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#41 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 1022
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http://demo.istat.it statistiche degli extracomunitari presenti nel territorio della sola città di Treviso a partire dal 2002 ( mancano gli anni precedenti ) 2002 --> 3738 2003 --> 4441 2004 --> 5859 2005 --> 7201 2006 --> 7906 2007 --> 8121 dato che viene riportato persino su wikipedia a livello provinciale : Quote:
naturalmente si può obbiettare che : 1) Gentilini non ricopre più la carica di sindaco dal 2003 in quanto la legislazione attuale limita solo a 2 mandati la possibilità di essere eletto sindaco .... infatti lui ora è VICESINDACO ma tutti in città sanno bene chi è che comanda veramente e prende le decisioni 2) non esiste un nesso causale fra le esternazioni xenofobe di Gentilini e l'aumento del numero di extracomunitari se non ipotizzando che tali extracomunitari sono masochisti e quando sentono qualche politico esternare frasi xenofobo e razziste si fiondano in massa nella sua città per essere maltrattati a dovere . Va però ricordato che una politica basata sulla xenofobia e il razzismo necessità di una popolazione straniera per potersi attuare . |
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#42 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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#43 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2004
Città: verona
Messaggi: 1467
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Fino ad ora leggo solo tue inutili e poco convincenti ipotesi ... Grazie |
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#44 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 1022
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indubbiamente è una mia deduzione ma dato che Gentilini impera a Treviso dal lontano 1994 e nel corso di tutti questi anni in cui ha applicato la sua "tolleranza zero" il numero di extracomunitari non è diminuito ma è addirittura aumentato , si possono fare solamente 2 ipotesi. 1) è un povero inetto incapace di attuare il programma di governo che urla a gran voce dal balcone. 2) è un furbacchione che si diverte a prendere per lo culo i suoi elettori proponendo politiche che poi non seguirà per nulla ... arrivando addirittura a risultati opposti. io opto per la 2) |
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#45 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 2151
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alle prossime potrebbe tranquillamente ricandidarsi
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#46 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: prov di NA
Messaggi: 888
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direi che si puo' chiudere |
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#47 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 1022
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#48 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 2151
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#49 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
Messaggi: 12112
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#50 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
Messaggi: 12112
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#51 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Tristram
Messaggi: 517
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Il sole è giallo |
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#52 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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#53 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
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al momento le graduatorie per praticamente qualunque "erogazione" prevedono che vengano serviti quelli reputati maggiori aventi diritto.
se questi sono tutti immigrati, avranno tutto l'erogato. |
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#54 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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E no...chi viene a lavorare in Italia o in qualsiasi paese comunitario deve avere un salario analogo a quello di un italiano o del paese in cui l'azienda opera..altrimenti si fa liberismo al ribasso a sfavore dei lavoratori del paese con il costo della manodopera più elevato. Detto questo (che è il problema più grosso insieme alla Bolkestein) va anche detto che è facile che ad un italiano girino un pochetto quando gli extracomunitari avendo 3 mogli e 50 figli si vedono sistematicamente scavalcati nell'aggiudicazione delle case popolari..ci vogliono dei meccanismi di riequilibrio o al limite delle quote.
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#55 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Del resto la sinistra ha dato battaglia su questi aspetti e quindi non ci si potrebbe aspettare altro, da me. Ma la questione andrebbe letta come un arretramento delle condizioni dei lavoratori, operato da una c.e. che salvaguarda più che altro le ragioni del capitale. Il "nemico" non è il muratore rumeno, che cerca solo di guadagnarsi da vivere. E il mezzo per risolvere il problema non è farsi la guerra fra poveri. L'obiettivo è avere un sindacalismo europeo all'altezza dei compiti, che sappia tutelare le condizioni di vita e di lavoro di tutti i cittadini, di qualsiasi paese. Ma l'autore del thread pensa, se non ricordo male, che i sindacati siano inutili, perché basta essere bravi: allora si tenga la concorrenza dei rumeni, che evidentemente sono più competitivi degli italiani
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#56 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Ultima modifica di Fritz! : 11-03-2009 alle 13:28. |
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#57 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Vietare per legge che un muratore possa cercare una vita migliore andando a lavorare all'estero? Finisce che richieste dei comunisti e dei leghisti si assomigliano davvero parecchio. |
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#58 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Ho proprio scritto il contrario. I lavoratori europei (meglio sarebbe mondiali, ma per il momento mi accontento) dovrebbero avere il diritto di lavorare nel loro paese o in un altro a loro discrezione. Il fatto è che i paesi dell'est sono stati ammessi nell'Unione perché sono un ghiotto serbatoio di manodopera a buon mercato. Può ancora essere concepibile (anche se fa incazzare) che la Fiat vada a costruire la panda in Polonia perché lì i salari sono più bassi: la vita costa di meno, si capisce la logica. Ma che una ditta rumena possa far lavorare in Italia un rumeno pagandolo con un salario rumeno, anche se è in Italia, è un'aberrazione. Bisogna cercare di andare verso un sistema di contrattazione collettiva europea, cercando di non soffocare le economie più arretrate imponendo salari tedeschi per tutti, ma scongiurando che alla fine ci siano per tutti salari rumeni.
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#59 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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![]() Poi qua si mischiano cose assai diverse. A me pare assurda l'idea che la libera circolazione delle merci sia ok, mentre la libera circolazione dei lavoratori no. Anche e soprattutto perché si tratta di una distinzione per nulla netta. Perché di fatto un operaio Renault o Fiat é in competizione diretta con un operaio della Dacia. Mentre altre categorie vanno difese coi denti... Che poi tra i servizi interessati dalla bolkenstein rientravano anche studi legali o di architetti. Non solo il terribile operaio polacco. Quanto agli italiani assunti dalla Total in Inghilterra.... questi hanno l'obbligo, ovviamente, di rispettare la legge inglese. Ma la legge inglese non fissa salari obbligatori. I muratori rumeni o gli operai italiani, non sono una conseguenza della bolkenstein. La bolkenstein aveva come obiettivo altro, ovvero quello di creare un mercato unico anche nel settore dei servizi, garantendo parità di accesso al mercato europeo. Si trattava di una riforma che andava ad attaccare larghe fette di economie che erano spesso riparate dalla concorrenza per privilegi legali o giuridici poco difendibile. Vedere dietro questa norma il muratore rumeno, o l'idraulico polacco é una lettura infondata e sviata dalle lenti ideologiche. Perché il muratore e l'idraulico non hanno bisogno di quella direttiva. Si muovono già e accettano già salari piu bassi. Come é giusto e normale che sia. Falsa é anche l'idea con cui si pretende che limitare l'accesso ai lavoratori rumeni o polacchi sia nell'interesse della Polonia. Dire che in realtà si vuole "aiutarli a casa loro". Perché permettere loro di emigrare a cercare lavoro é un mezzo potentissimo per aiutarli, proprio a casa loro. |
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#60 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Se mi dici che è una conseguenza dell'ineguale sviluppo delle diverse economie, allora siamo d'accordo nel ritenerlo "normale" e (dal punto di vista dell'operaio rumeno) è magari anche "giusto". Ma se vuoi dire che è giusto e normale che i lavoratori dei paesi meno avanzati possano essere usati come una leva per abbassare il salario medio di tutti, allora potrà essere magari normale, ma non certo giusto (a meno che non facciamo anche una media dei prezzi fra i nostri e quelli della Romania). Che vi siano delle distorsioni macroscopiche dovute all'unificazione di economie così diverse mi pare palese: usare l'aggettivo "normale" mi sembra francamente un po' azzardato. E con questo, bada bene, non sto dicendo che sono antieuropeista (o che le mie idee sono simili a quelle della lega). La mia lamentela è legata al fatto che il processo di integrazione europea ha costituito un'occasione (molto ben sfruttata) per spostare i rapporti di forza contrattuali in direzione di un vantaggio del profitto rispetto al salario. Se vogliamo farvi fronte, è ineludibile l'avvio della costruzione di reali forme europee di organizzazione dei lavoratori titolate alla contrattazione. E' questo il punto da cui muovo per la critica alla lega: non è con la guerra fra poveri che si risolve il problema, ma con l'unità dei lavoratori europei. Non ho ben capito invece qual è la tua posizione in merito.
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