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#2481 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
Messaggi: 661
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Ha combattuto (?) Berlusconi abbassandosi allo stesso livello. Con tutta la solidarietà possibile per il padre e la pena per la poveretta (io probabilmente avrei fatto come il padre, anche se non me lo auguro) cerchiamo di capirci: Se il problema è tale che la coscienza dei singoli deve ritenersi libera da condizionamenti allora nulla si può dire al governo che ha votato "secondo la sua coscienza" (ed in effetti è stato coerente con il suo elettorato di centro cattolico) Quindi Di Pietro non poteva dare linee guida alla coscienza dei suoi deputati ma, allo stesso tempo, non ha nessun titolo per opporsi a parole a quello che è un voto di coscienza del governo (la macchina che legge il pensiero non esiste e non si possono fare supposizioni su un voto di coscienza) Se il problema è, invece, il diritto all'autodeterminazione ed al rispetto della dignità della propria vita allora Di Pietro ha fatto benissimo a contrastare Berlusconi (almeno a parole) ma doveva far si che il suo partito riconoscesse questo diritto alle persone. Delle due l'una: o è un voto di coscienza o non lo è. E qualunque sia la risposta deve essere applicata ai deputati della maggioranza, non si può, per onestà intellettuale, riconoscerla a IDV e non al PDL. Salvo ilazioni, è ovvio, ma spero che non si sia in questo caso
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I cattivi a volte si riposano, gli imbecilli mai |
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#2482 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: TP
Messaggi: 515
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Finalmente puoi riposare in Pace Eluana.
Ciao.
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Firma In Costruzione. |
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#2483 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2006
Città: Looking for a place to call home
Messaggi: 5325
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Non difendo assolutamente l'operato di "simili personaggi" nè tantomeno la cecità della Chiesa di fronte a certi argomenti. Ma sinceramente quando uno dice cazzate palesi tipo il papa non può parlare perchè è tedesco, dunque discendente di Hitler (perchè mi pare che il significato fosse quello) mi sembra che il minimo sia scrivere quello che ho scritto.
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A.L.M. @ HWBOT | Personal PC: Asus N56VZ | Work PC: Lenovo Thinkpad T420 (Core i5 2520M, 4GB ram, 320GB 7200rpm) | Mobile device: iPhone 4S Work It Harder, Make It Better, Do It Faster, Makes Us Stronger, More Than Ever Hour After Hour Work Is Never Over |
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#2484 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Città: Bergamo
Messaggi: 7547
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#2485 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2008
Messaggi: 808
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#2486 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2007
Messaggi: 7806
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#2487 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2008
Messaggi: 808
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)o, come qualcuno disse su questo forum poco tempo fa(chiedo scusa ma non ricordo chi è stato), il rutto del brutto anatroccolo |
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#2488 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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La sospensione delle cure può e deve avvenire solo se il paziente lo vuole espressamente o se l'ha manifestato in modo cosciente e sicuro in precedenza e non sulla base di una dichiarazione estemporanea che di fatto non ha alcun valore.
Di certo non ritengo degno di uno stato civile che una paziente in stato vegetativo venga soppressa togliendole l'idratazione. Pare che abbia avuto un blocco renale, tra l'altro. Inconcepibile.
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We are the flame and darkness fears us ! |
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#2489 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
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veramente, anche a chi esplicitamente chiedeva di non continuare le cure A LUI somministrate, questo stato ha risposto picche....
in questo stato non si può morire se "non lo dice" qualcun altro. evviva. |
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#2490 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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(inoltre nella sentenza la corte d'appello non parla dell'idratazione come una forma di accanimento terapeutico).Insomma, d'ora in poi per far star meglio un paziente le si negherà l'idratazione...mah. L'hanno dovuta pure trasferire in uno ospizio, perchè le suore e le infermiere della struttura (suore che l'hanno accudita per ben 17 anni, evitandole le piaghe da decubito e garantendole uno stato fisico discreto, come lo stesso Delfanti ha dovuto ammettere) non l'avrebbero mai lasciata morire. Ripeto: mi auguro che una roba del genere in ITalia non avvenga mai più. Chi vuole morire per disidratazione che lo esprima per iscritto (quando mi auguro si farà il testamento biologico) o nomini un fiduciario qualora non sopportasse di vivere in stato vegetativo permanente. Gli altri, a mio avviso, dovranno essere curati e non soppressi mediante disidratazione perchè ritenuti "vite non degne di essere vissute". Tanto valeva ucciderla direttamente con che so del cloruro di potassio o altri veleni.
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We are the flame and darkness fears us ! Ultima modifica di zerothehero : 11-02-2009 alle 00:03. |
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#2491 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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#2492 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2000
Città: BUSTO ARSIZIO
Messaggi: 1103
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quanto mi piacerebbe essere napoletano ! come dice berlusconi tutte le volte che passa davanti al quirinale ... roberto benigni |
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#2493 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2000
Città: BUSTO ARSIZIO
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#2494 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2005
Città: Castiglione Olona
Messaggi: 22640
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zerothehero, purtroppo se la politica poltrisce o si occupa di altro (e anche male) c'è poco da fare. Si spera che con questa triste vicenda si possa avere un trattamento più degno per quanto riguarda chi vuole porre fine la sua vita perché in condizioni critiche (consapevolmente). Si spera che non debba più essere un tribunale a decidere ciò, ma che sia demandato alla persona.
Io ci credo poco sinceramente. I nostri politici son bravi a fare tante cose, ma a gestire un paese.
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#2495 | |||||
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Bergamo
Messaggi: 35
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Trala realtà e l'immaginazione c'è una linea, e non tutti hanno il coraggio di attraversarla. Quote:
Quindi se non è morta ieri ma 17 anni fa, il cadavere sarà putrefatto? No, spiacente, la realtà è un altra, le batteva il cuore e respirava, da sola... Quote:
Altre domande, o curiosità? Quote:
Rimane il fatto che per 17 anni è rimasta vivia, e ieri dopo 4 giorni senza alimentazione è morte, casualità? Sarebbe bello crederci. |
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#2496 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Troppo comodo. Io non ti chiedo di fare silenzio, solo perchè quello che tu dici non mi trova concorde. Poi avrebbero dovuto stare zitti (di fronte ad una paziente morta per disidratazione indotta presso un ospizio del nostro paese) anche i 25 neurologi che non hanno condiviso la sentenza contro Eluana? Te li elenco tutti: Sergio Barbieri Direttore Neurofisiopatologia, Ospedale Maggiore, Milano Professore Associato di Neurologia, Università di Milano Paolo Bergonzi Professore Ordinario di Neurologia, Università di Udine Dario Caldiroli Direttore Neuro-Anestesia e Rianimazione, Istituto Neurologico Besta, Milano Massimo Camerlingo Direttore Neurologia, Zingonia-Osio Sotto (BG) Antonio Carolei Professore Ordinario di Neurologia, Università dell’Aquila Gerardo Ciardo Direttore Neurologia e Riabilitazione, Ospedale di Tricase (LE) Giancarlo Comi Professore Ordinario di Neurologia, Università Vita e Salute, Milano Domenico Consoli Direttore Neurologia, Ospedale di Vibo Valentia Erminio Costanzo Direttore Neurologia, Azienda Ospedaliera “Cannizzaro”, Catania Giuliano Dolce Direttore Scientifico, Istituto Sant’Anna, Crotone Gian Luigi Gigli Professore Straordinario di Neurologia, Università di Udine Mario Guidotti Direttore Neurologia, Ospedale Valduce, Como Nicola Latronico Direttore Neuroanestesia e Neurorianimazione Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia Professore Associato di Anestesia e Rianimazione Università di Brescia Matilde Leonardi Coordinatore Progetto Nazionale Funzionamento Disabilità e Stato Vegetativo, Istituto Neurologico Besta, Milano Maria Grazia Marciani Professore Ordinario di Neurologia, Università di Roma “Tor Vergata” Anna Mazzucchi Direttore, IRCCS Fondazione Don Gnocchi, sede di Parma Arrigo Moglia Professore Ordinario di Neurologia Direttore del Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università di Pavia Alessandro Padovani Professore Ordinario di Neurologia, Università di Brescia Aldo Ragazzoni Dirigente Neurologo Azienda Sanitaria di Firenze Professore a contratto, Clinica Neurologica, Università di Firenze Paolo Rossini Professore Ordinario di Neurologia, Università “Campus Bio-Medico”, Roma Walter Sannita Professore Associato di Neurologia, Università di Genova Roberto Sterzi Direttore Neurologia, Ospedale Niguarda, Milano Danilo Toni Direttore Unità Terapia Neurovascolare Università di Roma “La Sapienza” Emilio Ubiali Direttore Neurofisiopatologia, Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Bergamo Davide Zarcone Direttore Neurologia, Azienda Ospedaliera di Gallarate ************************************************** Appresa dalla stampa la disponibilità di un collega neurologo a interrompere l’idratazione e la nutrizione assistita con cui è alimentata e mantenuta in vita Eluana Englaro, i sottoscritti neurologi operanti nelle Università e negli Ospedali del Servizio Sanitario Nazionale esprimono una posizione fortemente alternativa alla decisione del collega ed alle sentenze della Corte di Cassazione e della Corte di Appello di Milano che lo autorizzerebbero all’interruzione della alimentazione, con conseguente inevitabile morte della paziente.. Sentono inoltre il dovere di riaffermare alcuni fondamentali evidenze scientifiche ed etiche, senza le quali il vivere civile, l’organizzazione sociale e la nostra professione corrono il rischio di allarmanti derive. Il paziente in stato vegetativo non necessita di alcuna macchina per continuare a vivere, non è attaccato ad alcuna spina. Non è un malato in coma, né un malato terminale, ma un grave disabile che richiede solo un’accurata assistenza di base, analogamente a quanto avviene in molte altre situazioni di lesioni gravi di alcune parti del cervello che limitano la capacità di comunicazione e di auto-sostentamento. La nutrizione e l’idratazione del paziente, per quanto assistite, non sono assimilabili a una terapia medica, ma costituiscono da sempre gli elementi fondamentali dell’assistenza, proprio perché indispensabili per ogni persona umana, sana o malata. La cannula attraverso cui la nutrizione viene fornita non altera tale elementare verità, essendo al massimo assimilabile ad una protesi o ad un ausilio. La stessa Corte di Cassazione, nella sua sentenza, riconosce che l’alimentazione assistita “non costituisce oggettivamente una forma di accanimento terapeutico e che rappresenta, piuttosto, un presidio proporzionato al mantenimento del soffio vitale…”. La nutrizione e l’idratazione assistite, infatti, possono essere praticate nelle persone che lo necessitano senza causare sofferenza o violenza alcuna e senza addirittura interferire con l’eventuale attività lavorativa. Queste persone sono decine e decine di migliaia (centinaia di volte di più dei Pazienti in stato simile a quello della Sig.ra Englaro che in Italia si stimano essere circa 1500) e per una parte la loro incapacità a nutrirsi è anche associata ad un deficit cerebrale marcato che non le differenzia molto dallo stato di Eluana. Ci chiediamo cosa faremo con tutte loro e su che base sarà possibile scegliere. Dobbiamo - lo Stato, la Comunità, i Medici - eliminarle tutte? Dal punto antropologico, inoltre, desideriamo ribadire che il paziente in stato vegetativo non è un vegetale, ma una persona umana. Come la stessa Cassazione riconosce, “chi versa in stato vegetativo permanente è, a tutti gli effetti, persona in senso pieno, che deve essere rispettata e tutelata nei suoi diritti fondamentali, a partire dal diritto alla vita e dal diritto alle prestazioni sanitarie, a maggior ragione perché in condizioni di estrema debolezza e non in grado di provvedervi autonomamente”. Proprio per questo, afferma la Cassazione, la persona in stato vegetativo ha in campo sanitario gli stessi diritti degli altri cittadini (diritti che per la Englaro sono stati rispettati, facendole trascorrere questi anni curata ed assistita amorevolmente in un centro specializzato) e “la tragicità estrema di tale stato patologico - … che nulla toglie alla sua dignità di essere umano – non giustifica in alcun modo un affievolimento delle cure e del sostegno solidale, … a prescindere da quanto la vita sia precaria e da quanta speranza vi sia di recuperare le funzioni cognitive”. Dal punto di vista neurologico, il paziente in stato vegetativo non è in morte cerebrale, perché il suo cervello, in maniera più o meno imperfetta, non ha mai smesso di funzionare, respira spontaneamente, continua a produrre ormoni che regolano molte delle sue funzioni, digerisce, assimila i nutrienti. Non è neanche in coma, perché, ha un ciclo relativamente conservato di veglia e di sonno, riesce a muoversi anche se non a camminare o stare in piedi, ed in una qualche misura (a noi ancora ampiamente sconosciuta, ma che le più recenti metodiche di analisi della funzione cerebrale stanno portando alla luce) ha una sua –per quanto grossolana- modalità di percezione. E’ infatti utile ricordare che studi recenti di imaging funzionale e di neurofisiologia clinica dimostrano con chiarezza che in alcuni di tali pazienti è possibile evocare risposte che testimoniano di una residua possibilità, più o meno elementare, di percepire impulsi dall’ambiente con susseguente analisi e discriminazione delle informazioni. In ogni caso, allo stato attuale delle conoscenze, le esatte basi anatomiche e fisiologhe della coscienza non sono conosciute, mentre sono sempre maggiori le evidenze che collocano i processi della coscienza anche in sedi del sistema nervoso centrale diverse dalla corteccia cerebrale (principale sede di danno nello stato vegetativo). Non vi è certezza assoluta neanche sul fatto che il paziente in stato vegetativo non possa provare qualche forma di sofferenza e la stessa sentenza dei giudici di Milano si preoccupa che alla Englaro vengano somministrati sedativi durante il processo di morte per disidratazione. Pur essendo le possibilità di recupero sempre minori con il passare del tempo dall’insulto cerebrale, oggi il concetto di stato vegetativo permanente è da considerarsi superato e sono documentati casi, benché molto rari, di recupero parziale di contatto con il mondo esterno anche a lunghissima distanza di tempo. È pertanto assurdo poter parlare di certezza di irreversibilità. Sulla base di queste considerazioni, riteniamo che la sentenza sul caso Englaro non rappresenti un intervento per por fine ad un accanimento terapeutico o a pratiche assistenziali improprie, ma il tentativo di far entrare per vie giudiziarie nella nostra legislazione il potere assoluto di autodeterminazione da parte del paziente o -in questo caso- di chi lo rappresenta o crede di rappresentarlo, fino alla scelta della morte, se la vita viene ritenuta indegna di essere vissuta. Riteniamo ancor più inaccettabile che la volontà di terzi (fossero anche i genitori) possa sostituirsi, interpretandola, alla volontà del paziente, innescando il rischio, in simili casi, di pratiche discriminatorie basate sulla percezione esterna della qualità della vita altrui. Per quanto riguarda la nostra professione, riteniamo che in tale contesto, il rapporto medico-paziente è ridotto a mero contratto ed il medico a prestatore d’opera tecnicamente qualificata, intesa, nel caso specifico, ad affrettare la morte del paziente, contravvenendo i fondamenti della professione medica e le regole basilari della società civile. Siamo anche molto preoccupati che le considerazioni della magistratura sulla possibilità di por fine ai pazienti in stato vegetativo come Eluana Englaro possano finire per estendersi ad altre categorie di pazienti neurologici, come i dementi o i cerebropatici gravi che, in fase avanzata di malattia, possono trovarsi in condizioni cliniche non dissimili da quelle dei pazienti in stato vegetativo. Infine, riteniamo disumano il modo proposto di mettere a morte la paziente, attraverso il digiuno e la sete, in una lenta agonia che porterà alla morte attraverso la lenta devastazione di tutto l’organismo. Per tutti questi motivi, Signor Procuratore Generale, le chiediamo un intervento urgente della che blocchi, prima che sia troppo tardi, l’esecuzione di quella che sempre più appare come una sentenza di condanna a morte. A nome e per conto degli aderenti sottoelencati, confidando nella sua attenzione, le porgo i più distinti saluti e ossequi ****************************************************************** Come vedi non c'è tutta questa unanimità (nè presso la classe medica, nè nel paese) verso la morte per disidratazione indotta di una paziente in stato vegetativo permanente. Per fortuna, aggiungo. Se poi ci deve essere silenzio (nell'ambito di nostra competenza, cioè nel forum), tale silenzio deve esserci da entrambe le parti e non solo da una. Per quanto mi riguarda, non protesterei nemmeno se si chiudesse il thread.
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We are the flame and darkness fears us ! Ultima modifica di ChristinaAemiliana : 11-02-2009 alle 02:12. |
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#2497 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2000
Città: BUSTO ARSIZIO
Messaggi: 1103
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scusami , tu con la mente non fermi il respiro
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quanto mi piacerebbe essere napoletano ! come dice berlusconi tutte le volte che passa davanti al quirinale ... roberto benigni |
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#2498 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Quello che più mi trova concorde nell'appello dei 25 neurologi è l'ultima frase.
Cito: le chiediamo un intervento urgente della che blocchi, prima che sia troppo tardi, l’esecuzione di quella che sempre più appare come una sentenza di condanna a morte. Condanna a morte che non ha avuto neppure la sembianza di una "bella morte" (eu-zanatos -> eutanasia) perchè la paziente ha avuto tutto fuorchè una bella morte (a meno che qualcuno non pensi che morire disidratati sia una bel modo di congedarsi da questa vita).
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#2499 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Poi prova e riprova, i giudici hanno reinterpretato le leggi in modo diverso, accontentandosi non di una dichiarazione documentale certa e consapevole della paziente, ma di testimonianze raccogliticcie di una volontà presunta di ben 17 anni fa.
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#2500 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Città: Milano
Messaggi: 479
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NESSUNO SA ESATTAMENTE se Eluana ha sofferto o no, percepito o no cosa le stava succedendo, etc etc... Poi ci possono essere due correnti di pensiero: 1) Nel dubbio, meglio evitare di uccidere una persona. 2) Il 99,999% delle persone, anche se si riprendesse da una situazione del genere, preferirebbe morire, quindi comunque non si è trattato di ucciderla, ma di alleviare le sue sofferenze. Certo che le persone che sono certe della seconda, potrebbero anche evitare di dare dei "cattotalebani" agli altri, giusto per dare aria alla bocca, o per flammare... A questo punto è meglio chiudere il thread, e rispettare il silenzio che ha chiesto il padre di Eluana... edit: zerothehero, per favore, sfoltisci un po' quegli asterischi, che stanno spaccando il layout del forum, grazie...
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Curioso di sapere se il tuo medico o dentista è laureato, o è un ABUSIVO? Ci vogliono 10 secondi, controlla qui: http://application.fnomceo.it/Fnomce...fessionisti.ot |
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