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#41 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2004
Città: verona
Messaggi: 1467
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male per il fatto che c'erano una marea di assenti tra la maggioranza ...
bene per il fatto che 1036 fuorilegge sono liberi di essere accolti nelle case dei nostri cari amici di sinistra che bramano dalla felicità di vederli girare allegramente per le strade ... |
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#42 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Il clandestino serve solo per chi, col culo in caldo, li sfrutta per avere forza lavoro a basso costo. Poi c'è chi, coprendo involontariamente gli sfruttatori, crede davvero che sia solidale, umanitario e altre cose del genere avere dei clandestini nel paese. Ma non è per questo che i clandestini sono qui, ovviamente. Inoltre con la recessione, di avere flussi di centinaia di migliaia di immigrati non ce n'è proprio bisogno, nè necessità..
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We are the flame and darkness fears us ! Ultima modifica di zerothehero : 09-04-2009 alle 13:09. |
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#43 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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We are the flame and darkness fears us ! |
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#44 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2006
Messaggi: 1539
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#45 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 376
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Quote:
Possono sempre scappare, e lo fanno. Inoltre gravano comunque sulle nostre spalle. E le espulsioni sono sempre più difficili di quanto si pensi. Sono TUTTI provvedimenti populisti. Pensassero a fare a pezzi quegli imprenditori che assumono clandestini in NERO (potrebbero regolarizzarli, eh) per risparmiare... L'equazione proposta da Maroni e da tanti altri, cioè il clandestino = criminale non regge. Pensino a quell'equazione, quando mangiano la pasta al pomodoro (chi credete li raccolga i pomodori? Il fiero popolo italico?) o si fanno la spremuta con qualche arancia (anche qui... il fiero popolo italico?). Lavori stagionali gli italiani NUN NE FANNO. |
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#46 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Bergamo
Messaggi: 35
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adesso ci sono le elezioni, la Lega aveva bisogno di un forte argomento per aumentare i voti e quale occasione migliore se non quella di dimostrarsi gli unici dentro il PdL a sostenere la causa. E' quasi banale, si scrive una legge male si litiga all'interno della maggioranza, la lega fa incaxxare gli alleati questi per ripicca stroncano il provvedimento, le lega è incaxxata....e fa il pieno di voti.... i somari del PdL ci sono cascati in pieno....la lega brinda all'ennesimo successo elettorale.... poi dopo si vedrà di aggiustare tutto, come sempre. Ultima modifica di MARCA : 09-04-2009 alle 14:25. |
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#47 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Bergamo
Messaggi: 35
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de|lin|quèn|te p.pres., agg., s.m. e f. 1 p.pres. ⇒delinquere 2a s.m. e f. TS dir., chi commette o ha commesso un fatto previsto dalla legge come delitto 2b s.m. e f. FO chi commette azioni illecite o criminose: arrestare un d., fermare una banda di delinquenti 3 s.m. e f. FO estens., persona malvagia o disonesta, mascalzone: avere un’aria, una faccia da d., agire, comportarsi da vero d. | fam. o scherz., briccone, birbante: quel ragazzino è proprio un d.! 4 agg. BU lett., colpevole: un gesto d. Quindi, a meno che non sia reato introdursi illegalmente in un altro stato, gli immigrati sono delinquenti. |
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#48 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Vicenza
Messaggi: 20130
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C'.a'.z'.a
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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#49 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Ma intanto diamo agli organi inquirenti la possibilità di procedere all'identificazione con maggiore tranquillità senza avere la tagliola dei 60gg, periodo troppo breve. Quote:
Lo è nel momento stesso in cui esiste ontologicamente, a prescindere della sua natura. Non me ne può fregare di meno se i clandestini sono utili a qualche psedoimprenditore italico che fa caporalato e risparmia sulla forza lavoro o se alle famiglie italiane conviene avere badanti sottopagate e in nero. Se delinque, ancora peggio. Si può escludere da tale ragionamento solo il clandestino che magari è tale temporaneamente per dei problemi burocratici di rinnovo del permesso di soggiorno.
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#50 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 376
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2. Come fai ad identificare un clandestino? Non ha certo documenti d'identità... e non è detto che lo stato di origine accetti di averlo rimpatriato. Quote:
Che poi siano nocivi sono d'accordo con te. Ma il problema non sono loro, è chi - per tornaconto personale - gli dà di che vivere. Se non ne avessero se ne andrebbero, o diventerebbero delinquenti. Il vero delinquente è chi assume il clandestino. |
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#51 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
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L'esempio viene dall'alto. Alcuni parlamentari divrebbero stare in galera non in Parlamento. Se mettiamo i girelli a Palazzo Madama sugli indagati o passati in giudicato, i girelli di dx fanno Game Over. fg |
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#52 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
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Quote:
Tu equipari il clandestino come se fosse, chessò, un politico pluriinquisito colluso con la mafia, corrotto e corruttibile. E' strumentale parlare di questo. Eppoi sono arrivati durante il governo di destra. Quindi dovrebbero stare a casa tua semmai, visto che durante la campagna elettorale ci avette fatto due "maroni" così sul monitoraggio delle coste. Sembrava che arrivati voi tutto sarebbe stato risolto. MADDECHE'? Cazzo avete monitorato? Non sono mai arrivati tanti clandestidi come durante La Banans Adminitration. Incapaci. fg Ultima modifica di FabioGreggio : 09-04-2009 alle 23:19. |
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#53 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 2910
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Dai dati che abbiamo, la maggior parte dei "clandestini" lo è per problemi di rinnovo di permesso di soggiorno regolarmente posseduto, spesso con la partecipazione della burocrazia italiana. Dai dati che abbiamo, gli immigrati regolari (quindi l'85-90% del totale) delinquono di meno dei cittadini italiani. Ci stanno parlando di un Italia che non esiste, di un'Italia storpiata e deformata nell'esigenza di mantenere la tensione su alcuni temi per distrarre la popolazione da altri ben più importanti e con più ampie possibilità di decisione. E questo, ripeto, è criminale, e ne pagheremo le conseguenze tutti.
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...Grazie caro Lolek! |
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#54 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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MA il punto è sempre il seguente: 60gg sono troppo pochi. Lo dice Manganelli (capo della polizia italiana) non io. http://www.giustiziapartecipata.com/...anganelli.html Ancora http://it.notizie.yahoo.com/19/20090...o-1204c2b.html Secondo il capo della Polizia in molti casi, insomma, il tempo di 60 giorni per il trattenimento nei Cie dei clandestini e' insufficiente per procedere alle identificazioni e alle espulsioni. ''Questo - ha voluto aggiungere - e' un dato tecnico e non ideologico''. ''Se ci accontentiamo con i clandestini del 'cartellino rosso' va bene - ha concluso Manganelli facendo riferimento alle ingiunzioni di espulsione - ma in questo caso non tutti, poi, lasciano il terreno di gioco''.
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#55 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Un esempio, banale: ![]() ![]() http://archiviostorico.corriere.it/2...80426002.shtml Poi c'è il rapporto del viminale in pdf, vedo se lo recupero, anche se sono un 250 pagine. Lo, so i romeni sono comunitari. ![]() La sproporzione è evidente...ma questo è un discorso a latere..perchè ripeto, un clandestino è nocivo a prescindere, anche se aiuta una vecchietta a buttare la l'immondizia e non delinque.
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We are the flame and darkness fears us ! Ultima modifica di zerothehero : 10-04-2009 alle 01:10. |
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#56 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 2910
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Ma se non si cita a monte che i condannati in carcere sono il 32% del totale, il restante 68% è in attesa di giudizio, si ha un dato pesantemente falsato. Sul paragone con gli italiani invece bisogna tener conto che il 51% della popolazione carceraria è condannata in via definitiva. Altra distorsione, il numero per 10.000, teso a far sembrare enorme il numero di delinquenti, ad occhio. Ora, normalizzando i dati che hai fornito con le 2 considerazioni, otteniamo che: Nazione --> Percentuale condannati in carcere Italia --> 0,033% Romania --> 0,087% Ex-Jugoslavia --> 0,119% Albania --> 0,167% Marocco --> 0,32% Nigeria --> 0,567% Tunisia --> 0,665% Algeria --> 1,013% Numeri certo preoccupanti, ma da qui a far passare l'emergenza "occhio allo straniero che vedi, probabilmente è un delinquente" ce ne passa. Posto un pezzo che risponde a questo come a tutto il 3d. IMMIGRAZIONE: STATUS DI IRREGOLARE E' PRIMA CAUSA DI DEVIANZA di Andrea Di Nicola (Ricercatore in Criminologia, Università di Trento) L’equazione "stranieri uguale criminalità" serpeggia tra i media, i politici e la gente comune. Le notizie sulla sicurezza sono urlate e i cittadini hanno paura. Bisognerebbe fare chiarezza, riportare oggettività in un dibattito "emotivo", per ragionare sulle possibili soluzioni. Come emerge dai dati del Dap e dagli studi condotti dal Centro interuniversitario Transcrime (Università di Trento e Cattolica), il quadro dei dati sugli immigrati presenti nei penitenziari italiani certo non appare roseo: sono tanti e in aumento e anche il confronto con altri Paesi evidenzia che la situazione italiana, pur non essendo la peggiore è complicata. I dati significano però poco se non sono interpretati. I perché di così tanti stranieri sono spesso legati, infatti, a cause oggettive che sfavoriscono i migranti e di cui all’opinione pubblica si da raramente conto. Vediamole. La criminologia da tempo insegna che sono i maschi giovani a delinquere di più. Poiché la popolazione straniera ha più maschi giovani di quella italiana, essa è statisticamente più a rischio di commettere reati. Inoltre, che cosa ci aiuta a conformare le nostre condotte alle regole, a comportarci bene? I legami sociali, gli affetti, la rete di persone intorno a noi, il nostro livello di integrazione nella società. Tutte cose che, non di rado, gli stranieri non hanno. Possono poi sentire il peso della delusione di aspettative non corrisposte; e le frustrazioni, a volte, generano devianza. Un altro fattore da considerare è la condizione - di regolarità o irregolarità - dello straniero. La maggior parte della criminalità degli immigrati - tra il 70 e il 90% a seconda dei reati - è appannaggio degli irregolari. Analisi scientifiche dimostrano che i regolari hanno invece tassi di criminalità più bassi degli italiani. È quindi l’irregolarità a produrre criminalità, e non, come una lettura superficiale dei dati potrebbe far pensare, la semplice nazionalità straniera di una persona. E più le norme sull’immigrazione contribuiranno involontariamente a generare irregolarità, più le nostre carceri traboccheranno di immigrati. Gli extracomunitari sono poi sovra rappresentati perché molti sono perseguiti per violazione delle leggi sull’immigrazione, reati che gli italiani, per ovvi motivi, non possono commettere. Si tratta di delitti per i quali entrano e rimangono in prigione solo per pochi giorni, facendo lievitare i numeri. Oltre a queste violazioni, i reati degli immigrati sono per lo più furti, scippi, rapine e spaccio di stupefacenti. Crimini ad alta visibilità, che allarmano l’opinione pubblica, che attraggono l’attenzione delle polizie più di altri e per i quali è spesso previsto l’arresto in flagranza: questo significa più probabilità, rispetto agli italiani che si concentrano anche su altre forme di criminalità, di essere denunciati e di finire in galera. Così come è più alta la probabilità di denuncia, così, dopo la denuncia, per lo straniero è più elevata la probabilità di rimanere in carcere in attesa di giudizio. Il rapporto tra stranieri e giustizia italiana è difficile. Possono avere problemi a esercitare il diritto alla difesa, per scarse possibilità economiche o per la carenza di una rete di rapporti familiari e/o amicali stabili. Inoltre la limitata conoscenza della lingua può penalizzarli durante l’intero processo penale. Raramente, d’altro canto, propongono appello contro la sentenza. In attesa di giudizio, all’immigrato di rado sono concessi i domiciliari: la custodia cautelare è spesso eseguita in carcere per mancanza di una fissa dimora e perché esiste un concreto pericolo di fuga. Ma anche nel caso di condanna a pena detentiva, le alternative alla detenzione sono usate poco. I motivi sono, anche qui, lo stato di irregolarità unito alla scarsità di strutture lavorative e abitative in grado di accogliere gli extracomunitari. Questi ultimi, in aggiunta, usufruiscono raramente di trattamenti disintossicanti al di fuori del carcere. Per la sostanza prevalentemente usata (la cocaina), la dipendenza è meno forte e con sintomi di astinenza meno violenti di quanto accade per gli italiani. La gestione di stranieri tossicodipendenti in carcere diventa più semplice. Il loro stato di irregolarità o clandestinità non permette poi la copertura sanitaria "fuori". Gli immigrati sono i nuovi ultimi. E nelle carceri finiscono gli ultimi. Le nostre prigioni sono sempre più un grande contenitore di disagio sociale. Un disagio che dovremmo sentire, ma che non ascoltiamo.
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#57 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Se non ti van bene quei dati, possiamo postare il numero delle denuncie (che non equivalgono a condanne, ma non prendiamoci in giro) a carico degli extracomunitari e non (principalmente romeni).
Vedrai che belle sorpresine. Qui una piccola anticipazione, su dati del viminale. ![]() Il che indica un'assoluta sproporzione tra numero delle denuncie e % di immigrati o di comunitari (nella fattispecie romeni) Vogliamo precisare che in Italia molti reati dei colletti bianchi non vengono neanche denunciati e che nessuna etnia è ontologicamente criminale? E chi l'ha mai pensato Ma non è questo il punto: è una questione assolutamente a latere dalla vicenda. Il fatto è che non dovrebbe, idealmente, esserci neanche un clandestino in Italia. PUNTO. E poi il fatto che lo stesso capo della polizia riconosca l'utilità della possibilità di mantenere per 6 mesi nei CIE i clandestini da identificare è un'obiezione difficilmente superabile. Le dichiarazioni son quelle. Edit: calza a pennello. Intervista di Francesco Alberti al sociologo Marzio Barbagli - Corriere «Sì, in quegli anni andava così, non volevo vedere: c'era qualcosa in me che si rifiutava di esaminare in maniera oggettiva i dati sull'incidenza dell’immigrazione rispetto alla criminalità. Ero condizionato dalle mie posizioni di uomo di sinistra. E quando finalmente ho cominciato a prendere atto della realtà e a scrivere che l'ondata migratoria ha avuto una pesante ricaduta sull'aumento di certi reati, alcuni colleghi mi hanno tolto il saluto». Marzio Barbagli ha 70 anni, è professore di sociologia all'Università di Bologna, ha scritto libri importanti sul tema immigrazione e delinquenza e ha curato per il Viminale (ai tempi di Enzo Bianco e Giuliano Amato) il rapporto sullo stato della criminalità. Nel suo libro, Immigrazione e sicurezza (edito dal Mulino), fissa l'impressionante impennata di stupri compiuti dagli extracomunitari: dal 9% al 40% negli ultimi 20 anni, con romeni, marocchini e albanesi a guidare la classifica». Professore, a quando risale questa specie di cecità scientifica? «Parlo di una decina di anni fa... Ma guardi che non ero l'unico, c'erano anche altri colleghi, della mia stessa parte politica, che si rifiutavano di vedere i cambiamenti, sotto il profilo dell'ordine pubblico, che l'ondata migratoria comportava». Eppure non mancavano dati e statistiche. O no? «Certo che c'erano, ma non volevo crederci, non li cercavo nemmeno. Ho fatto il possibile per ingannare me stesso. Mi dicevo: ma no, le cifre sono sbagliate, le procedure d'analisi difettose. Era come se avessi un blocco mentale...». Poi cos'è successo? «Ho capito che non erano i dati ad essere sbagliati, ma le mie ipotesi di partenza». E a quel punto? «Sono finalmente riuscito a tenere distinti i due piani: il ricercatore dall'uomo di sinistra. E ho scritto quello che la realtà mi suggeriva». E alcuni suoi colleghi le hanno tolto il saluto. «Sì, alcuni. Poi ce n'erano altri che, pur sapendo che avevo ragione, mi dicevano che quelle cose non andavano comunque scritte». Lei ha avuto l'onestà e il coraggio di ammettere l'errore: pensa che a sinistra questi condizionamenti ideologici siano molto diffusi? «Di sicuro lo sono stati. E non solo in Italia. Un gap culturale che ha costretto la sinistra ad una faticosa rincorsa, che in parte però sta avvenendo. La stessa Livio Turco, promotrice assieme a Giorgio Napolitano di una legge importante sull'immigrazione, ha ammesso che inizialmente, quando si trovò ad affrontare la questione, non fu semplice superare certi schematismi, una certa immaturità». Cosa le ha insegnato questa esperienza? «È stato un processo faticoso, ma di grande crescita. Ora sono un ricercatore. E nient'altro». Ma rimaniamo al punto, Light..cioè il fatto che per motivi del tutto estranei a considerazioni attinenti alla questione, la camera abbia bocciato il provvedimento di estensione da 2 a 6 mesi della permanenza nei centri di identificazione. :o edit: Ieri ho letto che il Piddì aveva proposto, prima della votazione uno scambio: via alle ronde e votiamo per l'estensione da 2 a 6 mesi della permanenza massima nei centri di identificazione, il che alleggerisce la posizione di quel partito.
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We are the flame and darkness fears us ! Ultima modifica di zerothehero : 10-04-2009 alle 08:29. |
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#58 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Luxembourg
Messaggi: 9332
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ma alla fine basta non avere il salame negli occhi nelle orecchie che è palese la questione ....
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►► Blog in una riga: Lahde Quits Hedge Funds, Thanks `Idiots' for Success ◄◄ "It's so much easier to suggest solutions when you don't know too much about the problem." - Malcolm Forbes
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Bannato
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#60 |
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