in collaborazione con Hisense

Hisense svela la gamma TV 2026: RGB MiniLED dai 55 ai 116 pollici

Hisense svela la gamma TV 2026: RGB MiniLED dai 55 ai 116 pollici

Architettura a LED rossi, verdi e blu indipendenti al posto della retroilluminazione bianca, con gamut fino al 100% di BT.2020 e classe B sul 100 pollici. Tre serie dalla R8 d'ingresso alla serie X da 116 pollici, sponsor del Mondiale FIFA 2026

di pubblicata il , alle 14:21 nel canale Audio Video
Hisense
 

Hisense porta sulla nuova gamma TV 2026 l'architettura di retroilluminazione RGB MiniLED, che genera il colore direttamente alla sorgente luminosa e non più tramite il filtro davanti al pannello LCD. La tecnologia debutta su tre serie: la R8 d'ingresso, declinata dai 55 ai 100 pollici, la R9 sui tagli medio-grandi da 65, 75 e 85 pollici, e la serie X di punta nei tagli 100 e 116 pollici, sostenuta dalla sponsorizzazione FIFA del Mondiale 2026.

Cosa cambia rispetto a un MiniLED tradizionale

Per capire perché la tecnologia RGB MiniLED rappresenti una novità conviene ricapitolare cosa accade dietro a un pannello LCD moderno. La parte che genera l'immagine è il pannello a cristalli liquidi, che modula la luce filtrandola attraverso una matrice di pixel rossi, verdi e blu. La luce, però, arriva da dietro: dalla retroilluminazione, storicamente composta da LED bianchi (in pratica LED blu con fosfori che convertono parte dello spettro in giallo, restituendo un bianco percepito). Il colore si ottiene quindi a valle, filtrando una luce che nasce neutra o che viene resa tale, e buona parte dell'energia luminosa va persa nel passaggio.

La tradizionale tecnologia MiniLED, arrivata sul mercato di consumo negli ultimi anni, mantiene questa logica: la sorgente resta bianca, ma viene suddivisa in migliaia di piccole zone (le zone di local dimming) accese e spente in modo indipendente. Il risultato è un contrasto migliore e un HDR più convincente, perché le aree scure possono spegnersi davvero. La natura della luce, però, non cambia: il colore resta lavoro del filtro anteriore.

Il salto del RGB MiniLED

Il RGB MiniLED ribalta lo schema. La sorgente luminosa non è più bianca: ogni punto di retroilluminazione è composto da piccolissimi LED rossi, verdi e blu indipendenti, controllabili separatamente. Il colore nasce così direttamente dalla sorgente, e non viene estratto dal filtro a valle, con tre risvolti pratici.

Il primo riguarda il gamut. Disponendo di sorgenti monocromatiche pure per i tre primari, lo spazio colore riproducibile arriva fino al 100% di BT.2020, lo standard di riferimento per i contenuti UHD/HDR. Nel confronto proposto da Hisense, un pannello QLED tradizionale si ferma intorno al 75% di BT.2020.

Il secondo riguarda l'efficienza. In un pannello tradizionale il filtro colore lavora per sottrazione: per ottenere un rosso puro deve assorbire e buttare via la parte verde e blu della luce bianca che lo attraversa, e lo stesso vale per ogni altra tonalità. Gran parte della luce generata, insomma, viene sprecata prima ancora di arrivare all'occhio. Il filtro colore del pannello LCD non scompare nemmeno con il RGB MiniLED, e resta necessario per definire il colore alla scala del singolo pixel, ma parte da una luce già orientata verso la tonalità richiesta e ha quindi molto meno da correggere e da assorbire. Lo spreco si riduce, e la stessa potenza elettrica si traduce in più luminanza effettiva sullo schermo. Il picco di luminosità arriva fino a 8.000 nit nella variante massima della serie X. Lo stesso meccanismo si riflette anche sui consumi: i tagli da 75 e 85 pollici della R9 raggiungono la classe energetica C, mentre il 100 pollici della R8 sale in classe B, in un segmento in cui la maggior parte dei TV in commercio si colloca tra le classi D e C.

Il terzo riguarda la salute degli occhi. La luce blu non è tutta uguale: la porzione più corta dello spettro, sotto i 455 nm, è quella che le certificazioni di comfort visivo prendono di mira, ed è proprio la banda in cui cade il picco di emissione dei LED bianchi tradizionali, costruiti su un diodo blu corto rivestito di fosfori. I LED blu impiegati nella retroilluminazione RGB emettono invece in una banda più lunga, fra 455 e 500 nm, spostando l'energia luminosa fuori dalla zona più aggressiva. Per questa caratteristica c'è la certificazione TÜV Rheinland.

Controllo a 108 bit, zone e processore d'immagine

A sostenere il modulo di retroilluminazione c'è una catena di elaborazione basata su due chip sviluppati internamente da Hisense: il motore di trattamento dell'immagine (l'AI Hi-View Engine X sulla serie di punta) e il controller della retroilluminazione RGB. Su questa base Hisense dichiara un controllo spaziale del colore a 108 bit.

Il numero di zone di local dimming varia da modello a modello e dà la misura della granularità con cui la retroilluminazione può essere modulata. La R8 parte da 704 zone sul 55 pollici e cresce con la diagonale: 936 sul 65, 1.296 sul 75, 1.728 sull'85 e 2.520 sul 100 pollici. La R9 conta 1.056 zone sul 65 pollici, 980 sul 75 e 1.320 sull'85. La serie X arriva a 3.456 zone sulla variante da 100 pollici e 3.584 su quella da 116. Sulla R9 c'è un secondo parametro rilevante, le Color Control Unit, cioè le singole unità RGB indipendenti, dichiarate in 12.672 unità sul 65 pollici, 17.640 sul 75 e 23.760 sull'85.

Le tre serie in sintesi

A parte la conta zone e il picco di luminosità (3.800 nit sulla R8, 4.000 sulla R9, 8.000 nit sulla serie X), la differenziazione fra le tre serie ricalca quella consueta delle gamme TV di fascia alta.

La serie X di punta abbina pannello a 165 Hz, processore AI Hi-View Engine X, audio firmato Devialet in configurazione 6.2.2 canali da 110 W complessivi, Dolby Vision IQ, HDR10+ Adaptive, HLG e una dotazione di tre HDMI 2.1 più una USB-C multifunzione. La R9 mantiene la maggior parte delle caratteristiche del top di gamma, con pannello nativo a 180 Hz, processore quad-core MT9655 e audio Devialet 4.1.2 canali da 90 W. La R8 condivide processore e frequenza di aggiornamento con la R9, adotta una configurazione audio 2.1.2 da 50 W e amplia la dotazione a quattro porte HDMI 2.1 complete (ALLM, VRR a 180 Hz, eARC). Le serie R8 e R9 supportano inoltre Dolby Vision 2 Max.

Gaming, USB-C e VIDAA

Trasversale a tutta la gamma è il pacchetto di funzioni accessorie. Sul fronte gaming, il Native 180Hz Game Mode (165 Hz sulla serie X) combina pannello ad alta frequenza, VRR e pipeline a bassa latenza, con elaborazione del movimento gestita da algoritmi AI. Il pannello adotta un trattamento Anti-Reflection e Glare-Free per ridurre riflessi e velo lucido negli ambienti illuminati.

L'introduzione della porta USB-C sui modelli R9 e serie X è una delle novità più visibili: trasferimento dati, ingresso video fino a 4K 165 Hz e ricarica di dispositivi compatibili fino a 10 W, con un solo cavo. Le HDMI 2.1 supportano l'intera dotazione delle specifiche più recenti, dal VRR all'ALLM all'eARC.

Il sistema operativo è VIDAA, con personalizzazione dei suggerimenti basata su AI, supporto Alexa nativa, VIDAA Voice e integrazione AirPlay 2. Tra gli accessori, il nuovo telecomando a ricarica solare con USB-C di riserva, retroilluminazione dei tasti e funzione Find my remote tramite cicalino integrato.

La gamma 2026 estende così il RGB MiniLED dai tagli ultra-grandi della serie X fino alle diagonali più diffuse della R8, a partire dai 55 pollici.

 
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