariamente inviato da cocis Guarda i messaggi
la fiat 500 la construiscono in polonia poi dicono made in italy ...
se per questo mi sembra che la fiat 500 abbia molte parti in comune con la ford ka e panda ! in pratica per la 500 hanno tarrocato la nuova ford KA il pianale è lo stesso, e le sospensioni pure, cambia solo la taratura. molte lamiere hanno gli stessi attacchi solo leggermente spostati per imperdirne lo scambio. provate a guardare a cofano aperto le nuova ford ka e 500 dei vostri conoscenti \ amici, e .... trovate le differenze.

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Originariamente inviato da kpaso Guarda i messaggi
Sui prodotti tecno non ci faccio più caso, a casa mia è tutto made in china senza che ne fossi a conoscenza

il cell nokia n95, lo apro è leggo made in china
la nikon digitale ha tutte le parti interne con su stampato made in china
sulla mia nikon c'è scritto made in japan !
una volta i motorola erano made in germay, ora sono made in china !
sulla mia tv panasonic c'è scritto made in UK ?
sulla mia tv mivar c'è scritto made in italy ? sarà vero ?

comunque con tutti sti prodotti stiamo foraggiando la cina e sviluppandola senza rendercene conto !

comunque è come nel settore tessile\abbigliamento, moltissimi fanno produrre in china, romania, cecoslovacchia, turchia, e poi arrivano qui gli mettono i bottoni, etichetta , scatola con bollino made in italy, et voilà ! prodotto made in italy spacciato anche da importanti firme della moda italiana ! i piu onesti gli spediscono i semilavorati in numero finito ( non tutte, qualche "sano" marchio c'è ancora ! )
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Old 23-07-2009, 16:08   #22
domthewizard
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Originariamente inviato da marchigiano Guarda i messaggi
ma non ho capito: il problema è la contraffazione del marchio made in italy o le norme troppo permissive per l'autorizzazione a indicare made in italy?
non saprei, io deduco tutto questo dal titolo

cmq se viene spacciato per italiano (ossia viene messo il marchio IGP, DOP o qualsiasi altra cosa ad indicare una provenienza tutta italiana) un prosciutto ungherese, credo proprio sia contraffazione

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Originariamente inviato da Scalor Guarda i messaggi
comunque è come nel settore tessile\abbigliamento, moltissimi fanno produrre in china, romania, cecoslovacchia, turchia, e poi arrivano qui gli mettono i bottoni, etichetta , scatola con bollino made in italy, et voilà ! prodotto made in italy spacciato anche da importanti firme della moda italiana ! i piu onesti gli spediscono i semilavorati in numero finito ( non tutte, qualche "sano" marchio c'è ancora ! )
c'è una catena di abbigliamento (cotton&silk, ndr) che nelle proprie vetrine ha in bella mostra dei bei cartelli con scritto "made in italy" e poi si scopre, leggendo l'etichetta, che il materiale è italiano ma è lavorato in paesi dove la manodopera costa la 15esima parte di quello che costa in italia... e, sinceramente, con tutti i costi che bisogna sostenere per la produzione in italia, per contenere i costi non si può far altro.
__________________
Traverser l'hémisphère à cheval sur la lumière, tu deviens mon héliport...
Parcourir l'univers tout au long des tes paupières... Revenir avant l'aurore...
(cit.)
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Old 23-07-2009, 16:27   #23
Scalor
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non saprei, io deduco tutto questo dal titolo

cmq se viene spacciato per italiano (ossia viene messo il marchio IGP, DOP o qualsiasi altra cosa ad indicare una provenienza tutta italiana) un prosciutto ungherese, credo proprio sia contraffazione


c'è una catena di abbigliamento (cotton&silk, ndr) che nelle proprie vetrine ha in bella mostra dei bei cartelli con scritto "made in italy" e poi si scopre, leggendo l'etichetta, che il materiale è italiano ma è lavorato in paesi dove la manodopera costa la 15esima parte di quello che costa in italia... e, sinceramente, con tutti i costi che bisogna sostenere per la produzione in italia, per contenere i costi non si può far altro.
ma veramente non tutti fanno così, ho a qualche decina di km da casa mia una piccola azienda tessile che fabbrica vestiti di alta qualità e basta andare passarci davanti per vedere specialmente d'estate che hanno porte aperte per vedere decine di persone che tagliano cuciono il vestito completamente in sede, e non è che poi costa molto di piu, io vado sempre li nel negozio annesso alla fabbrica a comprarmi giacche pantaloni ecc. te li fanno pure su misura. certo sono realtà piccole un po di piu che artigianali che non hanno giri d'affari enormi come le multinazionali però lavorano e non delocalizzano.
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Old 23-07-2009, 16:37   #24
Alien
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sulla mia tv mivar c'è scritto made in italy ? sarà vero ?
Caspita se è vero!
Mivar l'unica e ultima marca di tv italiane.
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Old 23-07-2009, 16:50   #25
domthewizard
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ma veramente non tutti fanno così, ho a qualche decina di km da casa mia una piccola azienda tessile che fabbrica vestiti di alta qualità e basta andare passarci davanti per vedere specialmente d'estate che hanno porte aperte per vedere decine di persone che tagliano cuciono il vestito completamente in sede, e non è che poi costa molto di piu, io vado sempre li nel negozio annesso alla fabbrica a comprarmi giacche pantaloni ecc. te li fanno pure su misura. certo sono realtà piccole un po di piu che artigianali che non hanno giri d'affari enormi come le multinazionali però lavorano e non delocalizzano.
ovvio che non sono tutte così, però tieni presente che cotton&silk è una catena che vende a max 30€, in periodi di saldi poi scendono fino al 70%...
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Old 23-07-2009, 18:55   #26
Scalor
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ovvio che non sono tutte così, però tieni presente che cotton&silk è una catena che vende a max 30€, in periodi di saldi poi scendono fino al 70%...
30 € ! e sconti al 70% scusa ma perforza producono all'estero altrimenti..... ci perdono !
nessuno vende sottocosto !
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Old 23-07-2009, 19:13   #27
edoardovendrami
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Sui prodotti tecno non ci faccio più caso, a casa mia è tutto made in china senza che ne fossi a conoscenza

il cell nokia n95, lo apro è leggo made in china
la nikon digitale ha tutte le parti interne con su stampato made in china
il samsung lcd da 42 pollici ultima generation è tutto made in china
l'asus note ha batteria e interni tutto made in china...

è così.........


MA IL CIBO NO.... esiste un marchio IGP o DOC o DOCG che obbliga che il cibo sia di quel posto e stop...

chiaro?
mio ipod shuffle c'è scritto: assembled in China e designed in California
Scarpe Geox made in China
Stampante e scanner hp made in china.
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Old 23-07-2009, 19:34   #28
ConteZero
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Sul mio Western Digital c'è scritto "made in Thailand".
Sul mio sfigmomanometro Pic indolor c'è scritto "made in China".
Sul mio portatile HP c'è scritto "product of China".
Le sulle mie JBL Studio L c'è scritto "made in Mexico".

Tra l'altro non per dire... dovessi farmi un piatto di pasta più ricercato prenderei la Barilla "made in Italy" (che tanto usa il grano canadese) ma per tutti i giorni un pacco di pasta vale l'altro, e con i chiari di luna che ci sono la gente di sicuro non va a guardare il "made in".

Sarebbe il caso che i "conf"qualcosa si rendano conto della sconcertante verità che non ci sono più i soldi ed inizino a ragionare in un ottica diversa.


Peraltro non capisco come si fa a fare i ganzetti con il "l'Italia piace al mondo, comprano i nostri formaggi, i nostri prosciutti, i nostri vestiti, le nostre scarpe" e poi piangere miseria perché la globalizzazione è "a doppio senso".
__________________
A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno

Ultima modifica di ConteZero : 23-07-2009 alle 19:36.
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Old 23-07-2009, 19:43   #29
domthewizard
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30 € ! e sconti al 70% scusa ma perforza producono all'estero altrimenti..... ci perdono !
nessuno vende sottocosto !
e io cos'ho detto?
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(cit.)
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Old 23-07-2009, 19:44   #30
zerothehero
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Beh..però se mi compro un olio italiano dop, gradirei che le olive vengano prodotte in Italia e macinate in ITalia..altrimenti mi piglio il generico.

Idem sulle frazioni..perchè si può scrivere olio italiano anche se ad essere realmente prodotto in Italia è il 75% delle olive, ad es.?

Insomma..l'origine è importante..tenendo conto che ovviamente su alcune materie prime non siamo autosufficienti e che quindi bisogna importarle.
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Old 23-07-2009, 19:49   #31
ConteZero
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Beh..però se mi compro un olio italiano dop, gradirei che le olive vengano prodotte in Italia e macinate in ITalia..altrimenti mi piglio il generico.

Idem sulle frazioni..perchè si può scrivere olio italiano anche se ad essere realmente prodotto in Italia è il 75% delle olive, ad es.?

Insomma..l'origine è importante..tenendo conto che ovviamente su alcune materie prime non siamo autosufficienti e che quindi bisogna importarle.
Olio ?
Io lo produco (mia madre ha un uliveto ed ogni anno si va al frantoio) e t'assicuro che con quello che compri al supermercato (foss'anche dop) non ha niente a che spartirci.
Sono anni che l'olio esce "tagliato".
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Old 23-07-2009, 20:42   #32
Sursit
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Beh..però se mi compro un olio italiano dop, gradirei che le olive vengano prodotte in Italia e macinate in ITalia..altrimenti mi piglio il generico.

Idem sulle frazioni..perchè si può scrivere olio italiano anche se ad essere realmente prodotto in Italia è il 75% delle olive, ad es.?

Insomma..l'origine è importante..tenendo conto che ovviamente su alcune materie prime non siamo autosufficienti e che quindi bisogna importarle.
Quando c'è il marchio a denominazione d'origine, c'è un disciplinare di produzione che specifica praticamente tutto quello che si deve sapere.
Se non lo rispetta, è frode. Ad esempio, per il prosciutto di San Daniele è permesso che gli animali provengano da determinate regioni e siano macellati nelle stesse, ma quando lo compra generalmente si aspetta che il maiale sia nato, cresciuto e macellato a San Daniele, mentre in realtà lì è stato solamente stagionato.
In pratica http://www.prosciuttosandaniele.it/i..._protetto.html .
In questo caso, mi piacerebbe sapere più nel dettagio com'è stato classificato questo cibo. C'è un'etichetta made in Italy ma viene da fuori? E' cibo NON a denominazione d'origine ( quesi sicuro che non lo sia ) che viene venduto rispettando le normative ma i nostri agricoltori si incazzano?
Insomma, maggiori dettagli.
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Old 23-07-2009, 20:47   #33
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Sul mio Western Digital c'è scritto "made in Thailand".
Sul mio sfigmomanometro Pic indolor c'è scritto "made in China".
Sul mio portatile HP c'è scritto "product of China".
Le sulle mie JBL Studio L c'è scritto "made in Mexico".

Tra l'altro non per dire... dovessi farmi un piatto di pasta più ricercato prenderei la Barilla "made in Italy" (che tanto usa il grano canadese) ma per tutti i giorni un pacco di pasta vale l'altro, e con i chiari di luna che ci sono la gente di sicuro non va a guardare il "made in".

Sarebbe il caso che i "conf"qualcosa si rendano conto della sconcertante verità che non ci sono più i soldi ed inizino a ragionare in un ottica diversa.


Peraltro non capisco come si fa a fare i ganzetti con il "l'Italia piace al mondo, comprano i nostri formaggi, i nostri prosciutti, i nostri vestiti, le nostre scarpe" e poi piangere miseria perché la globalizzazione è "a doppio senso".
Si ma quello che si sta dicendo è che se il grano viene dal Canada va scritto!!!
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Old 23-07-2009, 20:53   #34
ConteZero
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Si ma quello che si sta dicendo è che se il grano viene dal Canada va scritto!!!
Perché ?
Mica il grano del Canada è meglio o peggio di quello italiano.
Se si vuole affermare l'italianità allora s'imponga un marchio "made in Italy" con precise restrizioni e chi vuole lo scrive, per il resto chi compra la pasta vuole la pasta... pia illusione che voglia la pasta "col grano made in Italy".
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Old 23-07-2009, 20:58   #35
Sursit
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Olio ?
Io lo produco (mia madre ha un uliveto ed ogni anno si va al frantoio) e t'assicuro che con quello che compri al supermercato (foss'anche dop) non ha niente a che spartirci.
Sono anni che l'olio esce "tagliato".
Ecco, questo ne è un esempio lampante di come viene fatto intendere il cibo italiano: l'olio andaluso , per le quali esistono diverse DOP, è eccellente, così come quello greco. A sentire i nostri, sembra che solo quello italiano sia buono, guai a nominare Spagna o Grecia, apriti cielo!
L'olio buono al supermercato non lo compri, lo trovi da piccoli produttori che rispettano tutte le regole per fare olio buono. Però costa, e nessuno regala quello che costa.
Ovvio che l'olio straniero che arriva qui non è buono, arrivano solo gli scarti da miscelare a prodotti già scadenti: mica ci puoi fare profitto sulle cose costose.
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Old 23-07-2009, 21:00   #36
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Perché ?
Mica il grano del Canada è meglio o peggio di quello italiano.
Se si vuole affermare l'italianità allora s'imponga un marchio "made in Italy" con precise restrizioni e chi vuole lo scrive, per il resto chi compra la pasta vuole la pasta... pia illusione che voglia la pasta "col grano made in Italy".
Perchè intanto è una questione di correttezza,chi compra dovrebbe avere tutte le informazioni possibili sul prodotto.Almeno la provenienza della materia prima va messa,come si è fatto per la carne.C'è chi magari vorrebbe favorire le aziende italiane comprando un prodotto veramente italiano magari pagando anche qualcosina in più.Si limita la capacità produttiva delle nostre aziende per favorire il materiale proveniente dall'estero,lo trovo ingiusto
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Old 23-07-2009, 21:00   #37
Sursit
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Si ma quello che si sta dicendo è che se il grano viene dal Canada va scritto!!!
No, perchè la legge non lo stabilisce.
Se la pasta fosse un prodotto a denominazione IGP o DOP invece saresti sicuro della provenienza del prodotto.
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Old 23-07-2009, 21:04   #38
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No, perchè la legge non lo stabilisce.
Se la pasta fosse un prodotto a denominazione IGP o DOP invece saresti sicuro della provenienza del prodotto.
Si sta chiedendo proprio anche questo,che la legge preveda l'etichettatura!!

ROMA - La mobilitazione di Coldiretti a difesa del made in Italy, soprattutto quel latte minacciato dall'invasione di grandi quantitativi d'importazione, si chiude dopo tre giorni di proteste e controllo in valichi e porti con un 'sit in' davanti Montecitorio e facendo pascolare le mucche davanti ai supermercati "alla ricerca di latte e formaggi veramente italiani". L'epilogo della mobilitazione è inoltre suggellato dall'arrivo della bozza del decreto ministeriale sull'etichettatura obbligatoria d'origine per il latte a lunga conservazione e i prodotti lattiero-caseari (per quello fresco e i formaggi e latticini Dop il sistema di etichettatura era già previsto) predisposta in tempi lampo dal ministro delle politiche agricole Luca Zaia.

"Il decreto traccia una nuova filosofia rivolta ad assicurare la certezza dell'origine del prodotto in etichetta" - commenta il ministro Zaia. Il provvedimento sarà perfezionato la prossima settimana dopo un altro giro di tavolo con i rappresentanti della filiera, che hanno praticamente apprezzato all'unanimità il decreto, con qualche perplessità del mondo industriale. Il decreto, che si articola in quattro punti, afferma anche il divieto di impiego di proteine concentrate del latte, caseine e caseinati nella fabbricazione e nella commercializzazione di formaggi e latticini, 'per prevenire frodi nel settore e valorizzare i metodi produttivi consolidati nel tempo''. "Questo decreto l'aspettavamo da tempo, sono estremamente soddisfatto - commenta il presidente di Coldiretti, Sergio Marini - In questi giorni ci siamo mobilitati anche per stimolare percorsi che portassero a una maggiore trasparenza nell'agroalimentare e questo decreto va appunto in quella direzione".

La richiesta dell'etichettatura obbligatoria d'origine per tutti gli alimenti è stata il leit motiv della crociata a favore del made in Italy imbracciata negli ultimi tre giorni da Coldiretti. Il ministro Zaia ha ricordato oggi che il suo ddl per l'etichetta d'origine obbligatoria per tutti gli alimenti sta proseguendo l'iter parlamentare e che intanto questo provvedimento per la maggiore trasparenza nel comparto lattiero- caseario "darà opportunità" a un comparto piegato dal crollo dei prezzi alla produzione e dalla concorrenza dell'import Est europeo. Bene l'etichettatura d'origine per il latte a lunga conservazione e tutti i derivati del latte - afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori - "ma da sola non risolve di certo i complessi problemi che sono costrette ad affrontare le imprese. Resta aperta la grave questione del prezzo alla stalla che ha raggiunto livelli non più remunerativi". Per Confagricoltura, infine, quella di Zaia è "Un'iniziativa apprezzabile nell'ottica di tracciare un percorso che permetta di valorizzare le produzioni lattiero-casearie nazionali".


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Old 23-07-2009, 21:20   #39
Sursit
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Si sta chiedendo proprio anche questo,che la legge preveda l'etichettatura!!

ROMA - La mobilitazione di Coldiretti a difesa del made in Italy, soprattutto quel latte minacciato dall'invasione di grandi quantitativi d'importazione, si chiude dopo tre giorni di proteste e controllo in valichi e porti con un 'sit in' davanti Montecitorio e facendo pascolare le mucche davanti ai supermercati "alla ricerca di latte e formaggi veramente italiani". L'epilogo della mobilitazione è inoltre suggellato dall'arrivo della bozza del decreto ministeriale sull'etichettatura obbligatoria d'origine per il latte a lunga conservazione e i prodotti lattiero-caseari (per quello fresco e i formaggi e latticini Dop il sistema di etichettatura era già previsto) predisposta in tempi lampo dal ministro delle politiche agricole Luca Zaia.

"Il decreto traccia una nuova filosofia rivolta ad assicurare la certezza dell'origine del prodotto in etichetta" - commenta il ministro Zaia. Il provvedimento sarà perfezionato la prossima settimana dopo un altro giro di tavolo con i rappresentanti della filiera, che hanno praticamente apprezzato all'unanimità il decreto, con qualche perplessità del mondo industriale. Il decreto, che si articola in quattro punti, afferma anche il divieto di impiego di proteine concentrate del latte, caseine e caseinati nella fabbricazione e nella commercializzazione di formaggi e latticini, 'per prevenire frodi nel settore e valorizzare i metodi produttivi consolidati nel tempo''. "Questo decreto l'aspettavamo da tempo, sono estremamente soddisfatto - commenta il presidente di Coldiretti, Sergio Marini - In questi giorni ci siamo mobilitati anche per stimolare percorsi che portassero a una maggiore trasparenza nell'agroalimentare e questo decreto va appunto in quella direzione".

La richiesta dell'etichettatura obbligatoria d'origine per tutti gli alimenti è stata il leit motiv della crociata a favore del made in Italy imbracciata negli ultimi tre giorni da Coldiretti. Il ministro Zaia ha ricordato oggi che il suo ddl per l'etichetta d'origine obbligatoria per tutti gli alimenti sta proseguendo l'iter parlamentare e che intanto questo provvedimento per la maggiore trasparenza nel comparto lattiero- caseario "darà opportunità" a un comparto piegato dal crollo dei prezzi alla produzione e dalla concorrenza dell'import Est europeo. Bene l'etichettatura d'origine per il latte a lunga conservazione e tutti i derivati del latte - afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori - "ma da sola non risolve di certo i complessi problemi che sono costrette ad affrontare le imprese. Resta aperta la grave questione del prezzo alla stalla che ha raggiunto livelli non più remunerativi". Per Confagricoltura, infine, quella di Zaia è "Un'iniziativa apprezzabile nell'ottica di tracciare un percorso che permetta di valorizzare le produzioni lattiero-casearie nazionali".


ANSA
Parole parole parole..................
Le normative si fanno in UE, non con la Coldiretti.
Che poi, a me va bene la trasparenza nel settore lattiero-caseario: cercherò con cura il latte tedesco tra i banche del supermercato, visto che è più buono di quello italiano. Basta farsi un giretto in Baviera per vedere con gli occhi come mai lo è.
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Old 23-07-2009, 21:56   #40
ConteZero
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Perchè intanto è una questione di correttezza,chi compra dovrebbe avere tutte le informazioni possibili sul prodotto.Almeno la provenienza della materia prima va messa,come si è fatto per la carne.C'è chi magari vorrebbe favorire le aziende italiane comprando un prodotto veramente italiano magari pagando anche qualcosina in più.Si limita la capacità produttiva delle nostre aziende per favorire il materiale proveniente dall'estero,lo trovo ingiusto
Già, non dormo la notte per questa scorrettezza (si, ogni tanto la sera mi convinco di vivere in Svizzera anziché in Italia, e quindi le scorrettezze italiane me le scordo tutte ).
Detto questo Coldiretti è liberissima d'invertarsi il marchio "magic italy" (o quel che gli pare a loro) e darlo solo a chi segue regole che indicano nel filo e nel segno ogni cosa Coldiretti consideri buona e giusta... ma se poi la gente snobba la roba "magic italy" lo stesso (com'è probabile) la smettano di menarcela con queste cavolate da autarchico sopravvissuto.

Certo che il cioccolato svizzero non ha bisogno di chissà quale marchio per essere cagato all'estero.


...


Che poi non prendiamoci per il sedere... il problema è tutto di PREZZI, perché costa meno il prodotto importato che quello italiano ed ovviamente la gente tende a risparmiare.
Anziché attaccarsi al wishful thinking coldiretti dovrebbe dire ai suoi di abbassare i prezzi e smettere di trattare latte, formaggi, carne e pomodori come fossero prodotti di gioielleria.
Credere che la gente non li compri per ignoranza è da stupidi.
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Ultima modifica di ConteZero : 23-07-2009 alle 22:03.
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